Fare della menzogna un crimine

(di Francesco Erspamer) – Apollo, irato per il rifiuto opposto da Cassandra alle sue profferte sessuali dopo che le aveva concesso il dono della preveggenza, la condannò a non essere creduta. Ciò contribuì alla rovina di Troia: perché un popolo che non sappia distinguere la verità dalla menzogna è destinato a precipitare, prima nell’ignoranza, quindi nella corruzione e infine nella violenza. Certo, da un punto di vista filosofico e storico la verità è ambigua, instabile, mai assoluta o universale, contrariamente a ciò che pensano gli integralisti e i complottisti; ma in ciascuna contingenza reale essa è un procedimento euristico indispensabile, malgrado la sua provvisorietà, per assicurare la coesione sociale e la fiducia reciproca che permettono alla civiltà di sopravvivere alla barbarie, alla giustizia di arginare i soprusi, alla responsabilità di cancellare l’arbitrio, alla solidarietà di imporsi all’egoismo. Senza verità non hanno senso la magistratura e la legge, la scuola e la conoscenza, la memoria e la tradizione, l’amicizia e il rispetto.

Non sempre è facile riconoscere la verità però oggi troppa gente non ci prova neppure: è così più comodo credere a quello che vuole credere o che le conviene credere. E poi ci sono i media delle multinazionali, dedicati esclusivamente alla pubblicità e alla disinformazione, e soprattutto i “social”, chiamati così (con un anglicismo, infatti) per mascherare il loro precipuo scopo, che è la diffusione di individualismo e asocialità. Che fare?

Ho una modesta proposta per riportare la menzogna alla sua ordinaria dimensione di truffa efficace solo finché non sia stata smascherata, invece che di forma di pensiero autorizzata e di regressione verso il delirio di onnipotenza infantile: punirla, ossia penalizzare chi mente. Ovviamente alcune menzogne non possono essere messe a nudo, per la mancanza di prove sufficienti o del tempo e delle risorse per cercarle. Ma alcune volte le prove ci sono. Chi abbia prestato un minimo di attenzione ai tweet di Trump o alle battutine di Renzi ha avuto certamente modo di verificare alcune loro bugie o cazzate, sulla base della propria personale esperienza e non di informazioni ottenute da altri. Dovrebbe essere sufficiente: chi venga colto in flagranza di menzogna, anche una sola volta, deve perdere qualsiasi credibilità, a meno che non ammetta apertamente la sua falsità e dimostri di essersene pentito con concreti atti di contrizione – suggerirei il cilicio e la donazione di metà dei suoi beni ai bisognosi ma mi accontenterei di un totale silenzio per un anno.

Purtroppo molta gente non è più capace di comportamenti logici e onesti: come previsto da Orwell in “1984”, il lavaggio del cervello (e ancor di più della coscienza) compiuto dai nuovi media e dalle nuove tecnologie li rende capaci di “sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullavano a vicenda; rinnegare la morale proprio nell’atto di rivendicarla”. Un esempio recentissimo? La miracolata berlusconiana Letizia Moratti, che dopo aver chiesto che nella distribuzione del vaccino vengano privilegiate la Lombardia e le regioni ricche (perché fanno PIL), accortasi di aver detto un’idiozia, non ha chiesto scusa ma ha negato di aver fatto quell’affermazione. Pubblicandone l’audio il “Fatto” ha potuto accusarla di essere una bugiarda ma ciò non comporterà alcuna conseguenza su Moratti.

E allora deve intervenire lo Stato. La mia proposta è fare della menzogna un crimine e della censura lo strumento di per prevenirla e punirla. Una menzogna, una sola, viene comprovata? Un mese di censura mediatica, con il divieto per qualsiasi strumento di informazione o social di nominarlo o riportare sue affermazioni. Per i recidivi, censure più lunghe. Sì, censura. Lo so che per i liberisti è anatema: come già il fascismo negli anni Venti (notò Benjamin nella postilla all’“Opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”), il neocapitalismo vede la propria salvezza nel consentire alle masse di esprimersi, invece che di veder riconosciuti i propri diritti. L’intento, esplicito, è delegare il potere dello Stato ai privati, che non sono i cittadini (come ingenuamente o ipocritamente credono Emma Bonino e i radicali o sedicenti tali) bensì i più ricchi e i più stronzi. Il problema della cesura delle menzogne di Trump su Twitter e Facebook non è che sia stata imposta ma che l’abbiano imposta i miliardari Jack Dorsey e Mark Zuckerberg e non un tribunale o un Parlamento o almeno un governo. Pensate che bello: Renzi sarebbe scomparso dalla scena pubblica dal 2013, forse prima, e Salvini e Meloni da anni. Invece la cultura della libertà privata e dei diritti individuali ha vinto sulle libertà e i diritti. Così, cazzate dopo cazzate, tutte impunite, i liberisti e le lobby delle multinazionali stanno convincendo gli italiani a far entrare nelle nostre città i cavalli di legno delle privatizzazioni, dell’americanizzazione, della deregulation, del commercio online. O li si brucia adesso, sùbito, finché ancora fuori delle mura, o quando sarà passata la nuttata il risveglio sarà tragico e la catastrofe irrimediabile.

