Italiani per forza o per destino

(Marcello Veneziani) – Mercoledì 17 l’Italia festeggia i suoi centosessant’anni reclusa in rosso per il lockdown e la vergogna. Ci vergogniamo di essere e dirci italiani. È il sentimento prevalente, l’imprecazione più diffusa; cambiano le motivazioni ma non la conclusione. Ci vergogniamo ora per i governi e i parlamenti ora per il popolo e le classi dirigenti, ora per i meriti negati o i bisogni calpestati, ora per le disfunzioni e il malaffare; ora per le brutte leggi, ora per la loro inosservanza. Sentiamo di essere sempre quelli messi peggio. E certe statistiche ci danno supporti generosi per fondare e alimentare questa nostra autodenigrazione.

Ma noi, siamo italiani per scelta o per forza, per indole o per disgrazia? Italiani per forza s’intitola un libro di Dino Messina uscito ora (ed. Solferino) che difende l’unità d’Italia e sfata la tesi, diffusa, che siamo stati forzati all’unità. Non polemizza con i neoborbonici ma vuol dimostrare che troppe fandonie sono state raccontate contro l’unità d’Italia e sulla repressione nel sud. E lo dice da meridionale.

Per circa un secolo la polemica antirisorgimentale fu polemica antiborghese, socialista e internazionalista. O di chi sognava di valicare le alpi e sentirsi nell’Europa moderna, anziché l’antica Italia. Da trent’anni a questa parte, serpeggia nel paese un senso di rigetto verso l’unità d’Italia che è poi un risentimento verso lo Stato. Cominciò la Lega nord a tradurre quel sentimento antitaliano in politica, e nacque il tentativo d’immaginarsi una patria settentrionale, la Padania, che porta sulle sue spalle il corpo mafioso-parassitario del sud terrone. Venne, a seguire, il rigetto dell’Italia da parte di molti meridionali che ripresero, sull’onda di alcuni libri, il racconto del sud conquistato dai piemontesi, costretto all’unità da massacri e violenze; quel sud un tempo fiorente ma via via depredato e svuotato dal nord. Leggende generose, nell’insieme, anche se fondata su alcuni elementi veri.

Il secessionismo del nord era giocato soprattutto contro il centralismo romano, e di riflesso contro la meridionalizzazione d’Italia; il separatismo meridionale invece ha una valenza soprattutto storica e retroattiva, contro il nord sabaudo e garibaldino, e di riflesso diventa anti-unitario.

È curioso pensare che lo stesso sud, al referendum sulla monarchia, votò nettamente per il regno sabaudo; così come è curioso pensare che l’unità d’Italia fu voluta proprio dai padani, non solo il Piemonte sabaudo ma pure i lombardi, i veneti e quanti sognarono l’Italia unita nel nome di Mazzini e Garibaldi.

Ogni volta che parlo dell’unità d’Italia, molti miei “conterronei” insorgono contro quella “sciagurata” unificazione ritenuta la rovina del sud. Sul piano storico sono salutari le revisioni storiche, purché serie e fondate; ed è giusto riequilibrare la narrativa risorgimentale raccontando pure il lato d’ombra del processo unitario. Comunque, una cosa è rivedere la storia e i giudizi su borbonici e asburgici, un’altra è vagheggiare impossibili restaurazioni.

È onesto ricordare che l’unità d’Italia avvenne con l’estraneità, più che l’ostilità, di tre mondi che erano la schiacciante maggioranza popolare: i contadini, i cattolici e i meridionali. L’avversione all’Italia riguardò una minoranza, come una minoranza volle l’unità d’Italia; gran parte degli italiani, non solo a sud, furono estranei al fervore unitario, ma non opposero resistenza. Il brigantaggio fu un fenomeno circoscritto e non riguardò solo criminali o eroici patrioti ma un po’ l’uno e un po’ l’altro. La storia non si fa con l’accetta, in bianco e nero.

A chi parla dei lager dei Savoia e dei massacri compiuti a sud, vorrei ricordare che peggiori massacri il sud li aveva subiti prima, con la repressione francese-giacobina delle insorgenze, tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800. Decine di migliaia di morti, città messe a ferro e fuoco, popolazioni punite perché fedeli al Re e alla Fede; al loro confronto furono minori le repressioni borboniche o le stragi sanfediste.

Il Risorgimento costò agli italiani meno vittime della pandemia; le vittime meridionali attribuite al Risorgimento sono in realtà postume, risalgono allo Stato unitario. In secondo luogo, il sud che non aveva preso parte, se non in una piccola minoranza, al Risorgimento, partecipò poi attivamente alla struttura dello Stato unitario, a cui dette gran parte della sua ossatura tra prefetti, docenti, impiegati e funzionari, carabinieri e soldati, venuti dal sud. L’Italia moderna fu fatta dal nord imprenditoriale e dal sud statale.

