Meloni dice che va a fare la spesa e che intorno al suo governo c’è «tanto tanto affetto». Quattro anni di palazzo per arrivare al banco del pesce.

(di Giulio Cavalli – lanotiziagiornale.it) – «Sono andata a fare la spesa l’ultima volta al supermercato sabato scorso, se vuole può andare a chiedere». Risponde così, il 13 maggio in Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al senatore Francesco Boccia (Pd) che le chiedeva conto del Paese reale. E aggiunge che intorno al suo governo c’è «tanto tanto affetto». Quattro anni di palazzo per arrivare al banco del pesce.
Riassumiamo. All’Aja, il 25 giugno 2025, Meloni firma l’impegno Nato del 5% del Pil per la difesa entro il 2035: secondo l’osservatorio indipendente Mil€x circa 700 miliardi in dieci anni, 6-7 miliardi in più ogni anno. Lo firma per blindare l’asse con Donald Trump. Il 14 aprile 2026 Trump la liquida così: «Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo. Non vuole aiutarci». Per il Telegraph è «la fine dell’idillio».
E poi c’è l’altro fronte. Per accreditarsi come leader responsabile in Europa, Meloni ha sposato la disciplina di bilancio che in campagna elettorale prometteva di rovesciare. Risultato: la manovra 2026 vale 22 miliardi, deficit al 2,8%, l’Irpef scende dal 35 al 33% per i redditi tra 28 e 50mila euro. Intanto l’Istat certifica 5,7 milioni di poveri assoluti, l’8,4% delle famiglie, una produzione industriale che nel 2024 è arretrata del 4%, peggio ha fatto solo la Germania, e i nuovi posti di lavoro che sono soprattutto a tempo determinato per gli over 50, il lavoro povero che la sua propaganda doveva cancellare. Matteo Salvini, che vorrebbe violare il patto di stabilità europeo per avere soldi da spendere, intanto la logora dall’interno e nei giorni dell’attacco di Trump si è definito «da sempre d’accordo» con il presidente americano. Il vaso di coccio tra i vasi di ferro, accusato di avere ceduto ai poteri forti che doveva combattere.
Quale Meloni farà allora la campagna del 2027? Quella istituzionale è il vaso di coccio che a Bruxelles e alla Casa Bianca conta zero. Quella sovranista l’hanno smentita le sue stesse firme. Resta la Giorgia che il sabato fa la spesa e incassa «tanto tanto affetto» al banco del pesce. Quattro anni dopo il «Io sono Giorgia», l’unico bunker che le rimane è il numerino della pescheria.
Anestesia generale
(Di Marco Travaglio) – Chi ricorda la Procura generale di Milano di Francesco Saverio Borrellli (“Resistere, resistere, resistere”) e di altri monumenti della Giustizia italiana fatica a rassegnarsi all’idea che oggi quello stesso ufficio stia dando una prova tanto imbarazzante di sé sul pasticciaccio brutto su Nicole Minetti. I fatti, grazie al Fatto, sono stranoti. La grazia frettolosamente e incautamente concessa da Mattarella alla pluripregiudicata ex igienista dentale di B. si basa su un parere favorevole di 23 righe della Procura generale sullo “stile di vita successivo al reato che l’ha vista impegnata costantemente in attività umanitarie”, la “seria e concreta volontà di riscatto sociale”, la “radicale presa di distanza dal passato deviante” che fra l’altro era causato da B. e dai suoi “condizionamenti esterni ormai esauriti, da cui la condannata ha dimostrato di essere oggi persona impermeabile”. Purtroppo il Fatto ha documentato che erano balle: la Minetti ha continuato a esercitare il mestiere di prima, nel locale del compagno Cipriani a Ibiza e nella di lui tenuta a Punta del Este. Abbiamo intervistato Graciela, ex dipendente di Cipriani, che racconta di molestie da lei stessa subite e di festini per Vip con ragazze brasiliane, argentine e italiane selezionate e gestite dalla futura graziata. Prima in forma anonima e poi col suo nome al Fatto e infine in video a una tv uruguayana, racconta e riracconta ciò che ha visto in casa Cipriani, vincendo la paura per ciò che potrebbe accaderle in un Paese dove la vita vale pochi centesimi. E, in tv, aggiunge di avere altre cose da riferire, evidentemente ancor più gravi, che però dirà solo “alla Procura italiana che presumibilmente mi convocherà”.
