Dante di destra? È la pena del contrappasso

(Marcello Veneziani) – Ora che avete finito di sganasciarvi dalle risate di scherno e di superiorità per la boutade del ministro dei beni culturali, Gennaro Sangiuliano su Dante Alighieri fondatore del pensiero di destra, proviamo a dire qualcosa di serio.

Si può condividere in pieno, in parte o per niente la sua provocazione, come lui stesso l’ha definita, ma alla fine si è trattato di una ritorsione, ovvero Sangiuliano ha applicato in senso contrario una pratica assai diffusa, soprattutto a sinistra. Anzi, per usare una categoria dantesca, ha usato la pena del “contrappasso”.

Dunque, come si esprime il monopolio ideologico della sinistra sulla cultura quando affronta temi, opere e autori del passato? Lo schema prevalente è il riduzionismo, ovvero tutto viene riportato al presente. Parlano di Gesù Cristo come del primo rivoluzionario della storia, difensore degli ultimi. Parlano di Enea come del primo migrante e profugo di guerra, sbarcato clandestinamente. Parlano delle lotte tra patrizi e plebei come un esempio di lotta di classe. Parlano del tumulto dei ciompi come il debutto della Cgil nel medioevo… Parlano di san Francesco come un profeta dell’uguaglianza, un difensore dei poveri e un nemico delle gerarchie, e gli affiancano per rispettare le quote e la parità dei sessi, Santa Chiara, come se fosse una femminista ante litteram. Non c’è opera lirica o dramma teatrale che oggi non venga rappresentato con l’allusione all’oggi, travestito nel presente, su tematiche del politically correct di oggi: i migranti, i transgender, l’antifascismo. Ci sono nazisti pure nella tragedia greca. E nella lotta politica, nel 1948, i socialcomunisti trascinarono perfino Garibaldi come simbolo del Fronte popolare, loro che erano stalinisti e lui che difendeva al patria e la libertà.

Tutto viene ridotto al presente, o nei più colti diventa una metafora allusiva del presente. Dal ’68 in poi, a scuola e ovunque, per misurare il valore e la grandezza di un autore si pesa la sua attualità: ricordo menate indecorose proprio su Dante per tirarlo nell’attualità o per dannarlo col metro dell’inattualità. Dire che Dante sia il fondatore del pensiero di destra è l’applicazione coerente, e forse inconsapevole, di quello schema ideologico retroattivo.

Mi pare perfino ovvio obiettare che destra e sinistra sono categorie moderne, mentre Dante è in tutto medievale e i classici vanno preservati i dagli usi e gli abusi di chi li costringe nel letto di Procuste del presente. Ma se serve a denunciare l’immiserimento dei grandi nelle gabbiette del nostro tempo, allora il paragone è utile, anzi didattico. E poi, se è sbagliato abbassare il Sommo Poeta al nostro oggi, è invece lodevole tentare di innalzare la bassezza dell’oggi a una dignità superiore. Dopo tante ricerche affannose e ridicole dei pantheon d’autori, per rivendicare, dantescamente, “chi fuor li maggior tui” ovvero chi sono i padri nobiii a cui riferirsi, partire da Dante significa perlomeno guardare in alto. E liberare il pensiero di destra dal tentativo altrui di ricacciare le sue radici nel fascismo. Chi ama la tradizione viene da più lontano.

Mi sono occupato a lungo del pensiero di destra e a Dante ho dedicato vari scritti e un libro. Mai ho sostenuto che Dante fosse il padre della destra, l’ho definito “nostro padre” riferendomi a noi italiani. Per dirla in breve, in un suo intervento sul Corriere della sera, Sangiuliano citava dal mio libro questo passo: “La fonte principale, più alta e vera della nostra identità è Dante Alighieri. A lui dobbiamo la lingua, il racconto, la matrice, la visione. L’Italia intesa più che nazione, come civiltà”. La nostra identità, intendevo, di noi italiani.

