Conte e il Pd: costretti a sopportarsi

(Tommaso Labate . il Corriere della Sera) – «Al punto in cui siamo, non abbiamo altra soluzione che fidarci. Gli uni degli altri.

Se superiamo mercoledì, e lo supereremo, ci siederemo attorno a un tavolo e decideremo assieme come arrivare a fine legislatura».

Se l’ antivigilia era stata il giorno dello sconforto, dei numeri mancanti, dei sospetti e di quel filo di diffidenza reciproca che s’affaccia all’ interno di una squadra quando le cose non girano come dovrebbero, la vigilia è il giorno in cui tra Conte e il Pd arriva la schiarita. Il presidente del Consiglio, la notte di sabato, se n’era andato a dormire con lo spettro dei conti che non tornavano, assillato dall’ incubo di Matteo Renzi e da quelle frasi sibilline che il numero uno di Italia Viva aveva lasciato cadere nelle conversazioni private già da mercoledì scorso.

«Se la crisi si allunga, ho buone ragioni per pensare che il Pd possa arrivare a scaricare Conte», andava ripetendo il senatore di Rignano ai suoi interlocutori, corollario di quella visione di un nuovo governo «con un ruolo centrale per il Pd» poi consegnata all’ intervista sul Corriere di ieri.

Ieri mattina – come la forza della disperazione che coglie a sorpresa chi si avvicina a un esame difficile nonostante le notti insonni – Conte si carica e sente i ministri più vicini, il capodelegazione del Pd Dario Franceschini, secondo alcuni anche il vicesegretario Andrea Orlando. E consegna un messaggio univoco: siamo sulla stessa barca, superiamo i passaggi in Aula, il dopo lo decideremo assieme se le cose andranno come devono.

I messaggi che arrivano dalla Direzione nazionale del Pd, che si riunisce a metà mattinata ed è già riconvocata per mercoledì per fare i conti con quello che verrà fuori dal pallottoliere del Senato, bastano a rasserenare il clima a Palazzo Chigi.

«La crisi al buio non migliora l’ azione di governo», dice nella sua relazione il segretario Nicola Zingaretti, lasciando intendere che le strade con Italia Viva si sono separate per sempre e che non può esistere alcun piano B che preveda un nuovo governo con Renzi dentro. Certo, ci sono le perplessità espresse da veterani del calibro di Luigi Zanda, i sospetti sulle mosse del capogruppo al Senato Andrea Marcucci, la nutrita pattuglia di renziani che l’ ex premier, all’ atto della fondazione di Italia Viva, ha lasciato dentro il Pd; ma sono dettagli, al momento.

Il senatore toscano Dario Parrini, all’ epoca del Rottamatore uno degli «intellettuali» della cerchia ristretta dei renziani, con cui poi ha rotto, prepara una nota storiografica con i tredici precedenti di esecutivi della Repubblica che hanno iniziato a governare senza avere la maggioranza assoluta dei componenti di Montecitorio o Palazzo Madama: si va dal De Gasperi IV del 1947-48 (c’ era ancora l’ Assemblea Costituente) al D’ Alema II del 1999-2000 (310 sì alla Camera), passando per due governi di Fanfani, due di Leone, uno di Moro, Andreotti, Cossiga, Ciampi, Berlusconi e Dini. Un modo come un altro per ribadire, come fanno dal Pd, che basta un voto in più al Senato e il governo è nel pieno dei suoi poteri.

È il «dopo», semmai, il luogo del tempo in cui s’addensano i più oscuri presagi. Senza quel miracolo di quota 161, che al momento viene considerato fuori da tutti i radar di Palazzo Madama, si apre una nuova fase. «Conte deciderà su come siglare il patto di legislatura. L’intendenza seguirà», dicono ai piani alti del Nazareno citando De Gaulle.

Più bassa sarà la soglia raggiunta dal pallottoliere, però, più urgente sarà siglare quell’«accordone» che allargherà la maggioranza a una nuova forza di «costruttori» e che dovrà tener conto, questa è la visione dei Democratici, di una visione di lungo respiro: dall’ alleanza alle prossime elezioni amministrative fino al varo di una legge elettorale proporzionale.

