Il fallimento di nonno Draghi e Di Battista

(Tommaso Merlo) – Il fallimento di nonno Draghi potrebbe riaccendere gli entusiasmi del 2018 per un cambiamento radicale. Altro che restaurazione. Altro che ipocrisie pandemiche. Checché ne dicano i giullari di corte, l’inciucio draghiano è frutto dell’irresponsabilità e arretratezza della nostra politica. In una democrazia sana ed evoluta, i partiti avrebbero collaborato per fronteggiare la pandemia restando ognuno al proprio posto. Rispettando cioè le proprie identità e il voto dei cittadini. Ma essendo irresponsabili ed immaturi, hanno prima aperto una crisi in piena pandemia e poi hanno imbastito il solito mega inciucio. Già, per smettere di litigare i partiti nostrani hanno bisogno di una poltrona sotto le natiche. E così siamo all’ennesima sospensione della democrazia e alla delega del potere popolare all’ennesimo tecnocrate calato dall’alto. Ma finché Draghi viene spacciato come un messia che ci sta salvando dalla catastrofe, il gioco regge. Il problema è se quel messia si rivela un nonno che rispolvera leggi di bilancio anni Novanta e giurassici vizietti. Il problema è se viene a galla che a salvarci dalla pandemia è stata in realtà la scienza e la responsabilità dei cittadini e non certo Lui e tantomeno la politica e i suoi surrogati, checché ne dicano i giullari di corte. Già, il fallimento di nonno Draghi potrebbe riaccendere gli entusiasmi del 2018 per un cambiamento radicale. Altro che restaurazione. Ma al momento imperversa un glaciale silenzio conformista. Vi sono altre priorità e i vincitori delle elezioni han tirato i remi in barca. Salvini è sparito, l’ala governista della Lega gli ha messo la mascherina fino al naso. Ha smesso perfino di lagnarsi per l’inarrestabile invasione degli infedeli, il tutto mentre la Meloni si sta rifacendo il guardaroba da premier. Ma è la riesumazione di Berlusconi a fotografare lo stato pietoso della destra nostrana. Altro che nuovo sovranismo, trucco e parrucco della solita armata brancaleone a caccia di poltrone e senso esistenziale. Dall’altra parte è ancora peggio. Conte sembra sempre più un pesce fuor d’acqua. Quello del capopopolo non è il suo mestiere. Troppo macchinoso ed evanescente e poi i tempi dei “salvatori della patria” sembrano davvero passati a certe latitudini. Quanto al suo “nuovo” Movimento rimane una nebulosa politichese e ormai le inversioni a U non si contano più. Il Movimento degli albori voleva annientare il Pd mentre adesso copula. Ed è questo il punto. La credibilità. Per avere qualche possibilità di superare la soglia di sbarramento, Conte avrebbe dovuto ripartire da zero. Fondando Movimento Vivo oppure Forza Movimento o qualcosa del genere. Quanto al Pd si ritrova primo partito senza battere ciglio. Grazie ad uno zoccolo davvero duro di testa oltre che a schiere di penne e lingue altolocate, gioisce delle disgrazie altrui. Più che un partito un misto tra una casa di riposo e un poltronificio con sede nel centro storico. L’unica bella notizia è che non vota più nessuno e ancora meno segue la politica, vuol dire che i cittadini non se la bevono. La loro fiducia in questi partiti e nei giullari di corte e molto inferiore allo zero e attendono che passi la tempesta. Altro che mettere la retro, vorrebbero accelerare. A smuovere le acque c’è in giro solo Di Battista. Coerenza ed idealismo confortano in tempi così cupi, ma l’indignazione non basta. In che paese ed era viviamo lo sappiamo fin troppo bene. Serve una proposta politica concreta per vedere se attecchisce ancora l’anima movimentista oppure se ci vorranno anni per rimuovere le macerie inciuciste. Serve un proposta concreta che dreni i “portavoce” delusi e confusi e soprattutto che funga da punto di riferimento per i milioni di voti che il fu Movimento ha perso per strada. Serve un punto d’incontro in cui si possa esprimere quello che rimane dell’intelligenza e della coscienza collettive che hanno generato lo tsunami del 2018 e Di Battista ha la credibilità e la popolarità per farsene promotore. Certo, la tempesta perfetta difficilmente si ripeterà, ma vi sono tutte le premesse affinché riprenda presto la strada del cambiamento radicale. Questo perché l’arroganza della vecchia partitocratica unita alla mollezza dei rivoluzionari de noialtri, ha fatto sì che in Italia non sia cambiato sostanzialmente nulla e quindi tutte le istanze che hanno generato lo tsunami del 2018 sono ancora vive e vegete. Istanze che attendono solo di essere rappresentate. Son passati del resto solo tre anni, non trenta. I politicanti al calduccio dei palazzi possono anche cambiare idea, ma i poveri cristi fuori al freddo no e attendono nuove opportunità. Al momento imperversa un glaciale silenzio conformista. Siamo alla sempiterna sospensione della democrazia smarriti in una nebbia di pensiero unico e conformismo. L’unica bella notizia è che non vota più nessuno e ancora meno s’informa, vuol dire che i cittadini non se la bevono e il fallimento di nonno Draghi potrebbe riaccendere gli entusiasmi del 2018 per un cambiamento radicale. Altro che restaurazione.