Dante è trascinato nell’attualità da almeno due secoli. Anzi, la riscoperta di Dante la dobbiamo proprio all’uso di Dante nella vicenda risorgimentale. Dopo l’uso che ne fece il Risorgimento, Dante fu usato per dare un fondamento all’Italia unita, col pullulare di monumenti e toponimi danteschi e la nascita della società Dante Alighieri. Il fascismo fece largo uso della “vision de l’Alighieri”, come cantava Giovinezza nella versione fascista. Lo faceva avvalendosi di letture carducciane e dannunziane, dei saggi di Giovanni Gentile e di altri eminenti studiosi, che non trascinavano Dante nell’attualità ma elevavano il momento storico e l’idea fascista al rango dell’ispirazione dantesca. E Dante si prestava ai fascisti, ai carducciani, ai risorgimentali? Lui no, naturalmente, ma ciò che aveva detto e fatto poteva prestarsi a quella lettura, nel nome dell’amor patrio e della civiltà, della nostalgia del sacro romano impero, della passione per la romanità e per la fierezza, per l’avversione ai mercanti e all’usura, alla “gente nova e i subiti guadagni che orgoglio e dismisura han generato”. Per questo, citavo nel mio libro, Sanguineti lo reputò un reazionario e Umberto Eco lo definì “un intellettuale di destra”, sottolineando che predicava il ritorno all’Impero mentre fiorivano i liberi comuni. E Giorgio Almirante, appassionato di Dante, lo citava sempre in parlamento e nei comizi, a memoria, e a lui si richiamava più che a ogni altro autore o pensatore.

Dunque? Dante è universale e universale resta. Dante è eterno e non è di questo o di quel tempo. Dante è grandissimo poeta, ma anche pensatore e scrittore civile, e pur vivendo e scontando le sue passioni politiche, fino alla faziosità più sanguigna, non si può ridurre a questa o a quella fazione attuale. Però ora capite meglio che succede quando si piega la storia e la letteratura al nostro oggi. Perciò non atteggiatevi a superiori, voi danteggiatori di sinistra, perché ogni giorno tacete sulla forzata attualizzazione di storie e autori.

Quanto a Dante, non s’è crucciato, vede le cose da lontano e dall’alto per indignarsi. Ne ha passate troppe nei secoli per arrabbiarsi di un’innocua richiesta di affiliazione. I grandi autori sono come fontane aperte ai viandanti, notava Nietzsche ne la Gaia Scienza, ciascuno si abbevera come vuole, “i ragazzi la sporcano coi propri pastrocchi” e altri passanti la intorbidano, gettandovi la loro attualità; ma noi siamo profondi e “diventiamo di nuovo limpidi”.

La Verità

30 replies

  1. Premettendo che M. Veneziani è un premio Nobel se confrontato con P. Buttafuoco e che la visione politica dantesca può essere evinta solo da opere minori come il “de monarchia”,quindi sminuendo Dante stesso per come lo conosciamo,

    mi pare abbastanza evidente che il tentativo di difendere il “ministriculo” sia fallimentare.

    Dante apparteneva alla corrente dei guelfi “bianchi” in contrapposizione dei guelfi “neri”( ed è già significativo questo😀).

    “i guelfi bianchi erano un gruppo di famiglie aperte alle forze popolari, perseguivano l’indipendenza politica ed erano fautori di una politica di maggior autonomia nei confronti del pontefice, rifiutandone l’ingerenza nel governo della città e nelle decisioni di varia natura.

    I guelfi neri, invece, che rappresentavano soprattutto gli interessi delle famiglie più ricche di Firenze, erano strettamente legati al papa per interessi economici e ne ammettevano il pieno controllo negli affari interni di Firenze, incoraggiando anche l’espansione dell’autorità pontificia in tutta la Toscana.”
    Fonte wiki.

    Gioggia cristiana cattolica e lobbista….Dante contro il papa e con il popolo(semplificazione)

    Sono però d’accordo con Veneziani quando valuta di “bassa lega”,il continuo e secolare tentativo della sinistra di accaparrarsi,manipolando,tutta la Cultura del paese.

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    • «… Lo stesso rimprovero d’inadeguatezza che abbiamo mosso a Rossetti e Aroux può essere rivolto anche a Éliphas Lévi, il quale, pur affermando l’esistenza di un rapporto con gli antichi misteri, vi ha scorto soprattutto un’applicazione politica, o politico-religiosa, che a nostro parere ha un’importanza secondaria e a torto presuppone che le organizzazioni iniziatiche [I Fedeli d’Amore, a cui Dante era affiliato, ndr.] siano direttamente impegnate nelle lotte esterne. Ecco infatti ciò che dice questo autore nella sua Histoire de la Magie:

      “I commentari e gli studi sull’opera di Dante si sono moltiplicati, ma nessuno, per quanto ne sappiamo, ne ha segnalato il vero carattere. L’opera del grande Ghibellino è una dichiarazione di guerra al Papato attraverso l’audace rivelazione dei
      misteri…”.

