
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Leggiamo che ad assistere all’incontro di Sinner contro Medvedev c’erano, venerdì sera, nella tribuna d’onore degli Internazionali, ben quattro ministri: Calderone, Crosetto, Giorgetti e Urso. Circostanza che si presta a più letture (e a un po’ di sana demagogia). Che, poniamo, le cose non devono andare così malaccio in Italia se poi mezzo governo trova, anche, il tempo per rilassarsi. O, che ci faceva mezzo governo spaparanzato al Foro Italico mentre le cose vanno sempre peggio per i conti degli italiani? […] Oppure (visto da destra): ma di quale scontro sulle spese militari scrivono i giornali se il ministro della Difesa e quello dell’Economia erano lì, insieme, ad applaudire i favolosi colpi di Jannik? Oppure (visto da sinistra): ma Calderone (Lavoro) e Urso (Imprese) cosa diavolo ci facevano lì con 40 tavoli di crisi aperti da mesi e con i 1.700 operai che la Electrolux vuole cacciare? Con una sintesi approssimativa potremo affidarci all’aforisma eterno della situazione grave ma non seria. Soprattutto poco seria se il dibattito al Senato sul problematico carrello della spesa, e sul grigio futuro che attende le famiglie italiane, si trasforma in un avanspettacolo delle battute a effetto (il “sembrate la famiglia Addams” di Matteo Renzi) e zero proposte. Insopportabile, poi, il duello tra maggioranza e opposizione su chi frequenta il mercato (rionale) e chi no, come se bastasse farsi un giretto tra i banchi della frutta o degli alimentari per condividere i problemi della “gente”. […] Considerazioni che, oramai, vengono perfino a noia, così come non si possono più sentire i pistolotti sul distacco della politica dal paese reale, sulle mancate soluzioni dei problemi, che poi è per questo che la gente non va più a votare, signora mia. Più sano rassegnarsi e farsene una ragione: che noi e loro viviamo su pianeti diversi e distanti, e che ci esprimiamo con lingue diverse e con bisogni diversi. Accomunati, forse, da un pallone, o da una pallina da tennis.