Italia Saudita

(Tommaso Merlo) – Mentre Conte si dimette, il senatore semplice vola all’estero ad illuminare il mondo con le sue conoscenze politologiche. Strano destino incrociato tra i due protagonisti del momento. Chi cerca di ricostruire chiuso in ufficio anche di notte, chi rompe giro in per il mondo. Uno che s’impoverisce, l’altro che non se la passa affatto male. Il tutto mentre nel Belpaese scoppia una crisi politica in piena pandemia. Già, ma i sauditi non conoscono una beata mazza di quanto succede da noi. Nella classifica della libertà di stampa l’Arabia Saudita è al 172simo posto nel mondo, un burqa integrale. Un regime oscurantista e liberticida brutale soprattutto verso le donne e gli oppositori e contro chiunque osi alzare la testa. Ma un regime che ha un sacco di dollari con cui cerca di comprarsi tutto, perfino una reputazione decente. Ma anche se i sauditi potessero informarsi su cosa succede al di là delle dune, scoprirebbero che la crisi politica in Italia è tutta colpa di Giuseppe Conte. Già, tutta sua. Quel neofita della politica non è all’altezza delle sfide che ha davanti il Belpaese. Che i soldi del Recovery li abbia in realtà trovati lui dopo decenni che i premier italiani andavano a Bruxelles a beccarsi pernacchie non importa una beata mazza, Conte ha gestito malissimo la preparazione del Recovery Plan. La prima bozza era una ciofeca, la seconda un pochino meglio, la terza così così. Ragioni più che sufficienti per aprire una crisi politica in piena pandemia. Conte avrebbe dovuto far scrivere il Recovery alle menti e alle anime illuminate di cui il Belpaese è ricolmo. Se c’è una cosa di cui l’Italia può davvero vantarsi nel mondo, questa è la qualità delle sue classi dirigenti. Quelle politiche, quelle lobbistiche, quelle giornalistiche. La famosa triade. Un concentrato di saggezza, di lungimiranza, d’integrità, di competenza, di onestà intellettuale testimoniato dalla maniera eccelsa in cui è stato gestito il Belpaese negli ultimi decenni. Ma Giuseppe Conte ha accentrato i poteri su di sé perché in fondo è un mezzo dittatore. Questo capirebbero i sauditi se potessero conoscere cosa succede al di là delle dune. Prima Conte si è scritto il Recovery da solo e col favore delle tenebre, poi ha provato pure a gestirselo tramite un’assurda task-force che in realtà è richiesta dall’Europa ma anche questo non importa una beata mazza a nessuno. Conte avrebbe dovuto calarsi le braghe davanti a chi in Italia comanda davvero ma è un dannato egocentrico che ogni mattina butta via ore a prepararsi la pochette davanti allo specchio. Un narciso che bivacca in televisione dalla mattina alla sera a farsi propaganda mentre alleati ed avversari lavorano sodo piegando umilmente la testa sui dossier che contano. Una vergogna. Senza parlare di quando Conte si rivolge ai cittadini a reti unificate approfittando della pandemia, scene da regime sudamericano. Agli orari più improbabili, tra papere e pagliacciate e panzane. L’Italia è un paese serio, prima di Conte i premier mantenevano standard di ben altro tenore. Questo capirebbero i sauditi se potessero conoscere che minchia succede al di là di quelle stramaledette dune. I sopravvissuti della vecchia politica italiana che tanto bene han fatto al Belpaese non vogliono giustamente mollare l’osso. Il loro è genuino spirito di sacrificio, è consapevolezza di quanto i loro nobili valori e le loro grandi idee siano assolutamente indispensabili per il bene del paese. Già, se i sauditi riuscissero a liberarsi dal brutale regime oscurantista e liberticida che li opprime ed appollaiarsi su una duna, potrebbero godersi l’epilogo di questa crisi politica italiana in piena pandemia. Chissà, milioni di italiani potrebbero recarsi alle urne e generare il più ingente focolaio del mondo. Oppure potrebbe formarsi una mega ammucchiata di salvatori della patria che faccia fuori quel mezzo dittatore di Giuseppe Conte. Oppure potrebbe rivelarsi tutta una gran pagliacciata. Chissà. Non resta che attendere le mosse dei due protagonisti del momento.

