La caduta di Trump e la deriva sovranista

(Tommaso Merlo) – Trump si appresta a lasciare un paese letteralmente in macerie. Sanitarie, economiche, sociali. Una catastrofe. Dopo l’insurrezione, i media bollano apertamente il presidente come “fascista” e i responsabili dell’attacco al parlamento come “terroristi domestici”. Toni altissimi, come la tensione. A Washington è schierato l’esercito per la cerimonia d’insediamento di Biden, si temono le ultime drammatiche ore del “dittatore’ rinchiuso nel suo egobunker. Testimoni riferiscono che Trump gongolasse mentre dai monitor osservava i suoi scagnozzi armati fino ai denti pestare le forze dell’ordine per farsi largo in Campidoglio e dare la caccia ai membri del congresso. Alla faccia del “law and order”. Secondo alcuni un colpo di stato fallito, per altri un delirio finito in tragedia. Ma sempre un tremendo shock per la democrazia statunitense. Robaccia mai vista. Nelle sue ultime disperate ore, si vocifera che Trump si appresti a dispensare grazie. Sa che gli strascichi della rovinosa caduta del suo regime sono solo agli inizi. La censura social ha seccato la linfa della sua propaganda. Le grandi lobby gli han chiuso i rubinetti. Le istituzioni tra cui la sua città di New York rescindono contratti milionari con le sue società e il suo nome-marchio viene rimosso dalle facciate di molte sue proprietà. Sgretolamento politico ma anche economico. Trump sarà l’unico presidente della storia a subire un secondo impeachment e lo farà da cittadino comune. Dovrà rispondere dell’odiosa accusa d’incitamento all’insurrezione contro il suo stesso paese e rischia di non poter ricoprire cariche pubbliche a vita. Nessuno si aspettava si arrivasse a questo punto. A Washington come da questa parte dell’oceano. Il sovranismo si è infiltrato nella destra tradizionale fino a mangiarsela. Al grande pubblico moderato di destra è stata venduta una immagine rassicurante per raccattar voti, ma dietro le quinte operano frange estremiste e fanatiche. Gruppi neofascisti, suprematisti bianchi, bande paramilitari di ogni risma oltre che bigotti religiosi assortiti e cow-boy d’altri tempi. Un sottobosco in gran parte rurale e retrogrado di estrema destra che vede in Trump il suo duce. Vittime dei tempi oltre che carnefici della democrazia. L’immigrazione clandestina massa, una società in profonda trasformazione che destabilizza identità e certezze, la precarietà economica e l’egoismo viscerale dei nostri tempi, le minacce terroristiche internazionali, sono tutti elementi che hanno portato ad una nuova primavera per la destra estrema. Il ritorno della sacralità dei confini, la difesa della razza, la religione come feticcio identitario, i toni esasperati e la violenza verbale e non solo come strumento di lotta politica, qualche capo supremo e gerarca a cui immolarsi, ordine e disciplina. I grandi cambiamenti globali in corso hanno scatenato nuove paure che a loro volta hanno causato una estremizzazione dello scenario politico e della destra in particolare. A questo si aggiunge una nuova aggravante, quella follia collettiva chiamata complottismo. Il dilagare di realtà parallele deliranti finalizzate a supportare gli scopi politici sovranisti. Trump si è spinto a negare il responso delle urne senza uno straccio di prova ed ha tentato di sovvertire il voto. Una deriva pericolosissima. Difficilmente Trump uscirà dal suo egobunker ma il sovranismo gli sopravviverà. Resteranno le paure e i problemi e le lacerazioni su cui ha speculato e un vecchio tecnocrate come Biden rischia di essere una risposta inadeguata. La caduta di Trump lascia enormi incognite. Se la destra moderata riuscirà o meno ad emarginare la deriva sovranista. Se la democrazia statunitense riuscirà o meno a curare democraticamente le sue profonde ferite. Se la democrazia in generale riuscirà o meno ad affrontare i grandi cambiamenti globali senza ripiegare in pericolose derive autoritarie. Se così non sarà, si preannunciano anni turbolenti. A Washington come da questa parte dell’oceano.