29 replies

    • Beh, da qui a diventare una buona penna ce ne passa. Quando parla di egopolitica (eh?) si usa la lettura velocissima, una lettera per riga. Perché non si può parlare solo di egopolitica (ripeto: eh?). Perché da qui a diventare una buona penna ce ne passa.

      Seriamente, ho letto tre articoli firmati dal terzo Merlo (dopo Salvatore e Francesco) e mi sono bastati, non so da dove l’abbiano tirato fuori e cosa ci azzecchi su una rassegna stampa.

      "Mi piace"

    • Beh, da qui a diventare una buona penna ce ne passa. Quando parla di egopolitica (eh?) si usa la lettura velocissima, una lettera per riga. Perché non si può parlare solo di egopolitica (ripeto: eh?). Perché da qui a diventare una buona penna ce ne passa.

      Seriamente, ho letto tre articoli firmati dal terzo Merlo (dopo Salvatore e Francesco) e mi sono bastati, non so da dove l’abbiano tirato fuori e cosa ci azzecchi su una rassegna stampa.

      Piace a 1 persona

    • Ah si?

      “Il fallimento di nonno Draghi potrebbe riaccendere gli entusiasmi del 2018 per un cambiamento radicale. Altro che restaurazione”

      Così, rapidamente, ne ho contati tre 🙂

      "Mi piace"

  1. ma che differenza c’è tra costui che confeziona ogni articolo per fare la propaganda a di battista e un qualsiasi giornalista del gruppo gedi che pompa draghi?

    la puzza è uguale.

    Piace a 1 persona

    • Collegati con la realtà, non sai neanche cosa stai dicendo con i tuoi paragoni squinternati.
      Draghi-di Battista / gedi- Tommaso Merlo . Ma vai a fare la calza..

      "Mi piace"

      • “A smuovere le acque c’è in giro solo Di Battista. Coerenza ed idealismo confortano in tempi così cupi,” un nuovo salvatore della patria? senza macchia e senza paura? tutta luce e niente ombre? con indiscussi superpoteri? si chiama propaganda, è un metodo rancido, non ho tempo di spiegarti. torna a scuola.l
        a calza è un’opzione.

        "Mi piace"

      • Mettiamo che Tizio e Caio siano gli unici candidati per un posto di lavoro.
        Tizio è sostenuto da Sempronio in un blog
        Caio ha l’appoggio di quasi tutti i giornali che ne magnificano le doti. Anzi, risulta che la ditta ha talmente bisogno di lui che, in caso si mancata assunzione e immediata promozione, la catastrofe è sicura.
        Sì, puoi definire entrambe le cause come propaganda.
        Ringrazia che sono un tipo moderato.
        Buon anno.

        "Mi piace"

  2. Tommaso Merlo sei troppo ottimista, la politica traditrice del movimento non lascia spazio a nuovi attori politici. L’allontanamento delle persone alla politica non significa che un domani saranno propensi a dare fiducia a chiunque, anzi l’esempio del moviment ha cancellato del tutto la possibilità di costituire una nuova forza antagonista. Per quanto io ammiri Diba, non penso che lui possa riuscire a diventare un riferimento politico come tu auspichi. Non perché lui non abbia le capacità ma perché la sfiducia che si è creata nelle persone è così grande che per riconquistarle c’è bisogno di molto tempo. La frase ricorrente che senti dalle persone che hanno votato i 5s è “sono tutti uguali”, prova a convincerli del contrario dopo l’involuzione politica del fu movimento

    "Mi piace"

    • Se non vado errato il Dibba ha affermato più e più volte che per fare nascere un nuovo soggetto politico serve tempo, molto tempo.

      "Mi piace"

      • Ciao Alessandro, fa piacere ritrovarti in altro loco. Ma il rinvio alle calende greche non ti pare che è solo l’amaro trucco per nascondere la palese incapacita’ di poter incidere in una situazione, quando ormai la credibilità è andata a pputtane da un pezzo, nella quale non è più possibile ricorrere ad un ciarlatano qualsiasi, dibattista in primis, per una qualsiasi azione politica?

