“È gravissimo che Giorgetti abbia disertato l’audizione sulla riforma E sulla procedura della Ue mente”

Barbara Floridia, presidente della Vigilanza Rai: “La destra gioca sporco su viale Mazzini  Usa lo stallo per evitare controlli

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – Quando si parla di Rai Giancarlo Giorgetti si fa inafferrabile. Ieri il ministro dell’Economia doveva essere ascoltato dalla commissione Bilancio del Senato sulla riforma della governance della Rai, un’audizione lungamente attesa e invocata dalle opposizioni. Ma il leghista ha marcato visita. E la presidente della Vigilanza Rai, la 5Stelle Barbara Floridia, spiega di non poterne più: “È un fatto gravissimo, ma è ancora più grave il gioco sporco della maggioranza sulla pelle dei cittadini, portato avanti per poter disporre a proprio piacimento della televisione pubblica”.

Floridia, perché è così dura?

Giorgetti ha disertato all’ultimo minuto l’audizione. Il presidente della commissione Bilancio, Claudio Fazzone (Forza Italia), ha parlato di “impegni sopraggiunti” del ministro. Ma poi i capigruppo di maggioranza in Senato hanno candidamente ammesso di aver chiesto loro al ministro di posticipare: ‘Vogliamo attendere i pareri della Bilancio sulla riforma della Rai, necessari per una corretta visione d’insieme’ (l’audizione è stata spostata al 10 giugno, ndr). Solo che è Giorgetti a dover ancora fornire i pareri del Mef sulla riforma.

Quindi?

Quindi è un cane che si morde la coda. Ma soprattutto, una presa in giro. Anche perché Giorgetti ha mentito, di fatto.

Cioè?

Nelle settimane scorse, il ministro ha raccontato di un’interlocuzione con la Commissione europea che lo avrebbe tranquillizzato rispetto a un’eventuale procedura d’infrazione per la mancata applicazione del Media Freedom Act, ossia del regolamento Ue che obbliga i paesi dell’Unione a garantire l’indipendenza del servizio pubblico. Gli ho scritto una lettera formale, in cui gli chiedevo conto di questo carteggio con la Commissione che lo avrebbe rassicurato. Ma non mi ha mai risposto. In compenso, è certo che a gennaio la Commissione ha scritto all’Italia, come a diversi altri Paesi Ue, sollecitandola ad applicare il regolamento. E mi risulta che il Mef abbia risposto solo a marzo.

Ora quali passi intende fare?

Domani (oggi, ndr) riuniremo la Vigilanza, come avevamo concordato di fare per spingere il deputato Roberto Giachetti a sospendere lo sciopero della fame e della sete che aveva intrapreso contro il blocco forzato alla Commissione. Ma non ci saranno votazioni o audizioni. Temo che sarà una seduta puramente formale, senza atti concreti.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva bollato come “inaccettabile” la paralisi della Vigilanza. Ma le destre pretendono l’elezione di un loro nome alla presidenza per sbloccare tutto.

Potremmo riunire la Commissione anche per fare altro, come ad esempio ascoltare i direttori di tg o compiere altri atti. La verità è che la maggioranza usa questo pretesto perché il blocco della Vigilanza le consente di fare tutto ciò che vuole della Rai. Non vogliono essere controllati, quindi che la Commissione vigili. E poi alla Lega conviene avere come presidente ad interim un uomo di sua fiducia come Antonio Marano. Il Carroccio non sembra davvero avere fretta di risolvere la situazione.

Sembra che si pensi a un’ipotesi alternativa a Simona Agnes, il nome indicato da FI per la presidenza.

Il punto non è il nome, ma il metodo. Bisogna condividere la scelta con le opposizioni, lavorando per una personalità che convinca tutti, o almeno su una rosa di nomi. Ma l’atteggiamento del centrodestra non cambia. Ed è una chiara strategia, mentre sull’Italia si fa sempre più concreto il rischio dell’infrazione e quindi di una multa da parte dell’Europa, che pagherebbero i cittadini.