24 replies

  1. Rivedere il caso KirovLes non garantirà in ogni caso la scarcerazione e la libertà totale di Aleksej Navalnyj, il quale al momento è condannato assieme al fratello Oleg, sempre per appropriazione indebita (per un ammontare di 4,5 milioni di rubli), nel caso Yves Rocher, per il quale deve scontare tre anni e mezzo. I fratelli Navalnyj si sono già rivolti al Tribunale europeo anche per rivedere tale caso, ma ancora non hanno ottenuto risposta.
    Ecco l’ipocrisia del pressituto al servizio del padrone, i manifestanti americani che non vogliono una mummia come guida, sono criminali, mentre i criminali che fanno opposizione a legittimi governi sono eroi,
    Imbarazzante la presa di posizione di giggino o bibitaro nei confronti della magistratura russa,
    Ciò dimostra l’incoerenza del cialtroncello che occupa la farnesina,

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    • Di imbarazzante io vedo solo questo reiterato, ostentato e sostanzialmente immotivato astio verso Di Maio, tirato in ballo nelle occasioni più disparate (quasi sempre a sproposito) da sedicenti amanti delusi, che a lui attribuiscono ogni sorta di nefandezza (implicitamente attribuendogli un’importanza spropositata rispetto al reale valore del personaggio), ma dimenticano sempre che, non fosse stato per lui, coloro che adesso non perdono occasione per dargli addosso sarebbero rimasti ad urlare i loro strali in piazza (ovviamente solo virtuale: quella reale è troppa fatica), come ogni matto di paese che si conviene.

      Forse è proprio questo il motivo di tanta ostilità verso un personaggio che, pur con tutti i suoi limiti, ha avuto l’indubbio merito di portare un movimento di cittadini addirittura al governo: così facendo, Di Maio ha costretto tante anime candide a svegliarsi dal bel sogno nel quale loro sono sempre i duri e puri che hanno capito tutto ma non ci possono mai fare niente, quelli che sanno sempre qual’è la cosa giusta da fare ma hanno sempre una scusa per non essere mai loro a doverla fare. Additare gli altri è molto facile, ma quando si tratta di passare all’azione è tutt’altro paio di maniche: queste tocca rimboccarsele, solo a chi lavora capita di sporcarsi; invece, chi non fa niente non sbaglia mai.

      Qui sul blog abbiamo almeno due fulgidi esempi di questo modo di pensare: Federico C e la new entry Alessandro Cagliostro. Dando per scontata la buona fede dei soggetti in questione (esiste anche il troll che si finge ex-sostenitore deluso, ma non mi sembra questo il caso), a loro io chiedo: con chi ce l’avete: con Di Maio o con voi stessi, per aver creduto che bastasse dare il voto ad un “bibitaro” per poter cambiare il mondo?

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      • Jonny, non amo particolarmente Di Maio, ma sono d’accordo con te. Qualche giorno fa Cagliostro mi scrisse un papiro di roba su Di Maio cui risposi punto per punto, impiegando mezz’ora del mio tempo, e lui non si è degnato nemmeno di rispondere “hai scritto un sacco di cazzate”, per dire eh!
        Liana non so quante volte ha cercato di interloquire, ma veramente è tempo perso. Non gli interessa nulla di confrontarsi, sai, no? Quelli che hanno solo certezze.
        A onor del vero però Federico C non è della banda contro il bbibbitaro. È semplicemente critico col governo, che è legittimo se non è pretestuoso, e comunque non si sottrae al dibattito.