D’altronde, come ripete uno dei ministri di prima fascia del governo, «l’ astensione dei senatori di Italia Viva congela un problema rinviandolo di qualche giorno o di qualche settimana. Conte legittimato da Palazzo Chigi dovrà mettersi a costruire un percorso che può portare anche a un nuovo governo. Se con due posti liberi di governo arriveremo a quota 155, immaginatevi dove potrà arrivare con un governo nuovo di zecca. A meno che…». Oltre i puntini di sospensione, l’ incubo di andare sotto. Che è lontano, certo. Ma non ancora scongiurato del tutto.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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33 replies

  1. Legge proporzionale?
    Un bel calcio sui cojoni alla volontà popolare, altro che “uno vale uno”, qui il volere di milioni di cittadini che si sono espressi chiaramente non conta nulla.

    E mi fanno molta rabbia coloro che ora trovano il proporzionale buono e bello solo perché è la nuova direttiva del proprio partitino, della propria squadretta partitura. La partitocrazia esiste perché esistono i partitocratici. Sono pessimi elettori, che rinunciano alla diritto/dovere di critica per puro spirito di appartenenza (spesso interessata).

    Sono loro il carburante della partitocrazia.
    Se ci fossero cittadini che valutano le cose per quello che sono, in buona fede, a prescindere da chi le propone, la partitocrazia sparirebbe in un attimo.
    E i partiti sarebbero un mezzo, non un fine.

    Ma la partitocrazia conviene non solo ai parlamentari e alle forze di governo ma anche ad una pletora di “militanti” che non mangiano, mangiucchiano. E questo gli basta.

    Che dire, speriamo che Conte ora non cada, speriamo che la legge elettorale sia l’ultima cosa che intendono fare, speriamo che cada un attimo prima che si reintroduca quello schifoso mercato delle vacche che idioti o disinformati (mi dispiace ma non ci possono essere alternative su questo tema) ritengono sia il massimo della rappresentatività.

    Vigliamo sbattercene i cojoni anche del referendum sul nucleare? Facciamo una bella legge che lo reintruduca, sti cazzi della volontà popolare!

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  2. La destra fascioberlusconiana con Calderoli ha distrutto il maggioritario ed introdotto il porcellum.
    Il M5S vorrebbe cancellare il porcellum (quanto poi lo vogliano davvero i vertici è da vedere) per introdurre una legge analoga a quella in vigore prima che ci esprimessimo con un referendum.

    Entrambe le leggi, anche quella anti-porcellum, sono pro Partitocrazia.

    È questo il dato.

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      • @Anail
        Che cosa c’entra con quanto ho scritto?
        A proposito di chi cambia argomento per non approfondire argomenti scomodi.

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      • Non hai scritto questo?

        “Il M5S vorrebbe cancellare il porcellum (quanto poi lo vogliano davvero i vertici è da vedere) per introdurre una legge analoga a quella in vigore prima che ci esprimessimo con un referendum.”

        A proposito di chi scrive le cose e non ricorda neanche di averlo fatto.
        È esattamente nel post sopra la mia risposta.
        Vedi tu se si può interpretare in un ALTRO modo. Eventualmente fammi sapere.

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      • In ogni caso non potrei approfondire gli “argomenti scomodi” di cui dici di aver affrontato, perché, dopo questa prova di competenza, gli altri tuoi commenti non li ho neanche letti.

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      • @Anail
        Si, è vero, ho scritto porcellum, un refuso perché del rosatellum ne sono ben a conoscenza, se ne parlò per mesi.
        Ma il Rosatellum è il porcellum di sinistra.
        Una schifezza analoga.

        Il senso del discorso non cambia di una virgola.
        Ma bisognerebbe avere un minino di intelligenza per capirlo o un minimo di buonafede per riconoscerlo.
        Perché le mie sono ovvietà che in un Paese minimamente civile non sarebbe necessario raccontarle.

        Le repliche che mi interessano, che trovo stimolanti, non sono le tue, tranquilla.
        Puoi astenerti dal leggermi, così potrò fare altrettanto.

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      • Guarda, il MINIMO di INTELLIGENZA io l’ho anche usato per leggere il tuo post, non ne OCCORRE altro. Semplicemente ho escluso che si trattasse di un REFUSO, visto che specifichi molto bene:
        “La destra fascioberlusconiana con Calderoli ha distrutto il maggioritario ed introdotto il porcellum.”

        e concludi così:

        “Entrambe le leggi, anche quella anti-porcellum, sono pro Partitocrazia.
        È questo il dato.”

        Tutto il commento, quindi, ESCLUDE l’ipotesi del refuso.