Infine vorrei tornare alla domanda da cui siamo partiti: ma noi, siamo italiani per forza o per scelta, per indole o per disgrazia? Ci piaccia o no, siamo italiani dentro e fuori, siamo italiani nella lingua e nella geografia, nel carattere e nel costume, pur con tutte le differenze che ci contraddistinguono. Siamo italiani per destino e per necessità (e per molti aspetti per nostra fortuna). Siamo una nazione disegnata dalla lingua, dalla letteratura e dalla geografia, circondati dal mare e dalle Alpi. Siamo il frutto diretto di due civiltà, quella romana e quella cattolica, che ci hanno permeato. Siamo latini e mediterranei. E siamo italiani anche nella lagna, nell’individualismo, nell’invettiva costante contro l’Italia; gli italiani sono sempre un po’ antitaliani, è nel loro dna. Poi, certo, ci sono mille differenze, e non solo quelle tra nord e sud. Ma l’unità d’Italia fu un bene e una necessità, anche se fu fatta male e fece anche del male.

Dove porta questa riluttanza antitaliana, questo cupio dissolvi? Se non fossimo italiani, se non ci fosse lo Stato italiano credete davvero che staremmo meglio, e più a nostro agio? Una volta abolita l’Italia, pensate che andrebbe tutto meglio? Poi non lamentatevi se siamo colonizzati e commissariati, visto che voi stessi volete sopprimere l’Italia. Insomma, criticate pure, ma non buttate a mare quel paese che bene o male è e resta la vostra casa, la nostra patria.

20 replies

  1. Veneziani, sappia che al sud non abbiamo proprio niente da festeggiare giorno 17.Tutti questi rinnegati che mettono le mani avanti con “lo dico da meridionale”, hanno tutto il mio disprezzo.Eh sì, in questo paese si fa carriera -universitaria politica giornalistica -solo contro il sud. Quando si deve andare in quel posto al meridione si sceglie sempre un meridionale come ascaro, che per un piatto di lenticchie vende la sua gente.Nel 1861 il Piemonte era pieno di debiti e voleva fare cassa comune col regno delle due Sicilie, popolo pacifico che non conosceva emigrazione fino alla famosa unità d’Italia quando emigrarono a milioni.L’unificazione non era stato quindi questo affarone per il sud.
    Ancora oggi la maggior parte delle riserve auree recano il logo regno delle due Sicilia.
    Le scuole furono chiuse per 15 anni, appositamente per creare una generazione di ignoranti che non serbassero memoria delle cose orrende che erano state fatte.
    Il sud conquistato dai piemontesi non è un “racconto” ma documenti originali rinvenuti, anche se in massima parte sono stati distrutti. La storia la scrivono i vincitori carissimo!
    Parla di restaurazione impossibile: non è del tutto vero perché la Slovacchia si è divisa dalla Cechia con una firma e ora sta molto meglio perché i fondi europei arrivano e restano in Slovacchia.
    Conviene questo stato di cose perché possono sfruttare e trattare il sud da colonia , da Mercato interno dei loro prodotti e riserva di lavoratori a basso prezzo.20 milioni di cittadini e il 35% del territorio Assenti dal discorso pubblico e dagli interessi pubblici, e sui media descritti per il 9% e solo con episodi di cronaca nera, trattati di serie B con diritti sanità istruzione sì si,ma “meno” ,e soldi le “briciole.”

    http://www.regioni.it/economia/2020/01/30/sud-eurispes-da-2000-centro-nord-ha-sottratto-840-mld-al-mezzogiorno-604718/

    https://www.inuovivespri.it/2018/01/25/questione-meridionale-salvare-il-nord-con-i-soldi-del-sud-ecco-servita-lunita-ditalia/

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    • Gentile Maristella, lei posta ancora una volta un lungo, opinabile scritto in cui afferma che ” le scuole furono chiuse per 15 anni”. Questa è un’affermazione infondata per un semplice fatto: mancavano le scuole pubbliche create dai Borboni ( fatta salva la scuola militare della Nunziatella). Esse vennero istituite con la riforma De Sanctis dell’aprile 1861 che confermava l’obbligo della creazione di scuole elementari maschili e femminili nei Comuni di più di 500 abitanti.
      Un saluto

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      • @paolo diamante ,
        Tutto ciò che si scrive può essere “opinabile”, incluse le sue di osservazioni .