16 replies

  1. Capisco la drammaticità del momento. Capisco che Conte è il collante migliore per far funzionare l’alleanza M5s-Pd. So che Giuseppe Conte è una persona perbene e capace. So anche quanto siano Cialtroni non solo i Renzi, Salvini, Meloni e compagnia, ma soprattutto la quasi totalità dei giornalisti, il cui odio per Conte e i 5stelle è strettamente legato al fatto che non sono funzionali al loro leccaculismo interessato. Capisco e so tutto questo. Ma sarei grato a Giuseppe Conte se con un grande Vaffanculo dicesse Basta, torno a fare il mio mestiere, piangetevela Voi. Non si può combattere come un Signore, senza armi, contro una Banda di Delinquenti armati di tutto punto è serviti e riveriti da Bravi manzoniani travestiti da giornalisti. La battaglia è persa. Si lasci che le macerie morali e materiali, da sempre retaggio di questo Paese, siano il banchetto di questa masnada. Vadano tutti affanculo.

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    • Sì pure io sono d’accordo.
      Ma se vavia Conte preferisco elezioni, così l’Europa i soldi non ce li dà. Se fanno un altro governo con questa maggioranza e poi si devono sedere a tavola gli arabi, confindustria ecc, banche e soliti noti, meglio non fare debiti per i pressimi 600 anni.

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    • Sono d’accordo , ho sentito la Fornero

      Recovery Fund : ” Conte voleva tenere per sé la governance.
      “Se sprechiamo questa occasione, ci condanniamo”
      “Credo la Cartabia abbia l’indipendenza necessaria , potrebbe mettere con le spalle al muro i certuni”
      “Conte ha perso il consenso che aveva inizialmente”.

      La crisi “disfattista” nel caos del virus

      Barbara Spinelli una delle poche che ha difeso Conte
      http://barbara-spinelli.it/

      Conte ha sbagliato tutto: per questo alla fine lo hanno braccato
      di Serena Verrecchia

      Conte ce l’hanno buttato dentro senza stivali, con un impermeabile un po’ raffazzonato per proteggersi dagli schizzi più insidiosi. Doveva sporcarsi le mani, lasciarsi imbrattare dal liquido lascivo dell’avarizia, e invece si è accomodato giusto qualche passo più in là, dove la luce del sole prosciugava gli acquitrini e gli consentiva di evitare le pozzanghere. Doveva imparare il linguaggio della politica, la fraseologia fuorviante del potere, e invece ha continuato a parlare alla gente comune, come se nulla fosse. Come se tutto gli fosse concesso.

      Doveva urlare, sbraitare, imbestialirsi, agitare un po’ di fuliggine e nascondercisi dentro, invece si è ostinato ad ascoltare e a misurare i toni. Doveva semplicemente vomitare uno slogan dietro l’altro, ripararsi dietro lo scudo del politichese, arroccarsi tra le mura inscalfibili della retorica di palazzo, e invece si è intestardito a dover spiegare i concetti, articolare i discorsi, a scegliere le parole buone.

      Conte ha sbagliato tutto, per questo alla fine lo hanno braccato. Avrebbe dovuto sistemarsi due o tre questioni personali, mettere al riparo i suoi interessi, accontentare famigliari, amici, cugini, vecchi zii di cui non ricordava neppure il nome, amici degli amici, segretari degli amici degli amici, portaborse dei cugini degli amici degli amici. Invece niente, si è fissato con quell’idea assurda che l’interesse generale valga più di quello personale. Che gli Italiani vengano prima. Ma non rispetto alla povera gente che qui ci passa per caso: rispetto al proprio “io” totalizzante.