      In realtà, la volontà di “rivelare i misteri”, anche supponendo che sia cosa possibile (e di fatto non lo è, perché non c’è vero mistero se non l’inesprimibile), e la risoluzione di “prendere in contropiede il dogma”, o di rovesciare consapevolmente il senso e il valore dei simboli, non sarebbero i segni di un’iniziazione molto alta. Fortunatamente, per quanto ci riguarda,
      non vediamo niente di simile in Dante, il cui essoterismo, al contrario, si nasconde dietro un velo piuttosto difficile da penetrare, e al contempo poggia su basi strettamente tradizionali; fare di lui un precursore del protestantesimo, e magari perfino della Rivoluzione, semplicemente perché fu avverso al Papato sul terreno della politica, significa fraintendere
      completamente il suo pensiero e non comprendere affatto lo spirito del suo tempo…».

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      • Rafforzativo di quello che ho detto.
        Vi è il Dante “sublime e ultraterreno “ della Divina Commedia… dove i cretini sia di destra che di sinistra vedonopolitica e affini dove non esistono.

        E poi vi è un Dante che vive nella contingenza, coi piedi nel fango della politica;che fosse contro il papato è un fatto storico e l’esilio ne è la prova.
        Io ho citato il “de monarchia”… vi è qualcosa anche nel “de vulgari eloquentia”.
        Bisogna scendere a questi termini se si vuole violentare il Dante associandogli una connotazione politica.
        In questo ambito il miserrimo ministro e il suo ufficio stampa Veneziani sbaglia nuovamente.
        Oh Gatto su un po’ di coraggio, non nasconderti sempre dietro al mantello del virgolettato di Guenon e altri studiosi iniziati modello scientology del secolo scorso.
        La tua pura opinione ogni tanto… so che ne sei capace.

        (L’ho toccata piano😂😂😂)
        Buona serata

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      • E sì che si direbbe di avere a che fare con una personcina intelligente: lo capisci che non è questione di timidezza (a titolo più o meno ironico, non ha importanza valutare…) e che, come si suole dire con orgolglio “la farina del proprio sacco”, non vale nulla e a me non ha mai interessato punto?

        “…Per costoro, si tratta anche di legare il loro nome ad un «sistema», e cioè ad un insieme di teorie strettamente limitate e circoscritte, che stia bene a loro stessi e che non sia altro che opera loro; da qui il desiderio di essere originali ad ogni costo, anche a costo di sacrificarvi la verità; per la reputazione di un filosofo è meglio inventare un nuovo errore che ripetere una verità già espressa da altri. Peraltro, questa forma di individualismo, a cui si devono tanti «sistemi» contraddittori, quando addirittura non lo sono in se stessi, si riscontra anche presso gli scienziati e gli artisti moderni; ma forse è nei filosofi che si può distinguere più chiaramente l’anarchia intellettuale che ne è l’inevitabile conseguenza. In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di un’idea, e, in ogni caso, se lo facesse, per ciò stesso la priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché la ridurrebbe a
        nient’altro che ad una sorta di fantasia senza alcuna portata reale: se un’idea
        è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla, se invece è falsa non è certo il caso di gloriarsi per averla inventata. Un’idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi e a noi spetta solo conoscerla; al di fuori di una tale conoscenza non v’è che l’errore; ma, in fondo, davvero i moderni si preoccupano della verità e sanno ancora cos’è?”

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      • 😂😂😂😂😂
        La tua è Bakthi…totale devozione per Guenon.😂😂😂Giusto così.
        Fossi in te cambierei il nickname in “Rene l’unico dicitore della verità”

        W il re ! W il re!W la tradizione! W il re!
        😂😂😂😂
        Si scherza dai.
        👋

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    • Grazie di non averlo definito “ghibellino”, come fanno alcuni attraverso il filtro romantico del Foscolo!

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  2. Mannò, Dante era ispiratore, antesignano del pentapartito, come dimostra nel sonetto”Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”. Altro che destra o sinistra, di centro era! Venezia’che ti sogni?

