
(Carlo Tarallo – dagospia.com) – Dalla Laguna al Golfo la musica cambia: le amministrative in provincia di Napoli sono una vera e propria tragedia elettorale per il centrodestra e per Fratelli d’Italia in particolare. Si perde ovunque, dove si era vinto e dove si era già perso, e soprattutto il primo partito d’Italia registra percentuali francamente imprevedibili anche per gli osservatori più pessimisti. Qualche esempio? A Portici, Fdi prende lo 0,98%; a San Giorgio a Cremano l’1,23% (con lo smacco di essere superati anche dal partito di Vannacci); a Ercolano Fdi si ferma sotto il livello degli Scavi: 2,28%.
Qui poi la figuraccia è resa ancora più grave dal candidato a sindaco: Luciano Schifone, babbo della deputata Marta, commissaria provinciale del partito a Napoli. Ieri, di fronte a queste percentuali, la Schifone è stata soprannominata dai soliti buontemponi “Marta Tg1%”, poiché la cara amica di Arianna Meloni è uno dei volti che il partito manda frequentemente a leggere le filastrocche a uso e consumo dei Tg.
Su questi tre comuni della fascia costiera vesuviana la debacle di Fdi non è solo opera della Schifone: è stato iper presente in campagna elettorale pure Gennaro Sangiuliano, che per questa splendida catastrofe politica riceverà nelle prossime ore il premio di capo dell’opposizione del centrodestra in Campania al posto di Edmondo Cirielli (altro responsabile della disfatta, in quanto leader di fatto del partito in Campania).
Ma torniamo alla Provincia di Napoli. La sconfitta meno attesa arriva da Afragola, regno della sottosegretaria leghista Pina Castiello, dove il centrodestra aveva una delle sue roccaforti: crollata, manco a dirlo, al primo turno, con la vittoria del centrosinistra e Fratelli d’Italia al 3,88%, dietro non solo a Fi e Lega ma pure a una marea di civiche più votate del primo partito d’Italia.
Sconfitte per il centrodestra al primo turno pure per il centrodestra pure ad Arzano (Fdi 8%) e Mugnano (4,82). Attenzione: questi comuni sono in realtà vere e proprie città, sommate fanno circa 300mila abitanti, quindi siamo in presenza della sparizione sostanziale di Fdi da un’area che alle prossime politiche farà sentire il suo peso.
Del resto, l’aria che tirava si era già annusata al referendum, con la provincia di Napoli che aveva fatto registrare il record italiano dei “no”, con un terrificante 72% (ricordiamo che la Campania non è una regione rossa come Toscana e Emilia-Romagna: qui il centrodestra ha vinto con Antonio Rastrelli e Stefano Caldoro). E ora che accadrà?
Assolutamente nulla: la vispa Schifone, che alle politiche 2022 fu garantita con pluricandidature sicure nei listini, e quindi eletta nonostante abbia perso nel suo collegio contro il centrosinistra spaccato, si guarderà bene dal rassegnare le dimissioni, e manco nessuno gliele chiederà, in quanto “amica di”;
Genny Sangiuliano, come detto, verrà premiato; Giorgia Meloni farà spallucce, perché in fondo considera Napoli e la Campania solo una scocciatura e se proprio deve parlare con qualcuno telefona a Gaetano Manfredi, e il centrodestra alle prossime elezioni, tra un anno, dovrà sperare in un vero e proprio miracolo per non affondare completamente nella terza Regione d’Italia, col serio rischio di pagare questa situazione anche sul piano nazionale.
Rivalutazione dei campani qualcuno si sarà ricordato del famoso :senti che puzza arrivano i ecc.ecc. cantata da Salvini
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Stanno battendo la grancassa su Venezia e Reggio ma in molte altre realtà è buio pesto.
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