
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Rompendo la monotonia delle commemorazioni di Capaci, Carlo Nordio è salito sul piedistallo delle vittime e si è paragonato a Falcone. Tipo i mitomani che ai matrimoni vorrebbero essere la sposa e ai funerali il morto. Testuale: “Io mi sento magistrato prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando […]
Carletto Falcone
(Di Marco Travaglio) – Rompendo la monotonia delle commemorazioni di Capaci, Carlo Nordio è salito sul piedistallo delle vittime e si è paragonato a Falcone. Tipo i mitomani che ai matrimoni vorrebbero essere la sposa e ai funerali il morto. Testuale: “Io mi sento magistrato prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia”. Ecco: lui prima e Falcone dopo. Il fatto che, oltre a rischiare la vita, Falcone l’abbia anche persa, mentre l’unico pericolo che corre Nordio è una cirrosi epatica da spritz, è un dettaglio. I cerimonieri prendano buona nota affinché dall’anno prossimo ogni lapide, targa, cippo e monumento commemorativo ricordi non solo Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, ma anche Nordio. La Storia, malgrado le vili censure che da oltre 40 anni oscurano il suo ruolo decisivo nella lotta al terrorismo politico e mafioso, parla chiaro. Più che dalla coppia oleografica Falcone-Borsellino, i piani alti del crimine hanno sempre saputo che il pericolo pubblico numero 1 o al massimo 2 non era a Palermo, ma a Venezia. E furono sempre ossessionati dal duo Falcone-Nordio. Giovanni non muoveva un passo senza consultarsi con Carletto, allievo prediletto e poi maestro e spirito guida. Nel 1989 il vero bersaglio del fallito attentato all’Addaura non era né Falcone né i colleghi svizzeri Carla Del Ponte e Claudio Lehmann, ma Nordio, atteso sulla scogliera per l’apericena. E nel 1992, dovendo scegliere quale pm colpire per primo, Riina e gli altri boss restarono a lungo incerti tra Falcone e Nordio. Poi optarono per il primo, ma subito si pentirono di aver trascurato l’implacabile castigamatti lagunare, terrore di ogni cosca e brigata. Una grave sottovalutazione che pagarono cara e salata.
Scampato per miracolo alla strategia stragista, Nordio infilò un’indagine più clamorosa dell’altra (ora non ce ne sovvengono, ma solo per l’odiosa censura che lo perseguita) e infine, raggiunta la meritata pensione, coronò la trionfale carriera col ministero della Giustizia. E, per i criminali d’alto bordo, furono dolori: nel solco dell’amico Giovanni, Carletto depenalizzò l’abuso d’ufficio, imbavagliò stampa e toghe, e soprattutto limitò le intercettazioni (non più di 45 giorni, anche per cercare boss latitanti da 45 anni). Celebre la frase: “I veri mafiosi non parlano al telefono per paura delle intercettazioni e del trojan”. Poche ore dopo fu arrestato Messina Denaro grazie alle intercettazioni e al trojan e qualcuno osò canzonare il ministro per l’incauta affermazione. Ma era la classica finta del fuoriclasse per disorientare l’avversario.
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Dietro le stragi del ’92-’94 c’era un piano di destabilizzazione che puntava a creare nuovi equilibri politici ed economici nel Paese. Di questo piano facevano parte uomini dei servizi, massoni, politici, uomini dell’eversione nera, mafia e settori economici e finanziari. Con la caduta del Muro di Berlino il mondo era cambiato e i vecchi partiti (Dc e Psi) che per circa un cinquantennio avevano mantenuto solidi rapporti con gli Usa in funzione anticomunista, ormai non servivano più. Di lì a poco, infatti, nascerà Forza Italia, fondata dal condannato per mafia Marcello Dell’Utri, su cui convergeranno le entità che avevano pianificato e attuato le stragi.
