La guerra mondiale contro la Natura

(Marcello Veneziani) – Abbiamo celebrato la giornata mondiale dell’Ambiente; istituzioni e media si sono devotamente inchinati al tema, quotidiani si sono perfino travestiti di verde per la liturgia ecologista. Ma perché si parla di ambiente anziché di natura? Perché la natura è un nome antico che comprende col pianeta tutti i suoi abitanti, compresi noi umani; la natura è la realtà che noi non abbiamo creato ma che abbiamo trovato, che non dipende da noi. Natura evoca poi il diritto naturale, le creature come sono nate e magari un creatore o quantomeno una regina, detta Madre Natura. Natura è incontro fra differenze originarie, copula e procreazione.

Nel dialetto antico del mio paese la natura è il nome della vagina. Non conosco definizione più bella, essenziale e cosmica dell’organo genitale femminile. Natura come sito corporale in cui si nasce, prenderà corpo una persona, in quel futuro da cui verrà il nascituro: se la natura è alle origini, natura è anche nascita ventura. Se penso alla definizione di Natura del mio paese mi sovviene il celebre ritratto in primo piano della vagina nuda di Gustave Courbet chiamato non a caso “L’origine del mondo”. Perfetta è la corrispondenza tra il microcosmo del corpo femminile e il macrocosmo del mondo naturale.

Natura è anche l’alchimia della fecondazione, attraverso l’incontro tra il maschile e il femminile. Invece all’espressione natura si preferisce la definizione asettica, neutra, anonima, di ambiente; che può alludere anche a qualcosa di costruito, di modificato, può anche essere un capannone, un casermone o un laboratorio, magari con le pareti dipinte di verde. Non c’è distinzione tra ambiente naturale e ambiente artificiale.

Ma la ragione principale per cui esiste una retorica mondiale e ufficiale dedicata a salvare l’ambiente ma non esiste più una compagna per salvare la natura, è ideologica, filosofica e tecno-scientifica, e investe la concezione dell’uomo e della vita. Se dici natura non puoi prescindere dal riferimento alla natura umana, devi fare i conti con lei, a partire dalla nascita, come insegna l’antica saggezza popolare del lessico paesano. Non si può difendere la natura nelle piante, dell’aria, dell’acqua, degli animali, nel mondo vegetale e in quello minerale e non difendere la natura umana. E invece, noi oggi viviamo la guerra mondiale contro la natura; dico la natura umana. L’ambientalismo fanatico difende a spada tratta l’integrità genetica della carota dalle manipolazioni ogm; ma accetta, anzi incoraggia, la modificazione genetica dell’uomo e la sua manipolazione radicale. L’identità della carota è più importante di quella umana. Nel senso che l’uomo, per l’ideologia transgender, è ciò che vuole essere e non ciò che la natura ha fatto.

Se ci fate caso, il tema dei nostri giorni, che riguarda in primo luogo la bioetica, quindi la biopolitica, e che investe l’umanità, il mondo, i rapporti tra gli uomini, parte proprio da qui: stiamo vivendo una guerra di liberazione dalla natura umana, per un’umanità mutante in tutti i sensi. L’uomo, anzi la persona, non si definisce in base alla sua natura ma in base alla sua volontà soggettiva, esso è ciò che vuole essere, ora; dico esso perché anche il lui e il lei sono variabili, non discendono più dalla natura ma sono il frutto di una scelta, anche provvisoria. Il desiderio è preminente sulla realtà e su ciò che viene dalla natura. Se percorrete in veloce rassegna i grandi temi dei nostri giorni che hanno sostituito le tematiche sociali e politiche, vi rendete conto che il convitato di pietra è la natura: il diritto di cambiare natura, sesso, il diritto alla maternità tramite decisione anche singola, più tecnologia e investimento (tramite fecondazione artificiale, utero in affitto, maternità surrogata), il diritto di abortire il frutto della natura, il figlio indesiderato, e ogni altro diritto che si contempla nel nostro tempo parte dal rigetto preventivo di ciò che la natura ci ha dato. La nostra libertà è concepita come un’emancipazione radicale e plurale dalla natura.