        "Mi piace"

      • Sì, sono certo che sia vero, la faccenda sicuramente richiede lungo tempo per esser portata a termine, ma a un certo punto si deve pur cominciare. E qui mi pare che invece…

        Elaboro meglio: qui vedo il Dibba far solo discorsi su discorsi e ormai da lungo tempo, e cioè sin da quando s’è sfilato dalla politica (per X motivi che non sto a discutere hic et nunc), per mettersi in disparte, ma col Q-lo al calduccino. Dico questo perché far discorsi, appunto, dopo essere stato in politica ma esserne sgusciato fuori, lo fa oggettivamente puzzare di para-Q-lismo a mille. Io la vedo così, Mi ripeterò per l’ennesima volta, ma o fai il giornalista (e allora anche se non sei proprio un professionista del giornalismo anglosassone, di motivi per criticare la politica ne hai comunque sempre a bizzeffe), o fai il politico: non puoi fare l’ex-politico-che-ora-fa-il-giornalista (si fa per dire) che continua a criticare chi nella mischia politica c’è rimasto, nel bene e nel male – soprattutto nel male, siam d’accordo – a farsi il mazzo. È proprio mancanza di deontologia professionale, per come la vedo io. Rimettiti in giuoco (sì, con anche la U!) e vatti a far sbudellar di schiaffi nell’agone politico: troppo facile scribacchiare in cima al monte, mentre la politica se le dà di santa ragione laggiù… in fondo alla valle. Troppo comodo!

        Di cosa abbiamo ancora bisogno? Drugy (pron. draghi) ha sballato tutto col suo governicchio fancazzista-catto-fascio-banco-confindustrio-masso-mafioso, e soprattutto i giornalettisti l’han decantato come il migliore. E invece non è migliore, ma forse davvero il peggiore e sta facendo danni gravissimi, come stiam vedendo in queste simpatiche feste di Natale e Capodanno. Vero è che non sia ESCLUSIVAMENTEcolpa sua, ma di un virus assetato di sangue, però lui ci ha ben messo della sua incapacità, e comunque sia prima o poi i nodi verranno al pettine nonostante la nauseabonda litania del servilismo giornalistico al servizio del potere, che tutti i giorni ci viene raccontata con fiumi di bava filante: ma di mesi ne son passati comunque un bel po’, da aprile scorso (se non perfino da febbraio), dunque la riprova che Drugy sia da “combattere” è chiaro ed evidente, perlapeppa! Dunque, a ‘sto punto, che il Dibba tiri fuori gli attributi (una volta li aveva: io ho potuto personalmente constatarlo svariate volte, io proprio di persona, coi miei occhi, a pochi metri da lui!), ma ora dove sian finiti, proprio non so. Che diavolo aspetta?

        "Mi piace"

      • NB: La mia risposta precedente è ad Alessandro Cagliostro.
        Mi scuso per non averlo scritto chiaramente subito, all’inizio.

        "Mi piace"

  3. I capo popoli sono quelli dello ” spezzeremo le reni alla Grecia” e del ” l’ Italia è il paese che amo” poi la storia narra che le abbiamo prese di brutto anche dai pastori greci e all’ Italia, amata, sono stati rubati 300 milioni di euro e coda, oltre alla sempiterna vergogna, diventata carattere nazionale……quindi se Conte non è un capo popolo forse abbiamo una speranza. ….quanto alla democrazia, l’ informazione, libera, corretta, obiettiva, ne sarebbe elemento fondamentale, senza il quale non esiste alcun controllo del potere da parte dei cittadini….se i cittadini non si informano e non votano di quale democrazia stiamo parlando? Questa forma di assenza ha qualche effetto sul potere od è esattamente funzionale al suo scopo? Democrazia significa esattamente il contrario di ” voler annientare ” qualcuno, linguaggio proprio delle dittature , dove la propaganda di eliminazione ed annientamento precede l’ azione, si dovrebbe invece auspicare al valore della propria diversità politica nel rispetto della diversità altrui……fatta di coscienze collettive diverse, che necessitano di essere realmente coscienti e modulate/sintetizzate in senso collettivo in funzione di un possibile bene comune! La politica in democrazia ha il compito di mediare fra interessi contrapposti, e dopo la solita retorica di Merlo io non ho capito quale sia il popolo cui si riferisca e chi possa meritarsi la medaglia di capo popolo, visto che il popolo è costituito da cittadini socialmente, economicamente, culturalmente e mentalmente diversi, da cui o ne annientiamo una parte od usiamo le regole della democrazia, che non significa accettare disonestà, illegalità, corruzione, interesse di parte, clientelismo, collusioni e complicità delinquenziali, senza indignarsi ed opporsi, come abbiamo fatto per i capo popoli di cui sopra , rispettivamente per 20 anni ciascuno! E sono stati votati ed acclamati da quello stesso popolo cui si riferisce Merlo, mentre la minoranza si è opposta. …..e nel primo caso annientata, fisicamente annientata! Il M5S del 2018 ha avuto il 33%, cioè 11 milioni su quasi 50 milioni di persone, siamo la minoranza che continua ad opporsi, non il popolo…..