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      • Scusa se ce lho con un cialtrocello che ha portato il mv5 * dal 33% alla soglia del 10%, scusa se lo ritengo colpevole dello snatuamento del mv5 * portandolo dalla posizione critica verso la UE a piu UE, mai con bibbiano ad arrivare a caldeggiare liste congiunte con i bibbianesi,
        Scusa se il bibitaro ha dato le dimissioni da capo politico, ( nonostante tutte le sconfitte che ha collezionato) pur continuando ad esercitare tale ruolo dietro un buratino qual’è crimi e impedendo di fatto la formazione di una nuova governance, ha ridotto il mv da mv di cambiamento a mv di poltronari,
        Sono onesti? A questo punto non so a quale onesta si riferiscono,
        Perche essere onesti vuol dire anche non tradire le aspettative di 2 terzi del tuo elettorato,
        Pertanto ritengo il cialtroncello colpevole della distruzione del mv, colpevole di aver permesso al cazzaro verde di arrivare dov’è arrivato e colpevole di aver resuscitato il pd in via d’estensione,
        Prima sparisce prima il mv ritrovera la sua coerenza e se cio non avviene tanto peggio.

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      • @ Paolapci
        Hai ragione e ti ringrazio per la precisazione, cara Paola: ho fatto confusione con l’utente Tonino B, pertanto mi scuso con gli interessati e con tutti. Errore mio, che mi ostino a voler utilizzare sia la memoria che sostanze che la deteriorano, specialmente quella a breve termine.

        @ Alessandro Cagliostro
        Premetto che la figura di Di Maio non mi ha mai entusiasmato più di tanto: a mio parere ha commesso diversi errori, oltre ad avere degli evidenti limiti. Però non è neanche giusto prendere in considerazione unicamente le colpe (vere o presunte), ignorarne sistematicamente i meriti (che pure esistono e non sono del tutto irrilevanti), cedendo così alla facile tentazione di farne il capro espiatorio di mancanze che in parte sono vere, in parte collettive, ma in qualche misura anche proprie. La mia intenzione non è quella di difenderlo, ma di provare a farti vedere le cose anche da un’altra prospettiva.

        Cominciamo con questa espressione presuntamente denigratoria, “bibitaro”. Intanto, quando lavorava all’ex San Paolo faceva lo steward, che non è esattamente la stessa cosa, pur essendo ambedue i mestieri egualmente rispettabili. Inoltre, in una realtà disagiata come quella in cui ha vissuto da ragazzo, trovarsi un lavoro senza raccomandazione e perdipiù in regola non è cosa da tutti. Infine ciò lo rende, almeno, uno in grado di capire cosa voglia dire lavorare: i politici coi quali (per età ed importanza) è possibile paragonarlo, oltre a campare di politica fin dal secolo scorso, che mestiere hanno mai fatto? Renzi ha lavorato (si fa per dire) solo nell’azienda di quei delinquenti dei genitori; Salvini si è fatto un anno al Burghy mentre era all’università (peraltro mai finita); Giorgia Meloni faceva la babysitter a casa Fiorello.

        Se Di Maio, dopo le dimissioni da capo politico, ha continuato a mantenere il suo ruolo in pectore (avrei da obiettare anche su questo, ma facciamo finta per un istante che sia davvero così), un po’ di responsabilità ce l’avranno anche il molle Crimi che l’ha permesso, e soprattutto gli altri membri che hanno dato la loro approvazione, o sono tutti degli interdetti o delle marionette? E poi, questa situazione doveva essere temporanea. Capisco il ritardo dovuto alla pandemia, però lo strumento per cambiare le cose l’hanno avuto, l’occasione pure, ma dai famosi stati generali dai quali sembrava dovesse uscire chissà che cosa, non sono riusciti a cavare un ragno dal buco, nè soprattutto a darsi un’organizzazione migliore. E’ colpa sua anche questo? Guarda che è Di Maio, mica il Padreterno.

        Il fatto che sia quell’assetato di poltrone e potere che quelli come te cercano di dipingere, inoltre, mal si concilia con la sua rinuncia (avvenuta per ben due volte, nonostante in una delle due Salvini gliel’avesse servita su un piatto d’argento) alla poltrona più ambita, quella di PdC; del resto, anche il passo indietro interno al Mov di cui sopra è stato sostanzialmente permesso da lui medesimo. Se davvero fosse stato avido, gli sarebbe bastato tendere la mano e cogliere ciò che, ad un certo punto, gli spettava di diritto, avendo stravinto le elezioni (ricordati anche di questo, ogni volta che dici che ha portato il M5s dal 33% al 10%: che l’ha anche portato dallo 0% al 33%, ma soprattutto al Governo, dov’è ancora, anche se in molti sembrano averlo dimenticato, e questo non certo per colpa di Di Maio).

