Astensione di massa contro la restaurazione

(Tommaso Merlo) – Nel 2018 i cittadini hanno votato per il cambiamento e si ritrovano in piena restaurazione. Votare in Italia si conferma inutile. Una volta nei palazzi i politicanti fanno di testa loro. Per questo i cittadini non votano più ed hanno perfettamente ragione. Il problema non è dei cittadini nauseati e scoraggiati, il problema è di una politica che si conferma indegna del loro voto. Non a caso dalle elezioni escono scornati i vincitori del 2018, avevano promesso di cambiare il paese ed hanno fallito clamorosamente. Il Movimento rimangiandosi tutto il rimangiabile e mettendosi a cuccia di un sistema che voleva sbranare. La Lega altrettanto, dal Papeete all’ammucchiata guidata da tecnocrati contro cui i leghisti han sempre tuonato. Il Movimento vittima dei suoi reggenti, la Lega del suo Capitano. Nonostante il 2018, in Italia non è cambiato nulla. E questo perché l’Italia è vittima di classi dirigenti egoistiche che pensano solo a se stesse, alla loro carriera, al loro potere, alla loro visibilità, al loro tornaconto. Politici, giornalisti, lobby. Classi dirigenti coalizzate in un vero e proprio sistema più o meno conscio. E dato che il cambiamento a loro non conviene, lo boicottano. E’ questa l’Italia. Le classi dirigenti fungono da cappa conservatrice. Molti sono ricchi da mo’, eppure non mollano lo stesso. Questo perché quello di cui hanno davvero bisogno è soddisfare il proprio ego. E’ far esibire il personaggio pubblico che recitano. E’ sentirsi importanti, al centro dell’attenzione e perfino indispensabili. Politici, giornalisti, lobby. Tutti a godersi il loro posticino al sole. Degli altri, del paese e di tutte le chiacchiere che spargono non gli importa nulla. Una vera e propria cappa politica ma anche culturale di natura egoistica che impedisce alle nuove idee ed energie e personalità di emergere e quindi al paese di evolversi. E’ questa la vera condanna del nostro paese. Gli italiani non sono più idioti o incapaci di altri popoli europei, anzi. Eppure l’Italia da decenni è fanalino di coda nelle classifiche continentali, una democrazia arretrata che non riesce a risolvere magagne da terzo mondo. La vera ragione è proprio questa. Classi dirigenti egoistiche che impedendo ogni vero cambiamento impediscono il progresso. Dal comune montano fino ai palazzi romani. Dal giornalino della parrocchia fino ai quotidiani. Dalla ditta sotto casa fino al potentato nazionale. Egoismo viscerale. Di singoli e di categoria. Classi dirigenti superate dai tempi che insistono ad imporre la loro presenza, classi dirigenti fallimentari ma che non rispondono mai dei risultati raggiunti. Mai. Ed è questo il loro vero privilegio! Urne vuote, edicole vuote, tasche vuote. Eppure nessuno ne risponde mai. Eppure nessuno che fa mai un passo indietro. Egoismo viscerale. Di singoli e di categorie intere. L’Italia è un paese che non premia il merito, l’innovazione, la creatività, la coerenza e l’onestà anche intellettuale. L’Italia è un paese che premia i furbi, gli arrivisti, i conformisti, i leccapiedi e i mediocri utili al boss di turno. Chi osa alzare la testa o viene ignorato oppure massacrato. Dai banchi di scuola fino agli scranni del parlamento. E’ questo che impedisce il progresso e quindi lo sviluppo del nostro paese. In Italia o ti adegui o te ne vai. Partiti e politicanti fan finta di litigare e starnazzano propaganda ma poi non cambia mai nulla. Questo perché sono tutti parte del problema. Questo perché a tutti conviene che in realtà non cambi nulla. Politici, giornalisti, lobbisti. Tutti a difendere i propri personaggi e posticini al sole. Tutti a pensare solo a se stessi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’Italia è fanalino di coda continentale coi cittadini che votano in massa per il cambiamento dopo decenni di malapolitica e si ritrovano in piena restaurazione con l’aiuto dei sempiterni voltagabbana. Le classi dirigenti arroccate da una parte, il paese reale dall’altra. Urne vuote, edicole vuote, tasche vuote. A far ben sperare è l’astensione di massa. Nessuno si è messo a votare minestre riscaldate, nessuno vuole tornare indietro e i politicanti che hanno deluso sono stati puniti. Piuttosto restano a casa che farsi prendere per i fondelli per l’ennesima volta. Nel 2018 volevano il cambiamento e lo vogliono ancora. L’unica differenza è che il fossato tra cittadini e classi dirigenti è ancora più profondo ed inquietante. Altro che irresponsabili festeggiamenti. I cittadini non vogliono la restaurazione e dato che siamo in democrazia, se non si arrenderanno alla fine saranno loro ad avere la meglio.