    Piace a 3 people

  4. Alessandra al tuo commento rispondo con una vecchia canzone di Gaber “libertà è partecipazione” , senza partecipazione non esiste democrazia. Conte ha costruito il suo castello per tenere fuori dalle mura la partecipazione. Il movimento era stato attaccato perché non rispondeva hai bisogni delle classi dirigenti. Una volta esistevano i portavoce, ora sono onorevoli. Le mediazioni sono state nel calare le braghe, vedi cartabia, reddito, accettare la privatizzazione degli enti pubblici, fare un governo con il capo di un partito che pagava la mafia, ecc… . Per non parlare di alcune dichiarazioni esilaranti come “Berlusconi ha fatto anche cose buone” o sponsorizzare la Moratti. Siamo arrivati alla schizofrenia politica 😄😄

    "Mi piace"

    • L’ unica partecipazione degli italiani è alle partite di calcio, hanno storicamente sempre preferito il capo popolo del ghe pensi mi, la voglia ed interesse reali alla partecipazione politica che dovrebbe partire proprio dalla necessità di informazione, non è mai ” culturalmente ” e mentalmente esistita, e non per colpa del M5S o di Conte! Partecipazione ed attivismo richiedono impegno, anche sacrificio, e cliccare in 130.000 su una piattaforma è un surrogato, anche se poteva essere di stimolo per partire, dopo sarebbe stato necessario il coinvolgimento diretto dei cittadini, difficile su chi è stato ” educato” al disinteresse! Il vero cambiamento di mentalità indispensabile alla partecipazione non c’è stato, e rivolgere esclusivamente la colpa a Conte o al M5S è una visione parziale e semplicistica del problema che ha invece radici storiche, sociali e culturali complesse che richiede tempo e risposte complesse! Il percorso di crescita e cambiamento di una società richiede anni, per gli italiani decenni. ….

      Piace a 2 people

      • Cara Alessandra, sono totalmente d’accordo con quello che scrivi e vi porto la mia personale esperienza. Durante le campagne elettorali spesso invitavo le persone ad attivarsi per migliory le cose di cui si lamentavano. Risposta:” Se devo farlo io voi candidati che ci state a fare?”.

        "Mi piace"

  5. Mi sono sganasciato dalle risate nel leggere che il fallimento di Draghi potrebbe riaccendere l’entusiasmo del 2018. Decche? Ma siamo seri! Questi, dal bibbitaro in giù, si sono giocati con la loro furbizia e opportunismo elevato alla ennesima potenza, la NOSTRA speranza di cambiamento per il prossimi decenni. Ma di che parliamo? Di di battista che fin’ora ha solo saputo raccontare balle cosmiche ed ora si trova a rimuginare per non aver saputo cogliere l’occasione della vita il 2018, nella speranza che poi l’avrebbero osannato ed eletto a furor di popolo a fare il capicaz, al giro seguente. Ma uno che ha creduto ai due mandati, solo lui, senza accorgersi del nido di vipere che lo circondava, ora che credibiltà ha? Peccato! Fa specie vederlo ora con l’occhio ormai spento del rosicone rancoroso.

    "Mi piace"

  6. Mi sono fatto la convinzione che se non si riforma in Italia il sistema educativo non avremo futuro, una scuola che formi davvero cittadini onesti e attivi per il bene del proprio paese e che non travasi conoscenze e basta, un altro unto dal signore non serve, finché il 70% degli italiani continuerà a non capire un testo scritto…. e poi una vera svolta laica, da quasi 2000 anni il cupolone ammmorba la nostra società con ipocrisia e valori superati…. forse se iniziassimo sui bambini di 5-6 annni di oggi tra 20 anni saremmo sulla buona strada, chissà…

    Piace a 1 persona

    • Concordo sicuramente, Fred, con le due cause: mancanza di educazione (nel senso “culturale” della cosa) e sicuramente la presenza qui del “Cupolone”. Una delle cose più importanti che dovremmo esportare, infatti, penso che sia il Vaticano. Dove non saprei: si indìca una votazione internazionale per l’accaparramento del ghiotto (?!) bottino (?!?!). Ma certo non qui: abbiamo già dato, e per trooooooopo tempo. 🤦🏼‍♂️

      "Mi piace"

  7. La scuola in Italia serve per accogliere, socializzare ed educare alla “creatività”. Che generalmente, nei primi e fondamentali anni, significa… disegnare e recitare.
    Va benissimo così, sono tutti bravi e promossi – altrimenti sono guai – e quindi non lamentiamoci.

    Piace a 1 persona