“Serve la tassa sui super-ricchi Le primarie? Io sono favorevole”

“Non posso fidarmi di Renzi,   tradirebbe subito dopo il voto”

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Chiedi all’ex sindaca che gira per le aziende in crisi cosa pensi del governo impantanato tra mozioni, nomine e rancori incrociati, e Chiara Appendino la mette così: “La destra sociale, la destra di popolo, non esiste. Questa è la destra delle élite, del caviale e dello champagne. Per costruire un’alternativa e battere Giorgia Meloni, noi progressisti dobbiamo innanzitutto parlare a tutti gli esclusi e a tutti gli emarginati dalle loro politiche”.

Il governo è ai titoli di coda?

Meloni non ha compreso il senso della “sveglia” che ha preso nel referendum, e per il Paese è un problema. Il governo è in stato confusionale e dovrebbe andare a casa stasera, per i danni che ha provocato.

[…]

Difficile che accada. Nell’attesa che si fa?

Si costruisce un programma con proposte per far ripartire il Paese, e si va da chi è in difficoltà e senza voce. Io vado a visitare tutte le fabbriche in crisi: l’ultima in ordine di tempo è l’Electrolux. Di membri del governo davanti a quei cancelli non ne trovo mai.

Lei come viene accolta? Come esponente di un partito di sinistra?

Posso dirle che i lavoratori hanno grande bisogno di essere ascoltati, e che stare dalla loro parte è nel Dna del Movimento, al di là delle definizioni ideologiche. Piuttosto, ho notato un fatto inedito, ossia che i piccoli e medi imprenditori e i lavoratori ormai stanno dallo stesso lato della barricata. Chiedono la difesa dei posti di lavoro, delle loro competenze e della loro dignità. E noi stiamo con loro.

Sono un tema anche i confini della coalizione. Riguardo a Matteo Renzi lei è stata chiara: “Io non dimentico”. Tradotto, non lo vuole nell’alleanza?

Premesso che io non sono appassionata ai tavoli, alle segreterie di partiti e ai perimetri, io non dimentico come Renzi, in combutta con i poteri forti, abbia fatto cadere il secondo governo Conte.

Ora Iv vota assieme a voi, su tutto…

Anche se Renzi ora sostiene cose giuste, come il salario minimo, continuo a non fidarmi di lui. Per costruire un’alternativa credibile per il Paese come posso avere come compagno di viaggio qualcuno che mi tradirebbe il giorno dopo il voto?

Il centro serve, dicono in tanti.

Lo ripeto, Meloni la batti se parli agli esclusi e se ogni forza politica del campo progressista ha un’identità forte e coerenza. Il senso di appartenenza a un progetto politico parte da qui. E in questo senso la nostra Costituente, Nova, è stata fondamentale. Aria fresca.

[…] Tra le proposte che lei sostiene c’è anche la tassa sui patrimoni superiori ai 10 milioni di euro. Ma Giuseppe Conte frena, spiegando che andrebbe fatta a livello “globale o europeo”. E nel centrosinistra tanti temono il contraccolpo del termine patrimoniale.

Non amo il termine patrimoniale. La mia idea è quella di una millionaire tax, visto che in Italia il 5 per cento della popolazione possiede la metà delle ricchezze. E allora, perché non chiedere un contributo straordinario a questa piccola fascia? Penso a una tassa di scopo che finanzi una sola spesa in modo trasparente: abbattere le liste di attesa nella sanità.

Magari per la paura di perdere voti?

La redistribuzione della ricchezza è necessaria, e la giustizia sociale deve essere un perno per una coalizione progressista.

A proposito di cose necessarie: le primarie lo sono? Tanti dem remano contro.

Tutto ciò che può favorire la partecipazione va benissimo, quindi anche le primarie.

Il Foglio ha scritto che lei valuta di traslocare in un eventuale partito di Alessandro Di Battista.

(Sorride, ndr) Io ho un ottimo ricordo delle battaglie fatte assieme ad Alessandro, ma la mia casa era, è e resterà il Movimento, dove sono nata e cresciuta politicamente.

[…]

Lei si siederebbe al tavolo della legge elettorale?

In un momento come questo è surreale anche solo parlarne. Io vorrei tavoli sulla cassa integrazione o sul salario minimo. Ho appena presentato un pacchetto di proposte al decreto lavoro per una no tax area riservata agli under 35, visto che ogni anno dall’Italia ne fuggono centinaia di migliaia. Sediamoci a parlare di quello.

Ma con un pareggio nelle urne rinascerebbero le larghe intese. E forse un governo Pd-FI, sussurrano.

Io e i miei colleghi pensiamo ad altro, glielo assicuro. Vogliamo liberare l’Italia e costruire un’alternativa coerente con la nostra storia.