
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Giuro che mi sono commosso leggendo sul Corriere lo straziante appello di Polito El Drito a una fantomatica “sinistra” affinché conceda “più libertà (non meno) contro i pregiudizi” di chi vuole “togliere la parola a scrittori israeliani e a editori non conformi”. El Drito ce l’ha col ridicolo patentino antifascista richiesto per partecipare alla fiera romana “Più libri più liberi”, e ha ragione: gli editori […]
Libertà di applauso
(Di Marco Travaglio) – Giuro che mi sono commosso leggendo sul Corriere lo straziante appello di Polito El Drito a una fantomatica “sinistra” affinché conceda “più libertà (non meno) contro i pregiudizi” di chi vuole “togliere la parola a scrittori israeliani e a editori non conformi”. El Drito ce l’ha col ridicolo patentino antifascista richiesto per partecipare alla fiera romana “Più libri più liberi”, e ha ragione: gli editori non sono partiti politici e gli autori non sono ministri o sottosegretari, quindi non devono giurare sulla Costituzione, che comunque riconosce il diritto di parola a tutti, anche ai fascisti, proprio perché è democratica e antifascista (era il fascismo che negava la parola agli antifascisti). E ce l’ha con chi vorrebbe disinvitare lo scrittore israeliano Eshkol Nevo al Libro Possibile di Polignano perché – come già Erri De Luca – non dice ciò che i firmaioli vorrebbero, e ha ragione pure lì: ognuno, finché esiste la Costituzione, dev’essere libero di dire o non dire ciò che gli pare. Nevo ha criticato ferocemente sia Ben-Gvir sia Netanyahu, ma anche se fosse un loro fan sarebbe libero di dirlo (e ovviamente di essere ferocemente criticato). Ma è una fortuna che qualcuno chieda di bandirlo, perché fa cascare l’asino dei nostri “liberali” a targhe alterne: tolleranti nei giorni pari e censori in quelli dispari.
Dov’era Polito quando il suo Corriere sbatteva in prima pagina la (falsa) lista dei “putiniani d’Italia”, la Bicocca cancellava il corso di Nori su Dostoevskij, il grande Gergiev veniva cacciato dalla Scala e dalla Reggia di Caserta e cadevano come birilli decine di cantanti, pianisti, ballerini, registi, fotografi, intellettuali, giornalisti colpevoli di essere russi, dunque “putiniani” (fermo restando che chi vuol essere filo-putiniano, o filo-cinese, o filo-nordcoreano è liberissimo di dirlo)? E le decine di volte in cui analisti e giornalisti pacifisti o critici sulle politiche della Nato hanno subìto censure, ostracismi e gogne pubbliche perché non cantano nel coro No Pax? Mettiamoci d’accordo una volta per tutte: se le colpe del governo israeliano non ricadono sui cittadini israeliani, le colpe del governo russo non ricadono sui cittadini russi. Più in generale: o si riconosce la libertà di espressione a tutti, a prescindere dalle loro idee, anche le più hard e distanti dalle nostre (anzi, soprattutto quelle, perché sono le più difficili da tollerare); o la si nega a tutti e si abolisce l’articolo 21 della Costituzione, ormai ridotto a barzelletta. Altro che patentini democratici e antifascisti: se passa il principio che può parlare solo chi la pensa come noi, la democrazia diventa un lusso e una perdita di tempo. La libertà è stata conquistata per consentire il dissenso: per la libertà di applauso, è molto più pratico il fascismo.
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GRAZIE alla Redazione di Infosannio…
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Grande Marco….. e dentroa questo editoriale ci sta pure il caso minetti…non dimenticate per cortesia rientra anche questa vicenda nell’ART. 21….
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L’uomo, quest’essere orgoglioso, (tanto più ignaro quanto più è sicuro di sapere) ha ricoperto di labile, meschina autorità la sua diafana esistenza. Tali imprese pazzesche egli ha tentato da esser simile a scimmia inferocita. Ed è superfluo aggiungere come ciò che definiamo Sapere altro non sia che un’altra forma di Ignoranza: altamente organizzata ed eminentemente scientifica, ma appunto per questo tanto più completa e tanto miglior produttrice di scimmie inferocite. Quando l’ignoranza era semplicemente ignoranza, noi eravamo l’equivalente dei lemuri, delle bertucce. Oggi, grazie e quella Super-Ignoranza che è il nostro sapere, la statura umana si è accresciuta a tal segno che il meno progredito tra noi è adesso un babbuino, e il più perfetto un orango, e perfino, se ha raggiunto nella società il grado di Saggio, un gorilla vero e proprio.