        Esiste un solo tipo di onestà: quella davanti alla legge, e bisogna dare atto ai pentastellati di non averla mai tradita, evitando di cedere a facili tentazioni in un ambiente che ne è lastricato, anzi, scoraggiandole con tanto di espulsioni (in certi casi anche istantanee) di chi fosse anche solo in odore di collusione col malaffare (prima non si era mai visto nulla di simile, in Italia), pagandone tutte le conseguenze, a cominciare da quelle mediatiche (se si fossero venduti come hanno sempre fatto tutti gli altri, stai pur certo che i giornaloni avrebbero incominciato a trattarli coi guanti bianchi, quando non a riempirli di lodi).
        Quelle che tu confondi con l’onestà si chiamano aspettative. Non riguardano loro, ma chi in loro ha riposto la propria fiducia e, per quanto legittime, sono un’altra cosa. Non condivido neanche questo sentimento di scoramento ai limiti del masochismo: a me sembra che, con gli strumenti a disposizione e considerata la realtà dei fatti, il lavoro svolto fin qui sia, tutto sommato, da ritenersi discreto. Certamente migliore di quello di moltissimi illustrissimi predecessori, che non solo non hanno mantenuto fede a nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale, ma che spesso non ne hanno mai avuto nemmeno l’intenzione. Di solito, quando un partito si presenta alle elezioni con un programma e le vince, si vanno a vedere quali e quanti punti del programma si sono riusciti a realizzare, e si pesano per numero ma soprattutto per importanza. Da quand’è che si usa porre l’accento più sulle cose non fatte che su quelle realizzate, oltretutto evitando accuratamente di distinguere se sia mancata la volontà oppure il presupposto?

        “Non si è mai visto un capitano che a portato al macello le sue truppe perdendo tutte le battaglie e scappare venir considerato un eroe”. A parte che Di Maio non è un eroe per nessuno (ma forse lo è stato per te: che ti serva di lezione, non bisogna MAI mettere qualcuno su un piedistallo, chiunque sia), si è visto eccome, e il suo soprannome era proprio “capitano”.

        “io ritengo che un mv forte, anche se all’opposizione avrebbe potere di salvaguardare parte degli obbiettivi raggiunti”. A parte la contraddizione insita nel riconoscere che qualche obiettivo degno di essere difeso è stato raggiunto (pur attribuendo nel contempo tradimenti su tutta la linea), direi che non c’è proprio nulla da supporre, la risposta la conosciamo già tutti: XVII legislatura, governi Letta, Renzi e Gentiloni (2013-2018) con M5s (primo partito d’Italia) all’opposizione. Serve altro, per dimostrare che non potrebbero salvaguardare esattamente un cazzo di niente? Però, i cosiddetti duri e puri (ai quali sembri appartenere), oggi tanto orfani di bei tempi in cui non avevano responsabilità di governo, potrebbero finalmente ricominciare le loro lezioncine col ditino alzato (tipo Filippo Roma quando vestiva i panni del moralizzatore), rinchiusi nel beato mondo immaginario dove i compromessi non esistono. Te l’ho già detto: l’unico modo per non sbagliare è quello di non fare mai niente e mandare sempre avanti gli altri, tanto a criticare sono capaci tutti.

        A mio parere sei accecato dal tifo, mi permetto di consigliarti di riflettere meglio su ciò che Paolapci e Anail stanno cercando di dirti, sono tutte cose sensate. Da parte mia, ribadisco l’insinuazione che chi attacca Di Maio con gli argomenti che usi tu, in realtà ce l’abbia con sè stesso, per aver creduto che bastasse mettere la persona giusta al posto giusto nel momento giusto (e che fosse tutto così giusto rimane da dimostrare) per sistemare magicamente tutti i problemi che la Nazione si trascina da svariati decenni. Notiziona: non è così. Questo non è un videogioco, dove esiste sempre il modo di vincere, è la vita reale, e funziona un po’ diversamente.
        Cordialmente.