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7 replies

  1. oppure le menzogne di Hilary e Nancy
    che a ordinare l’attacco è stato Putin per mezzo di Trump
    in alternativa
    gli alieni che hanno impiantato chip a quelli che hanno assaltato
    e con un impulso in bassa frequenza hanno li hanno scatenati.

    il livello di verifica puntuale dei fatti è il medesimo

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  2. Bell’articolo, apprezzo molto Erspamer.
    Non ho ancora elaborato una posizione per la punizione in caso di menzogna conclamata, forse è giusto ma forse sarebbe ancora meglio qualche meccanismo che mettesse alla berlina i menzogneri ridicolizzandoli.
    Il mio timore sulla punizione è che accumulando menzogne su menzogne le multinazionali riescano ad azzittire i poveri cristi.

    Per il resto, senza arrivare alla definizione di Umberto Eco per cui “Internet crea legioni di imbecilli”, io penso che Internet ci ha dato l’illusione della libertà di informazione, ma ha creato un tale marasma di informazioni vere e false, che adesso sono manipolate dalla pubblicità delle multinazionali, che per i pigri e gli ignoranti (per mancanza di strumenti culturali) sia molto peggio oggi che prima.

    I giornali di 50 anni fa almeno permettevano ai pochi che volevano leggerli di farsi delle opinioni abbastanza circostanziate e gli ignoranti che non leggevano sapevano di essere ignoranti. Oggi ognuno, dal primo all’ultimo, possiede la sua verità assoluta.
    Per me stiamo peggio oggi di prima.

    Bellissima poi la frase: “il neocapitalismo vede la propria salvezza nel consentire alle masse di esprimersi, invece che di veder riconosciuti i propri diritti”

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  3. L’informazione in Italia oggi (più di ieri e – forse – meno di domani), coi suoi cattivi costumi, le sue miserie, maître à penser ridicoli quanto corrotti, relazioni a credito quante laide, tanta ipocrisia quanta scaltrezza, poggia sulla Menzogna assoluta: una gigantesca trappola per coglioni dal riflesso condizionato.

    Uno squallido centro di potere per la manipolazione psicologica dell’”utonto” oggetto/soggetto (vittima e al contempo carnefice) h24 a una prolungata tensione psichcofisica (lavaggio del cervello); affinché possano anche loro partecipare con la stessa forza corrosiva di una colonia di suonatori di pifferi verso i quali è permesso imboccare lo strumento proporzionato alla loro bocca a suggello del degrado culturale e morale dell’informazione e quindi dell’utonto medesimo

    La ricerca della Verità, a differenza della menzogna, ha tempi lunghi e i nostri ricercatori, in Italia, della Verità ne fanno un crimini rinnovato ogni giorno!

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  4. Non c’è da punire solo la menzogna spudorata che, per quanto deprecabile, è facile da sputtanare insieme alla credibilità di chi la racconta.
    Il raccontare mezze verità, omettendo sapientemente l’altra metà che va contro la tesi che si vuole sostenere, è una mascalzonata molto più grave della menzogna spudorata. Con questo sistema si riesce a far credere vera la tesi farlocca che si vuol sostenere, senza però raccontare bugie (bastano personali interpretazioni/traduzioni dei fatti conditi da congetture).

    Un esempio è l’idea che Bonafede avrebbe scarcerato i boss; Idea che milioni di italiani hanno stampato nella mente dopo aver visto quella trasmissione indecente e faziosa. Li non si sono raccontate grandi menzogne spudorate, ma si è fatto largo uso di omissioni di fatti che avrebbero dato una lettura diversa dell’accaduto, seguite da interpretazioni personali e discutibili.

    Un altro esempio recente è quello di un noto “controinformatore” (o se preferite complottista) fotografo/regista che in uno dei suoi tanti video fa intendere che sia provato scientificamente che chi ha ricevuto il vaccino antinfluenzale avrebbe più possibilità (+ 36%) di ammalarsi per il covid-19.
    Questo signore si dimentica, guarda caso, di citare la CONCLUSIONE di una ricerca scientifica che lui cita per dimostrare (ai fessi) che ciò che lui racconta sia tutto verificato e dimostrabile, ricevendo (dai fessi) elogi e sostegno economico per la sua “professionalità” nel divulgare “la verità” che ci nascondono i poteri forti.
    La conclusione da lui “dimenticata” non afferma affatto quello che lui vuol far intendere, anzi!
    Ma i suoi fans non lo sanno e sono convinti che lui abbia dimostrato in maniera inoppugnabile la correlazione tra antinfluenzale e covid-19, cosa che è soltanto un’ipotesi, non ancora dimostrata, che uno zero virgola di esperti, o presunti tali, pensa sia possibile.

    VERIFICATE SEMPRE LE AFFERMAZIONI DI CHICCHESSIA PER SCOPRIRE SE SONO MENZOGNE O, PEGGIO ANCORA, SAPIENTI TAGLIA E CUCI DOVE SI OMETTONO I FATTI/DATI CHE VANNO CONTRO LA TESI CHE SI VUOL PROPAGANDARE.

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