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  2. Oltre a Mazzini già nell’immediatezza ci furono voci critiche illustri come Gobetti ,Gramsci ,Salvemini e Nitti.
    L’invasione del regno delle due Sicilie non è stata dettata da motivi ideali ,ma sono derivati dalla volontà del regno di Sardegna di allargare i propri confini a danno del regno delle due Sicilie, sottraendo ricchezza per sanare il deficit di guerra. Tutto questo fu fatto da regno di Sardegna con l’opera di Cavour l’appoggio dell’Inghilterra e della Francia e della massoneria internazionale. Infine l’impresa dei 1000 e’ stata appoggiata dalla mafia locale. In seguito all’invasione sono stati organizzati dei plebisciti -farsa, maggior parte del popolo meridionale non voleva l’Italia unita, tant’è che resistettero 10 anni e dopo emigrarono a milioni. Durante la resistenza meridionale i Sabaudi si resero colpevoli di crimini di guerra quali deportazioni Eccidi e stupri.Per giustificare tanta efferatezza furono elaborate teorie razziste, che permangono ancora oggi.

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  3. Veneziani,leggi qua,invece di sparare minchiate:

    Ogni giorno che passa diventa sempre più vivo in me il dubbio, se non sia il caso di solennizzare il cinquantennio [dell’Unità] lanciando nel Mezzogiorno la formula della separazione politica. A che scopo continuare con questa unità in cui siamo destinati a funzionare da colonia d’America per le industrie del Nord, e a fornire collegi elettorali ai Chiaroviglio del Nord […] Perché non facciamo due Stati distinti? Una buona barriera doganale al Tronto e al Garigliano. Voi vi consumate le vostre cotonate sul luogo. Noi vendiamo i nostri prodotti agricoli agli Inglesi, e comperiamo i loro prodotti industriali a metà prezzo. In cinquant’anni, abbandonati a noi, diventiamo un altro popolo. E se non siamo capaci di governarci da noi, ci daremo in colonia agli Inglesi i quali, è sperabile ci amministrino almeno come amministrano l’Egitto, e certo ci tratteranno meglio che non ci abbiano trattato nei cinquant’anni passati i partiti conservatori, che non si dispongano a trattarci nei prossimi cinquant’anni i cosiddetti democratici”.

    Questa è la lettera che Gaetano Salvemini scrisse ad Alessandro Schiavi il 16 marzo 1911. Pensatore di altissima caratura intellettuale, è stato uno storico importantissimo che ha dedicato tempo ed attenzioni alla storia del nostro Mezzogiorno. Pubblicamente il Salvemini non ha mai messo in discussione l’Unità d’Italia, ma in questa lettera, invece, lo studioso mette a nudo tutti i suoi dubbi e le sue perplessità circa i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario di tale evento e di tutte le implicazioni politiche, economiche e sociali delle quali è stata portatrice la realizzazione dello Stato unitario italiano.

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  4. FINITA LA PACCHIA MANGIAMERDA DEL REDDITO DI FANCAZZISMO.

    Conte annusava inebriato il deretano dei massoni UE merdaiolo leccapalle della Troika

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  5. macello:Il vaticano. Non riescono a vedere il presente ne a vedere il futuro.Il nulla fatto “discorso”.E pure controvento, Adiamo bene’!Alla Bocconi formano dei veri geni “futuristi”.

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  6. … e che dobbiamo fare…. dobbiamo rimuginare a vita su questi problemi?
    facciamo come i clan mafiosi di alcune zone che portano avanti le faide di generazione in generazione?
    Probabilmente anche quando i Romani conquistarono e unificarono l’Italia successero le stesse cose, ma oggi chi se ne frega.
    Piantiamola, siamo italiani, punto!

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    • @adriano ,
      “Che dobbiamo fare?”il fatto non è che si raccontino i fatti successi un secolo e mezzo fa , il fatto è che i soprusi accadono DA un secolo e mezzo!
      Scambiare per “lagne “la legittima indignazione , è tipico dei settentrionali ( e lei lo è , nevvero?) che per ingordigia hanno tutto l’interesse a non garantire equità che vuol dire uguaglianza di possibilità , non cortesie paternalistiche ; vuol dire spendere la stessa cifra pro capite di sanità istruzione per un cittadino veneto e di uno calabrese , che a oggi non accade; Vuol dire garantire alta velocità e infrastrutture su tutto il territorio nazionale e non riempire di infrastrutture doppie e triple e quadruple dov’è non c’è nemmeno lo spazio per costruirle e poi negarle al sud per paura che di sviluppi e faccia ombra e concorrenza al nord.