Ma la Procura generale, dove il riesame del parere sulla grazia è affidato allo stesso sostituto che l’ha firmato, fa sapere che non la convocherà perché al suo racconto “mancano i riscontri”. Oh bella, ma se non l’hanno neppure ascoltato! Da quando i riscontri a un testimone si cercano (per escluderli) prima di averlo sentito? Eppure la donna, se vuol dire “certe cose” solo ai magistrati per non passare da “complice” di quanto ha visto e subìto, è perché pensa che si tratti di fatti illeciti ancor più gravi di quelli che ha raccontato ai cronisti. E se due ex colleghe le hanno scritto che è stata “molto coraggiosa” a denunciare e potrebbero confermare le sue parole, è perché i riscontri potrebbero fornirli proprio loro, se non bastasse la sua parola. O il problema è proprio che quei racconti smentirebbero il Pg e dunque Mattarella? È difficile immaginare un simile comportamento della Procura generale di 25 anni fa, con Borrelli al vertice. Ma probabilmente il problema non si sarebbe proprio posto, perché Borrelli non avrebbe mai avallato la grazia alla Minetti.
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Sulla statuina di Santa Maria Goretti Minetti prevedo una bella colata di sabbia, come ai vecchi tempi!
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Il potere non processa mai se stesso.
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Dalle parte del PD silenzio tombale . Quelli che sono vissuti per più di un lustro sull’anti berlusconismo e raccontando delle sue perversioni ,dei bunga bunga , delle sue fantasie megalomani fino a Ruby rubacuori nipote di Mubarak, oggi tacciono e credono alla redenzione di Minetti . Vabbè, tanto da noi non esiste l’ impeachment. Quelli esiste solo per Trump che poi per certi versi somiglia tanto al nostro satrapo estinto per le sue occupazioni e ” hobby” .
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NON SAPEVO CHE UNA DONNA POTESSE ESSERE COSI SCHIFOSAMENTE FALSA ED IPOCRITA !!!
LEGGETE QUESTO BEL POST di Vlasta Sikic.
Cara Giorgia Meloni,
al question time hai raccontato con orgoglio che sabato sei andata al supermercato a fare la spesa.
E avresti voluto dimostrare cosa, esattamente?
Che sei una persona normale?
Che conosci i problemi quotidiani delle famiglie italiane?
Che bastano due immagini tra gli scaffali per sembrare “vicina al popolo”?
Perché la differenza è semplice:
noi al supermercato ci andiamo per necessità, non per narrazione politica.
Ci andiamo facendo i conti mentalmente corsia dopo corsia.
Ci andiamo sperando che il totale alla cassa non superi quello che abbiamo sul conto.
Ci andiamo lasciando indietro qualcosa ogni settimana, perché ormai comprare tutto è diventato un lusso.
E allora dimmelo:
te ne sei accorta davvero di quanto costa vivere oggi?
Hai visto i prezzi della pasta raddoppiare negli ultimi anni?
Hai notato quanto pesa comprare carne, pesce, frutta, detersivi, pannolini?
Hai provato quella sensazione fastidiosa di prendere in mano un prodotto… e rimetterlo sullo scaffale perché “stavolta no”?
Perché è questo che fanno milioni di italiani.
Non le passerelle.
Non i video studiati.
Non le scenette costruite per i social con la musica giusta e la didascalia patriottica.
La realtà è fatta di stipendi che non bastano più.
Di pensionati che contano le monete.
Di genitori che saltano qualcosa per far mangiare i figli meglio.
Di ragazzi che lavorano tutto il mese e comunque arrivano in rosso.
E mentre la gente taglia, rinuncia, si arrangia, voi continuate a raccontare una favola dove basta una foto al supermercato per sembrare dalla parte del popolo.
Ma il popolo vero non ha bisogno di recite.
Ha bisogno di salari dignitosi, bollette sostenibili, affitti umani e prezzi che non cambino ogni settimana.