48 replies

  1. tutto bene, ma perchè i portuali di napoli non han bloccato tutto come a trieste? quanti cannoni ad acqqua ha la polizia? per tutti i porti d’italia? no, la solidarietà è anche Compattezza, unità. provino gli altri porti e poli logistici, camionisti a fermarsi, adesso. anche all’ultimo minuto, si puo’ fare goal.

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  2. Astensione di massa?

    Rispondo con le parole di Cacciari (tratte da altro articolo postato ieri su infosannio):
    “perché tanto la politica ormai se ne frega e continuerebbe a farlo anche se gli italiani a recarsi alle urne fossero 15”.

    Parole sacrosante (anche Cacciari ogni tanto ne imbrocca qualcuna).

    Cio’ detto… la domanda sorge spontanea:
    perche’ comunque la Repubblica Italiota e’ conciata in questa maniera?

    Una parziale risposta arriva da questo dato:
    https://www.zai.net/articoli/attualita/18928844/Analfabetismo-funzionale-cose-e-perche-e-da-record-in-Italia
    (vent’anni di BERLUSCONISMO son stati poi nefasti: ignoranza, superficialita’, e soprattutto egoismo son assai cresciuti. E’ stato come concimare per vent’anni un terreno gia’ ricco di rovi: EFFETTO DEVASTANTE!)

    E si arriva alla domanda successiva:
    qual e’ la soluzione per cambiare questo paese?

    Beh.. questa e’ una domanda assai piu’ complicata…
    Onestamente io son assai pessimista:
    non se ne esce!

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  3. Degna o indegna, la politica se ne frega del non voto degli elettori. Lo ha spiegato bene, nella sua rozzezza, il riconfermato sindaco di Trieste dicendo che non è un problema suo. Pur con la città messa a ferro e fuoco dai manifestanti, in cui si sono recati a votare quattro elettori su dieci, lui è strafelice di essere stato rieletto (per la quarta volta!) al ballottaggio col 51,

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  4. FranzGe:La risposta la conosci è vecchia di 52 anni.Farli cacare e sul serio.Non ha chiacchiere.Oggi ho ricevuto la mia bolletta enel.Un mezzo “massacro”. Voi vi “INDIGNATE” è che fate approvate?I licenziati via mail vi ringrazieranno sicuramente.L’aumento è del 50% netto.Già dimenticavo voi siete gli “elevati”.Della “setta” x che capisce tutto e non dialoga. Non dialogate con gli “ultimi” è diventato mantra. Da infami quali siete e senza misure.Quelli che presto vi faranno male, tanto male. Non basterà nessun media a placare l’incazzatura.Sangue chiama sangue.

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  5. L’asse Renzi-Berlusconi parte dalla Sicilia: il leader di Iv incontra Micciché e sigla un patto per liste (e gruppi) comuni con Forza Italia
    (Fatto Quotidiano It)

    va ricordato che renzi rientra a pieno titolo nel patto federativo annunciato dal segretario pd letta. Dice che serve una larga coalizione con lui (letta) gran cerimoniere. Entusiasmo alle stelle (5, nane, rosse, vicine alla implosione) da parte dei big del movimento.
    Elettori della prima ora: sacrificabili.

