Incontro a pranzo tra Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Rilancio sul programma, due piazze l’8 e il 15 luglio. Il capo 5S: l’alleanza con Iv non è scontata, niente accozzaglie

(di Gabriella Cerami – repubblica.it) – Il patto tra Pd, M5S e Avs viene siglato attorno a un tavolo. È quello di un noto ristorante in zona Campo de’ fiori, «lo ha consigliato Giuseppe Conte», raccontano gli altri tre commensali. E a fine pasto, quando piatti e bicchieri sono stati portati via, ecco il selfie che qualche ora dopo finirà sui social con un inedito post congiunto. La notizia intanto viene anticipata da Repubblica: la segretaria dem Elly Schlein, il leader stellato e i due co-leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli stanno mettendo a punto due eventi pubblici con i quali chiameranno a raccolta gli italiani per dare il proprio contributo alla creazione di un programma che guardi alle prossime elezioni politiche.
Insomma, il campo largo, senza Matteo Renzi, accelera. Se prima si era parlato di settembre per iniziare a ragionare tutti insieme sulle proposte politiche, adesso la prospettiva è cambiata e per ora si restringe. «Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!», si legge sui social di tutti e quattro i leader in contemporanea. Le date si riferiscono a due eventi in due piazze d’Italia, una al Nord e una al Sud.
Attovagliato non compare il leader di Italia viva e il primo a infierire sull’assenza è Carlo Calenda: «Ma Renzi era sotto il tavolo?». A stretto giro in una video-intervista con Andrea Scanzi, il leader del Movimento 5 Stelle sottolinea che non dà per scontato che ci sia Italia viva in coalizione. «Sicuramente c’è un problema di affidabilità – spiega – non dobbiamo creare un’accozzaglia, un caravanserraglio». E con tutta la diffidenza possibile ricorda: «Noi siamo stati traditi anche da Luigi Di Maio, non solo da Renzi».
Il leader di Italia viva, mentre in molti gli domandano se sia arrabbiato per non essere stato coinvolto, risponde tagliente: «Perché dovrei essere? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare». Marca la distanza: «Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai». Su questa linea, ma con toni più concilianti, è il segretario di +Europa Riccardo Magi: «Il tavolo sul programma della coalizione sarà a settembre, mi pare fisiologico che intanto ci siano iniziative comuni tra le forze che su alcuni punti sono meno distanti».
I quattro hanno parlato dell’attualità politica, di una destra che appare sempre più in difficoltà e «proprio per questo noi dobbiamo far vedere che ci siamo, mandare un segnale», spiega Bonelli. Dunque, in piazza con le persone, per avviare un dialogo e iniziare a spiegare cosa si vuole fare, quali priorità indicare per il Paese. Lavoro, salari, sanità, giovani e tutti quei temi su cui Pd, M5S e Avs ha già trovato una convergenza.
«Non partiamo da zero», spiega Conte sottolineando che un percorso «in questa legislatura già è stato fatto» anche se «viene un po’ oscurato dal dibattito contingente, del giorno. In realtà c’è già un percorso di condivisione di punti programmatici». Si procede per tappe. A giugno il Movimento avrà concluso la fase di deliberazione interna sul programma. Luglio sarà il mese delle piazze Pd, M5S e Avs. E a settembre toccherà alla coalizione allargata.