        P.S: l’altra volta non ho ritenuto di risponderti, ma visto che sei nuovo e ne hai fatto cenno, anche a te è dovuta la spiegazione sull’origine del mio nickname: come si può evincere anche dall’avatar, si tratta di un riferimento a Ronnie James Dio.

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      • “Cominciamo con questa espressione presuntamente denigratoria, “bibitaro”. Intanto, quando lavorava all’ex San Paolo faceva lo steward…(cit.)”: ahahahah, ultimamente i sorcini del blog hanno difficoltà con le iperboli (e il pluralis majestatis! ahahahah). Bene ragazzi, quantunquemente ci adegueremo senz’altro alle zelanti rettifiche dei bene informati e useremo presuntamente “stewardaro”, così nessuno potrà più protestare: contenti sorcini?

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      • @ Gatto
        Chiamalo pure come ti pare, per quel che me ne cale. Sono tutte espressioni che più che ottenere il presunto effetto denigratorio (può mai essere considerata un’offesa l’aver svolto un lavoro onesto?) tendono a qualificare chi ne fa largo uso. Al posto di Di Maio, sarei perfino contento di constatare che la cosa peggiore che se ne riesca a dire debba tirare in ballo il lavoro svolto da ragazzo.

        Per onestà intellettuale, chi si esprime così e ne fosse eventualmente provvisto dovrebbe applicare lo stesso metodo anche agli altri tre campioni che ho citato, eppure io non ho mai sentito nessuno riferirsi ai tre preclari figuri di cui sopra chiamandoli, rispettivamente, “strillone”, “kebabbaro” e “badante”, anche se, essendo tratto comune ai tre soggetti l’essere dei quarantenni e il vivere di politica già dal XX secolo, ovvero da prima che l’ultimo dei loro elettori nascesse, forse l’espressione più corretta da usare volendo riferirsi alla loro professione sarebbe quella di “eterni mantenuti dalla mammella statale” o, più brevemente, “parassiti”.

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      • @ Gatto
        Davvero? Io no, peccato.
        Pazienza, del resto sei qui per farti quattro grasse risate alle spalle dei sorcini: cos’è, non ti è piaciuta quella sul fatto che Di Maio è un bibitaro quanto Salvini è un kebabbaro? Dai, era carina, calzante, è pure tutta farina del mio sacco. Tra l’altro, Salvini possiede anche il phisique du rôle: quando sfoggia l’abbronzatura da papeete sembra uno dei pakistani vicino a casa mia (bravissime persone, diversamente da lui).

        Che fai, non ridi? Oggi, non so perchè ma sono di luna buona e te ne voglio regalare un’altra. Questa è sempre originale, ma proviene da un mio amico un po’ più giovane di me. Lo stavo erudendo sul fatto che l’unico lavoro mai svolto da Salvini fosse in un fast food, e gli faccio: “te lo ricordi Burghy, quella catena di fast food italiana anni ’80 e ’90 che ora non c’è più?”. E lui: “ah, sì: è riuscito a far fallire anche quella?”.
        E fattela una risata, ogni tanto, siam qua apposta. Ti saluto.

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      • Vedi Jonny, oltre al fatto che la qualifica di permalosetto ti si addice più di quello che pensi e di quello che credevi fossi io (“cadi un po’ troppo spesso nelle provocazioni”, o qualcosa di simile, mi dicesti tempo fa…), proprio questo tuo ultimo commento conferma in pieno il mio precedente. “Tu quoque” alla fine scivoli rovinosamente: non avrai mica creduto seriamente che abbia fatto questa osservazione perché mi sarei risentito per la pariglia data a Salvini, vero? Di solito non ho molta voglia di ridere, ma devo dire che qui le occasioni non mancano di certo.

