Il video che ritrae Ben-Gvir tra gli attivisti della Flotilla è una bomba gettata in un contesto incandescente

(ANNA FOA – lastampa.it) – Il ministro israeliano Ben-Gvir ha visitato nel porto israeliano di Ashdod gli attivisti della Flotilla rapiti dall’IDF in acque internazionali, legati e costretti a stare inginocchiati col volto a terra in una posizione quanto mai umiliante. Il ministro, non nuovo a simili azioni nei confronti di detenuti ammanettati, li ha violentemente irrisi. Lo vediamo in un video che non è un falso creato dall’Ai, ma un video autentico, divulgato sul sito ufficiale di Otzmà Yehudit, il partito di Ben-Gvir. Una donna che ha cercato di resistere all’ordine di inginocchiarsi e che ha gridato «Palestina libera» è stata buttata a terra con violenza dai soldati, mentre Ben-Gvir commentava: «Ben fatto, Tovà».
Il video fa male al cuore, e lo dico questa volta anche parlando, oltre che da essere umano, da ebrea. Ma non solo. È una bomba gettata in un contesto incandescente. Sollecita l’antisemitismo, lo crea dove non c’è. Isola, se ancora ce ne fosse bisogno, Israele dal resto del mondo, lo designa definitivamente come uno Stato canaglia, illustra pubblicamente come in Israele si trattano i prigionieri. È il Male rivendicato con orgoglio.
Di fronte a fatti del genere, gli ebrei della diaspora non possono che rivoltarsi, gridare che queste pratiche, volute sì da un ministro estremista ma messe in atto senza proteste dai soldati di quello che ama definirsi «l’esercito più morale del mondo», sono aberranti. Se non lo fanno, non possono che esserne complici. Ma se non lo fanno, lasceranno anche che ovunque il mondo ebraico sia assimilato a questo orrore. Lasceranno che tutta la diaspora sia trascinata nell’abisso.

Intendiamoci. Queste pratiche non sono nuove. Solo che oggi hanno colpito persone che venivano da tanti Paesi del mondo, disarmate, e che Israele non aveva il minimo diritto, non che di arrestare, nemmeno di fermare. Purtroppo, finché sono state attuate nelle carceri, su palestinesi per la maggior parte incarcerati senza accuse e senza colpe, su bambini, su anziani, e finché nelle carceri gli abusi, anche quelli sessuali, sono diventati la norma, sono state negate, messe in discussione, celate. Oggi, sono sbandierate con orgoglio da un ministro.
Ma non solo lui. In coda ad un post sui social di Gad Lerner, commenti indescrivibili di sostegno a Ben-Gvir in ebraico. La propaganda si è messa rapidamente in movimento. Tacciono finora i commenti dei nostri sostenitori del governo israeliano, ebrei o meno. Su Pagine Ebraiche di oggi, un breve riferimento che narra i fatti e che definisce eufemisticamente l’irrisione di Ben-Gvir come una «presa in giro», nessun commento. Ma cosa deve succedere perché gli ebrei italiani si ribellino a chi sta distruggendo con i palestinesi anche Israele, quando l’azione di Ben-Gvir è stata condannata perfino dal ministro degli Esteri di Israele, Sa’ar.
Credo che dobbiamo sperare che le reazioni dei Paesi che hanno dei loro cittadini fra i rapiti spingano a prendere finalmente una posizione chiara sulla politica del governo israeliano.
Non è più tempo di aspettare. Bisogna boicottare l’economia di Israele, non solo i prodotti che provengono dai territori occupati. Impedire la vendita di armi. Che i Paesi che ancora non lo hanno fatto, l’Italia in primis, riconoscano lo Stato di Palestina. Che il mondo intero, come l’anno scorso, scenda in piazza a protestare. Che i governi chiedano l’immediata liberazione dei loro cittadini illegalmente detenuti. Meloni e Tajani hanno, devo ammetterlo, pronunciato parole molto dure. Ma serve che queste parole diventino atti concreti.
Sappiamo che non tutti gli israeliani approvano Ben-Gvir. Che in tanti protestano, manifestano, si schierano a difesa dei palestinesi, cercano di proteggerli. Ma nel 66 d.C., non tutti gli abitanti del regno di Giuda approvavano gli estremisti quali gli zeloti e i sicari. Molti fautori della pace e della moderazione furono uccisi dagli estremisti, come nel 1995 è stato assassinato Rabin. Ma gli zeloti hanno prima spinto alla guerra contro Roma e poi alla distruzione del Regno di Giuda.
Riusciranno gli zeloti di oggi, distruggendo l’etica, il diritto, l’umanità, a coinvolgere il mondo nel loro suicidio, a renderci tutti responsabili delle loro colpe, dei genocidi che commettono? Per questo dobbiamo tutti, ebrei o non ebrei che siamo, alzare alta la voce. A questo punto, è un dovere.
La Stampa conosce il termine sionismo o crede ancora che sia solo il prodotto di certo complottismo ? Il fanatismo religioso di fonte biblica è parte non minoritaria nella società israeliana .
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Quando leggo su certi nostri giornali dell’iperattività – attuale – della bionda sig.ra per ” prendere le distanze, smarcarsi, allontanarsi. condannare, chiedere all’UE di fare quel che LEI non ha voluto si facesse” sono preso da voltastomaco, senso di ripugnanza e di disgusto. Come mai ? Boh…
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