Aiutate Salvini, Calenda e la Santanchè

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ho visto una Daniela Santanchè nervosissima, ieri mattina a Omnibus su La7, e un po’ mi dispiace perché lei che si lamentava di essere interrotta dalla conduttrice è sempre stata un modello di correttezza televisiva, mai una parola di troppo e assai rispettosa delle opinioni altrui.

Ho letto di un Matteo Salvini al Senato che leggermente scosso dagli applausi della maggioranza a Giuseppe Conte, si associava con una faccia un po’ così e ripeteva “e so’ contento”, come il Vittorio Gassman pugile suonato nel film I mostri.

Un discorso, il suo, coerente e lineare come una pista di ciclocross nella Foresta Amazzonica, con un picco assoluto quando rivolto alla sua sinistra ha sibilato: “Non è abbastanza nobile per i frequentatori di Capalbio parlare di agricoltura?”. Vivo turbamento tra i banchi governativi al pensiero che, invece, sulla spiaggia di Milano Marittima l’ex capitano leghista intrattenga i compagni di racchettoni e le cubiste sulla quantità di latte prodotto dalle mucche frisone e sulle performance delle galline ovaiole nella Pianura Padana. Poi il colpo del ko, contro i “cento parlamentari di Pd e 5 Stelle che ritengono che per rilanciare l’agricoltura italiana occorra legalizzare e spacciare droga in nome e per conto dello Stato”. Nessun nesso logico con il dibattito in corso, ma lui è fatto così: quando perde il filo, improvvisa con argomenti per così dire “ad minchiam”.

Ho ascoltato Carlo Calenda esprimere giubilo, sprizzare euforiche bollicine come un Dom Perignon appena stappato e complimentarsi con il premier per l’esito del negoziato europeo. Salvo subito dopo spiegarci che i miliardi a fondo perduto in realtà ce li verseremo noi a noi stessi. Mentre quelli che avremo in prestito dovremo restituirli con le stesse modalità imposte alle laboriose popolazioni di Ostia e Coccia di Morto da “don Ciccio lo strozzino” e dal suo fidato collaboratore slavo “Dejan mani di pietra”.

Una cortesia, cari patrioti sempre chini sui supremi interessi del Paese: la prossima volta esultate un cicinin di meno.

3 replies

  1. Ok Ok tutto vero, ma nell’articolo di ieri pubblicato sul Fatto, Padellaro, come fa da diverso tempo, incensava e versava kili di miele sulla coatta fascista della Meloni, auspicando che prendesse la leadership della destra nostrana.
    aho! Padellaro! è inutile che ci provi NON TE LA DARA’ MAI!!!!

    "Mi piace"

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