        Stai tranquillo, solitamente non leggo i tuoi post: oltre che contraddittorio, ti trovo estremamente NOIOSO, saccente arrogante, con la verità (abbiamo visto quanto attendibile) in tasca, le tue certezze incrollabili e l’incapacità di ammettere errori e debolezze, proprio per la mancanza della buonafede che richiedi agli altri.
        Non sei proprio il mio genere.
        Amo poter usare TUTTA la mia INTELLIGENZA con chi la merita.
        Quindi puoi continuare serenamente a scrivere le tue caxxate e a gradire SOLO le repliche che non ti fanno le pulci.

        Ps già che ci siamo: “del Rosatellum ne sono a conoscenza”, non si scrive, il ne è di troppo. Così dicasi per “che… non sarebbe necessario raccontarLE”, il “le” è di troppo, anche qui.
        O sono tutti refusi?

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      • @Anail

        Solo sterili polemiche, i tuoi sono sostanzialmente attacchi personali perché non hai idee, non hai nulla da dire, in poche parole non vali un cazzo come commentatore.
        Vieni qui con lo stesso spirito con cui si raggiungono gli amici al bar, sei solo animata dal senso di appartenenza ad una forza politica, a cui aderisci acriticamente.
        Sei solo una patetica conformista.

        Continua ad utilizzate TUTTA la tua INTELLIGENZA con chi la merita, contentissimo di non meritarla.

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      • 😂🤣😂😂😂🤣Spero che tu ti renda conto di quanto siano RIDICOLI ed INFANTILI questi tuoi insulti, con i quali peraltro hai esordito tu, senza che io avessi condotto alcun attacco personale.
        I miei appunti sono sentiti, non dico mai ciò che non penso, neanche al mio peggior nemico, solo per VINCERE, i tuoi invece, sono solo tesi a colpire, ma si avverte che sono insensati, quindi inefficaci come i pugni di un pugile suonato.
        Hai cominciato negando, poi giustificandoti con falsità plateali, infine SMINUENDO, a tuo dire, un grado di INTELLIGENZA , che, mi rendo conto, non è alla portata della tua comprensione.
        Non tento quindi di recuperarti, perché non mi hai interessato di striscio neanche una volta, se non in negativo. Persino nella tua interazione col caro Adriano58, leggevo solo i SUOI commenti, tanto tu eri insufficiente sotto ogni profilo.
        Tra l’altro, vorrei proprio sapere a quale MIA appartenenza politica tu alluda, visto che, palesemente, non capisci neanche la TUA.
        Hai ragione, comunque, hai confermato ulteriormente di non meritare attenzione alcuna.

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  3. Italia viva non ha mai visto un’elezione: il gruppo si è formato a sua insaputa il giorno dopo il Conte2. Le due ministre, anzi una con portafoglio l’altra con delega, sono entrate al governo che erano del Pd, hanno saputo al risveglio il giorno dopo di essere passate a Italia Viva. Anche allora fecero scena muta, allora la Stampa non alzò sopracciglio, allora non si scatenarono polemiche su Trasformismi. Il Genio di Rignano fece le cose in grande: se ne portò con sé alcuni e lasciò altri dentro il Pd a spiare. Essere spregevole, emulo dei Troiani del cavallo. Oggi sono proprio gli infiltrati nel Pd, che devono a lui favori e prebende, il male peggiore, il cancro che andrebbe estirpato. Non tanto i 18 grulli che, se si vota, non torneranno mai in parlamento così come i 2/3 dei grillini e la metà dei piddini. Questa storia emerge solo a tratti in tv, giocare sulla nostra pelle e sui vaccini, giocare a fare la crisi è tipico di un disturbato mentale che non vorremmo rivedere più in giro a Roma. Tenetevelo in Toscana dove avete allevato ‘sto genio. In attesa di reintrodurre il Tso.

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  4. Riprendo un punto che è stato oggetto di un confronto tra me e Adriano che ritiene, diversamente da me, la perdita del seggio come un danno irreversibile per chi vuole mangiare a quattro ganasce grazie alla politica.

    La perdita del seggio, se chi detiene il potere è un tuo sodale, non è affatto un problema.
    Soprattutto se è salito al potere grazie alla tua rinuncia.