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  2. Paolapci
    Se non le ho risposto è perche non ho letto la replica, pertanto mi scuso vivamente sia con lei sia con Jonny d.
    Se vi sono sembrato scortese,
    Io ho creduto nel mv, ho creduto nel mv dalle sue origini, pertanto mi sono sentito tradito e preso x i fondelli da un individuo che non ritengo degno di gestire le sorti del mv, e pertanto farò di tutto x delegittimarlo,
    Non si è mai visto un capitano che a portato al macello le sue truppe perdendo tutte le battaglie e scappare venir considerato un eroe.

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    • Anche l’uso delle parole ha un peso. Continuare con il “bibitaro”, quando è NOTO che Di Maio non ha mai svolto quella pur degnissima attività, e “Bibbiano” per denigrare un partito che con quella vicenda ha in comune solo il sindaco del paese, rende qualsiasi argomentazione un semplice rigurgito di bile alla Salvini.
      Argomenti pretestuosi e strumentali, presi pari pari dal linguaggio becero dei leghisti.
      Ribadisco il mio pensiero: avete il cuore infranto per aver perso il vostro amato capitano.
      Non vi identificate affatto con le IDEE del mov 5s, ma solo con la sua iniziale spinta antisistema e i suoi lati più caciaroni, giustificabili all’inizio di qualsiasi “rivoluzione”.
      Ciò che non perdonate a Di Maio è l’essere CRESCIUTO e avervi lasciato col cuore rivolto al populismo più infantile e greve, tipico del cazzaro verde.

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    • Ma figurati, non è che ti avessi risposto chissà quali verità rivelate, mi ha fatto strano solo perché mi avevi chiamato in causa tu, altrimenti io sono solita non entrare nei fatti del mv, che mi interessano ben poco.

      Detto questo la tua delusione è evidente, e mi spiace scrivere una tale banalità, ma come puoi credere il movimento rimanga quello delle origini, che non si evolva e soprattutto che quando è al governo non scenda a compromessi?
      Ancora, riguardo a Di maio, non è un eroe manco per niente, ma non ha dimezzato lui i voti, e aldilà di alcuni errori un po’ odiosi a mio avviso (tipo alcune nomine, tipo la scelta dei candidati sul territorio) è una brava persona, si è messo a studiare, si è messo a disposizione. Un ministro non urla onestà onestà onestà. Non capisco proprio come un movimento forte possa prescindere da politici navigati, lui lo diventerà. E poi serve anche l’anima nobile, ovvio, tipo Di battista (che personalmente, ma vale poco, apprezzo di più, in generale dico). Ma con Dibattista non si governa, fatevene una ragione. In psicanalisi si direbbe che non riuscite ad andare oltre la fase orale, crescete, vi prego.

      Infine, se permetti non è mica chiamandolo bibitaro su infosannio che lo delegittimi.
      Spero che tu mi legga, e se non mi leggi è perché non controlli le notifiche nella tua bacheca. Campanello, in alto a destra.

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  3. il “cialtronello” si è imposto al movimento?, magari con una marcia su Roma?
    O magari è sostenuto da una maggioranza?
    O il resto dei M5S sono messi un po peggio di lui percui chissà come sembra loro?
    Il movimento che si è ricompattato non ti dice niente?
    E poi quanta acrimonia contro i 5S, se giudizi cosi drastici e severi si fossero avuti contro tanti esponenti della sinistra o democristiani che ci hanno governato magari adesso non ci ritroveremmo nello stato in cui siamo.
    La dx naturalmente non la consideriamo.
    Su! su! cerchiamo di pensare positivo, è vero che i giudizi più duri si hanno nei riguardi di chi si ama, ma non esageriamo

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  4. Mi dispiace, ma non mi riconosco piu in questo mv, e non posso che prendermela con colui che di fatto esercita il ruolo di capo politico,
    Cosi come me, molti altri sostenitiri del mv non ci si riconoscono più, infatti i sondaggi lo danno in caduta libera e se andassimo ad elezioni una larghissima maggioranza opterebbe x l’astensione, dei rimanenti almeno la metà voterebbe il pd,
    Qualcuno obbietterà che si sono fatte cose egrege, bene, e quanto durerebbero con il mv ridotto ai minimi termini e non piu forza politica?
    Durerebbero da natale a santo stefano,
    Pertanto, io ritengo che un mv forte, anche se all’opposizione avrebbe potere di salvaguardare parte degli obbiettivi raggiunti.