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    • Letta è impazzito.
      Già solo perché si fida di un simile GIUDA, la classica serpe in seno.
      MAI.
      Come può pensare di mettere assieme M5S, Renzi e Calenda?
      Non esiste proprio… SPERO!!!

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  6. Ho smesso ormai da tempo di sperare che i 5 stelle azzecchino una strategia politica e per questo non ho votato al ballottaggio e penso non andrò a votare per diverso tempo, ma se c è una lezione che si ricava da queste elezioni è che il Pd ha fatto il pieno dei suoi votanti e di più non c’è ne è, mentre i 5 stelle hanno perso gran parte dei loro (e con queste scelte politiche sono destinati a perdere anche quelli che ancora sperano). Quindi se vogliono allearsi e vincere le amministrative meglio sarebbe, anche per il Pd, che i 5 stelle smettessero di appiattirsi e tornassero quelli dei bei tempi…ma non prima di un’ampia è quasi totale ripulita delle classe dirigente….ma sono certo che i poltronari la pensano diversamente.

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  7. Tommaso è un idealista e spera che le persone ci credano ancora..i 5stelle erano l’ultima possibilità nel 2018, non ce ne sarà un’altra, quella era l’ ultima ..come prevedevo da ora in poi solo astensionismo… è finita

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  8. Ce l’ho
    Ce l’ho
    Ce l’ho
    Manca!
    Che emozioni l’album delle figurine!
    Ogni annata ce n’è una rara.
    Quella di turno è “Grillo che spolvera il bipolarismo”.
    Chi vuole fare scambio? Offro “letta che parla in una fabbrica a rischio chiusura” (ancora più rara) + Orlando che dà il benvenuto al salario minimo (ultra rara).

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  9. Quello del 2018 fu solo il primo tentativo. Se solo la smettiamo di piangerci addosso ce ne può essere un secondo. Abbiamo capito che qualcuno si è fatto comprare, qualcuno ha tradito, qualcuno è ammattito, ora sappiamo ma anche sapevamo che poteva accadere. Nonostante le ennesime maldicenze e critiche furiose anche tra di noi, forse abbiamo una persona onesta che lavora per il secondo tentativo, vediamo di aiutarlo perché purtroppo non vedo altro che dia qualche speranza. Non è vero che sia inesperto o incapace, per me è un GRANDE anche solo per avere la forza di non spazientirsi davanti a tanta stupidità o ,meglio ,cattiveria disonesta che si trova intorno.

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    • Luigi, d’accordo. Credo però che dovrebbe spogliarsi della sua natura mediatrice. Qui non si tratta di mediare, si tratta di tornare allo spirito del 2018, riavvolgere la bobina e riprovarci facendo toro degli errori compiuti. Gli elettori potenziali ci sono, anche più più di prima. Ma è indispensabile offrire loro un progetto chiaro e attraente, da líder, non da ruote di scorta del Partito Disonesti. Sarà dura, i media, tutti , faranno una guerra senza quartiere ,ancor peggio di quanto è avvenuto e sta avvenendo e l’effetto sorpresa è svanito. Ma gli elettori non sono scemi

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  10. Più astensionismo equivale a meno voti da comprare, una vera pacchia per chi in questo sistema sguazzato da sempre (infatti dell’astensionismo non si lamenta nessuno, al massimo qualche pigolìo di circostanza, ma dei massicci inviti a recarsi alle urne, onnipresenti nelle campagne elettorali di qualche decennio fa, s’è ormai persa ogni traccia).
    L’unico modo per rendergli la vita difficile è recarsi sempre in massa alle urne, fosse anche solo per annullare la scheda (io una volta, piuttosto che stare a casa, ho infilato una foglia di maijuana nella scheda e ci ho scritto “legalizzala”). Invece tante anime candide storcono il naso perché, dopo decenni di letame, averne tolto solo qualche badilata non ha fatto andare via la puzza, e pretendono che la stalla inizi d’incanto a profumare di gelsomino: senza alzare un dito, è davvero una bella pretesa (ma probabilmente, anche se la suddetta stalla fosse stata ripulita per davvero, ai malpancisti non andrebbe bene ugualmente: ne contesterebbero le modalità).