    Gli incarichi preziosi, strapagati, ingiustamente strapagati in questo Paese di mafiosi, corrotti e figli di puttana, non mancano. Questo è un cazzo di Paese che consente i più schifosi magna magna ma se provi ad avviare una impresa, seppur piccola, sputando sangue, vieni percepito come un nemico pubblico, un prenditore. Potreste capire meglio l’incredibile numero di connazionali che votano a destra, questa destra, se apriste anche solo una partita Iva o una piccola Srl. Un cazzo di inferno. Non è voglia di fascio, di mafia o di leghismo (che fa rima con egoismo) nella maggior parte dei casi, spesso è solo esigenza di sopravvivenza.
    Tornando al punto, il rischio che la destra mafiofascista faccia campagna acquisti proponendo di rinunciare al seggio per offrire altri incarichi è molto probabile.

    “Fai cadere il governo, perderai il seggio ma non preoccuparti, verrai ricompensato e la ricompensa non sarà minore del danno subito, abbiamo incarichi remuneratissimi in enti pubblici e parapubblici, a vita (il seggio è sempre ballerino), senza il rischio di incontrare qualche elettore…”

    Non capisco perché questa eventualità probabile venga esclusa nelle discussioni sulla tenuta del governo.

    Leggete qui:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/18/il-taglio-del-10-degli-emolumenti-dei-vertici-dellenpam-non-basta-ai-medici-in-protesta-ennesima-presa-in-giro/6068818/

    Stiamo parlando di oltre 600.000 € l’anno, più di 50.000 € al mese. Ce ne sono un fottio di posto con stipendi come questi nei nostri numerosissimi carrozzoni e carrozzelle.

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      • @Adriano

        Tutto in questo cazzo di Paese passa attraverso la politica, soprattutto quando ci sono fior fior di stipendi da spartirsi.

        Oramai è noto che questi mega stipendi fuori mercato (esempio eclatante Cimoli, ex Ceo di AZ), solo in parte vanno all’incaricato, il resto viene girato al partito che ce lo ha messo su quella poltrona. Ecco perché nessuno tenta sul serio di ridurre gli stipendi nei magnager.

        E comunque , anche se il mio esempio fosse sbagliato, sono sicuro che una persona come te, con esperienza ed informata, non avrà difficoltà a trovare caso più calzanti.

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      • andreaex
        si tantissimi, vicini e lontani del tempo
        ma hanno sempre una cosa in comune: un referente politico IN CARICA
        senza i politici in carica che abbiano potere, non ci sono incarichi

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  5. Destra e sinistra in Italia propongono due forme di parrassitismo.

    La destra italiana fasciomafiosa, propone quella dei prenditori che truccano le gare d’appalto o le aggirano.
    Alla destra degli imprenditori veri non frega nulla, B. non ha abbassato le tasse sul lavoro e sulle imprese nemmeno di un punto percentuale. Durante il suo governo è aumentata la spesa pubblica ma non la qualità dei servizi (se i soldi pubblici non si trasformano in servizi qualcuno se li è mangiati). Si limita a chiudere gli occhi di fronte all’evasione, oppure propone scelte demenziali come la flat tax.

    La sinistra italiana, queste bande libiche che ambiscono al potere fine a se stesso ma sempre, è dico sempre, in punta di principio. Cuociono vestitini di pizzo sulle loro merdose manovre politiche. La sinistra pensa che l’articolo 1 della nostra Costituzione reciti così: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul POSTO DI LAVORO FISSO, preferibilmente nel PUBBLICO. E per garantirlo ad alcuni penalizza molto tutti gli altri, creando una disparità tra lavoratori davvero inaccettabile.

    Insomma, in entrambi i casi, ETICA ZERO!

    Se dovessi scegliere per simpatia, vorrei a destra, sono meno ipocriti. Il problema è che sono addirittura più ladri.

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  6. Vado a lavorare, anzi a cercarmi un lavoro visto che scarseggia sempre di più.
    Quando affronteremo il tema Ecobonus?
    Vi siete informati sulla idiozia di questa incentivazione che ha totalmente bloccato il settore dalla fine del lockdown. Le imprese per le quali lavoro stanno fallendo, teste di cazzo!
    Se avessero jasciato le norme così com’erano (50% di detrazione, come per una comune ristrutturazione) avremmo continuato a lavorare.

    Invece hanno proposto il 110% (una esagerazione, se ti compri un impianto fotovoltaico o termico o…, almeno una piccola somma sarebbe giusto pagarla) e lo hanno farcito di burocrazia complicatissima da interpretare. Risultato: TUTTI FERMI DA MESI!!!!