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  3. Santo cielo, quanta disonestà intellettuale! Secondo Veneziani dire che Dante era di destra equivale a sostenere che Gesù era un rivoluzionario e che la sinistra si appropriò indebitamente di Garibaldi.
    Quella di Enea è una sciocchezza, d’accordo, ma il pensiero di Gesù (o quello a lui attribuito dagli evangelisti) era obiettivamente rivoluzionario (non in senso politico, ma in senso etico e umano), mentre Garibaldi aveva davvero idee socialiste, anche se non assimilabili al marxismo.

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    • “…ma il pensiero di Gesù (o quello a lui attribuito dagli evangelisti) era obiettivamente rivoluzionario (non in senso politico, ma in senso etico e umano)”,

      Sempre timidamente, Carlgen permettendo, piuttosto che impastare con la farina del mio sacco, mi permetterei di usare un altro virgolettato per dirimere tale (falsa) questione circa il presunto rivoluzionario che si vorrebbe fosse stato il Cristo:

      “Mt 5,17-19
      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
      «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
      Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».”.

      Il Cristo fu molte cose, ma non certo un rivoluzionario, caso mai un “adattatore”, se così è lecito esprimersi.

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      • Nel contesto dell’epoca, Mt 5, 6, 7, ma anche 21, 22 a me sembrano più che rivoluzionari, e quindi come ogni vera rivoluzione, anche recente, quando il messaggio è così potente e difficile da piegare si decise infine di incanalarlo e a cavalcarlo in maniera funzionale, in quel caso all’Impero, come in ogni Storia che si rispetti..

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      • Un altro, l’ennesimo della serie, affetto da una delle tante varianti di materialismo storico: non siete capaci di concepire nient’altro se non un’umanità che, come l’attuale, (s)ragiona sempre e comunque in termini di banalissimi giochetti di potere temporale, credendo che nulla possa esistere di diverso e che gli uomini siano stati, dovunque e sempre, gli stessi scontati e tristi individui di oggi.

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      • Gatto, ritengo che questo passaggio sia stato detto per rassicurare i suoi correligionari. Prenderlo come esempio del fatto che il suo pensiero non fu rivoluzionario (anzi, lo è ancora) non tiene conto del complesso del suo messaggio. Pensiamo anche solo alla parabola dei lavoratori dell’ultima ora, quanto ha da dire ancora oggi, relativamente alle nostre compulsioni e ai nostri sistematici errori di valutazione! Ci sono dei passaggi del Levitico che ha semplicemente cancellato con un tratto di penna. La questione del luogo di adorazione di Dio l’ha risolta davanti alla Samaritana in modo estremamente moderno. Il fatto è intendersi sul significato di “rivoluzionario”: non lo intendo semplicemente rispetto all’Ebraismo (in parte lo fu, in parte no), ma rispetto alla psicologia umana.

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      • Pirgo, che tu ritenga che quanto riportato in Mt. sia stato detto per rassicurare i suoi correligionari (se proprio si volesse scendere a questi livelli di psicologia spiccia alla Recalcati, sarebbero più gli avversari, quelli ai quali sarebbe stata rivolta una rassicurazione, con una frase di quel tipo… Ma capirete mai che l’aspetto psicologico e morale, non è che una inevitabile e allo stesso tempo trascurabile conseguenza, e non il movente del messaggio che un Rasul-Inviato, per questo motivo eminentemente Nabi-Profeta e Re, porta all’umanità?) è un tuo (non) rispettabilissimo punto di vista e nessuno può vietarti di esprimerlo, ma, non ti offendere, non conta nulla.

        Ci si vuol rendere conto o no che un Rasul non può, per definizione, essere un rivoluzionario, pena il dar credito all’incongruente ipotesi che la Parola divina, veicolata dai suoi pari rango precedenti, non sia stata che un tragico errore? Come si fa a non capire che ciò che un Inviato porta come messaggio al mondo, non è che un ADATTAMENTO, non una RIVOLUZIONE, che le circostanze di tempo e di luogo esigono affinché le Influenze Spirituali possano ancora agire in modo efficace (ovvio che lo “Spirito” non può perire, ma ritrarsi dal divenire, sì, se non trova un supporta adatto alla Sua manifestazione e la fine delle civiltà antiche, romana compresa, ne è una testimonianza!)

        Alla bisogna, concludo con un ennesimo virgolettato, tanto ostico a Carlgen, già visto sopra, ché credo sia sempre, oggi più che mai, attuale:

        “…Un’idea vera non può essere «nuova» [quindi nemmeno “rivoluzionaria”, ndr.], poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi e a noi spetta solo conoscerla; al di fuori di una tale conoscenza non v’è che l’errore; ma, in fondo, davvero i moderni si preoccupano della verità e sanno ancora cos’è?”!!!