    E l’alternativa quale sarebbe, il tanto peggio, tanto meglio? Col cazzo. questa è una scelta esclusivamente di comodo: lavarsene le mani e rientrare così nei ranghi dello sport italiano praticato da più tempo, ovvero lamentarsi. L’alternativa è muovere il culo e andare a votare, sempre e comunque, per chi non ruba e non è colluso col malaffare (ove possibile), oppure per scrivere pensieri in libertà sulla scheda (nel caso in cui nessuna delle alternative sia di proprio gradimento); starsene a casa serve solo a fare il gioco di chi ha riempito la stalla (non è dal divano che si cambiano le cose).

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    • Aprile 1993, referendum abrogativo riguardante il finanziamento pubblico ai partiti (sull’onda di tangentopoli):
      Il 90.3% dei votanti si espresse a favore della abrogazione. Vi fu posto rimedio (dai partiti) introducendo i cosiddetti “rimborsi elettorali”.
      Il 90.3% non se ne restò sul divano, semplicemente lo lasciò un attimo per andare al seggio, da buoni cittadini, per ricevere un paracarro nel 🍑.

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      • Ok, io mi riferivo alla tornata elettorale propriamente detta, mentre il quesito referendario è questione differente per tanti motivi (ad esempio, di voti comprati per un referendum non s’è mai nemmeno sentito parlare). Ad ogni modo, anche in quel caso, lo starsene sul divano non avrebbe certamente prodotto effetti migliori, anzi, con ogni probabilità avrebbe finito col rappresentare una sorta d’avallo popolare che invece nessuno ha potuto invocare.
        Esiste comunque una bella differenza tra il perpetrare un sopruso nell’indifferenza generale, e commettere lo stesso identico sopruso ma chiamandolo col suo nome, se non negli effetti pratici almeno nelle responsabilità politiche.

        Intendiamoci, non è che io non capisca le ragioni di chi reagisce così, è solo che è il modo più sbagliato di indirizzare la rabbia, ragionando di pancia e non di testa.
        Smettere di votare rappresenta una sorta di resa incondizionata, obiettivo ultimo della classe dirigente più rapace d’occidente, che non vede l’ora di avere il campo libero ancor più di quanto già non sia, perché cessare di lottare è il modo più veloce e sicuro per perdere.
        Come diceva un certo Robert Nesta, don’t give up the fight.

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  11. Parole condivisibili, fotografano una realtà.
    Questo male di cui soffre la nostra democrazia si chiama partitocrazia.
    E tra i cosiddetti antifascisti difensori della democrazia, che si indignano (giustamente) per gli attacchi squadristi di pochi mentecatti alla sede della Cgil, ce ne sono molti che sorreggono la partitocrazia con la loro militanza ed loro voto.
    Sorreggono un sistema che limita e rende inefficace e cleptomane la democrazia.
    Sindacati e partiti fanno parte di un sistema marcio, un sistema basato sul clientelismo, antimeritocratico, quindi per sua natura tendenzialmente ladro, che seleziona la classe dirigente scegliendo in base alla fedeltà.
    Ma la fedeltà alle persone è spesso interessata, quella ai principii mai, o meno.
    Ed infatti il parlamento è pieno di lacchè traditori.

    La sfida del futuro sarà tra partitocratici e democratici.
    Ed i democratici avranno tutti i partitocratici contro, di destra e sinistra.
    Come è accaduto al M5S che infatti inizialmente si proponeva di selezionare la classe dirigente dalla base, tramite il web, dal basso, sulla base del CV, non delle appartenenze, i fantastici ragazzi.
    Poi sappiamo com’è andata ma la direzione era giusta.
    Il M5S voleva combattere il sistema e i metodi partitocratici con più trasparenza e partecipazione, è questo il vero tradimento.
    Ve lo dico da anni, vi siete svegliati solo sentendo “Draghi grillino”.
    Buongiorno, dormito bene?