      https://www.ilmattino.it/economia/investimenti_nord_ferrovie-662116.html

      Ricordo una neo ministra ex dell istruzione , la quale cancello’ dai programmi scolastici tutti gli autori meridionali , anche Nobel, come Deledda e Quasimodo.

      https://www.repubblica.it/scuola/2018/05/29/news/_i_poeti_del_sud_ancora_esclusi_dai_programmi_dei_licei_-197634590/

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  7. Maristella
    sono di Manduria.
    Il sud è sud sia per tutti i motivi che dici ma anche perche mentalmente siamo sud.
    Siamo anarcoidi, disorganizzati, senza senso di cittadinanza, di appartenenza, cromosomicamente ignoranti…. devo continuare?
    Naturalmente con beneficio di inventario.
    Attendiamo il futuro, ma non lo creiamo.
    Ho vissuto 43 anni al sud e 28 al nord.
    Qui al nord che che se ne dica e malgrado plaghe di “ignoranza cromosomica”, c’è tessuto sociale, collaborazione, predisposizione a far bene, costruire, rispetto delle regole, senso del dovere, gentilezza.
    Mi dispiace, non so di dove sei tu, ma devi viverci al nord per capire a fondo.
    Poi, prenditela con i politici se quello che tu denunzi, a giusta ragione, non si riesce ad ottenere al sud. I ns politici sono espressione del popolo che li elegge.
    Chi vuoi incolpare per tutto ciò i Savoia? non ci sono più.
    Cerchiamo di rimboccarci le maniche e al bando le ciance.
    Il resto è malevolenza che a certi livelli culturali può solo creare astio, diffidenza, gli uni contro gli altri e questo credimi non serve a nessuno.
    E ti prego non saltare alle conclusioni: “( e lei lo è , nevvero?)”, questo è pregiudizio.

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    • *adriano,
      Non volevo risponderti, ma poi ho pensato che e’talmente tanta la tristezza che mi hai suscitato che qualche parola di replica serve.Io sono pugliese e vivo e lavoro a meno di 100 km da dove sei nato.Ma prima non ho sbagliato di molto, perché ormai ho visto che la tua “mutazione genetica è completata”.E’ un classico, non sei il solo ,tutti quelli che si trasferiscono al Nord cercano di somigliare a chi li ha accolti, finendo poi per assimilare l’educazione alla (propria) minorità che tanti danni fa.E usare anche le stesse parole e definizioni.
      Per piacere, parla per te quando dici “disorganizzati ,senza senso di cittadinanza “e-questa è bellissima , e atroce -“cromosomicamente ignoranti“.Che accidenti vuol dire?
      Io e tanti altri meridionali nati e viventi nel sud, abbiamo educazione, organizzazione e senso di cittadinanza, certamente più di uno dei partiti che va per la maggiore da te, che ha nel suo statuto e nei suoi slogan “prima il nord!”prima di chi? A discapito di chi?e soprattutto, perché ?chi catso si credono di essere?E’un partito Che dice che col tricolore si pulisce il sedere, che definisce suoi connazionali “colerosi puzzate più dei cani e forza Etna”e ciò malgrado viene anche ricevuto dal presidente della Repubblica.E non sembra non volersi emendare da questa presunta “superiorità”, Che è il pretesto per continuare a drenare risorse non dovute nella Proporzione che ricevono. C’è caduto l’ultimo governo per paura che ci fosse “perequazione territoriale“ come diceva un leghista con recovery fund invece che “tutto a noi e niente agli altri”!
      Ce l’ho anche con i politici meridionali, certo, sono loro i servi muti che consentono tutto questo, In cambio di qualche briciola per se’, e un posto di lavoro al figlio cazzone.. È facile essere “gentili “quando lo Stato si comporta come un padre di famiglia che a un figlio regala il Rolex ,lo fa studiare alle migliori università , mentre all’altro figlio nega anche un paio di scarpe decenti; e tu sei il primo figlio!
      Me lo dici come si fa a “creare il futuro”Senza sghei per usare un termine caro a chi ti ha adottato?
      Me lo dici come fanno i turisti a venire in Puglia ,Calabria Sicilia se ci vogliono 14 ore di treno da Taranto a Reggio Calabria? Io cittadina privata mi devo” rimboccare le maniche” a costruire la ferrovia con le nude mani?
      Mi dai il voltastomaco tutto questo “volemose bene” che volete auspicare, a partire dall’autore dell’articolo, Perché al Nord conviene così. No ,non ci sto.Il volemose bene semmai deve venire dopo una serie operazione -verità, così ciascuna delle due parti riconosce tutto all’altra, i propri sbagli e poi si può andare avanti. In condizioni di parità , anche se il Nord ci deve rimettere qualcosa.Ma sul punto sono molto scettica .
      Buonanotte.