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      • To my friend “the cat”

        Oh gatto😂😂😂
        (Oh maccherone tu m’hai provocato e io mo te magno.cit.)😂😂😂

        Rivoluzionario da rivoluzione.

        Dal latino Rivolutio-onis.
        “Rivolgimento,ritorno”

        Da un Dio che sta fuori di noi (cosa dicevano gli ebrei?)…

        Gesù compie e predica un “rivolgimento”verso noi stessi,un ritorno a guardare dentro di noi e non fuori.

        “Il regno dei cieli è dentro di noi”… non sulle nuvole.
        E come ogni rivoluzionario fu crocifisso(allegoria?).

        Gioco partita incontro.Per oggi è tutto.😂😂😂😂

        Sempre con simpatia,getta nel cestino il breviario di Guenon,stampa i miei post e tienili in tasca…sono più utili…Guenon è poco proficuo anche in questo caso…non fa che accrescere il mio Ego.😉🤣😉🤣
        Dovrò riparare con un paio di giorni di penitenza e di silenzio.😂😂😂

        😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
        Al prossimo round della nostra disputatio…con rispetto verso di te…un po’ meno verso Guenon

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      • “Gioco partita incontro.Per oggi è tutto.😂😂😂😂”…

        Sembrerebbe tu sia completamente all’oscuro della storiella del Piccione campione del mondo di scacchi 😂😂

        RIVOLUZIONARIO (sia come sostantivo che aggettivo):

        “Che rinnova un ordine politico e sociale: l’età dei comuni è un’età r.; o anche che porta mutamenti radicali in qualsiasi ramo dell’attività umana: un’idea, una teoria, una scoperta r.; un quadro, un libro r., RADICALMENTE NUOVO NELLA FORMA E NEI CONTENUTI.”.

        Ecco, ciò premesso, nessun Profeta/Inviato può essere rivoluzionario!

        Non posso dire “palla al centro”, ché l’hai scdaraventata malamente in tribuna! Meglio allora: “home run/fuori campo. Per oggi, ma anche per ieri e domani, è tutto 😂😂😂😂”!

        PS: ognuno ha i suoi devoti, io Guénon con “é”, tu Terzani e si vede.

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      • Gatto
        io sono ancora, da sempre, alla ricerca di un esemplare di homo sapiens che sia uno… che sia tu?!?
        A proposito, tempo permettendo, sto leggendo il tuo libro.
        Come direbbero le anime semplici qui, tanta roba.. ma deve decantare.
        Alla prossima.

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      • @ the Cat

        Io non mi avventurei troppo nella semantica:😂😂😂
        Hai preso già diverse “scoppole” da Anail.😉
        Il latino non mente,la treccani da un significato moderno del termine e hai scelto quello che va bene a te.

        Fossi in te punterei più sulla tecnica in cui tu e Guenon siete maestri😂😂
        La tecnica del FUMOGENO dialettico!😂😂😂😂😂

        Quando le cose nella discussione si mettono male,
        Si accende un fumogeno…non vedi più tu(o Guenon) e non vede più nemmeno l’interlocutore.
        Molto semplice.Molto furbo.😂😂😂😂

        Ps.ti ricordo che io non ho guru…nemmeno Terzani.
        Buona giornata furbacchione 😉😄

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      • “Il latino non mente, la treccani da un significato moderno del termine e hai scelto quello che va bene a te.”.

        Guarda, a me queste cose non le dovresti proprio dire: io non ho scelto il significato che va bene a me, ma, a ragion veduta, quello che modernamente viene con ciò inteso, per il semplice motivo che non io, ma Pirgo lo declinava in tale maniera.