    Legge più dannosa e idiota sulle rinnovabili l’ha prodotta il M5S al governo.

    A proposito di idiozia al potere.

    A proposito della cattiva EU che ci sottrae sovranità: auspico che ce ne sottraggo altra di sovranità perché siamo troppo ladri ed idioti per fare buone leggi.

    La EU ci ha regalato il Conto Energia, che ha funzionato perfettamente. Il conto Energia era sostanzialmente made in EU.

    Le leggi prima e dopo il conto energia sono made in Italia, due leggi di merda che servono solo a sperperare denaro pubblico e a generare una burocrazia farraginosa e, come se non bastasse, del tutto inutile.

    Il rapporto soldi pubblici spesi/kWh prodotti con le leggi italiane è penoso!

    Informatevi anziché tifare dalla mattina alla sera.

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    • Però ad essere sinceri fino in fondo andreaex, noi si veniva dal decreto bersani (2007) copiato dalla germania con incentivi troppo alti, per cui ci siamo trovati terra di conquista, con il giugno 2009 a fare da sprofondo( avvento pannelli cinesi, incentivi italiani e acquisti in cina!!!!) imprenditori italiani che hanno messo pannelli in ogni pezzo di terra, molte aziende chiuse che vivono di incentivi per 20 anni. 2012( anno termine decreto bersani) corse da pazzi
      2013-2018 disastro tutti a scappare.
      2018 la nuova legge (m5s) bloccata in UE, perso quasi un anno per modifiche. Sinceramente non si poteva fare molto meglio. Troppo 2007-2012, niente 2013-2018
      Adesso bonus 110% da me è boom negli uffici tecnici, ti lamenti delle scartoffie? Vuoi deregolare? Gli italiani sono maestri nel trovare gli inganni.
      Io credo che si debba evitare il troppo e cercare di incrementare anno per anno il settore. Troppi furbi che poi sono spariti nel 2013 con le casse piene. Si può fare sempre meglio, ma i miei amici adesso sono molto molto contenti, saluti

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  7. Io penso che questo Paese dovrebbe essere riformato dalla testa ai piedi.
    Ma penso che ciò non accadrà mai nella maniera in cui uno possa augurarsi.
    Una classe dirigente nuova e efficiente la potrebbe trovare un elettorato attento.
    Un elettorato attento, critico nel giusto e libero dalla sovrastruttura di un pensiero parassitario fatto di interessi personali e furbizie indigene che connota gran parte
    del nostro costume.
    Hai voglia poi di gridare al vento quando la sola cosa che conta è il nostro campanilismo interessato.
    Ci resta solo la possibilità di uno sfogo amaro, quello di Andreax è questo, che finirà, al solito, tra la sabbia del deserto.

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  8. Hai le idee un po’ confuse Fabio, come ho un po’ di tempo libero ti replico in modo più preciso.
    Per il momento:

    Le burocrazia non tutela un cazzo!
    Tutela il burocrate col timbro in mano, non tutela l’ambiente, non tutela il lavoro, non tutela i nostri soldi.

    L’opposto della deregulation non è la burocrazia a CAZZO DI CANE!

    110% è uno scandalo, te lo dico contro il mio interesse visto che lavoro nel settore.

    E stiamo fermi! Hai capito Fabio? L’effetto di questo superbonus costosissimo per le casse dello Stato ha di fatto BLOCCATO IL SETTORE TOTALMENTE!

    Massimo sacrificio, minimo risultato: se dovessimo giudicare il RENDIMENTO di quest’azione di governo, sarebbe pari a ZERO!

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  9. LE MENZOGNE DELLA DESTRA E LE PROSPETTIVE DEL NOSTRO PAESE. Viviana Vivarelli.