Mannino: «Falcone temeva alleanze mafia-servizi segreti stranieri» https://www.corriere.it/politica/10_gennaio_17/mannino-falcone-servizi_f650b598-0359-11df-a5a7-00144f02aabe.shtml
Bomba 2 agosto 1980, stragi di mafia, P2: storia del depistatore Elio Ciolini https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/30/bomba-2-agosto-1980-stragi-di-mafia-p2-storia-del-depistatore-impenitente-elio-ciolini/148946/
Lettera Elio Ciolini al GI Grassi – 04.03.1992 https://4agosto1974.wordpress.com/2014/10/02/lettera-elio-ciolini-al-gi-grassi-04-03-1992/
Trattativa Stato-mafia, ex ministro Scotti: “Nel ’92 piano per destabilizzare il Paese” https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/29/trattativa-stato-mafia-ex-ministro-scotti-nel-92-piano-per-destabilizzare-il-paese/1006468/
Scarpinato: «Borsellino ucciso perché aveva capito cosa c’era dietro Capaci» https://palermo.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_16/scarpinato-borsellino-ucciso-perche-aveva-capito-cosa-c-era-dietro-capaci-2538861e-ceab-11eb-b763-8fa917b59ca2.shtml
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Mi ricorda i podcast di Scanzi, il quale non riesce a commemorare qualcuno senza aggiungerci una valanga di “io, io, me, me”, tanto che alla fine il morto sembra solo una scusa per esaltare il vivo.
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“Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia”
Ecco perchè alla fine le BR non “convincevano” più, altro che deriva stragista, altro che infiltrazioni dei servizi segreti………………. erano soltanto scimuniti!!!
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Lasciate sempre parlare liberamente Superciuk, e quando lo finisce, riempite sempre il suo fiasco. Con le sue parole non ci delude mai, questo campione mondiale della lotta alla mafia e al terrorismo del suo pianerottolo!
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Credo che anche il cane del suo vicino gli pisci sulla porta… cane intelligente!
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“lui prima e Falcone dopo”
l’accostamento se lo poteva certo risparmiare per ragioni evidenti di opportunità, ma tecnicamente ha ragione. Lui inizia a combattere le br nel 77 Falcone inizia a combattere la mafia nel 79. E da giudice istruttore fu salvato dai carabinieri che sventarono un attentato ai sui danni.
Visto che al Savonarola non sfugge nulla ….
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Cosa Nostra” è una organizzazione criminale della quale si è servito un antistato fascista all’interno dello stesso ,composto da fasciocriminali riciclatisi nelle nostre istituzioni , mai rassegnati alla sconfitta fascista ed alla nascita della nostra Costituzione Repubblicana del 1948 e per abbatterla compirono le stragi e gli omicidi dei migliori uomini delle nostre Istituzioni che li stavano smascherando.
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👏
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In realtà Nordio non ha combinato un emerito caxxo con le BR
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Ciò che ha detto l’utente Mario, condivisibile o meno che possa essere (per il sottoscritto è condivisibile, per inciso), resta comunque una semplice critica al ragionamento di Travaglio, peraltro argomentata con fatti e date.
La risposta della carriola inacidita, invece non ha proprio nulla della critica, ma è soltanto un miserabile attacco personale: “nanetto ma statte zitto che è meglio“, come se fosse la padrona del blog, o la sola titolata a sproloquiare qua dentro.
Ora, della carriolina storna e dei suo utilizzo sistematico di metodi senil-fascistoidi verso chi la pensa diversamente è già stato detto (e pure dimostrato) abbastanza, tuttavia ciò che mi chiedo è: dove sono i filosofi del “non si attacca l’interlocutore”, che spesso vedono attacchi anche dove non ce ne sono, sempre pronti a strillare in coro come vergini violate, quando qualcuno osa appena ricordare il curriculum dei loro patetici idoletti?
Oggi tutti a prendere il sole?
O forse certi princìpi altisonanti valgono soltanto con gli amici?
In italiano c’è una parola che descrive tale comportamento alla perfezione:
I-PO-CRI-SI-A.
Non faccio nomi per brevità, tanto gli interessati hanno già capito a chi mi riferisco.
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Ma statte zitta, che è meglio!
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Scusa, ma per il sottoscritto l’età per fare a gara di insulti è passata da parecchi decenni, per cui dovrai continuare da sola.
La moderazione non ha nulla da dire?
