La ribellione dei cittadini contro il Movimento

(Tommaso Merlo) – Alt, dietrofront! Arrivano i saggi. Coloro che detengono i segreti della sapienza assoluta. Spetterà a loro riunirsi in conclave e dirimere l’arcano che affligge il Movimento 5 Stelle e cioè decidere chi diamine comanda. Del resto ci hanno provato i capi supremi a mettersi d’accordo ed è finita a cornate. È dovuta intervenire l’illuminata classe dirigente del Movimento per evitare che si spaccasse in due. Da una parte i fedeli al fondatore visionario nonché fautore del famoso “passo indietro”, dall’altra i folgorati sulla via di Conte, quel nuovo salvifico messia apparso tra le residue genti pentastellate ad indicare la terra promessa. E così sia, amen. C’è chi sbaciucchia il suo santino ogni santo giorno e c’è chi bastona chi osa non inginocchiarsi. Eccola la crisi del Movimento. Si vedono messia e capi supremi e saggi e classi dirigenti in giacca e cravatta, si vedono ferventi devoti e social-tifosi, ma non si vedono quelli che dovevano esseri i veri protagonisti del Movimento e cioè i cittadini liberi e consapevoli. Erano loro che dovevano decidere. E non solo i destini del Movimento ma quelli dell’Italia intera. Era questa l’idea, era questo il progetto. Quei cittadini son diventati man mano solo sondaggi o dati sensibili contesi tra piattaforme utili a vidimare decisioni verticistiche. Eccola la crisi del Movimento. I cittadini che miravano alla “rivoluzione” guidati dalla loro intelligenza e coscienza collettiva, sono finiti sullo sfondo, come elettori qualsiasi, come tifosi qualsiasi. Non più protagonisti ma comparse. Non più comunità, ma curve. Si sa, in milioni han sostenuto il Movimento senza neanche capire cosa fosse. Chi per rabbia verso il marciume precedente, chi per assenza di alternative, chi per emulazione. Milioni che han voltato le spalle al Movimento ai primi ostacoli governativi. Semplici elettori ma anche candidati finiti nei palazzi solo perché certi treni passano di rado. Il risultato è noto. In soli tre anni di potere il Movimento si è sfaldato. Sia numericamente che sui contenuti e sulla verve rivoluzionaria. Con una classe dirigente sempre più lontana ed ottusa che nonostante una collezione di errori impressionante non molla di un millimetro. Con cittadini che sono scaduti in quella sempiterna rissa tra poveri cristi sul nulla che ha fatto la fortuna dei politicanti nostrani. Il Movimento proponeva un cambiamento che partiva da se stessi, dall’interpretazione del proprio ruolo di cittadino ma anche di politico nelle istituzioni. Eccola la crisi del Movimento. Nei palazzi i portavoce si son trasformati sempre più in politicanti come gli altri mentre a casa gli elettori si son trasformati sempre più in tifosi come gli altri. Tutti a giocherellare al piccolo politicante e al piccolo tifoso mentre il progetto andava in frantumi. Solo una ribellione interna potrebbe salvare il Movimento. Una ribellione di tutti i cittadini che hanno creduto nel progetto e che rivendicano il proprio ruolo da protagonisti. Una ribellione dei cittadini a casa ma anche di quelli in parlamento. Sia i fuoriusciti che quelli costretti a subire l’ennesimo mega inciucio nonché le tristi risse di queste settimane. Un sussulto d’orgoglio unitario, una presa di coscienza dell’assurdità della situazione e del proprio insignificante destino personale rispetto a quello del progetto, della comunità, del paese. Il Movimento è stato un fenomeno politico che accade molto raramente nelle storie dei paesi, una straordinaria finestra di cambiamento, buttar via tutto per ricette ammuffite e meschini egoismi è davvero imperdonabile. Se qualcuno ha cambiato idea ci sta, ma allora che se ne torni a casa sua e si faccia rieleggere in base alle sue nuove convinzioni. È anche questione di onestà intellettuale e di rispetto verso tutti quelli che hanno creduto e sostenuto il Movimento. Altro che messia e capi supremi, altro che saggi e improbabili classi dirigenti, altro che ferventi devoti e social-tifosi, sono i cittadini liberi e consapevoli i protagonisti del Movimento. Sono loro che devono decidere. E non solo i destini del Movimento ma quelli dell’Italia intera. Era questa l’idea. Era questo il progetto.

