
Israele rapisce gli equipaggi della Flotilla e nessuno fiata. Immagino cosa sarebbe successo se ad abbordare le navi in acque internazionali fosse stata la Russia. Palmira Salente
(di Paolo Di Mizio – lanotiziagiornale.it) – Gentile lettrice, la doppia morale dell’Occidente è la causa principale del disprezzo per Europa e Stati Uniti che dilaga in tutto il mondo. Quanto all’ultimo atto di pirateria israeliana, le foto e i video mostrano che gli equipaggi (tra cui 29 italiani) sono ammanettati e fatti inginocchiare con la fronte a terra. Chi non si piega, è costretto con la forza. Arriva il ministro Ben-Gvir e deride i sequestrati, sventolando la bandiera d’Israele. Le immagini irrompono sui massmedia. A quel punto Meloni dice che il comportamento israeliano è inaccettabile e chiede le scuse di Tel Aviv. Ma va? Per più di due anni Meloni ha appoggiato in tutto e per tutto Israele quando rapiva e torturava i palestinesi a migliaia, per non parlare delle uccisioni mirate di bambini e dell’ecatombe genocidaria. Il mese scorso Italia e Germania hanno bloccato una blandissima risoluzione di condanna di Israele da parte dell’Ue, perché non sia mai, lo Stato ebraico non si tocca. E adesso Meloni finge di indignarsi? È un’ipocrisia raccapricciante. I motivi di Meloni sono più che evidenti. Dopo la batosta al referendum ha capito che il mito della sua invincibilità è perduto e la popolarità del suo governo sta colando a picco. Ergo, cerca di recuperare consensi, dato che manca meno di un anno alle prossime elezioni. Ancor più delle menzogne e delle promesse non mantenute, è il disonore la cifra di questo governo e come tale sarà annoverata dalla Storia.
Delitto senza castigo
(Di Marco Travaglio) – Perché i governi d’Europa e d’Italia denunciassero (a parole) lo sterminio israeliano a Gaza, si dovettero superare i 50mila palestinesi morti ammazzati. Fino a 49.999 tutto bene, poi non più, anche perché a quel punto si poteva dare la colpa a Trump, mentre il primo anno e più di mattanza era in carico a Biden & Harris, quindi tutta roba buona e democratica. Ora, perché i governi d’Europa e d’Italia denunciassero (a chiacchiere) gli orrori del governo israeliano in Israele, abbiamo dovuto aspettare la seconda retata in acque internazionali contro la Flotilla in sette mesi, con un surplus di botte, sevizie, torture, molestie sessuali e macabre gogne ministeriali sugli attivisti presi in ostaggio (nulla in confronto a quello che subiscono i detenuti palestinesi). S’è svegliato persino Mattarella (“trattamento incivile e infimo”), mentre Meloni chiedeva “scuse”, Crosetto parlava di “vergogna” e Tajani usciva dal consueto vocabolario di due parole (“inaccettabile” e “intollerabile”) per cantarle ancor più chiare a quei villanzoni: “Superata la linea rossa”. Tiè, così imparano. Ancora non pervenute le tre grazie europee Von der Leyen, Kallas e Metsola, indaffarate sul ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia per una guerra che non riguarda l’Ue, mentre buona parte degli attivisti della Flotilla sono cittadini Ue.
Ora però dovremmo prendere in parola il nostro governo che scopre miracolosamente la “linea rossa” e chiedere lumi: dov’è situata di preciso? Quali condotte consente e proibisce? E, quando un governo (peggio se nostro alleato) la supera, come lo si punisce, a parte dirgli che l’ha superata? No, perché mentre questi tartufi cercano l’aggettivo più aspro e la faccia di circostanza più truce, la nostra cybersicurezza rimane appaltata a Tel Aviv; il governo non impone sanzioni a Israele, non blocca gli acquisti e le vendite di armi (anzi ieri in Ue ha bocciato la richiesta dei 5Stelle per un embargo immediato); non disdetta le intese commerciali nazionali; si oppone alla sospensione dell’accordo di collaborazione Ue-Israele e financo a sanzioni individuali contro i ministri complici dei coloni in Cisgiordania; rifiuta il riconoscimento, peraltro simbolico, dello Stato palestinese; e continua a non autorizzare la rogatoria chiesta dalla Procura di Roma per individuare e processare i militari israeliani che sequestrarono gli attivisti dell’altra Flotilla. Le uniche iniziative (si fa per dire) sono l’ennesima convocazione dell’ambasciatore e la richiesta all’Ue di sanzionare Ben-Gvir per la truce sceneggiata dell’altroieri. Come se fosse la prima e come se si potesse isolare il sadico fascistone dal resto del governo Netanyahu di cui è l’architrave da anni nella impunità più totale. Troppo tardi, troppo poco, troppo comodo.
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Insomma, contro lo stato canaglia Israele e del suo governo assasino il solito brodino annacquato di frasi di circostanza. Bibi starà senz’altro miagolando di lacrime nel buio della sua cameretta al pensiero delle parole di Tajani, della mummia sicula e di Maria Antonietta.
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Lo stato Sionazista di Israele deve essere CANCELLATO. È un cancro per l’umanità, ci porterà tutti alla distruzione
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