        E visto che scomodi il latino che non mente (quando fa comodo a te) e nel contempo parli di “scoppole” da parte di Anail, ti rinfresco la memoria (mi pare tu ti riferisca alla locuzione SANCTA SANCTORUM https://infosannio.com/2022/11/23/il-campione-dei-centri-sociali/ Quando lessi il tuo intervento, non gli diedi molto peso, ma visto che insisti…):

        «Nell’ebraismo il Santo dei Santi o Santissimo o SANCTUM SANCTORUM (in ebraico קֹדֶשׁ הַקֳּדָשִׁים Qodesh ha-Qodashim) costituiva l’area più sacra del tabernacolo prima e del Tempio di Salomone dopo. In quest’ultimo era anche chiamato “devir” e aveva una forma perfettamente cubica con lato lungo 20 cubiti, cioè 8,4 metri. Il Santo dei Santi occupava un terzo della lunghezza del santuario ed era separato per mezzo di una tenda, il parochet, dal locale principale detto “il Santo” o in ebraico “echal”… L’espressione “Santo dei Santi” traduce letteralmente l’espressione ebraica corrispondente “Qodesh ha-Qodashim”, benché in ebraico essa indichi un superlativo assoluto e perciò possa essere più correttamente tradotta come “Santissimo”. Anche nelle altre lingue antiche (greco, latino, ecc.) o moderne è molto comune questa traduzione letterale. Nella Vulgata il Santissimo viene indicato non SOLO come “SANCTUM SANCTORUM”, ma anche al plurale come “SANCTA SANCTORUM”, espressione nella quale il plurale fa riferimento non al luogo ma per sineddoche agli oggetti cultuali santissimi in esso contenuti.».
        “Et mensus est longitudinem eius viginti cubitorum et latitudinem viginti cubitorum versus faciem templi. Et dixit ad me: “Hoc est SANCTUM SANTORUM”. (Prophetia Ezechielis 41, 4)”
        “E ne misurò la sua lunghezza venti cubiti e la sua larghezza venti cubiti verso la faccia del tempio. E mi disse: ‘Questo è il Santo dei Santi’ ”.

        Non accetto lezioni né da Brezza né da te su queste questioni, soprattutto quando si crede che il termine SANCTUM SACTORUM sia un termine corrispondente a:
        “…un luogo fittizio dei fumetti creato da Stan Lee e Steve Ditko pubblicato dalla Marvel Comics. La sua prima apparizione avviene in Strange Tales n. 110. Appare in: Strange Tales (Vol. 1) n. 110 Città: New York, Lower Manhattan”.

        https://infosannio.com/2022/10/24/ma-mi-faccia-il-piacere-67/

        MA MI FACCIA IL PIACERE PROPRIO! E’ ESATTAMENTE la versione moderna dell’itaGliano, tanto invisa a te 😂😂 (un po’ meno a Brezza), che ha scelto sbrigativamente una sineddoche come versione ufficiale per significare IL SANTO DEI SANTI.

        Fossi in te punterei più sulla tecnica in cui tu e Terzani siete maestri😂😂
        La tecnica del SALTO QUANTICO dialettico!😂😂😂😂😂

        Quando le cose nella discussione si mettono male, si accende un bosone…che vedi solo tu(o Terzani) e tutti quegli interlocutori che credono Dio una particella.
        Molto semplice. POCO furbo. 😂😂😂😂

        PS: ti ricordo che nemmeno io ho un guru… figuriamoci Guénon che ha passato la sua vita a dire che le individualità, compresa la sua, contano zero.
        Buona giornata furbacchione 😉😄

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      • @ the Cat

        Il problema non è che non accetti lezioni…e chi vuole dartele?

        Il problema è che non capisci le lezioni.
        È differente!

        “ Santo dei Santi o Santissimo o SANCTUM SANCTORUM (in ebraico קֹדֶשׁ הַקֳּדָשִׁים Qodesh ha-Qodashim) costituiva l’area più sacra del tabernacolo”

        Proprio per questo quando si usa questa locuzione la si usa solo e unicamente per indicare quel luogo.
        Non là si usa ad minchiam. Lasciamo stare poi la blasfemia(ma è secondario,se non l’ultimo dei problemi)

        Se uno vuole fare il “colto”usa sancta sanctorum,che ha un senso figurato e spesso scherzoso…vedi treccani.
        È sempre bene partire da Gramellini(🤣) passare per tanti altri,arrivare a Fini…e magari concludere con Terzani…
        Se si vuole capire ed usare correttamente la lingua italiana.
        Buona giornata furbacchione🤣😂🤣🤣🤣

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      • Sei proprio un curioso essere, non vorresti darmi lezioni, ma dici che non le capisco: e come potrei capirle o meno se non c’è nessuno che me le dà? Delle due, l’una: o c’è qualcuno che me le dà, ma fa finta di non darmele e allora potrei anche non capirle, oppure se non c’è nessuno che me le dà, il problema di capirle o meno non si pone. Come mai ti incarti come un distratto studentello di filosofia al primo anno che non vedrà mai la luce del secondo, perché toccherà ripiegare, per campare, sulla professione, molto più redditizia e alla portata, di lap dancer?

