Superbone Calenda e il partito unico degli affari all’attacco di Giuseppe Conte

(Roberta Labonia) – L’altro ieri sera superbone Carlo Calenda (ve lo ricordate il personaggio odioso del mitico “Monello”?, beh, lui è spiccicato). Ma dicevamo, ieri costui, armato della sua innata saccenza mista a boria, ci ha tenuto, dai compiacenti salotti de La7, a ridimensionare il successo di Giuseppe Conte a Bruxelles. Successo, vi ricordo, che espresso in soldoni, pesa circa 209 miliardi per l’Italia, di cui 81,4 miliardi di trasferimenti a fondo perduto e 127,4 miliardi di finanziamenti ultratrentennali a tasso irrisorio. Tanto denaro che, come per tutti gli Stati membri europei, sarà sottoposto da parte della Commissione e del Consiglio europei, a verifiche circa la coerenza con la loro destinazione (riforme per la digitalizzazione, per ambiente, per la riconversione energetica ecc..ecc…). I fondi cominceranno ad arrivare dal primo semestre del 2021 e fino a tutto il 2023 e potranno essere utilizzati anche per coprire parte delle risorse già anticipate durante l’emergenza Covid, ivi comprese quelle sanitarie. L’Italia ha spuntato la fetta più grossa del Recovery Fund, pari al 28% del totale, ancorché la sua partecipazione al bilancio UE si limiti al 13% del totale. Un successo innegabile di Conte, insomma, per chiunque sia dotato di un minimo di onestà intellettuale.

Ma per lui, il Carletto di mamma Comencini, il pupilo di Luca Cordero etcetera etcetera, questi son dettagli trascurabili. Conte? Bravino, ma diciamo le cose come stanno, ha sentenziato: 127 miliardi saranno prestiti, li dovremo restituire. Ma va? Ci sarebbe stato da chiedergli (domanda che Telese e Parenzo si son ben guardati dal fargli): e allora perché tifi Mes ? Eppure è un prestito anche quello e da restituire non in 30 ma entro soli 10 anni e quello si, che ci metterebbe in casa la Troika!.

Ma non è finita. Per superbone Calenda la storia dei contributi a fondo perduto di 81,4 miliardi è uno specchietto per le allodole. In realtà, ha sentenziato scoprendo l’acqua calda, l’Italia dovrà versarne 55 al bilancio europeo, quindi il netto sarà di “soli” 26 miliardi! E anche qui la premiata ditta Telese/Parenzo ha fatto scena muta, quando invece ci sarebbe stato da metterlo all’angolo, solo a volerlo, il Carletto sotuttoio, con semplici considerazioni. Ad esempio replicando che l’ Italia, fin dalla costituzione della UE, come tutti gli altri Stati membri, finanzia il bilancio comunitario in misura della sua quota di partecipazione, pari, dicevamo, a circa il 13%. Volendo stare ai dati degli ultimi anni, ad esempio, nel periodo 2014-2020, l’Italia ha versato circa 28 miliardi complessivi nel bilancio europeo, essendone stata, fino ad oggi, sempre un “contributore netto” , cioè ha versato all’Europa più risorse di quante ne ha avute indietro in fondi comunitari.

Ora, come è logico, per poter rastrellare sui mercati finanziari 750 miliardi, la Commissione europea (che non emette moneta, non è la BCE), emetterà obbligazioni, cioè titoli di debito, che offrirà ai mercati (li vogliamo chiamare finalmente eurobond?) e, per farlo, aumenterà al tetto massimo le proprie risorse, cioè il 2% del pil di ogni Stato membro, ecco perché il contributo dell’Italia salirà a stimati 55 miliardi.

Ora:

– l’incasso di questi trasferimenti a fondo perduto (quindi da non restituire) farà diventare l’Italia per la prima volta nella sua storia di membro UE, un “utilizzatore netto”. Cioè incassera’ più di quanto sarà tenuta a versare (alcune fonti stimano non 26 ma 36 miliardi in più di fondi per l’Italia).

– l’ordine temporale di questo dare/avere gioca a tutto vantaggio del nostro Paese, in quanto i contributi a fondo perduto di 81,4 miliardi, così come i prestiti trentennali di 127 miliardi di sua spettanza, verranno erogati, come anzidetto, a partire dal primo semestre del 2021 ed entro il 2023, mentre i 55 miliardi da versare al Bilancio UE, saranno spalmati fino al 2027.

Ma le elucubrazioni di ieri sera di superbone Carletto Calenda, le sue enunciazioni dispensate con aria tronfia da novello capo del nano-partito sedicente liberal-progressista “azione” , assomigliano spudoratamente alle posizioni indecenti del cazzaro verde. E, quel che è peggio, sono state prese dai due della premiata ditta de La7, come oro colato. E altrettanto han fatto oggi, con dovizia di particolari, le maggiori testate della stampa nostrana al soldo del partito trasversale degli affari. Tutta marmaglia visibilmente incazzata perchè, per la prima volta nella sua storia, si vede sfuggire il malloppo.

Questa è l’Italia con cui abbiamo a che fare, questa è l’Italia che solo un uomo come Giuseppe Conte, supportato da visionari come le donne e gli uomini del Movimento 5 Stelle, forse avranno una chance di poter cambiare. E noi ci aggrappiamo a questa chance.

6 replies

  1. Superbone personaggio del fumetto me lo ricordo eccome, era un epiteto comune che davamo e diamo ai boriosi rompiglioni inconcludenti, che ti fracassano le palle da mattina a sera, ma non spostano una foglia che sia una, poi vanno da mammà per la cena.

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  2. Ringrazio Roberta Labonia per la precisione con cui ha dettagliato questa storia di contributi e prestiti. Resistendo ai conati di vomito ho visto quella trasmissione.
    Avevo intuito infatti che il logorroico incompetente la stava buttando “in caciara” ignorando appositamente che finora a fronte di tutti i contributi versati nessun euro era tornato indietro.
    Adesso Telese e Parenzo sono sfacciatamente di parte, si sa, ma la cosa peggiore è che sono totalmente incompetenti e disinformati. Sono certo che quello che ha scritto Roberta Labonia loro non lo sanno, non hanno nemmeno la voglia di informarsi.

    L’aspetto inquietante è che così è messa la maggior parte del giornalismo italiano, non solo è venduto, ma anche incapace.
    In trasmissione c’era Agnese Pini, direttrice de La Nazione che pure ha provato a tenere testa a Calenda, difatti il logorroico ha concluso la trasmissione imbufalito perché qualcuno gli faceva delle domande, ma era assolutamente all’oscuro di quanto ha scritto la Labonia.

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  3. Gentile sig.ra Roberta, visto che parla di Superbone la prego di non usare malamente paroloni. SACCENZA non è registrato dal vocabolario italiano, SACCENTERIA, si.
    Saluti

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    • Il vocabolario italiano registra pure che, in questo caso, “si” vada accentato perchè è un avverbio di affermazione, non un pronome (riflessivo)… Saluti.

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  4. Beh magari si chiama semplicemente “informazione” quella che dovrebbero fare igiornalisti quali l’estensore dell’articolo mostra di non essere sembrando più un tifoso/sponsor di questo governo alla stregua di Travaglio Fido Coniglio, tutta la sua truppa di nani e ballerine del FATTO, Pedullà gli stessi tele e Parenzo che ieri invece che limitarsi a presentare il nuovo partito di paragone su cui non ci hanno fatto sapere nulla impegnati come erano a difendere l’Europa da fanatici quali sono… Se questo lo chiamate giornalismo, a me ripugna!

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