Un nuovo Movimento, ma per davvero

(Tommaso Merlo) – Non è vero che tutta l’esperienza politica del Movimento debba essere cestinata. C’è molto da salvare nell’idea originaria. Quello che va gettato è il modo in cui quell’idea è stata travisata e va corretto quello che non ha funzionato. Per lanciare un nuovo Movimento si dovrebbe partire da qui, ragionandoci. Tra le idee da salvare del Movimento, c’è quella che più il potere è condiviso, più è intelligente e lungimirante. Al contrario, più il potere è in mano a pochi, più è inquinato dall’ego dei pochi che lo detengono. Con leader, presidenti e quant’altro, il potere non è più espressione di quella comunità ma del capo di turno e del suo seguito. Una storica specialità della casa. Ma dare tutta la colpa ai fantomatici leader sarebbe ingiusto, la vera colpa è di chi gli mette la corona in testa e si inginocchia ai loro piedi. Salvatore della Patria, cerchia di fedelissimi e folle urlanti sotto al balcone. Poi tutto crolla e si ricomincia dalle macerie. Davvero una specialità storica della casa. Leaderismo e cerchie trasformano la politica in una sterile rissa tra tifosi. Ma politica è scontro tra idee, non tra persone. Politica è cosa da fare. E’ valori da difendere. E la democrazia ha bisogno di cittadini consapevoli e liberi, non di tifosi. Cittadini che rivendicano il proprio ruolo centrale in una democrazia e che se lo giocano sia da casa che eventualmente nei palazzi. Senza delegare, senza illudersi con qualche Salvatore, ma facendo la propria parte. E’ questa un’altra idea originaria del fu Movimento che va salvata. La politica deve tornare ai cittadini. Questo perché più c’è ricambio e partecipazione dal basso, più una democrazia è viva, sana e tiene il passo con la realtà dei tempi. I politicanti di professione sono una sciagura per la democrazia. Lo si vede anche in questi mesi d’inciucio pandemico. Una volta che riescono a conquistare le agogniate poltrone, i politicanti si occupano essenzialmente di quelle invece che della collettività anche se non lo ammetteranno mai. Si occupano di se stessi. E più passano gli anni più peggiorano perdendosi in una realtà parallela fatta di tatticismi e intrighi e vuote chiacchiere politichesi. Nei palazzi del potere gonfiano ego e portafoglio e rimangono ingabbiati in una rete di interessi e relazioni e paraocchi mentali e così alla fine la volontà popolare trova sempre qualche scusa per essere disattesa. Negli ultimi decenni l’Italia è stata intossicata da centinaia di campagne elettorali. Fiumi di promesse a vanvera. Questo perché solo i cittadini possono generare una spinta politica sufficiente per generare un reale cambiamento. Ce lo insegna la storia, ma anche la parabola del fu Movimento che nei primi mesi di potere ha macinato risultati importanti. La luce si è spenta quando quei cittadini arrabbiati si son trasformati in politicanti concilianti e sempre più lontani dalle periferie che li hanno votati. Ma le idee non vanno cestinate perché qualcuno le travisa. Politica come servizio e non carriera, cittadini nei palazzi e frequente ricambio, massima partecipazione e democrazia diretta, sono il futuro della democrazia. Una sovranità davvero popolare. Altro che intermediazione di ipocriti ed egoistici parrucconi e tromboni. Certo, molti dei cosiddetti portavoce hanno deluso o voltato gabbana o quant’altro e vanno selezionati meglio la prossima volta, ma la rovina del Movimento è stata allontanarsi da quello che era il suo progetto innovativo. Invece cioè d’impegnarsi per allargare gli spazi di partecipazione e democrazia diretta, invece di impegnarsi affinché l’intelligenza e la coscienza collettive della sua comunità si esprimesse sempre più compiutamente, il fu Movimento si è al contrario chiuso e arroccato sempre più finendo in balia dei singoli ego e dei loro seguiti e finendo per scimmiottare le logiche della vecchia politica e finendo per commettere errori davvero clamorosi che ne hanno compromesso la credibilità per sempre. La trasformazione del fu Movimento in un partitino presidenziale è l’emblematico epilogo di quella deriva. Colpa delle classi dirigenti ma anche di tutti coloro che le hanno assecondate. Ma non è vero che tutta l’esperienza politica del Movimento debba essere cestinata. C’è molto da salvare nell’idea originaria. Quello che va gettato è il modo in cui quell’idea è stata travisata e va corretto quello che non ha funzionato. E per lanciare un nuovo Movimento si dovrebbe partire da qui.

