Gli dobbiamo in ogni caso un omaggio sentito: egli è il grande giornalista che stravince nel campionato che va dagli Andrea Scanzi alle Lilli Gruber, passando per i Corrierini, le Repubblichette e i cinque quarti della nobilissima contessa Berlinguer

Immagine di Chissà di che cronista stiamo parlando

(di Andrea Marcenaro – ilfoglio.it) – Riassunto di una settimana minore. Lui ha sputtanato mezzo mondo? Vero. Rovinato altre persone e famiglie? Sì. Spiegato, con montanneliana brillantezza, perché qualsiasi Minetti debba essere disprezzata, mentre il di lui Maestro portato alla scrittura poteva agire in modo disinibito con le sue preferite tenendo la morale sul comodino? Con lo schioppo? Anche. Potrà mai esserci sembrato, infine, di aver verificato talune sue caratteristiche minori?

La passione costituzionale per Putin? La foia antiebraica? (povero Padellaro). Figlie entrambe dell’acchiappo virtuoso di un suo personale target al caciocavallo? Sarà pure. Con ciò? Pretendereste forse che chiedesse scusa ogni volta che massacra l’onore di qualcuno? O che sputa sulle più buone o meno buone ragioni di nazioni intere? Pretendereste che capisse, dopo ogni provata infamia già stampata, come apparirebbe urgente scusarsi e togliersi il cappello? Pazienza. Gli dobbiamo in ogni caso un omaggio sentito: egli è il grande giornalista che stravince nel campionato che va dagli Andrea Scanzi alle Lilli Gruber, passando per i Corrierini, le Repubblichette e i cinque quarti della nobilissima contessa Berlinguer. Staremo parlando di chi?