      Giuseppe Conte doveva essere un attimino più egocentrico, narcisista, egoista. Doveva stravaccarsi sul divano ogni tanto, farsi una corsetta, ordinare un mojito, prendersi una pausa. Macché, si è messo in testa di dover lavorare, di doversi rimboccare le maniche e convocare riunioni fiume in piena notte. Di chiedere scusa dopo un errore, di assumersi delle responsabilità. Doveva lasciare le cose storte, ché il potere si preserva proprio perché si insinua nelle incrinature, nelle deformazioni. Invece, chissà perché, lui si era convinto di poterle raddrizzare alcune cose.

      Giuseppe Conte ha sbagliato tutto. Doveva passare per i giornalisti, non mettersi in testa di gestire la comunicazione da sé. Doveva andare ad elemosinare interviste, non schivare la televisione. Doveva accattivarsi le simpatie di editori, direttori, opinionisti, conduttori. Ammansirli e ingraziarseli, sussurrando le paroline che volevano ascoltare loro, mica quelle che gli frullavano nella testa. Doveva legarsi a qualche gruppo di potere, dialogare con le lobby, lasciare la porta aperta per il potente di turno. Doveva lasciarsi stordire dalla labirintite del potere, farsi contagiare dalla schizofrenia della morale pubblica.

      Doveva scegliersi un partito e curarne gli interessi, anche perché dove si è visto mai che un leader politico si carica sul groppone i problemi di tutto il Paese e non solo di quei voti che camminano e che vanno spremuti e spolpati? Ma che si era messo in testa di fare? Di restituire credibilità a un Paese assuefatto al marciume? Di ridare un briciolo di dignità a una parola sporca come la politica?

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      • Tracia
        ho letto l’articolo di Barbara Spinelli grazie per averlo segnalato.
        analisi lucida e veritiera di quello che è accaduto e di quello che si prospetta, dovrebbero leggerlo tutti compresi i faziosi, magari li fa riflettere
        su una cosa non sono d’accordo quando scrive:
        “Ci si ricorderà di questo contesto il giorno in cui si faranno i conti, e si enumereranno i responsabili del disastro. Quel giorno i disfattisti pronti a spezzare la legislatura dovranno spiegare come mai hanno fatto di tutto per raggiungere un unico obiettivo: il caos.”
        Quando mai è arrivato il giorno? Quel giorno, purtroppo come nel passato che non è mai arrivato, mai arriverà, chi è colpevole di questo disastro non pagherà mai.

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      • Tracia,
        ti ringrazio per il link di Barbara Spinelli.
        La serie di articoli, letti a ritroso, è impressionante, quello dell’11 dicembre addirittura profetico, attualissimo.
        Se solo non avessimo un sistema dell’informazione così malato, ci sarebbe questa persona in ogni TG e talkshow, invece che i vari Senaldi, Sallusti, Belpietro, Borgonovo, ADA & Co… ormai l’elenco è lungo: se salviamo il Fatto e Pedullà, facciamo prima.
        Ogni giorno si aggiunge un altro burattino all’elenco, un altro macigno su Conte, per distruggerlo… un altro macigno sulla VERITÀ, per SEPPELLIRLA.

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  2. Alla notizia del viaggio del porco di rignano in Arabia Saudita,non sono riuscito a trattenere un conito di vomito. Vorrei sentire i vari carofiglio,formigli,cerasa e compagnia cantando di questa ennesima squallida impresa del loro eroe preferito

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    • Carofiglio, da magistrato, potrebbe illuminarci, invece!
      Lui sa senz’altro se il comportamento di R potrebbe avere delle conseguenze.
      Mi piacerebbe che qualcuno lo interpellasse.
      Pio desiderio, mi sa.

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  3. Il governo italiano è alle prese con una gravissima crisi politica, sanitaria, economica e sociale causata dal rottamatore. E lui cosa fa? Si reca in Arabia Saudita anziché stare al Senato. Forse era in cerca di altri Rolex gratis?
    Mi chiedo al suo ritorno farà la quarantena?

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