
(estr. di Daniela Ranieri – ilfattoquotidiano.it) – […] Quando c’è in gioco Berlusconi, l’Italia mentale soffre di una psicosi a due teste: da una parte non riusciamo a disfarcene, e la sua eredità politica e morale grava su tutti noi (mentre quella finanziaria ricade solo sui due eredi e sulle sorti del governo che costoro occupano per un terzo), vedi tentativo di separazione delle carriere e scempi vari sulla Giustizia; dall’altra parte, vige una specie di amnesia collettiva, che – più che profilattica e pneumatica – è assolutoria (vedi funerali di Stato, francobolli, strade e aeroporti a lui dedicati).
[…] Adesso Marina Berlusconi, pare, vuole fare un partito liberale, con dentro gente come Calenda eccetera, tutto basato sui diritti civili e molto aperto su temi caldi della bioetica come l’aborto e il suicidio assistito. Tutti applaudono, ovviamente: ormai sono pochi i beghini rimasti in Parlamento, e ce li ha quasi tutti il Pd. Del resto, Berlusconi era l’uomo col sorriso bianco come la vetroresina dei suoi yacht, il capo del Partito dell’amore e del Popolo della Libertà. Evidentemente solo noi ricordiamo quando, nel 2009, da capo del governo, il frequentatore dei Family Day e sottoscrittore della Carta dei Pro Vita contro l’aborto si oppose strenuamente con un decreto legge (che il presidente Napolitano respinse per palese incostituzionalità, perché interveniva su una decisione della magistratura) alla decisione autorizzata dalla […] Cassazione che venissero interrotte l’idratazione e l’alimentazione forzata a Eluana Englaro, costretta a letto in stato vegetativo dal 1992 in seguito a un incidente, come chiedeva da tempo suo padre Beppino. Allora Berlusconi si produsse in una delle sue più ributtanti uscite: “Eluana è una persona che respira, che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio”. C’è il video su YouTube: lo vedano, quelli che oggi vogliono tutelare i diritti civili e la libertà dell’individuo con Marina in nome dei “valori” trasmessi da suo padre.