    Chi combatterà la partitocrazia, chi vuole migliorare il livello di democrazia (il modo migliore combattere i rigurgiti fascisti), sarà il partigiano del 2021.
    Si limitano notevolmente le proprie possibilità fronteggiando il sistema partitocratico.
    Chi lo sosterrà, sarà complice di questo lento degenerare della democrazia nella dittatura dei ladri, anche se avrà la sciarpa dell’Anpi al collo.
    Li chiameremo ni nostalgici della partitocrazia, più evoluti del nostalgici del fascio, ma comunque pericolosi.

    L’astensionismo non è un segnale di disinteresse, è un segnale di ostilità verso il sistema.
    C’è di tutto, pure i fascisti ma quelli stanno pure in parlamento.
    Chi ancora ha il coraggio di indignarsi al momento non può votare.

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    • Condivido quasi tutto, cambierei solo la frase finale:
      Chi ancora ha il coraggio di indignarsi al momento non può esprimere nessuna preferenza, ma alle urne deve recarsi eccome, per non contribuire ad avallare ancor di più il sistema partitocratico che del suo astensionismo si nutre.

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    • Come non sottoscrivere?!?
      Lasciamo perdere le vecchie esperienze dal basso, queste sono irrecuperabili.
      Quand’anche lasciassero il governo domattina, nessuno sano di mente potrebbe fidarsi ancora una volta che in futuro un simile tradimento non si ripeta.
      La scatola vuota dei valori che sono stati lasciati per strada potrà essere riempita solo dai vecchi attivisti estromessi, dai meetup, da persone rigorosamente al più al primo mandato, e da tanto, tanto spirito del sacrificio.

      Gli spazi politici ci sono e sono immensi, se oggi non c’è nessuno che difende il diritto al lavoro, il rispetto della costituzione, le scelte referendarie su energia e acqua pubblica, una giustizia giusta ed uguale per tutti, lo smantellamento di tutti i conflitti di interesse, la libera informazione, il primato della politica sovrana sulla finanza sovranazionale.

      Il linguaggio dovrà essere semplice, diretto, rassicurante: comunità, speranza, futuro, dovranno tornare ad essere parole guerriere, per contrastare le litanie dell’odio instillato del debole verso il debole, del penultimo verso l’ultimo, dell’uguale verso il diverso.
      Una lontana mattina ci siamo svegliati, e ci ritrovammo comunità.. oggi siamo sprofondati di nuovo nel sonno di una vita che rischia di diventare un eterno sbadiglio…

      Ecco perché, come ho già scritto in un altro post, il messaggio che arriva dall’astensione è che se si vive smettendo di sognare, allora si smette di vivere.

      “Pochi uomini desiderano la libertà; molti uomini si augurano solo un padrone giusto” (cit.)

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    • @ Jonny Dio

      No Jonny, votando i partiti di un sistema partitocratico, alimenti il sistema, ovvero il metodo clientelare nella gestione del potere e nella selezione della classe dirigente.
      Non votando mandi un segnale a chi vuole intercettare il consenso dei tanti astenuti.
      Se non nascono nuove forze politiche che abbiano metodi diversi, più trasparenti, più meritocratici, più democratici, il problema della partitocrazia non lo risolvi auspicando un mondo migliore e continuando a votare la partitocrazia stessa.

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      • Perdonami, ma devo insistere.
        Il segnale lo manderesti in maniera ben più efficace se il primo partito non fosse quello degli astenuti, totalmente innocuo (dunque perfettamente funzionale al sistema), ma quello delle schede nulle, ovvero gente che, col semplice gesto di muovere le chiappe e portarle al seggio, anche solo per scrivere un sacrosanto vaffanculo, dimostra di essere sufficientemente interessata alla partecipazione democratica da affrontare cotanto sforzo. Può sembrare una sottigliezza, ma rappresenta la differenza tra il dire e il fare, dunque non è cosa da poco.
        Non ho affatto detto di continuare a votare i partiti di un sistema partitocratico che si basa su di un puro e semplice gioco delle parti (anche perché costituirebbe, di fatto, una legittimazione di tale sistema, su questo mi pare che siamo tutti d’accordo).

