Il piano segreto di Draghi e Speranza: lockdown per tutti

(iltempo.it) – Lo spettro del lockdown generalizzato aleggia sulla testa degli italiani. Nonostante nessun esponente del governo si sia esposto pubblicamente in Parlamento è sempre più insistente la voce di una chiusura generale dell’Italia, una misura che riguarderebbe anche coloro che hanno il vaccino anti-Covid. Come riferisce Affari Italiani molti senatori e deputati dei partiti di maggioranza evidenziano i segnali che arrivano sia da Palazzo Chigi sia dal ministero della Salute: le discussioni sono sempre più frequenti e il piano è già pronto.

Il mese di dicembre sarà decisivo, ma non verranno prese decisioni drastiche prima della fine delle festività natalizie, già coperto dal decreto che ha introdotto il super green pass. Ma dopo l’Epifania è pronta la drastica contromisura contro i contagi e i ricoveri in ospedale: se dopo il 6 gennaio ci saranno più di cinque regioni italiane in zona rossa e diverse in zona arancione si arriverebbe ad un lockdown di almeno tre settimane per tutti quanti, no-vax e vaccinati convinti. Lo scenario vedrebbe il ritorno del coprifuoco alle 22 di sera, la chiusura anticipata alle 18 di ristoranti, bar, pub, pizzerie, cinema, palestre, piste da sci e la chiusura al pubblico di stadi e palazzetti dello sport. Sarebbe insomma un ritorno all’inizio del 2020: l’uscita di casa sarà permessa soltanto per lavorare, per esigenze mediche e di salute e per acquistare beni di prima necessità.

Il vero punto interrogativo riguarda le scuole: Draghi ha detto a più riprese che farà di tutto per evitare il ritorno alla didattica a distanza ed una decisione su questo tema non è stata presa, così come quella sulle visite a casa di parenti ed amici durante l’eventuale lockdown. I rumors sono sempre più insistenti e Mario Draghi e Roberto Speranza riflettono: una stretta di 15-20 giorni permetterebbe di dare l’ultima accelerata alle vaccinazioni ed uscire forse definitivamente dall’incubo del virus.

2 replies

  1. I ‘migliori’:

    Claudio Giorlandino, Direttore sanitario Altamedica: “Eravamo fuori dalla pandemia, poi a luglio è arrivato il green pass e dopo 15 giorni è riesplosa la pandemia. Non è colpa della pandemia ma della folle corsa ai tamponi rapidi che ha determinato. L’unico soggetto che non infetta è il guarito, questo vaccino non protegge e andava cambiato”.

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