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La carriera di Carlo Nordio come magistrato (in servizio dal 1977 al 2017) si è focalizzata principalmente su terrorismo politico, sequestri di persona e reati finanziari/corruzione della pubblica amministrazione nel Nord-Est.
Non ha storicamente guidato grandi maxiprocessi contro la criminalità organizzata di stampo mafioso tradizionale (come Cosa Nostra o la ‘Ndrangheta), motivo per cui il suo nome non è associato a quel tipo di ritorsioni o sovraesposizione mediatica. I suoi filoni d’indagine più rilevanti e noti riguardano tre ambiti:
1. Il contrasto alle Brigate Rosse e l’eversione (Anni ’80) All’inizio della sua carriera, come giudice istruttore, ha guidato (solo)per 3 anni le inchieste sulla colonna veneta delle Brigate Rosse. In quegli anni di forte tensione eversiva, Nordio ha vissuto da vicino la scorta e il rischio per l’incolumità personale, occupandosi anche della stagione dei sequestri di persona a scopo di estorsione che colpì il Veneto tra il 1986 e il 1989.
Mani Pulite e le “Cooperative Rosse” (Anni ’90) Durante la stagione di Tangentopoli, Nordio è stato il volto dell’inchiesta Mani Pulite nel Veneto. In particolare, ha coordinato le indagini sul sistema di tangenti legato alle cosiddette cooperative rosse. L’inchiesta sollevò enormi polemiche politiche, poiché portò all’incriminazione e al coinvolgimento di vertici storici del PCI-PDS (tra cui l’allora segretario Achille Occhetto, la cui posizione fu poi archiviata).
Lo scandalo del MOSE di Venezia (2014).
L’indagine più importante e di maggiore impatto economico della sua carriera è stata quella sulle tangenti per la costruzione del MOSE. In qualità di procuratore aggiunto di Venezia, ha coordinato il pool che ha decapitato i vertici politici e imprenditoriali locali, portando all’arresto di figure chiave come l’ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan (Pdl) e il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. L’inchiesta contava un NUMERO MASSICCIO di INTERCETTAZIONI e si concluse con decine di patteggiamenti e condanne.
Sintesi del profilo.
La percezione della sua figura riflette questa storia professionale:
Nessun focus sulla Mafia. Le sue indagini non hanno incrociato i grandi cartelli della malavita organizzata del Sud Italia (cosa che i suoi detrattori politici gli rinfacciano oggi quando legifera in materia di giustizia).
Focus sui Colletti Bianchi: Ha concentrato l’attività inquirente sui reati societari, sul finanziamento illecito ai partiti e sulla corruzione amministrativa, muovendosi in un contesto prevalentemente economico-politico
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Cosa Nostra” è una organizzazione criminale della quale si è servito un antistato fascista all’interno dello stesso ,composto da fasciocriminali riciclatisi nelle nostre istituzioni , mai rassegnati alla sconfitta fascista ed alla nascita della nostra Costituzione Repubblicana del 1948 e per abbatterla compirono le stragi e gli omicidi dei migliori uomini delle nostre Istituzioni che li stavano smascherando.
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Carlo Nordio e Felice Casson . Differenza tra i due. (Casson, storico collega magistrato alla Procura di Venezia per circa vent’anni. I due hanno condiviso lo stesso ufficio giudiziario ma hanno incarnato approcci alla magistratura, visioni della giustizia ed evoluzioni politiche profondamente differenti)
Ecco le differenze principali tra i due profili:
1. Il tipo di indagini guidate da Felice Casson: È diventato celebre a livello nazionale per inchieste di enorme impatto storico-politico legate ai misteri di Stato e alle stragi. Fu lui a scoprire l’esistenza dell’organizzazione segreta paramilitare Gladio (la struttura stay-behind della NATO) e a indagare sulla strage di Peteano del 1972, scontrandosi duramente con i vertici dei servizi segreti e della politica italiana dell’epoca.
Si è inoltre occupato a lungo dei reati ambientali e delle morti per marghera/CVM nel petrolchimico di Porto Marghera.
2. L’uso delle intercettazioni e dei mezzi di ricerca della prova.
Felice Casson: Ha sempre difeso pubblicamente l’uso massiccio e l’estensione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, giudicandole uno strumento tecnologico insostituibile per scovare la corruzione e i reati societari complessi.