Il desiderio prevale sull’essere, la volontà sulla realtà, tutto può cambiar verso, natura, anatomia, relazioni. Natura evoca destino, e invece la nostra volontà soggettiva modifica il caso: il caso di essere nati maschi o femmine, da quei genitori, in quella famiglia, in quel luogo, in quel tempo, in quel popolo.

Lo stesso diritto si estende, al rapporto con i luoghi di nascita e di vita e investe i popoli e non solo i singoli. Ovvero nascere in un luogo è casuale, insignificante, come nascere da una coppia etero, padre e madre, perché quel che conta è dove decidi di andare a vivere. La natura non vale dunque nemmeno per il legame con i luoghi natii.

Ora il discorso da fare non è banalmente rovesciare l’imperativo presente e concepire la Natura come un Assoluto Immobile, pietrificato, non suscettibile di modifica e di mutamento. La natura stessa muta nei lunghi processi, non è inerte. Ma la vera battaglia è tra chi reputa la Natura, inclusa la Natura umana, come un bene da salvaguardare, un punto d’origine da cui partire e a cui tornare continuamente, pur nel corso dei necessari cambiamenti, e chi invece vede la Natura come un carcere e sogna di evadere e infine abbattere la prigione stessa. E nella natura è in gioco la difesa della realtà, dei nostri limiti, delle imperfezioni umane, rifiutando ogni delirio di onnipotenza, ogni pretesa del Soggetto di farsi Assoluto e mutante, come Proteo. In questo quadro è importante occuparsi della natura come ambiente e clima in pericolo, specie a rischio d’estinzione. Ma la natura, lo dicevano in epoche diverse e in ambiti diversi LucrezioLeibniz e Linneo, non fa salti ma procede per gradi; e non possiamo saltare il grado della natura umana nella salvaguardia del mondo.

La Verità 6 giugno 2021

21 replies

  1. Marcellino ascolta : tu fai parte di una congrega (di cui saresti uno dei” filosofi)che io chiamo”i nipoti e le nipoti di mubarak.La congrega delle cene eleganti con palazzi trasformati in bordelli, con i frequentatori che rompevano i c……i sull’aborto ull’omosessualita sulle coppie di fatto sulla dolce morte per chi viveva in stato vegetativo da anni.Invocando la famiglia tradizionale loro che di famiglie ne avevano magari due o tre.E baciando gli anelli dei cardinali.Quindi marcellino cambia compagnia ho rinuncia a celebrare la donna fonte della vita e massima espressione della natura

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  2. “È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.”

    SOCRATE.
    Al ………..”filosofo” di Bisceglie cialdiniano nostalgico.

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  3. (Natura è incontro fra differenze originarie, copula e procreazione).Un pò troppo riduttivo non trovi Macello?Sembra il discorso di un prevosto.Va bene facciamo 18 figli a coppia.Facciamo così?Sempre per rispettare la “natura”.Niente aborti niente preservativi niente di niente solo “natura”.Come se la natura per certe categorie avesse sbagliato accidentalmente (mente la natura per definizione è perfetta)così come è.Cosa vò fa. È la natura di macello vescovo….Ha il paesello! Di mente sempre aperta ancora adesso. Che nostalgia delle vedove tutte in nero e dei lenzuoli “bianchi” stesi al balcone. Dopo la prima notte di nozze.Che bei tempi.

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    • “(Natura è incontro fra differenze originarie, copula e procreazione).Un pò troppo riduttivo non trovi Macello?”