42 replies

  1. Se non le fosse mai venuto in mente di scrivere questo articolo o le fosse rimasto nel cassetto avrebbe fatto cosa buona, cara e saggia.
    Non si é obbligati a scrivere sempre e su tutto, in questo caso sarebbe stato meglio, riflettere, ponderare e non scrivere o pubblicare.

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  2. Che il Movimento sia stato un “miracolo” di Grillo non ci piove.
    Che riuscisse a “tenere” le bordate di tutti i poteri uniti in molti avevano dubbi. Me compresa.
    Che altrettanti cittadini “liberi e consapevoli” si mobiliteranno di nuovo non lo credo.
    Si può sempre usare l’ ottimismo della volontà, ma alla fine sono i numeri che contano, e se continua questo balletto…

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  3. “È anche questione di onestà intellettuale e di rispetto verso tutti quelli che hanno creduto e sostenuto il Movimento. Altro che messia e capi supremi, altro che saggi e improbabili classi dirigenti, altro che ferventi devoti e social-tifosi, sono i cittadini liberi e consapevoli i protagonisti del Movimento”

    “Conte consegnerà la bozza di Statuto al Movimento e chiede poi agli organi del partito di farlo votare online dagli iscritti”

    Deduzione Merlo ?

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  4. Condivido un movimento nato per la democrazia diretta, contro la casta ,per essere diverso anche nella forma, ora viene manipolato contro le regole fondanti da quattro gatti con una trattativa
    segreta . Fine del sogno .

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    • Antonio dm : fine di un sogno? Mi scusi di che parla? Il sogno era bello bel 2013? Avendo ottenuto il 25% e portato a gestire l’Italia da Crimi e Lombardi?
      I sogni devono sempre fare i conti con la realtà perché avere idee e poi sperare che le realizzi Letta e poi staisereno Renzi, le andava bene?
      Le va bene parlare di 5s ovvero acqua, ambiente, trasporti, bla bla bla e poi arrivare alla conclusione di parlare di mininucleare?
      È questo che la democrazia dal basso ha portato. I tanti fenomeni alla Andrea, per sommo senso di responsabilità hanno portato al governo i migliori lombardi, coloro con il record mondiale di morti invece di colui che si è inventato il Rf?
      Forse arriveranno i temporali, l’aria si rinfreschera’ e le teste saranno più razionali
      Saluti

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  5. Virginia é vintage, ormai… Noi grufoliamo, aggrediamo, blocchiamo il traffico solo per Giuseppe Conte!

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  6. Era questa l’idea. Era questo il progetto.
    Appunto: era.
    Non ha funzionato.
    Nascerà un’altra idea, un altro progetto, che poi è sempre lo stesso:

    Liberarsi di mafiosi, collusi, corrotti e corruttori.

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  7. paolo diamante Roma:SEI SOLO UN SENZA SPERANZA.praticamente un niente.Non è un infierire.Lo hai dimostrato ampiamente.

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  8. Caro Merlo lei parla così perché sicuramente non ha mai fatto attivismo in strada. Quello che lei dice lo dicevamo anche noi ai cittadini invitandoli ad essere protagonisti dei cambiamenti. Sa come mi rispondeva la maggioranza delle persone? ” Ma se devo fare tutto io, voi che ci state a fare?” In questa frase è racchiuso il pensiero della stragrande maggioranza dei cittadini che portava con sé il rifiuto di impegnarsi politicamente, eccetto qualcuno. Le sue sono solo belle congetture ideali che non hanno alcun riscontro con la realtà.

