
(Flavia Perina – lastampa.it) – Eccessi di sicurezza progressisti messi in crisi dal voto amministrativo: l’effetto referendum, l’effetto Trump, l’effetto campo largo, e più oltre l’effetto contro-egemonia culturale visto che a Venezia la vittoria della destra è così ampia che quasi non si riusciva a credere ai primi exit poll. Eccessi di insicurezze conservatrici ugualmente scardinati: l’idea che l’estremismo vannacciano sia un destino, che il doppio turno penalizzi la destra, che la leadership sia tutto e il territorio, le reti local, la periferia quasi niente.
È vero quel che dicono molti: le amministrative 2026 difficilmente possono essere raccontate come un test nazionale, visto che nessuno dei due poli le ha trattate come tali, anzi entrambi hanno cercato di minimizzarne la portata e il senso.
E tuttavia ci sono alcune eccezioni a questa regola. Venezia è la principale, non solo perché era l’unico capoluogo di Regione al voto. A sinistra, risultava il laboratorio di un campo larghissimo (da Italia Viva a Rifondazione Comunista) con l’impegno in campagna elettorale di tutti i leader progressisti, anche se in ordine sparso, senza dare l’idea di un voltapagina condiviso. A destra rappresentava da mesi l’epicentro di enormi attriti, generati dalla Biennale Arte e dalla ribellione della Fenice contro una direzione malamente imposta, una vera spina nel fianco per il governo di Roma dove in tanti si dicevano: stavolta la paghiamo cara.
Bene, si sa come è andata. E l’inatteso voto a favore delle forze di governo, cittadine e nazionali, suggerisce due punti di vista attraverso i quali analizzare i risultati. Il primo è la suggestione “continuista” che ha determinato ovunque scelte senza grandi sorprese. Al di là della forza o debolezza dei singoli candidati e liste, la sensazione è che l’effetto delle guerre, i timori legati alla crisi dei carburanti, alle mattane di Trump, a tutto ciò che ne consegue in materia di inflazione e impoverimento delle famiglie, stia rafforzando nell’elettorato sentimenti conservativi piuttosto che desideri di cambiamento. La continuità come bene rifugio, la novità come esperimento rischioso e da evitare, anche a livello locale.
L’altro elemento è l’affluenza elettorale, che dopo le speranze accese dalla prova referendaria torna ad afflosciarsi: sono davvero un’enormità cinque punti percentuali in meno a livello nazionale (60 per cento contro il 65 della precedente chiamata alle urne), in un voto che riguarda i sindaci e dunque gli interessi diretti dei cittadini. A Venezia il calo è stato di sette punti non solo rispetto al 2020 ma anche al referendum di due mesi fa: in tutta evidenza il mondo progressista non è riuscito a riportare alle urne i mondi che aveva mobilitato e sui quali scommetteva. E quella parte di elettorato del No che veniva da destra, dopo aver manifestato il suo disaccordo sul tema giustizia, è tornato a casa e ha rivotato i suoi tradizionali referenti oppure è semplicemente rimasto a casa.
In definitiva, anche se tutti ne negano il significato nazionale, queste elezioni – ultimo test prima delle prossime politiche – scombinano molti ragionamenti di entrambi i poli, con una sostanziale differenza. A sinistra è sconfessato l’ottimismo post-referendario di chi si diceva: “è fatta”. A destra svanisce il pessimismo assoluto che negli ultimi due mesi aveva generato un conflitto interno permanente, dispetti, sgambetti di ogni tipo. Da una parte si recrimina, dall’altra si tira un sospiro di sollievo (e si prepara l’avanti tutta sulla riforma elettorale).
“A Venezia il calo è stato di sette punti ..”
Fanno finta di non capire; oppure non riescono proprio a capire. Parlo dei custodi del campo dei miracoli: non vengono percepiti come alternativi e questi sono i risultati.
“..il laboratorio di un campo larghissimo (da Italia Viva a Rifondazione Comunista) ..”
E credo abbiano persino perso il significato del senso del ridicolo, del grottesco.
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Ma chi ,sano di mente, ha mai creduto a un effetto referendum? Il risultato referendario sulla divisione delle carriere è stata la risposta a una richiesta nascosta : sei con i politici o con i magistrati ? Il campo largo contiene al dio interno i politici si quali hanno risposto in malomodo milioni di italiani fra cui molti che di solito non vanno a votare. E poi le comunali …voto di scambio e clientelare dove la destra è maestra insieme ai cacicchi del PD e dintorni.
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