      Forse con “riproduttivo” fate pace…

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  4. Grande Marcellino, “filosofo” monotematico, di alta sensibilità morale, da cui curiosamente non si ode mai qualche lamento o pianto per le nefandezze etiche, e non, delle destre, tu guarda..
    In quanto alla sua fissa sul primato della natura, vorrei dirgli una cosa: Marcellino, mettiamo che ci sia uno alto 1 e 90 e pesante 90 chili, mettiamo sia giovane, mettiamo quindi che sia più forte di te e di gran lunga, mi segui?, mettiamo che voglia prendersi, in virtù del fatto che per natura è più forte, le tue cose, la tua casa, la tua compagna (o compagno, non so) – ammesso che tu l’abbia -, tu dovresti dire che in base a ciò che professi e di cui sei perdutamente nostalgico agisce in modo giusto e naturale. O no? Marcellino, Marcellino ritorna in te e studia meglio la filosofia, e non solo..

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    • @Ercole
      si riferisce alla selezione naturale di Darwin?
      Le ricerche più recenti hanno dimostrato che sono sopravvissute le specie che hanno imparato a collaborare di fronte ai grossi pericoli come ad esempio un terremoto o un’eruzione vulcanica. Pare che nel nostro DNA ci sia questa predisposizione, piuttosto che quella alla violenza, che pure esiste

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    • Quindi, secondo lei Carolina, la MANIPOLAZIONE della NATURA, sia corporea che psichica (da notare che physis – φύσις «natura», comprende sia soma-σῶμα «corpo», che psyché – ψυχή «anima», quindi “fisico” non è sinonimo di “corporeo”, come erroneamente ci si è ridotti a concepire), sarebbe NATURALE? Da lei non me la sarei aspettata…

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      • Esatto, chi le fa le manipolazioni? L’uomo, un essere “naturale”.
        Non si crea alcunché in natura, solo si esplorano le sue infinite possibilità.
        Non siamo dei, anche se ce lo fanno credere.

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      • A parte la confusione tra ciò che è NATURALE e ciò che è ARTIFICIALE (Ottenuto con accorgimenti o procedimenti tecnici che IMITIANO o SOSTITUISCONO l’aspetto, il prodotto o il fenomeno naturale…), il che è abbastanza imbarazzante, è proprio perché non siamo “dei”, anche se ce lo fanno credere, che tutto ciò non ce lo possiamo permettere ed è, alla lettera, MOSTRUOSO! Lei quindi riconosce nel peccato di HYBRIS un disegno della NATURA? Bella lì… Non a caso, la NEMESI conseguente è il diretto intervento della NATURA che si riappropria di quello che fraudolentemente le si è tolto, meglio: che si è creduto possibile toglierLE. E questo, può star certa che si verifica inevitabilmente, anche se le fanno credere il contrario. Ribadisco: da lei non me lo sarei mai aspettato…

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      • …E per stroncare sul nascere facili obiezioni, diciamo subito che l’IMITAZIONE di cui si parlava sopra, non riguarda affatto il procedimento di MIMESI che ha sempre caratterizzato la vera ARTE, cioè quel procedimento legittimo di ADEGUAMENTO (ISPIRAZIONE, farsi strumento…), non agli effetti della Natura (NATURA NATURATA), ma al suo modo di operare (NATURA NATURANS), ma una illegittima e ridicola procedura di FINZIONE che è propriamente parlando una SCIMMIOTTATURA rischiosissima, unica condizione che ha di reale. La NATURA ha le sue LEGGI che possono essere eventualmente riscritte solo da CHI le ha promulgate, quindi dalla CAUSA stessa (DIO, ESSERE, chiamiamolo come ci pare…), non da uno dei suoi effetti (UOMO). Se poi lei ritiene che non ci sia una CAUSA (SUI), ma solo il CASO, cioè che una SCIMMIA solo perché dotata delle lettere dell’ Alfabeto, possa essere in grado di comporre la Divina Commedia, ogni proseguimento del discorso sarebbe vano.

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  5. A me è piaciuto l’articolo e ne condivido il pensiero che è certamente più profondo di certi commenti, rivolti soprattutto alla persona più che al pensiero espresso qui. Io non conosco Veneziani, come molti che ne hanno scritto sopra, però mi pare molto triste ridurre sempre ogni idea alla solita trita e ritrita contrapposizione destra/sinistra.