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    • Ah, e non fa una piega che nel “rispetto delle regole” dei settentrionali ci vadano anche le tangenti del Mose (2 euro su 3 mazzette), Expo, Tav, crack Banche venete e toscane, scandali AEmilia, Unipol, Brebemi, Pedemontana, truffe quote latte, truffa mascherine e camici di Fontana e Gallera, cliniche dell’orrore che asportavano polmoni sani per pagarsi gli interventi, e le imprese che in tempo di Covid hanno truffato l’Inps per due miliardi e 700 milioni di cassa integrazione non dovuta perché non avevano mai chiuso….devo continuare?

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  8. Eh cari miei ognuno di noi vive su un piano di una ipotetica scala.
    Quelli che sono ai piani più bassi non sanno quello che succede ai piani alti.
    Al contrario per chi sta su.
    Dall’alto cari miei si ha la veduta d’insieme che non può, per forza di cose, aversi dal basso.
    Cosa credete che sia l’immigrato, cane di paese, con la valigia di cartone che rimane a bocca aperta nel vedere i grattacieli.
    Io sono scappato dal sud, purtroppo, per non sbattere ogni giorno contro quel muro invisibile fatto di inefficienza, grettezza, arretratezza, arroganza, mancanza di senso civico, sopraffazione, atteggiamenti mafiosi, mafiosi, menefreghismo, stafottenza, a nu parmu ti lu culu mia, c’è mi ni fottu.
    La serie sarebbe infinita.
    Quando si parla lo si deve fare con cognizione di causa e voi non lo fate mi dispiace.
    Lanciate accuse contro il nord, ma chi e cos’è il nord.
    Il nord è solo un’espressione geografica.
    Il sud depredato dal nord, si ma da chi dall’operaio della Luxottica? o dalla cassiera del supermercato, dall’impiegato di banca… chi, ditemi voi.
    Saranno i politici del nord, forse volevate dire, che riescono ad ottenere per i loro territori ciò che i politici del sud non riescono, o non ci provano nemmeno, o non sanno nemmeno come fare perchè, magari, hanno problemi di comprensione dei testi.
    Al mio paese in una legislatura è stato eletto alla camera un compaesano .
    Aveva la 5 elementare, un furbo, scaltro senz’altro, ma voi pensate che avesse le capacita cognitive e lessicali per confrontarsi con gente laureata, professori, studiosi, avvocati ecc. ecc.?
    Cosa ha mai potuto fare un tipo così in un consesso come quello?
    Il peones.
    Il collegio elettorale non ha avuto alcun beneficio dalla sua presenza in parlamento, alla fine non ci ricordavamo nemmeno che avessimo un deputato .
    Un beneficio soltanto ora che mi ricordo: i 5 milioni di lire della sua pensione.
    Ma la colpa non è sua, lui si è proposto, ma siamo noi che l’abbiamo votato.

    -“venduto”, “il partito che va per la maggiore da te”, “mutazione genetica è completata”.
    Mi avete già etichettato, con sicumera sempiliciotta, prevenuta.
    Spiacente ma non è cosi che si dibatte.
    Se ci sono i beceri al nord? certo che ci sono e votano lega, ma anche al sud i beceri votano lega o Fd’I, quindi “è un partito che va anche da te.
    Il cafone esiste dappertutto, la differenza sta nelle percentuali.

    -“Io e tanti altri meridionali nati e viventi nel sud, abbiamo educazione, organizzazione e senso di cittadinanza”, certo che ci sono, prova ne siamo,
    ma quando si legge bisogna prestare attenzione, infatti nel mio scritto è precisato:
    “con beneficio di inventario” che vuol dire fatti i dovuti distinguo.
    Il problema comunque è troppo ampio e sfaccettato per discuterlo in questi ambiti,
    quello che voglio rappresentarvi comunque è che qui la gente, l’ambiente sociale, il civismo ti consentono di vivere da cittadino, consapevole dei doveri ma anche dei propri diritti.
    Al sud mi spiace e mi duole dirlo si vive da sudditi e sudditi lo siamo a causa di secoli di “sudditismo”, mi si passi il termine, che hanno prodotto un assorbimento nel sangue, nel DNA (e qui ricadono i cromosomi cui prima accennavo).

    Sono i politici e coloro che gestiscono la cosa pubblica a creare casini.
    Ma con questo dire il nord – il nord o al contrario il sud – il sud non significa niente se non preconcetto.
    Comunque vi auguro di stare bene.

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