3. La visione della Magistratura e le riforme. Felice Casson: Di estrazione progressista, difende fermamente l’autonomia della magistratura. Contesta le attuali riforme (come la separazione delle carriere tra PM e giudici), accusando l’ex collega di aver cambiato radicalmente idea rispetto agli anni ’90 e paventando il rischio di un controllo della politica sui magistrati.
Carlo Nordio: Ha concentrato la sua attività prevalentemente sui reati economici, corruzione della pubblica amministrazione e terrorismo rosso in Veneto. Punto.
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”Fu lui a scoprire l’esistenza dell’organizzazione segreta paramilitare Gladio”….ecco appunto, pare che alcuni omicidi di mafia, non fossero proprio esclusivamente mafiosi, ma piuttosto nati da una collaborazione fra eversione neofascista e mafia, come per l’ omicidio di Piersanti Mattarella! Anche Falcone ha indagato in quella direzione…..nel districare il groviglio di collusioni fra mafia, estremismo neofascista e servizi segreti deviati….forse deviati, o piuttosto rispondenti agli ordini ! Anche sull’ organizzazione di un attentato di quella portata, qualcuno dubita che fosse all’ altezza dei soli mafiosi, avendo piuttosto un’ impronta progettuale, organizzativa e fattuale di tipo paramilitare ……..
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Il mio contributo era solo per sottolineare la differenza tra i due. Non per scrivere di mafia e Gladio
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Cosa Nostra” è una organizzazione criminale della quale si è servito un antistato fascista all’interno dello stesso ,composto da fasciocriminali riciclatisi nelle nostre istituzioni , mai rassegnati alla sconfitta fascista ed alla nascita della nostra Costituzione Repubblicana del 1948 e per abbatterla compirono le stragi e gli omicidi dei migliori uomini delle nostre Istituzioni che li stavano smascherando.
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Il mio contributo era solo per sottolineare la differenza tra i due. Non per scrivere di mafia e Gladio
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E lasciatelo stare un po’ in pace sto vecchio rimbambito ! Non può fare o dire una cazzata che subito gli date addosso come se fosse chissà che cosa . In fondo è solo il ministro della giustizia.
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Cosa Nostra” è una organizzazione criminale della quale si è servito un antistato fascista all’interno dello stesso ,composto da fasciocriminali riciclatisi nelle nostre istituzioni , mai rassegnati alla sconfitta fascista ed alla nascita della nostra Costituzione Repubblicana del 1948 e per abbatterla compirono le stragi e gli omicidi dei migliori uomini delle nostre Istituzioni che li stavano smascherando.
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Il mio contributo era solo per sottolineare la differenza tra i due. Non per scrivere di mafia e Gladio
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Cosa Nostra” è una organizzazione criminale della quale si è servito un antistato fascista all’interno dello stesso ,composto da fasciocriminali riciclatisi nelle nostre istituzioni , mai rassegnati alla sconfitta fascista ed alla nascita della nostra Costituzione Repubblicana del 1948 e per abbatterla compirono le stragi e gli omicidi dei migliori uomini delle nostre Istituzioni che li stavano smascherando.
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Il mio contributo era solo per sottolineare la differenza tra i due. Non per scrivere di mafia e Gladio.
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Se le BR avessero immaginato che tale magistrato poteva,col passare del tempo, diventare Ministro , senz’altro lo avrebbero ucciso risparmiando Moro.
Evidentemente se non lo hanno fatto avevano già capito che non avrebbe dato noia all’organizzazione.
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Insomma Nordio ha combattuto la mafia ….Borsellino e Falcore sono morti e Sprizt è ancorta vivo….
E la mafia continua a vivere …chissà perchè -…. intercettazioni eliminate e falso in bilancio abolito ….e la mafia ringrazia… si Nordio!
Ha rischiato la pellle …dei magistrati corretti non la sua.
Poi tirare fuori delle medaglie indegne… behh… è la dimostrazione che un buon bicchiere può dare alla testa e perdere di lucidità.
Grazie carolina per gli interventi!
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Riferita la chiusura del comm. alla Cariolina!
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