12 replies

  1. Dopo 70 anni di dittatura democratica…cosa pretende di cambiare a cominciare dall’informazione?
    Ha già dimenticato che siamo al 73° posto del mondo?
    Ma per favore… si ristudi la storia passata…che insegna il perchè dell’attuale situazione.
    Secretare fascicoli che riguardano Mafia,politica e contratti capestro non le dicono nulla?
    Ma per favore….si legga “il tyesoro della Lega” e poi dia la colpa al Movimento che è cambiato!

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  2. Caro Tommaso dici: “C’è molto da salvare nell’idea originaria. Quello che va gettato è il modo in cui quell’idea è stata travisata e va corretto quello che non ha funzionato. E per lanciare un nuovo Movimento si dovrebbe partire da qui”.
    ci sono molti tipi dicorruzione, non solo quella fatta du tangenti..!!
    C’é la corruzione morale che, per la collettività, costa molto più di quella economica…!
    Il mov in massima parte oramai é moralmente corrotto e non più recuperabile, visti i servetti che si son messi a svolgere il compito di paggetti per far sollazzare i potenti che, s’é visto al pranzo quirinalizio del g20, stramazzano a terra dalle risate quando vedono certi bibitari in frak impugnare le posate…!!

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  3. Bisognerebbe puntualizzare alcune questioni imprescindibili : abbiamo una democrazia rappresentativa parlamentare, in parlamento arrivano deputati votati dagli italiani, che non votano tutti M5S passato o futuro che sia, e con quella parte di cittadini devi necessariamente metterti d’ accordo! ” la politica deve ritornare ai cittadini” veramente sarebbe necessario il passaggio opposto, cioè che i cittadini tornassero alla politica, ad interessarsi di politica, a partire dal diritto di informazione libera, oggettiva, imparziale e corretta, funzionale alla costruzione di opinioni consapevoli, non indotte per appartenenza a tifoserie affette dal morbo della propaganda! Io tutta questa partecipazione e richiesta di responsabilità diretta nelle scelte da parte dei cittadini non la vedo! Se parrucconi, politici di carriera, lobbistica, ed élite economiche finanziare hanno da 70 anni potere decisionale, è perché i cittadini hanno rinunciato al loro potere di controllo e scelta , attraverso gli strumenti previsti dalla Costituzione per elezione dei propri rappresentanti! Eppure è semplice, basterebbe non votare il partito che abbia al suo interno corrotti, pregiudicati, ladri, lobbisti o politici in carriera da 30 anni….quando i cittadini costringono certi partiti alla ” morte” politica da percentuali elettorali infime, o si cambia o si muore! Merlo continua a credere e sperare che un qualsiasi movimento possa dall’ alto cambiare mentalità, cultura, senso di responsabilità e partecipazione, attraverso la virtù del buon esempio, mentre il vero cambiamento arriva sempre dal basso, dalle masse che , per necessità, scelgono chi con disciplina ed onore sia in grado di agire per il bene comune, un ostacolo enorme in una società dove regna al contrario l’ interesse del singolo o di categoria, di cittadini, quelli che poi non hanno alcun vantaggio a votare gli onesti al servizio virtuoso della politica!

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  4. Giustissimo Alessandra…. mi ricordo una frase quando si intendeva uno che cercava di fare i propri interessi a scapito degli altri(fessi)…” sei un bel merlo !”

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  5. Tommaso Merlo fa qualcosa di importante per la democrazie, pensa e propone cose positive, la sua parte la fa. Chi lo critica invece cosa fa e forse, preso dal criticar tutto, non pensa ? Dice la verità già cosa importante e molti , ancora nel movimento, lavorano onestamente per ricostruirlo, altri se ne sono andati non sopportando di stare in mezzo a gente per bene, un altro è meglio stia assolutamente zitto e badi solo ai suoi guai famigliari, danni al Movimento ne ha fatti anche troppi, questa forse è stata la cosa peggiore accaduta. A parte questo la pulizia è quasi completa, ideale sarebbe più collaborazione, meno critiche e più aiuto insomma.