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  9. mi piacerebbe molto che in un comizio pubblico Grillo venisse fischiato.
    Solo cosi potrà capire le cazzate che ha fatto.

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    • Stefano, per come sta già scendendo a più miti consigli, deve aver letto un bel po’ di commenti negativi sul suo conto!
      L’ho sempre stimato, già da quando, da comico, trattava argomenti ecologici durante i suoi spettacoli.
      Mi ha fortemente deluso.
      Oltre ai fischi, suggerirei un pernacchio alla Eduardo: non potrebbe che giovargli.

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  10. Ci siamo ritrovati con le problematiche di un Movimento cresciuto troppo in fretta, non c’è stato tempo di metabolizzare le cose, ma davanti a questa decadenza politica e restauratrice non c’è tanto da fare gli schizzinosi.
    Conte ha dimostrato di saper dialogare e governare in un momento difficilissimo.
    Se non contrapponiamo a questa destra ignorante, razzista, omofoba e cialtrona una nuova speranza di governo, è finita. E’ finita per il cittadino semplice, il pensionato che con la sua pensioncina aiuta i nipoti all’università o i figli che sono rimasti senza lavoro e i piccoli imprenditori, quelli che chiamano i loro due o tre dipendenti “i miei collaboratori”, quell’Italia che arranca, per quell’Italia dobbiamo sperare. C’è da recuperare elettori nel partito del non voto, che ormai è diventato maggioranza e trovare nuovo entusiasmo e nuove energie, Basta piangersi addosso o recriminare.
    Tommaso Merlo però anche tu ti ci metti!?

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  11. Caro sigMerlo ogni tanto azecane una ! stai semplicemente come tuo solito facendo il ” giornalista ” di parte! La tua strada sara corta.

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  12. “Ninna nanna, nanna ninna, er pupetto vò la zinna: dormi, dormi, cocco bello, sennò chiamo Farfarello Farfarello e Gujermone che se mette a pecorone, Gujermone e Ceccopeppe che se regge co le zeppe, co le zeppe d’un impero mezzo giallo e mezzo nero. Ninna nanna, pija sonno ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai che succedeno ner monno fra le spade e li fucili de li popoli civili Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna; che se scanna e che s’ammazza a vantaggio de la razza o a vantaggio d’una fede per un Dio che nun se vede, ma che serve da riparo ar Sovrano macellaro. Chè quer covo d’assassini che c’insanguina la terra sa benone che la guerra è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe li ladri de le Borse. Fa la ninna, cocco bello, finchè dura sto macello: fa la ninna, chè domani rivedremo li sovrani che se scambieno la stima boni amichi come prima. So cuggini e fra parenti nun se fanno comprimenti: torneranno più cordiali li rapporti personali. E riuniti fra de loro senza l’ombra d’un rimorso, ce faranno un ber discorso su la Pace e sul Lavoro pe quer popolo cojone risparmiato dar cannone!” (Trilussa)

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  13. Il povero Merlo credeva veramente che il Movimento potesse rimanere quello delle urla alla luna e del promettere l’irraggiungibile come il NO TAP, No Tav, Referendum sull’Euro ecc.. senza avere una maggioranza del 50 + 1 alla camera e al senato. E’ un miracolo gia quello che hanno ottenuto fino ad adesso in questa legislatura, ma per farlo hanno dovuto ovviamente accettare dei compromessi perche questa è la POLITICA, non il V-Day o gli ultras alla Merlo che danneggiano solamente il movimento che dicono di appoggiare con il loro massimalismo Bertinottiano