    La destra ha romoreggiato oggi quando Conte ha citato il proporzionale perché la destra vorrebba il maggioritario.
    Ora, è dal 1946 che si discute su quale potrebbe essere il sistema elettorale migliore per l’Italia e se ne potrebbe discutere altri decenni senza arrivare a una soluzione. In questo Paese è piuttosto difficile riuscire a coniugare la governabilità con la democrazia e chiaramente il proporzionale è più democratico ma il maggioritario garantisce governi più forti. Finora abbiamo avuto vari sistemi proporzionali ma nessun governo stabile. Dal 1946 abbiamo avuto 66 crisi di governo. L’8,3% della nostra storia è trascorso fra consultazioni, incarichi esplorativi, elezioni anticipate, ricerca di nuovi assetti politici. I nostri governi hanno avuto una durata media di 404 giorni. E , secondo Renzi o la destra, dovremmo ricominciare ancora, e proprio in un momento in cui sia, per la pandemia che per la crisi economica in corso, avremmo bisogno del massimo della stabilità e di un Governo nella pienezza dei suoi poteri e non certo dimissionario e dunque con compiti solo di ordinaria amministrazione. Il primo problema è l’estremo pluralismo degli Italiani per cui ci vorrebbero 51 milioni di partiti, uno per ogni elettore. Questo già esclude il maggioritario che presume l’esistenza di due blocchi forti come nei Paesi anglosassoni. Noi invece siamo franti e individualisti per cui non siamo adatti al maggioritario. Oltre a ciò, da noi non esisterà mai né è mai esistito un partito col 51% dei voti. La Dc, nel suo momento di massimo potere, ebbe il 49% dei voti. Dunque sono necessarie le coalizioni. Il campo della moltitudine partitica si potrebbe restringere con una bella soglia , per es. il 5%, che già molti partitini come Italia Viva rifiuterebbero. Al momento abbiamo più di 30 partiti o partitini, poco propensi a mettersi insieme. E’ da ricordare che nemmeno Berlusconi vorrebbe il maggioritario, perché perderebbe potere, mentre con il proporzionale può fare l’ago della bilancia.
    Inutile stare ad accusare il M5S che aveva detto che non sarebbe andato al governo con nessuno perché tale asserzione nella realtà dei fatti è priva di senso. I duri e puri si mettano l’anima in pace. Si potrebbe migliorare la posizione di forza del primo partito regalandogli un bel premio di maggioranza e sarebbe molto desiderabile fare anche un ballottaggio tra i primi due partiti come si fa per il sindaco. Solo che, se passiamo al ballottaggio, cambiamo sistema politica e passiamo al presidenziale (e infatti il sistema dei Comuni o delle Regioni è presidenziale).
    Solo che c’è il non piccolo problema che nel Parlamento nessuno vuole un sistema presidenziale, nessuno, salvo qualche partito maggiore che tende ai pieni poteri come la Lega. Una riforma di questo tipo non passerebbe mai. Senza contare che ciò richiederebbe un forte cambiamento della nostra Costituzione che dovrebbe avere i 3/4 del consenso. E questo mette le cose anche peggio.
    Secondo Gomez, la strana crisi di governo di Renzi, ha la sua causa primaria nella natura stessa di Renzi, che sa solo distruggere, non sa fare altro e nella sua vita non ha fatto altro. Ha distrutto tutto quello che ha trovato, a cominciare dal Pd, dalla Costituzione, dallo statuto dei lavoratori alla giustizia, al suo stesso partito, a se stesso. Il giochino che ha tentato: ricattare, buttare tutto in aria, poi tornare indietro come se nulla fosse, lo aveva già fatto quando diventò sindaco di Firenze, e gli riuscì. Ora lo ha rifatto a schema fisso. E non gli è riuscito. E’ l’unica cosa che sa fare. È come un robot programmato.
    Domani, al Senato, non si sa ancora se la maggioranza sarà calcolata sui senatori potenziali o su quelli presenti, ma, se Conte avrà più di 156 voti potrà andare avanti e consolidarsi. Se i voti saranno meno, dovrà dimettersi e per l’Italia cominceranno tempi duri, con lo spread che va alle stelle, la nostra immagine internazionale che va in pezzi, i nostri titoli che restano invenduti, e, probabilmente, i 209 miliardi persi perché l’Europa non ci darà più.
    Borghi ha fatto un pessimo discorso, non solo volgare e brutale, ma basato su dati interamente falsi. I morti ieri non sono stati 1074 ma 377, non è vero che siamo stati il Paese con più morti del mondo. Non è vero che la nostra economia è la peggiore del mondo, non è nemmeno vero che l’economia vada verso il meno 10, anzi secondo Goldman Sachs l’Italia andrà sempre meglio nella sua lotta con i vaccini e sarà uno dei primi Paesi del mondo, riuscendo a raggiungere l’80% di vaccinati entro dicembre e la stessa Goldman Sachs, mentre taglia le stime economiche per tutti i Paesi europei, a sorpresa, dà ottimi auspici per l’Italia con una ripresa del 6,5%. Proprio il contrario di quello che urlava lo stupido Borghi.
    In quanto al Pd e ai suoi rapporti con Conte, i piddini sono dei pavidi senza idee che vanno dietro il vincitore e, se il vincitore sarà Conte gli andranno dietro come andarono dietro a Renzi.