        Inoltre, scomodare la blasfemia che per me, invece, è il principale degli argomenti, risulta alquanto ridicolo. Se fosse per questo, sarebbe blasfemo usare allo stesso modo pure SANCTA SANCTORUM, in quanto il significato è sempre inerente alle Cose sacre in quel Luogo contenute.
        Era evidentissimo che lo usavo “In senso fig., e spesso scherz., [come] luogo riservato ed esclusivo, cui hanno accesso soltanto pochi iniziati e privilegiati: il s. s. della politica, dell’economia; mi hanno permesso di entrare nel s. s. della redazione.”.

        Ti pare che la Treccani riporterebbe come ufficiale, l’uso di una versione blasfema? Dai, su, da bravo…

        “Se uno vuole fare il “colto”usa sancta sanctorum, che ha un senso figurato e spesso scherzoso…vedi treccani.”: ma proprio per niente! Ha ANCHE un senso figurato e scherzoso, come ho riportato sopra, ma soprattutto, in primis, lo usa per indicare proprio quel Luogo:

        “locuz. lat. [che traduce il gr. τὰ ἅγια τῶν ἁγίων e l’ebr. qōdesh haqǒdāshīm, propr. «le cose sante tra le sante»], USATA IN ITAL. COME S. M. – 1. Nell’Antico Testamento, la parte più interna e sacra del tempio di Gerusalemme, dove prima dell’esilio era collocata l’arca dell’alleanza (Esodo 26, 34), nella quale poteva entrare soltanto il sommo sacerdote, nel giorno del kippūr. 2. Per estens.: a. La parte della chiesa cristiana vicina all’altare maggiore, oppure al tabernacolo del Sacramento. b. La cappella privata dei papi situata al primo piano dell’antico patriarchio di S. Giovanni in Laterano. 3. In senso fig., e spesso scherz., ecc., ecc…”.

        Ma dove vuoi andare a parare? Ma che stai a di’? Che c’entra poi la questione di fare il “colto”? Io faccio quello che mi pare, o devo chiedere il permesso a qualcuno prima di scrivere una frase in latino?

        Infine, mi pare non sia affatto vietato quando si scrive in itaGliano fare uso di lingue diverse dallo stesso, latino compreso: questo ho fatto. Ho usato il latino perché ho ritenuto la versione originale più acconcia a ciò che volevo significare, quindi tutt’altro che ad mentula!

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      • @the cat

        Lungi da me dare lezioni.
        Tu sei un ottimo ricercatore,sai cercare da solo le risposte: secondo me unisci però le risposte giuste alle domande sbagliate.
        Capita agli autodidattas 😂.

        Oggi sono cotto;
        Sono stato al Golgota a portare i fiori sulla tomba del mio bisnonno Carlo.
        Stasera ho il cambio delle lenzuola.Non però voglio mettere quelle di cotone sulla mia Pietra dell’Unzione in camera da letto.
        Opterò per il lino…stasera userò la Sacra Sindone che ho appena lavato e stirato. Oh che profumo di lavanda!!!
        Non vedo l’ora di mettermi sotto le coperte e immergermi nella lettura di un libro di un certo peso… la stele di Rosetta.
        😂😂😂😂😂😂😂
        Che vitaccia!
        Buonaserata Gatto

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  4. Dai, abbiamo conosciuto il nostro Ministro: della solita serie “Purchè se ne parli”.
    Veramente le persone non sanno starsene zitte: cosa non si fa per una comparsata in più. Avevo preso su kindle alcuni anni fa un suo libro su Putin, non era malissimo. Peccato.

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  5. AAA: Cercasi personaggio storico di alto livello, anche a.C., pure preistorico, per ridare prestigio a Destra cafona, a corto di nomi buoni e piena di collusi e corrotti.
    .

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    • E’ impresa assai ardua, visto che tutti i personaggi di alto livello, anche preistorici, se li è accaparrati la Sinistra raffinata, ingolfata di nomi buoni e piena di gentleman irreprensibili!

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  6. Dante di destra.
    Messer Dante degli Alighieri, Guelfo bianco, condannato all’esilio perché ostile al papa.
    Benito Mussolini, dux del fascismo, stipulatore del concordato.

    Veneziani, vai al licite!

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