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  14. Caro Merlo devo dire che non manchi di concitata enfasi nel descrivere l’idea primigenia del movimento da cui è scaturito tutt’altro;questo tutt’altro È , oltre al bragalume, al seguito dell’ elevato, l’introduzione del lavoro di Conte verso un’organizzazione politica, più decente con uno scaffolding o impalcatura all’idea iniziale; da ciò è scaturita, a ragion veduta, una diatriba giustissima da parte di coloro che hanno votato M5S, proprio per il fatto di essere un movimento di autodeterminazione dei cittadini, singoli e consapevoli e non di una barca con tanto di capitano e secondo a dirigerne le azioni in relazione alla partecipazione democratica degli stessi su piattaforma digitale.
    Il M5S aveva captato l’onda di malcontento dei cittadini, desiderosi di mantenersi onesti , al seguito dell’over intraprendenza politica ingiustificata e senza un serio e congruo ritorno sulla salute pubblica e privata del paese che in soldoni vol dire bando ai monopoli per un benessere minore ma più partecipativo e diffuso.
    I meetup potrebbero continuare ad essere i ricettacoli di questo malcontento con l’ascolto delle idee, dei problemi e delle soluzioni che giungono dal basso ovvero dalla stessa cittadinanza che vive in loco.
    Mentre la strutturazione gerarchica e verticista agirebbe da intermediario con gli apici governativi.

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  15. Caro Merlo
    Per i tuoi spiccioli di guadagno hai rotto il silenzio richiesto. Vai a nanna tranquillo
    Qualcuno aggiusterà le cose anche per te. Hai da sta zitto e sereno.

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  16. DIARIO- 5 LUGLIO 2021- VIVIANA VIVARELLI.

    Ieri è piovuto un pochino, svogliatamente, sono mesi che non piove e le campagne sono tutte gialle e inaridite. Con meno caldo si sta veramente meglio e ho gustato con piacere l’odore della pioggia ma di nuovo il meteo promette da domani rialzi della temperature fino a 38 gradi. Insopportabile!
    Mia figlia da Londra non desiste dai suoi tentativi di venire in Italia a a trovarmi dopo 19 mesi che non ci vediamo, ma in Inghilterra la situazione è molto seria. Ieri 26.000 contagiati della variante Delta. La voce di popolo in Inghilterra è molto diversa che in Italia. Per esempio, da noi si cerca di vaccina quelli sopra i 60 anni, in Inghilterra il 63% della popolazione ha avuto due dosi. La grande discussione è se vaccinare o no i bambini e lei è convinta di dover vaccinare al più presto i suoi due figli. Da loro si parla molto delle conseguenze e lungo termine del Covid sui giovani, molti dei quali sembra non si riprendano più dalla malattia e rimangano in uno stato di debolezza e semi malattia da cui non riescono più ad uscire. Mentre da noi ci sono molti no vax, centinaia anche tra i medici perché gira la voce che i vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna) cambino il DNA, da loro si è diffusa l’idea che, come per ogni endovenosa, si debba fare la prova del sangue aspirando leggermente con la siringa prima di iniettare il vaccino altrimenti, se si becca un capillare, viene un trombo.
    Unanime è il disgusto per le aperture al mondo del calcio (meno che per i tifosi ovviamente) che diffonderà il contagio ancora di più, cosa di cui da parte dei governanti non sembra ci sia il minimo interesse.
    A Londra non fa che piovere e le massime sono sui 20 gradi.
    Nessuno di dice quanto è stato finora il costo sanitario della pandemia ma ci sarà una ragione anche per questo, e il costo ce lo faranno pagare, ci faranno pagare tutto.
    Mentre tante cose vanno così male, Renzi non pensa ad altro che a far perdere tempo, ostacolando il decreto Zan, e Grillo e Conte sono tanto furbi e intelligenti che non cercano altro che mandare in rovina l’unico partito che potrebbe fare opposizione in Italia, presentando uno spettacolo di narcisismo e lotta per il potere che fa proprio schifo in cui la coerenza e il rispetto per la serietà vanno a farsi friggere mentre i fan si dividono in opposte tifoserie che scaricano una contro l’altra tutto il malessere di una operazione nata male e condotta peggio.
    E’ proprio vero che non è il Covid è il più grande male italiano ma la stupidità.
    Galeano diceva: “Una volta alla settimana, il tifoso fugge da casa sua e va allo stadio. Sventolano le bandiere, suonano le trombe, i razzi, i tamburi, piovono le stelle filanti e i coriandoli: la città scompare, la routine si dimentica, esiste solo il tempio. In questo spazio sacro, l’unica religione che non ha atei esibisce le sue divinità…”
    C’è da chiedersi se sia nata prima la tifoseria della religione e della politica ma certo, quando la politica diventa tifoseria, mostra il peggio dell’essere umano e per la religione è lo stesso. La tifoseria è la droga degli imbecilli. E il calcio è una droga come un’altra, l’oppio dei popoli. Mi chiedo come mai Marx non se ne sia accorto.