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    • caro Cagliostro se quanto affermi è la verità,

      “io ritengo che un mv forte, anche se all’opposizione avrebbe potere di salvaguardare parte degli obbiettivi raggiunti”

      ma ne dubito, mettiti l’anima in pace perché non hai altra scelta che votare il M5S.

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  5. Daltronde, se non fossi uno del mv non me la prenderei con luigino, anzi, dovrei osannarlo e ringrazialo, quando mai senza i suoi sforzi fdi avrebbe raggiunto le percentuali a cui oggi
    sono accreditati, stessa cosa x la lega.

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  6. Francesco Erspamer
    Il Meloni americano, anche lui biondo, becero e pieno di sé, sta usando i suoi ultimi giorni al potere per accontentare la sua base in vista di una ricandidatura nel 2024 o magari di un colpo di mano nei prossimi mesi o forse solo per lanciare un suo network che gli faccia guadagnare qualche altro miliardo. Lo può fare per via di un ridicolo sistema elettorale pensato più di due secoli fa per un paese molto più piccolo e con un centesimo degli attuali abitanti e che consente al presidente uscente e al suo governo di continuare a fare quello che gli pare per due mesi e mezzo dopo le votazioni che li hanno estromessi; alla faccia delle cazzate spacciate in Italia da giornalisti, intellettuali e politici al servizio delle multinazionali (inclusi molti di sinistra o che si spacciavano tali) fra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta per portare la gente (rincoglionita al punto giusto dalla libera pornografia mediatica voluta dai radicali e diffusa dalle tv berlusconiane) a desiderare un bipolarismo alla anglosassone per portare magicamente efficienza, governabilità e trasparenza anche nel nostro paese, quasi fossero in sé dei valori. Sto ancora aspettando qualche autocritica.
    Ma guardiamo cosa sta facendo Trump, in tutta fretta perché sa bene che il prossimo presidente si comporterebbe in modo diverso: ha graziato quattro mercenari psicopatici della famigerata organizzazione militare privata Blackwater, condannati per aver massacrato 14 indifesi civili iracheni, inclusi due bambini; in cambio ha fatto eseguire più condanne a morte che in qualsiasi altro periodo della storia recente americana, inclusa quella di una donna chiaramente malata di mente; e subito dopo aver incitato una folla di razzisti, anarcofascisti e teppisti ad assaltare il Parlamento ha dato incarico al fedelissimo Mike Pompeo (uno dei più squallidi politici americani, purtroppo di origini italiane come peraltro l’ancor più disgustoso Rudy Giuliani) di rimettere Cuba nella lista delle nazioni che sovvenzionano e proteggono il terrorismo, accusandola di aver sostenuto Maduro al tempo del fallito golpe contro di lui. Come i nazisti alla fine della seconda guerra mondiale, quando tutto era perduto e lo stesso uccidevano i prigionieri dei campi prima che russi e americani potessero arrivare a salvarli. Pura perfidia.
    Ovvio che piaccia alla fascista immaginaria di cui sopra, a Salvini e a chi, sulle orme di Berlusconi, continui ad agitare il fantasma del comunismo per assicurarsi l’appoggio dei benestanti e, ben più numerosi, degli arrivisti che pur essendo dei poveracci ambiscono a diventare ricchi, a qualunque costo, e anche se non lo diventeranno mai gli basta desiderarlo. Molto più preoccupante che Trump piaccia anche a certa sinistra dura e pura, che compensa con il massimalismo la propria inettitudine politica. Ma lo si è sempre saputo: avventuristi e irrazionalisti sono la quinta colonna del peggior capitalismo.

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