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    • @ Viviana.v

      Il maggioritario, puro con collegio uninominale, sulla carta, darebbe al vincitore maggiore governabilità.
      Ciò che non mi convince nel considerarlo auspicabile è ritenere il nostro Paese dotato di quelle sovrastrutture istituzionali
      capaci di poter controllare democraticamente un tale sistema elettorale.
      La discussione come lei ha detto è aperta da tanto, continuerà ad esserlo,
      in ogni caso non è sostanziale al momento che stiamo vivendo.
      Su Renzi è stato detto di tutto e il contrario di tutto,
      ogni ulteriore aggiunta sul personaggio sarebbe un già detto quindi
      lasciamo stare. Credo però che non bisogna sottovalutarlo troppo.
      Su Borghi; lei lo definisce uno stupido. Io lo ritengo un falso presuntuoso megalomane.
      Ha in testa l’uscita dall’euro ed un Italia a livello di un Paese dell’America Latina,
      detto a termine di paragone politico economico senza nessuna intenzione offensiva verso questi paesi.
      Penso che nella stessa Lega è considerato un sopravvissuto.
      Sul PD, come già detto ieri in un’altro commento, ritengo sia invalsa in molti cinque stelle
      averne una impressione negativa a prescindere, quindi emozionale
      Ma questo partito sta al governo coi cinque stelle e Conte.
      Se Conte uscirà vincitore da questa crisi lo sarà anche, e io ritengo soprattutto, per Il PD.
      Cerchiamo di essere un poco obiettivi ogni tanto.

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    • @Viviana

      “chiaramente il proporzionale è più democratico ma il maggioritario garantisce governi più forti”

      E dove sta scritto che il proporzionale è più democratico?
      Su questo punto si potrebbe intavolare una bella discussione.

      “Solo che, se passiamo al ballottaggio, cambiamo sistema politica e passiamo al presidenziale (e infatti il sistema dei Comuni o delle Regioni è presidenziale).”
      Il sistema presidenziale non c’entra nulla secondo me.
      Il doppio turno, il maggioritario che io preferisco, serve per eleggere i parlamentari nel collegio. Punto. È del tutto ovvio che al secondo turno i partiti che vogliono coalizzarsi per vincere saranno costretti a trovare una sintesi, un compromesso.
      Ma i compromessi li faranno prima delle elezioni, non dopo come accade col proporzionale: ti sembra un dettaglio?

      Ed il maggioritario spingerà i partiti a trovare punti IN COMUNE, agevolando la governabilità sulla base di principii condivisi prima delle elezioni e non a seconda del numero di vacche scambiate sottobanco dopo le elezioni (come accade col proporzionale).

      I sistemi non sono perfetti ma alcuni sono più dannosi di altri. I sistemi possono incoraggiare determinati comportamenti e scoraggiarne altri.
      Il proporzionale è un sistema che genera quella frammentazione di cui tu parli.
      Il proporzionale non ne è la conseguenza, ne è la causa.

      E le maggioranze si formeranno comunque in Parlamento.

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    • @Rosario

      “Ciò che non mi convince nel considerarlo auspicabile è ritenere il nostro Paese dotato di quelle sovrastrutture istituzionali
      capaci di poter controllare democraticamente un tale sistema elettorale”.

      E perché mai?
      C’è un collegio, chi vince prende il seggio, chi perde no.
      Già solo questo è positivo perché i partiti non potranno candidare mezze pippa brave a fare gli yesman perché rischierebbero di perdere il collegio, ovvero il seggio. Dovranno candidare persone in gamba, molto LEGATE AL TERRITORIO (scusate se è poco!).
      Con il doppio turno, al primo hai la possibilità di votare il migliore, al secondo il meno peggiore.
      Questo aumenta il potere di scelta del cittadino, quindi è un sistema che non limita la democrazia ma la rafforza.

      In Parlamento si formeranno poi le maggioranze che sarà più facile realizzare perché forze con un sentire non troppo lontano saranno costrette a confrontarsi per associarsi.

      Dove sta sto vulnus democratico?