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  17. MA MI FACCIA IL PIACERE. MARCO TRAVAGLIO- IFQ- 5 luglio 2021.

    Oggi i 7 mediatori terminano l’esame del nuovo Statuto. Due punti da chiarire. “Iniziativa politica” solo al leader o anche al garante? E, se chi sfiducia il leader è bocciato dagli iscritti, decade?

    Movimento in conclave – I “7” ieri hanno telefonato al fondatore che riceve una lettera da cento attivisti: “Così ci fregano”
    (di To. Ro. – Il Fatto Quotidiano)
    Una domenica di lavoro per provare a salvare il Movimento cinque stelle. Il tavolo virtuale è ancora su Zoom, a sedersi sono sempre i sette “saggi” che devono riscrivere lo Statuto e le regole in una forma che sia digeribile sia per il leader Giuseppe Conte che per il fondatore Beppe Grillo. Lavorano limando regole e codici, cercano una soluzione formale per colmare il vuoto enorme, sostanziale, che si era creato tra i duellanti del Movimento.
    Una delle consegne assolute per i sette “sminatori” è quella del silenzio: sui risultati del loro lavoro filtra poco. Dopo il disastro dei giorni scorsi c’è un ottimismo di fondo, chissà quanto auto-imposto. Si comunica – come in una seduta automotivazionale – “grande determinazione” e “massima attenzione”. Chissà se basteranno.
    Dal lavoro certosino dei sette dovrà vedere la luce l’insieme delle nuove regole, la rinnovata struttura su cui sarà fatto poggiare il “neo Movimento”, come l’aveva battezzato Conte (in una definizione forse non proprio apprezzata dal fondatore): e dunque Statuto, carta dei valori, codice etico.
    Il lavoro di messa a punto dello Statuto della discordia dovrebbe essere quasi ultimato: è a “due terzi” secondo quanto filtra da chi ci sta mettendo mano. Se tutto procederà bene, sarà portato a termine entro stasera e potrebbe essere presentato alle due parti già domani.
    Se Grillo e Conte lo accetteranno, a quel punto bisognerà indire la votazione degli iscritti, conservando almeno una spolverata di democrazia diretta nello scontro individuale tra le due personalità del Movimento.
    Tra i nodi rimasti da sciogliere non c’è il tema dei due mandati. Al contrario di quanto si riteneva, su questo Conte e Grillo sono sostanzialmente d’accordo, o meglio: nessuno dei due è contrario a cambiare questa regola fondativa e lasciarla decidere dalla base del Movimento. Con diverse soluzioni: si potrebbe adottare una deroga al limite dei due mandati per gli eletti “meritevoli” (un po’ come avviene nel Pd) oppure concedere un terzo mandato a chi ne ha già fatti due, ma in un’assemblea elettiva diversa da quella in cui siede. I sette “saggi” in ogni caso non se ne stanno occupando, perché non è su questo tema che Conte e Grillo sono in disaccordo.

    I nodi sono essenzialmente due, invece: il primo è la natura del ruolo del “garante”. Grillo chiede una formula che gli riconosca la primazia non solo sui valori del Movimento ma anche sulla “iniziativa politica”. Per Conte sarebbe il realizzarsi della “diarchia” che l’ex premier ha detto chiaramente di non poter accettare: se Grillo assume su di sé anche l’indirizzo politico, al leader cosa rimane?