Magari la prossima volta, invece di raccontarci che sei andata a fare la spesa, prova a restare in fila alla cassa con chi deve scegliere se comprare l’olio o pagare una bolletta.
Forse lì capiresti davvero cosa significa “fare la spesa” nel 2026.
Perché trasformare anche il supermercato in propaganda politica è triste.
Ma ancora più triste è vedere persone applaudirti come se fosse un gesto eroico.
Noi non abbiamo bisogno della “premier del popolo”.
Abbiamo bisogno di qualcuno che smetta di prendere in giro il popolo
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Azz, notevole!!
Brava Viviana, e brava Vlasta Sikic!
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Ha fatto la spesa e intorno c’era tanto……….. affettato!!
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e alla fine nessuno l’ha presa a pesci in faccia?
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ops… c’è andata con la scorta!
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Hai visto i prezzi della pasta raddoppiare negli ultimi anni?
No, non li ho visti.
https://www.corriere.it/economia/consumi/25_febbraio_03/pasta-dopo-anni-di-rincari-il-prezzo-torna-a-calare-ma-solo-pochi-centesimi-al-chilo-260c42c9-b4b0-41dd-8f88-b35a0b649xlk.shtml
@ Viviana Vivarelli: per favore, informa la signora Vlasta Sikic che la persona incaricata di farle la spesa le sta facendo una cresta notevole (oppure, in alternativa, falle almeno notare che rispondere ad una demagogia con un’altra demagogia rischia di indebolire il messaggio che si vorrebbe rafforzare).
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la manina
Sta cosa che meloni pensi che sia sufficiente uscire dal villone da un milione e mezzo di euro accatastato come sgabuzzino e andare al Conad a comprare la lombata di vitello per essere una donna der popolo vi fa capire quanto sia totalmente scollata dalla realtà.
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QUESTA HA L’IGNORANZA LARGA COME I PANTALONI
Meloni confonde il peso fiscale col gettito fiscale.
Michele Bonatesta
Ogni volta che la Meloni parla in Parlamento il livello Istituzionale si suicida.
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Giorgia Meloni: “Vado a fare la spesa per stare in mezzo alla gente”. Domanda: l’aereo dove lo parcheggia?
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RIASSUNTO DELLE PUTTANATE DELLA SETTIMANA
1- Trump incontra Xi Jinping che gli propone di evitare la trappola di Tucidide. Trump sta ancora cercando di capire chi sia questo economista di nome Tucidide.
2- Meloni in Parlamento dice di andare spesso anche lei al supermercato e non notare l’aumento dei prezzi, forse dovrebbe andarci con lo stipendio da 1000 euro (senza click)
3- Dopo Manzoni via anche Marx, Gramsci e Spinoza dai programmi scolastici. Secondo Valditara sarebbero pericolosi perché aiutano a ragionare.
4- Il ministro Giuli(vo) licenzia tutto il suo staff, reo di non essere all’altezza dell’egemonia culturale di destra basata sul nulla.
5- Alla Biennale di Venezia è scontro tra titani della cultura come Salvini e Giuli. Già così dà l’idea dell’egemonia culturale di destra
6- Agli internazionali di Tennis di Roma, non avendo nulla da fare il lavoratore Salvini perde il suo pomeriggio a vedere una partita.
7- Il Governo del merito propone un ginecologo alla Corte dei Conti, chissà cosa pensano di partorire.
8- Il 12 maggio 2026, durante la parata per la celebrazione del campionato del Barcellona, il calciatore Lamine Yamal ha sventolato la bandiera della Palestina. Ben Gvir (il ministro che usa il cappio come distintivo e festeggia la pena di morte per i palestinesi) dichiara: “Chi sceglie di identificarsi con il terrorismo non si stupisca se gli israeliani lo disprezzano”
9- In 5 mesi il sindaco di New York Mamdani risolve un deficit da 12 miliardi tassando le seconde case di valore superiore a 5 milioni.
10- Sacko Bakari è il bracciante del Mali massacrato a morte da una babygang a Taranto, nessun partito al governo ne ha parlato, nessun fiore sul luogo del delitto, pochi giornali ne danno notizia.
Prof. Salvo Amato
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Grandissima Vivi… anche oggi sei una stella del firmamento politico….
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