Aldous Huxley
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Sono filorusso e credo che la ragioni stanno tutte dalla parte dei russi . Polito El drito mi faccia arrestare insieme a d altri milioni come me .
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Non sei semplicemente filorusso, anche se almeno hai il pregio di ammetterlo (un coraggio raro, da queste parti); tuttavia, il fatto di vedere tutte le ragioni da una parte e tutti i torti dall’altra, qualunque sia l’argomento, denota che sei anche una persona che tende ad essere fortemente polarizzata, e questo è l’esatto contrario dell’obiettività.
Il manicheismo è tipico degli estremisti.
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@jd: molto preciso. Infatti, anche i vivi sono molto polarizzati ed estremisti nonché manichei. Non sono morti e obiettivamente sono proprio vivi.
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… quindi ha il torto di essere come la stragrande maggioranza di giornalisti, opinionisti, politici, che vedono tutti i torti dalla parte della Russia, o dell’Iran, anche quando sono gli americani, israeliani e ucraini a centrare le scuole o i dormitori pieni di bambini?
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avere un’opinione adesso è essere polarizzati??
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Una domanda, se posso permettermi, tu come pensi che possa essere risolta la “questione Ucraina ” ?
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Eh, ma corre voce che stare col piede in 2 scarpe sia sinonimo di obiettività e non di IGNAVIA.
E non mi ricordo che qualcuno lo fosse, ai tempi del Covid, a mezza strada tra vax e novax…
Poi vogliamo parlsre degli israeliani “turisti paganti”… chiamare così i SOLDATI (protetti dal nostro Stato coi soldi nostri) reduci dallo stress del genocidio, che devono decomprimere-loro! – dopo aver compresso uomini, donne e BAMBINI, è moooolto comodo: la sana ipocrisia mette a posto la coscienza.
Questa sì che è obiettività… sostituire il manicheismo col doroteismo. 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
Magari qualcuno sarebbe stato “obiettivo” (ignavo) anche tra nazifascisti e partigiani.
Dante gli ha riservato un posto speciale…neanche l’inferno vuole certa gente.
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Dante non li mette nemmeno nell’inferno.
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“Dov’era Polito quando il suo Corriere..”
Cosa o come dovrebbe rispondere il signor Polito?
Sorprendere tutti dicendo: l’ Italia è a sovranità limitata perché paese satellite degli Usa e quindi anche al CDS dobbiamo stampare le veline imposte?
Pensa piuttosto a come sono ridotti i lettori CDS: probabilmente hanno memoria tipo
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Travaglio ha ragione da vendere riguardo al dissenso, ma gli asini che cascano a targhe alterne abbondano anche da queste parti: come è, come non è, finisce sempre che quando la censura riguarda qualche israeliano, invece della consueta (e sacrosanta) condanna per ogni forma di censura, si leggono dei pelosi “distinguo” (un po’ come quelli che “io non sono razzista, ma…”).
C’è perfino chi vorrebbe discriminare gli israeliani come turisti (anche se non si capisce in che modo: probabilmente, con una reinterpretazione à la page delle leggi razziali), ma quando ad essere discriminato è un russo, allora e solo allora scatta l’indignazzzione pavloviana: che ovvove, signova mia!
Eppure, è tanto semplice: le discriminazioni basate sul pregiudizio sono tutte sbagliate, sempre.
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in Italia i cittadini russi sono discriminati da anni, i loro beni sequestrati. Gli israeliani, anche i militari, vengono al mare da noi per rilassarsi tra un genocidio e l’altro, protetti e tutelati. Ma di che pavli, fenomeno
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Però è anche vero che se si comminano delle sanzioni queste vanno vanno a punire tutti indiscriminatamente. Nel caso degli israeliani o di chiunque altro colpito da sanzioni nella propria patria, potrebbe trovare rimedio spostandosi da turista (ove non venga punito ovviamente)
Beh sono un bel problema le guerre che creano dissensi. Soprattutto quando qualcuno esagera facendo fuori decine di migliaia di civili comodi vecchi e bambini e radendo al suolo indiscriminatamente infrastrutture e ospedali e riducendo alla fame quelli rimasti. Poi qualcuno prende posizioni nette e gli si dà del manicheo perché fa distinguo.
Hai ragione da vendere.
Al bar sotto casa però.