    L’altro punto sensibile riguarda il meccanismo di sfiducia del leader politico. Conte ha già accettato che il suo mandato alla guida dei Cinque stelle possa essere sottoposto al giudizio degli iscritti se il garante o uno degli altri organi direttivi intendesse chiedere una votazione di sfiducia. Ma pretende un meccanismo di riequilibrio, una sorta di “sfiducia costruttiva”: se la base dovesse dare ragione al leader politico contro la proposta di sfiducia, a quel punto a decadere dovrebbe essere l’organo che l’ha promossa.

    Su questi aspetti lavorano gli “sminatori”, con la cautela che si richiede alla missione.
    Tra poco il loro compito sarà terminato, a quel punto toccherà ai due litiganti. Allora si capirà la verità: se Grillo ha bluffato o ha giocato sul serio. E cioè se ha affidato il mandato ai sette (Di Maio, Fico, Crimi, Patuanelli, Crippa, Licheri, Beghin) solo per condividere insieme a loro il naufragio della trattativa e della leadership di Conte (e probabilmente la fine del Movimento cinque stelle), oppure se ha capito di non avere altre carte in mano che affidare i destini della sua creatura all’ex presidente del Consiglio. Il quale è stato chiaro: prenderà la guida del Movimento solo se ci sarà una separazione netta dei ruoli e un controllo della direzione politica autonomo dall’ingombrante carisma del fondatore.

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  18. Ma mi faccia il piacere
    di Marco Travaglio | 5 LUGLIO 2021

    Il Delinquente della Repubblica. “Berlusconi in campo per il Colle: mi do il 10-15% di possibilità” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 3.7). Se vota tutta la famiglia Mubarak, è fatta.
    La Storia siamo loro. “Nessuna alleanza obbligata, vedremo l’evoluzione 5Stelle. Concorrenza di Conte? Se penso alla nostra storia, non ci spaventa” (Irene Tinagli, vicesegretaria Pd, Messaggero, 3.7). La storia di una che stava in Italia Futura con Montezemolo e in Scelta civica con Monti.

    Maremma Maiolo. “La macelleria di S.M. Capua Vetere. Travaglio e Bonafede ululavano: mai liberi! Vi stupite dei pestaggi?” (Tiziana Maiolo, Riformista, 2.7). Ora un tribunale dovrà decidere se li abbia picchiati io o se questa poveretta meriti finalmente il sospirato Tso.
    Il passo del Merlo. “Nel Paese è cambiato il clima e sta cambiando il passo” (Francesco Merlo, Repubblica, 2.7). Ora c’è quello dell’oca.
    Il nuovo Ungaretti. “Posso dire del libro di poesie di Nichi Vendola come se le voci e le carte fossero… passeggere, opinabili. Un libro invece resta, passa di mano in mano e di casa in casa per generazioni… Ecco, lo sguardo di Vendola è limpido. La sua poetica pasoliniana struggente e feroce, la lingua aspra e la consapevolezza, specie nel dolore e nell’errore, piena” (Concita De Gregorio, Repubblica, 2.7). M’illumino d’incenso.

    Scappa e spada. “Conte ci ha divisi, sarà difficile ricomporre. Chi esce lasci gli incarichi” (Vincenzo Spadafora, deputato M5S, Correre della sera, 2.7). E chi ha spinto Franco Di Mare alla direzione di Rai3 in quota 5Stelle che fa, resta?
    Berdini con la B. “A sinistra rispunta Berdini: ‘Per il Comune di Roma ci sono anch’io’” (Repubblica-cronaca di Roma, 27.6). Mo’ me lo segno.
    Il trascinatore di folle. “Appello di Calenda a Letta: ‘Ora basta 5Stelle!’” (Claudia Fusani, Riformista, 2.7). In effetti scambiare un alleato al 16% con uno al 2% è un affarone.
    Forza Coerenza. “Forza Francia!” (Radio Padania, Europei 2000). “Forza Germania!” (Radio Padania, Mondiali 2006). “Devo ancora decidere se fare il tifo per il Brasile, l’Argentina, la Germania o la Repubblica Federale Elvetica. Certo non per l’Italia” (Matteo Salvini, Lega Nord, Mondiali 2010). “Andiamo a Monaco cazzo! Andiamo a Monaco! Dai dai dai dai dai! Sì sì sì sì sì!” (Matteo Salvini, Lega, con la maglia della Nazionale, Instagram, 26.6). Dopo numerosi tentativi, deve avere appena ottenuto la cittadinanza.
    Apparizioni. “Il Capitano e il voto nelle città: ‘Sul candidato di Milano ci tocca andare a Lourdes’” (Stampa, 3.7). A Medjugorje non lo fanno più entrare.
    Riza Psicosomara. “Il reddito grillino atrofizza il cervello” (Raffaele Morelli, psichiatra, Libero, 28.6). Lui comunque non rischia nulla.
    Descamisados. “Non me lo vedo Conte a capo dei descamisados che leggono il Fatto di Travaglio” (Paolo Mieli, Giornale, 29.6). Uahahahahah.