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      • Quello che descrivi è l’unico sistema che funzionerebbe.Soprattutto con il doppio turno.Ma è per questoche non lo adotteranno mai i PAPONI.

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  10. Per andreaex
    Mi sembra ovvio che il proporzionale sia più democratico del maggioritario e non riesco nemmeno a capire come ragioni.
    Lo è perché garantisce una rappresentanza parlamentare a più partiti, molto meglio di un sistema che si basa sul potere a un solo partito. a
    Le voci sono sempre due: la governabilità dunque la forza di uno solo (maggioritario) o la rappresentanza democratica (e dunque proporzionale).
    Ma è chiaro che per avere rispetto per la democrazia si dovrebbero fare altre cose, per es. eliminare la lista dei candidati fatto solo dai capipartito, o immettere nel sistema il vincolo di mandato o il recall, o eliminare dai referendum il quorum o eliminare il gruppo misto e rimandare a casa chi è stato eletto in un partito e poi cambia idea, aumentare l’ascolto dei cittadini con refendum più frequenti, farne moltissimi a livello di Municipio, permettere referendum con forza legislativa, diminuire il potere degli eletti e non trasformarli in una casta a vita…
    Copio: “Per oltre 40 anni abbiamo avuto un sistema democratico parlamentare che dava voce non solo ai grandi partiti, ma anche ai gruppi più piccoli (liberali, monarchici, socialdemocratici, repubblicani e persino al Msi). E avendo nei decenni passati fatto politica in un grande partito di massa, ricordo bene come venivano scelte le candidature attraverso decine e decine di assemblee che non di rado mettevano in discussione le candidature calate dall’alto dagli organismi centrali. Ma vi è un dato di fondo che deve indurre a scegliere il proporzionale ed è la stabilità del sistema – certo anch’esso punteggiato nella sua lunga storia da crisi e da scioglimenti anticipati e che cadde per l’effetto dirompente di una inchiesta giudiziaria che coinvolse il sistema dei partiti e non certo il metodo proporzionale – giacché le crisi coinvolgevano i leader e non i vergognosi andirivieni da un gruppo all’altro a seconda degli interessi personali o dalle offerte di uno scranno di sottogoverno. Se passasse l’idea che il maggioritario è più democratico del proporzionale – cosa non vera perché la rappresentanza verrebbe decisa dai capi partito – finiremmo col mettere in seria discussione il rapporto tra elettore e suo rappresentante che è ciò che costituisce l’anima della democrazia.” (Giuseppe Cacciatore).

    E comunque te lo ripeto: occorrerebbe il voto di tre quartio del Parlamento e non ci sarà mai per cui stiamo parlando di una cosa impossibile.
    Il sistema maggioritario a due turni è quello francese ma implicherebbe, te lo ripeto, trasformare l’Italia da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale. E questo il parlamento attuale non lo permetterebbe mai.

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  11. @ Viviana

    Metti troppa carne al fuoco, replicanti non è facile.

    “democratico del maggioritario e non riesco nemmeno a capire come ragioni.
    Lo è perché garantisce una rappresentanza parlamentare a più partiti, molto meglio di un sistema che si basa sul potere a un solo partito. Le voci sono sempre due: la governabilità dunque la forza di uno solo (maggioritario) o la rappresentanza democratica (e dunque proporzionale).”

    La risposta a questa domanda l’ho data a Rosario, puoi leggerla se vuoi.

    La legge che a te piace è partitocratica, mette al centro del sistema il partito e tende proprio per questo a moltiplicarli, moltiplicando il potere ricattatorio anche di quelli al 2%.

    Non mi sorprende che ti piaccia perché tu non ti identifichi con l’elettorato ma col militante partitico. Vieni da li, senza offesa.

    Io mi iscrissi ai Verdi molti anni fa, partecipai ad un loro incontro con Alfonso Pecoraro Scanio. Durante una pausa mi avvicino ad un gruppetto di persone convinto che stessero discutendo dei temi del dibattito, discutevano invece di incarichi, di chi ne aveva avuti troppi o troppo pochi. Durai un mesetto, poi la nausea mi spinse a stracciare quella che per me è stata la mia prima ed ultima tessera di partito. Da allora detesto anche le tessere del supermercato. Ed i Verdi erano tra le forze più pulite nel parlamento, pensa il resto.

    Per me sta roba è merda partitica, per te è Chanel n. 5.

    Vorrei aggiungere altre considerazioni, conto fiducia farlo in serata.

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