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Sulla libertà di parola ci sarebbe molto da dire. Libertà di parola non dovrebbe significare libertà di mentire. E purtroppo, a partire dai presidenti del consiglio in giù, ne abbiamo visti molti esempi. Naturalmente non parlo delle opinioni, ognuno ha le sue e giustamente può rivendicarle.
Servirebbe un obbligo di rettifica quando si spacciano per “verità” o per “fatti” cose false, non necessariamente per diffamazione (una fattispecie molto particolare) ma per ogni bugia, specialmente quelle volte a condizionare l’opinione pubblica.
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Ottima idea, anche se non particolarmente originale: l’unico modo per metterla in pratica, infatti, sarebbe quello di istituire una qualche forma di Ministero della Verità (di orwelliana memoria), che possa stabilire in modo certo e definitivo ciò che è vero e ciò che invece non lo è, in modo da poter così sanzionare gli inadempienti.
Qualora tu conosca un altro modo per ottenere lo stesso risultato, forza e coraggio: favoriscilo.
Fino a quel momento però, la libertà di parola contemplerà sempre anche la libertà di mentire, con buona pace dei censori e degli aspiranti tali (come sempre travestiti da buoni samaritani).
La differenza che divide il mondo libero da quello che lo è solo parzialmente (o non lo è del tutto) è tutta qua: come esplicitato anche dallo stesso Travaglio, la libertà di applaudire (e, per estensione, anche quella di dire la verità) esiste anche nei peggiori regimi, quindi non è una vera libertà.
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Quando parla El drito detto Polito uno senza tanti fronzoli potrebbe benissimo dire E sti ©azzi chiudendola proprio sul nascere🤔
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Certo che è molto comodo e agevole rifiutare con un’espressione di disgusto il confronto/scontro con esponenti dell’altra parte della barricata, magari con la scusa de “io non parlo con i fascisti, io li combatto!” (cit.Pertini) come se ci trovassimo ancora, dopo quasi 90 anni, nel fuoco della guerra civile dell’età repubblichina, quando valeva il motto mors tua vita mea.
Io non ci vado se ci sono quelli, usano dire gli esperti raffinati del politicamente corretto, preferendo dialogare con i propri amici e compagni, tutt’al più crticando le parole degli avversari con un liquidatorio “si commentano da sé!”. Si commentano da sé un emerito caxxo: tu ci vai e li demolisci dialetticamente de visu con le parole, gli argomenti e il tono giusti se ne sei capace. Insomma, anche con ambedue le mani legate dietro la schiena ne fai strame. Anziché rifiutare l’invito e chiedere agli organizzatori di approntare il patentino antifascista da far firmare agli editori nostalgici del tempo che fu. Passaggio nel Bosco? Vieni vieni che ti ci faccio passare io sopra i carboni ardenti del dibattito fino all’ultimo respiro. Tutte le ragioni sono dalla mia parte.
Insomma, i duelli non bisogna subirli ma CERCARLI!
Vannacci? Dopo appena un quarto d’ora di scambi dovrà abbassare il viso e guardarsi le punte delle scarpe senza aver più argomenti razionali da controbattere.
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Tornando alla grazia disgraziata, leggendo l editoriale di Travaglio si dovrebbe notare un particolare che già Marco ha accennato nei giorni scorsi..
il fatto che non è in discussione il diritto di parola, specialmente negli stati uniti ma è stato assoggettato a richieste economiche e danni mostruosi ( decisamente intimidatorie e legate a ipotetici e vaghi danni d impresa )
Per cui se guadagni miliardi puoi chiedere un miliardo di danni
E scusate ..ma quale giornale può reggere
In democrazia ( apparente) mi sa che si è rotto qualcosa.. questa roba qui puzza di stantio, già visto e rivisto nei secoli dei secoli
E allora dov’è il nuovo, la tecnologia, la tecnica se i rapporti tra gli uomini sono sempre quelli basati su chilate d oro e pacchi di azioni, spade o telefonini, carrozze o aerei da collezione, isole private o castelli etc etc
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non si sta parlando di quello che dicono o scrivono. Ma della persona che ha detto o ha scritto. Lo ha già fatto, senza censure, e se ne parla proprio perché la censura non c è stata.
Le idee, ciò che si dice o ciò che si scrive, sono della persona che le esprime. Che non è scindibile dalle sue opinioni. Sono sue. Della persona che vorrebbe partecipare ad un convegno,a una fiera, ecc.
ma se esiste libertà di pensiero, esiste libertà di critica e di non condivisione di quel pensiero. Libertà che può contemplare il non gradire la presenza della persona portatrice di queste idee ad iniziative promosse
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