        Sei tu quello che auspica un mondo migliore, nel quale nuove forze anti-sistema avranno la possibilità di farsi avanti. Io ci spero tanto, ma sono al mondo da abbastanza tempo da aver capito che ai 5stelle è stata concessa una possibilità solo a causa di un grossolano errore di sottovalutazione, commesso dai famosi poteri forti, della loro effettiva capacità di catalizzare tali forze, ma è un errore che non si ripeterà tanto facilmente, qualora nuovi soggetti (realmente impermeabili alle solite logiche di potere) dovessero nuovamente avere la ventura di affacciarsi sulla scena politica nazionale.

        C’è anche un problema di ordine temporale: visto che dei predetti soggetti non c’è la minima ombra all’orizzonte, nel frattempo che l’astensionismo dilaga e la partitocrazia si rafforza sempre più (anche in forza del suddetto astensionismo), potrebbero comodamente trascorrere interi decenni prima che un eventuale simil-M5S (con anche solo il 10% di coerenza in più) possa vedere la luce, catalizzare il consenso e raggiungere le leve del potere. Anche qualora succedesse, abbiamo visto cosa succede: chi li supporta finirebbe col pretendere la luna, mentre il sistema (soprattutto attraverso il controllo dell’informazione) avrebbe gioco facile nel demolirli, la prova è nel fatto che in Italia esiste tuttora una forza politica che, a fatti e non a chiacchiere, agisce attraverso “metodi diversi, più trasparenti, più meritocratici, più democratici” rispetto al passato, ma vengono ugualmente tacciati di tradimento dai loro stessi sedicenti supporter della prima ora, nonostante la provata onestà e il fatto che non si siano mai venduti al malaffare (la prova è nel fatto che, se lo avessero fatto, la stessa “informazione” che ancora adesso non perde occasione di gettargli fango addosso, ne starebbe magnificando le gesta, con la probabile conseguenza di pomparli fino a farli diventare il primo partito).
        Ma è inutile preoccuparsi di queste quisquilie, i cinesi arriveranno molto prima.

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      • @Jonny Dio

        Sì, il voto nullo può essere meglio dell’astensione, ma anche il nullo può essere equivoco: quanti nulli per rincoglionimento e quanti per nobile dissenso.
        Mi sembra una questione di lana caprina, non ha senso sottilizzare su quale sia la forma di dissenso più politicamente corretta.
        Ma potrei seguire il tuo consiglio, e annullare la scheda con un enorme cazzo, come non avrei fatto nemmeno da ragazzino.
        Oppure si potrebbe pensate ad una frase collettivamente concordata, tipo “non mi riconosco nel sistema partitocratico che tiene in ostaggio la democrazia”.
        Ma sono dettagli.
        L’astensione non è una buona notizia per il sistema, perché evidenzia quanto la gente lo detesti. Pecchi di ingenuità se pensi che la scarsa astensione li danneggi, hanno sempre prosperato con o senza astensione.
        L’astensione è il rifiuto del sistema.
        Il voto la sua legittimazione che gli consente di perpetuarsi.

        Cardini su La7 stava spiegando il perché dell’astensione, affermava che il problema era il criterio della SELEZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE, che avviene… Formigli lo interrompe intervistando un altro ospite. Non gli interessa il perché dei problemi?
        Non hai notato che di partitocrazia si parla poco?
        Eppure era stato Berlinguer a fare critica ed autocritica.
        Al sistema fa comodo che ci dividiamo tra destra e sinistra ma il problema è l’intero sistema marcio di cui i partiti fanno parte, fottendo la democrazia e incrementando i fasci.

