Un futuro da costruire

(Giuseppe Di Maio) – La composizione sociale e le propensioni politiche della società italiana non differiscono da quelle europee. La gran parte della popolazione è reazionaria, cioè si aspetta dall’amministrazione pubblica vantaggi per sé sul proprio avversario di classe, mentre una nutrita minoranza è conservatrice, ossia è gelosa dei risultati già conseguiti. I rimasugli radicali che prefigurano sovvertimenti sociali non sono così numerosi da impensierire. Nel passato della Repubblica la maggioranza reazionaria (quella più propensa a qualche cambiamento) era ingabbiata tra DC e PCI, la cui composizione elettorale differiva solo per il grado di liquidità del voto. Ma l’illusione che il voto in Italia fosse ancora deciso dai grandi elettori sparì col Referendum del ’74, quando l’elettorato di destra sciolse i legami con il voto conservatore e assunse l’aspetto attuale della liquidità del voto reazionario.

Dalla crisi dei partiti, incapaci di intercettare il cambiamento sociale, guadagnarono prima la lega e poi Berlusconi e le sue alleanze. Fino a quando la crisi economica del decennio passato non li ha cacciati a furor di popolo. Il mondo radicale che è emerso da questo mutamento s’è fatto strada in primo luogo tra l’elettorato reazionario orfano di capi. Ma i nuovi portavoce selezionati hanno terrorizzato l’establishment che ha temuto di perdere i referenti politici per la cura dei propri interessi. I nuovi venuti e la loro onestà hanno minacciato seriamente di rallentare i motori della disuguaglianza.

Ma proprio la liquidità, che è poi l’incapacità di autocollocarsi del voto reazionario, ha portato all’equivoco del 4 marzo. La politica italiana, tradizionalmente divisa tra una sinistra conservatrice e una destra reazionaria, ha dovuto cedere la maggioranza relativa ad un’organizzazione radicale come il M5S. Purtroppo le regole della democrazia hanno generato false alleanze col solo intento di asciugare il voto radicale. E allora l’equivoco di marzo ha dovuto essere risolto, come dimostra la lotta fratricida all’interno del Movimento, che è chiamato a decidere il senso preciso della sua azione politica.

Ciò che oggi resta al radicalismo è uno spazio angusto dove i partiti della sinistra soffrono la stessa crisi che ha travolto il Movimento. Il senso della lotta sociale e politica è l’indicazione che gli elettori aspettano da quest’area. Non saranno provvedimenti civili o addirittura neutri a determinare la loro scelta. Non lo jus soli o l’indefinita parità di genere, né la connettività o la rivoluzione ecologica a far vincere l’alternativa alla destra reazionaria e populista. Saranno una precisa indicazione di politiche sociali, la riduzione del peso della disuguaglianza a decidere del successo politico della nuova area. Sarà il parlar chiaro a determinare la scelta: ‘i sord’, addò vann’?

4 replies

  1. Lo jus soli va bene!, ma – il “nostro” buon Letta – in mezzo ad una pandemia con conseguenze economiche e sociali apocalittiche porta lo jus soli come primo argomento!? Tutti sanno cosa vuol dire:
    Letta parla di fuffa, é tutta fuffa. Vuol dire che questo Piddì non ha argomenti se non il potere dei vari capetti e vassalli, che questo Piddì chiaramente non cambierà ne in un anno ne in millemila anni.
    Inutile quindi applicare pannicelli caldi chiamati Letta. Questo Piddì non cambia se se non radendo tutto al suolo e ricominciando con il progetto ideologico (ideologico sottolineato) delle fondamenta.

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  2. Il Pd è fuffa. Il partito più inutile di questo Paese. Il Pd non è più un partito ma un reparto geriatrico. Lo dimostra nominando Letta, lo stesso che cacciò per inettitudine 7 anni fa. Ciò vuol dire essere alla frutta. Non avere idee, né persone né programma. Si ripesca all’unanimità uno che è stato buttato nel cestino all’unanimità. Dopo uno Zingaretti floscio e moscio si ritira fuori dalla naftalina un Enrico Letta più floscio e moscio che mai! E in mezzo a una pandemia e crisi economica inaudite, lui che fa? Chiede l’ius soli e il voto ai sedicenni!? Il nulla del nulla! Oltretutto due richieste affossate da tutti, specie i genitori e i maestri dei sedicenni, più un oggetto divisivo come l’ius soli che vede contro tutti i razzisti, cioè il 51% degli Italiani e li rianima dopo la resa a pecorina a Draghi. Furbisssimo!! Ci mancava solo che richiedesse di nuovo il Mes, su cui si era incagliato Zingaretti e il patatrac era completo! Ma tutti applaudono, in primis i big 5 stelle, in preda a follia collettiva. Dimostrando che sono diventati fuffa pure loro!

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  3. Qui si sta difendendo l’indifendibile
    rischiando di diventare ridicoli.
    Prima di tutto, l’ius soli è un diritto di civiltà ma, se il Pd ci avesse creduto, non sarebbe stato per tanti anni a parlarne a vuoto in modo ipocritca senza mai cambiare la legge e lavrebbe cambiata già molto tempo fa, o almeno dal Governo di Renzi che aveva il 40%; in secondo luogo a 18 anni anche chi è nato in Italia può decidere di diventare cittadino italiano per cui il problema esiste per una frazione piccolissima di persone (in pratiuca 160.000); in terzo luogo per la destra questio è sempre stato un cavallo di battaglia e riprenderlo ora la rianima in un momento in cui era caduta molto in basso avendo rinnegato tutti i suoi slogan nell’asservimento incondizionato a Draghi; ma soprattutto, ed è la cosa più importante, che in un momento di calamità simile, con tutti i problemi che abbiamo, le ‘uniche’ cose che un nuovo capo partito riesca a pensare nella presentazione del suo programma siano l’ius solis e il voto ai sedicenni indica solo la sua pochezza e la sua scarsità di idee, cioè dice che si presenta come il nulla assoluto.
    Io insegnavo nell’ultimo triennio delle superiori, quindi a ragazzi che avevano almeno 17 anni e la mia considerazione dei sedicenni come soggetto politico è talmente bassa che mi sembrava idiota anche Grillo che ne parlava. E, se il Pd pensa in questo modo di attrarre elettori, e magari pensa al popolo delle sardine, sono profondamente disgustata dall’uso immorale che fa della politica e del nulla assoluto che ormai rappresenta.
    E allora, visto che vogliamo dare il diritto di voto ai sedicenni, visto che sono così maturi, votiamo anche la richiesta della Lega di dar loro il porto d’armi! E magari anche il diritto di sposarsi e il dovere di andare in galera se delinquono senza assolverli tutti grazie alla minore età!

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