    Un sincero democratico. “Io consegnerei anche nella prossima legislatura le chiavi di Palazzo Chigi a Draghi o al premier draghiano che verrà dopo di lui” (Mieli, ibidem). Giusto: aboliamo le elezioni.
    L’ideona. “Un solo modo per impedire questi orrori: abolire il carcere” (Piero Sansonetti, Riformista, 29.6). Da oggi svaligiare casa Sansonetti asenza passare dal carcere si può. Diamoci da fare.
    Uffa, altro sondaggio sbagliato. “Michetti svetta su tutti. Gualtieri incalza Raggi. La sindaca al 23,5%, l’ex ministro del Pd al 23, 1, che però vincerebbe il ballottaggio con chiunque” (Repubblica- cronaca di Roma, 2.7). È il loro modo per dire che Gualtieri è terzo dietro Michetti e la Raggi, però basta abolire il primo turno e diventa primo.

    A grande richiesta. “Lo ‘Spelacchio’ in piazza del Fico pericolante sulle teste dei passanti” (Repubblica, cronaca di Roma, 29.6). Se ne sentiva giusto la mancanza: quando la Raggi rischia di non perdere, non si butta via niente. Uno Spelacchio è per sempre.
    L’autorecensione. “’Libro Aperto’, la rivista di cultura politica diretta da Antonio Patuelli, dedica il supplemento al numero 105 (‘Luigi Einaudi 1961-2021’, pagg. 320, euro 20) a questa nobile esistenza… Oltre ai nomi già citati, il volume si avvale degli interventi… di chi scrive questa rubrica” (Stefano Folli, Robinson-Repubblica, 3.7). Povero Folli: non c’era nessuno che volesse recensirlo e allora si è recensito da solo. Alla fine l’oste ha garantito che il vino era buono.
    La mano morta. “Darò una mano sul ddl Zan” (Matteo Renzi, segretario Iv, Giornale, 2.7). Quindi salutiamo il ddl Zan: una prece.
    Ottimo e abbondante. “Ma adesso ci serve solo debito buono” (Mario Draghi, Stampa, 2.7). Dicesi debito buono quello che fa lui. Dicesi debito cattivo quello che fanno gli altri.
    Il titolo della settimana/1. “Libero pubblica le proposte di Orbàn. Gli altri giornali no” (Libero, 3.7). Sono soddisfazioni.
    Il titolo della settimana/2. “Referendum Radicali, Lega e Forza Italia, è già record di firme. Dopo l’Udc, c’è il sì dei Riformisti” (Verità, 3.7). Solo non si vedono i due liocorni.

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  19. Che fino ha fatto il grandissimo Nico Giraldi?
    è da qualche settimana che non compare..
    che faccia parte dei “magnifici 7”?

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  20. Democrazia Diretta secondo Grillo:
    io ho la maggioranza delle azioni e la maggioranza del consiglio di amministrazione
    io nomino l’amministratore delegato licenziabile quando voglio io
    si vota come a quando voglio io
    come si dice in questi casi:
    “democrazia diretta da me” della mia azienda personale

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