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  6. Purtroppo siamo in mano ad una informazione marcia, il movimento e sempre lo stesso nei principi e quindi ora si sono inventati che sono casta ! Il l’oro programma e realizzato al 70% ma l’italia non lo sa !hanno paura e <lei Merlo e un portabandiera della balla quotidiana !

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  7. Avrei voluto dirtelo da un po’, Nero Pece!

    Il tuo mestiere, ormai,
    è pestare acqua nel mortaio,
    consapevole di farlo.
    Mi spiego meglio.
    Le tue dichiarazioni sono (stranamente)
    scontatissime, banal-anacronistiche,
    volte a intorbidire, e sempre senza
    una soluzione, con una massiccia dose
    di pour parler che danno come risultante
    una figurina di Picconatore Seriale.
    Questo è quanto

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  8. Più che mai in politica vale il solito adagio: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
    E se tutte le barche le hanno gli altri…

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  9. Siamo tornati di nuovo a quello che va a letto presto, si alza tardi e le notizie le dà quando non interessano a nessuno.

    Comunque Travaglio questa volta lo posto io:
    MARCO TRAVAGLIO- MINORITY REPORT – IFQ- 5 dicembre 2021.
    L’altra sera, mentre guardavo la tragicomica puntata di Report sulle gesta di un piccolo traffichino, l’Innominabile, e di un grande criminale, il Pregiudicato, pensavo a ciò che accadrebbe in un altro Paese subito dopo una trasmissione così.
    Il presidente della Repubblica diramerebbe una nota per comunicare che mai più in vita sua riceverà i due soggetti in questione per motivi di igiene personale.
    Il premier, a stretto giro, li inviterebbe a lasciare la maggioranza e il governo con i loro ministri, sottosegretari, portaborse, boiardi, boiardini, per evitare che seguitino indisturbati a inquinare le istituzioni, la vita pubblica e il comune senso del pudore. A cominciare dalla cosiddetta ministra Gelmini, che ancora il 30 giugno 2020, nell’aula della Camera, rilanciava la bufala del giudice Amedeo Franco costretto dai colleghi cattivi a condannare B. contro la sua volontà, con queste parole: “Quella contro Berlusconi non fu una sentenza ma un’esecuzione politica, molto probabilmente pilotata da chi voleva estromettere il leader di Forza Italia dalla vita italiana”.
    L’Ordine degli avvocati convocherebbe l’esimio professor Coppi per sapere se risponda al vero ciò che afferma il suo cliente B. in un audio da lui registrato, e cioè che nell’estate 2013 il noto principe del foro si recò in compagnia di Gianni Letta dal primo presidente della Cassazione Giorgio Santacroce per parlare dell’imminente sentenza definitiva del processo Mediaset; e, in mancanza di adeguate spiegazioni difficili da immaginare, lo espellerebbe dall’albo.
    Poi, ove mai esistesse, l’Ordine dei giornalisti prenderebbe la combriccola di pennivendoli al servizio dei Servizi e/o del Caimano beccati da Report a dossierare e contar balle, e li iscriverebbe in blocco all’Ordine dei Camerieri (senza offesa per questa incolpevole categoria). Il Copasir convocherebbe su due piedi il Rignanese per domandargli che ci facesse il 23 dicembre, dopo una visita a Verdini a Rebibbia e un appello a Conte perché mollasse la delega ai Servizi, nella piazzola dell’autogrill di Fiano Romano in compagnia dell’alto dirigente del Dis Marco Mancini, scampato due volte alla giustizia grazie al segreto di Stato (apposto anche dal suo governo) nei processi sul sequestro Abu Omar e sui dossieraggi Telecom, essendo la sua versione sui “babbi natalizi” alla crema e al cioccolato credibile quanto quella su Bin Salman. E, siccome Salvini l’ha difeso dicendo che lui di 007 ne incontra a decine, verrebbe convocato pure lui, sempreché il presidente abusivo del Copasir, il salviniano Raffaele Volpi, che non schioda per non cedere il posto a FdI, fosse d’accordo.
    Ma per fortuna siamo in Italia. Novità su Fedez e su Pio e Amedeo?

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