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    • Guardi che è il nostro sedicente filosofo che la butta sempre sulla contrapposizione dx sx. Ne è palesemente ossessionato. La sua ‘teoria’ su ciò che è ‘vera natura’ e ciò che non lo è è cmq pericolosissima perché, a parte che si può confutare tutto e il contrario di tutto – e lui se fosse un vero filosofo lo saprebbe -, apre le porte a regimi assolutistici , di ogni tipo beninteso, e che fanno della prepotenza e della sopraffazione la loro stella polare. Non capirlo è veramente pericoloso..

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      • @Ercole
        non credo che si possa confutare tutto e il contrario di tutto. Codesto relativismo etico è pericoloso davvero. Ogni scelta sulla vita, o la morte, chiama in causa la natura e, per quanto mi riguarda, solo in certi casi si può essere legittimati a scegliere il male minore. Tutte le creature, in primis gli animali, meritano il nostro rispetto e chi ammazza e distrugge dovrebbe essere punito con pene correlate al male compiuto.
        Purtroppo certe cose si capiscono meglio quando si invecchia, Lei forse è giovane ..

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    • Non saremo certo i primi esseri viventi che si estinguono per essere cresciuti troppo come numero ed avere devastato i propri elementi di sussistenza. Nulla di nuovo sotto il sole.

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  6. Un cavaliere se ne andava per le campagne col suo ronzino, vestito lui e il cavallo , per il di della festa, ad ogni dama alla finestra faceva un bel sorriso e diceva : – cara come sei bella un bacio., Lei è una principessa 10 baci, che magnifici capelli color dell’oro 100 baci ..
    E così facendo andava di strada in strada e di borgo in borgo riempendo il vento dei suoi baci senza mai darli a nessuna.
    Il cavaliere sospirava e pensando alle dame incontrate si diceva: la donna è bella e ha il sapore del mare, le sposerei tutte se la legge acconsentisse, una donna ad ogni ora fan 24 per giornata con le più belle a riempire ogni serata.
    Così sognando se ne andava il cavaliere guardando ogni fanciulla e misurolla co li numero di baci ..
    Un bel giorno passò presso una reggia col sovrano e la regina presso una finestra, per abitudine e onore mandò 1000 baci alla regina mandando il re su tutte le furie, che puni lo sciocco cavaliere obbligandolo a sposare la servetta più brutta del reame.

    Fine della storia.

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  7. Bisogna dire che Gustave Courbet aveva buon “gusto”.A differenza di macello (cuor di leone) e le sue fisse.Macello lo hai mai “compreso” il detto (vivi e lascia vivere)?Non rompe …Perché l’accanimento?Non è che in fondo in fondo…?Tu sia?

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  8. più che di natura ed ambiente mi sembra che parli di mammiferi
    e insinua che le “leggi naturali” contemplino solo maschile e femminile per la prosecuzione della specie, ma solo dove sono concepiti.
    Gira che ti rigira le parole, finisce sempre con le stesse tesi

    invece nella considerazione generale natura ed ambiente sono sinonimi
    “Molto spesso la natura è intesa come «ambiente» il cui equilibrio originario non può essere alterato senza danno per l’uomo e per la vita in genere: la protezione, la difesa, la conservazione della n., anche in senso concr., come complesso di atti, provvidenze, interventi che tendono a impedire l’alterazione degli ambienti e degli equilibrî naturali, e in ultima analisi dell’intera biosfera, contro lo sfruttamento umano irrazionale e a favore della natura e delle sue risorse” da Treccani

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  9. Nel mio piccolo, senza avere la presunzione di essere il verbo, cosa che mi sembra serpeggiare molto nei commenti che ho letto, nel mio piccolo dicevo, come antropologa, ritengo che tutto questo nasca veramente dal momento in cui l’uomo ha incominciato a sentirsi altro rispetto alla natura. Questa separazione che crediamo ci abbia portato tanti vantaggi, in realtà non comprendiamo ancora bene dove ci sta portando …

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