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  12. @Jonny Dio

    Referendum, politiche o locali a mio avviso cambia poco dato la volontà popolare viene percepita come sterile strumento. Il sistema è completamente degenerato in qualcosa d’altro, complici alcune norme che avevano un senso in fase post 2^ GM.
    67 governi in 75 anni, bei numeri.
    A me non sembra un alto esercizio di democrazia che un partito eletto da nessuno, quindi zero voti all’attivo, formato da soli traditori, cioè da eletti in altri partiti, valutato attorno al 2%, possa fare cadere un governo formato da partiti legittimati dal voto popolare.
    È il caso di Italia viva. Io trovo tutto ciò semplicemente aberrante.

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    • E’ chiaro che si tratta di una lotta ad armi impari (come sempre è stato, del resto, nella secolare storia Padroni Vs. Proletariato), ma quando si deve affrontare il coccodrillo disponendo solo di un cucchiaio, gettarlo via rimane comunque la scelta più stupida (magari ti si mangia lo stesso, però almeno puoi provare a cavargli un occhio).
      Su Renzi hai perfettamente ragione, ma questo è un altro discorso.
      Rimane il fatto che smettere di votare o peggio, incitare all’astensionismo, oltre ad essere troppo comodo, serve solo a fare il gioco dei suddetti padroni (a proposito, sarebbe ora di ricominciare a chiamarli così, invece che “parti sociali”, altra cosa senza apparenti effetti pratici ma che riveste ugualmente una sua importanza).

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    • E il banchiere che viene calato dall’alto ogni 10 anni è solo una eccezione che conferma la regola: sono i cittadini che scelgono da chi farsi governare.
      (Vado bene così?)

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  13. Anche fare diversi km e perder tempo davanti un seggio x poi ritrovarsi un gigino o bibitaro e un Giuseppi che giurano esterno amore e fedeltà al figlio di bennardo mattarella, al rettiliano draghi, all’agente straniero letta, e sponsorizare gualtieri à discapito della Raggi, bé, diciamo Che astenersi Evita inutili perdite Di tempo e spiacevoli delusioni.

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      • @ Luigi
        Gliel’ho chiesto anch’io il perché di così tanta avversione verso Gigino ” o bibitaro” e Conte ( anche a sproposito in ogni suo commento non tralascia mI di versare veleno sui due) non ha mai risposto : per cui la soluzione più ovvia ed evidente e’ che Lui abbia un padrone a cui rispondere; penso che anche la tua domanda rimarrà senza risposta !

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      • chi mi paga?
        perche non girare la domanda a voi? chi vi paga? gigino? o giuseppi?
        gigino un mett1ncHlo di prima grandezza, un essere ripugnante che ha tradito tutti i valori del mv x una poltrona, giuseppi un pdiota infiltrato nel mv x distruggerlo.
        e i gonzi come voi li sostengono e cercano anche di difenderli,

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      • Se questa è l’opinione che hai di chi non ha mai toccato un euro di denaro pubblico, chissà cosa dirai di chi ha rovinato l’Italia.
        Per evitare ulteriori futuri imbarazzi, mi permetto di suggerire eventuali risposte future alla stessa domanda: “me l’ha detto la mamma”, “perché sì”, “gnè gnè”. “Specchio riflesso” vedo che la usi già.

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  14. Con la propaganda tutta in mano ai globalisti che vogliono il Partito Unico (ricorda qualcosa?), quello dei “moderati” già deciso al Nazareno e che dopo aver distrutto a forza di bordate e ricatti il tentativo 5stelle ora si occupano di Salvini…. non c’è nulla da fare.
    Poi sarà l’ ora della Meloni, ora più o meno risparmiata per far finta di avere una opposizione. Ma toccherà anche a lei, se si allarga troppo e non collabora.

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  15. Vedo ora che il “fenomeno” Calenda (quello che citofonava per i cestini: a proposito, il primo “citofonatore” lo faceva per lo spaccio, e il citofonato era veramente uno spacciatore… almeno quello…) l’ ha detto chiaramente in TV ieri sera: Letta, Azione (quindi Renzi) e Forza Italia insieme in un grande partito di “moderati” per distruggere il m5stelle e tutti ” i fascismi e gli estremismi”.
    Eccovi serviti 13.500 cestini. Contati uno a uno. Vuoi mettere con la Raggi?

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