Massimo Fini: “A Parigi è entrato in campo il razzismo degli antirazzisti”

(Massimo Fini – massimofini.it) – Non c’è solo il fascismo degli antifascisti, ma anche il razzismo degli antirazzisti. È ormai noto ciò che è successo  l’altroieri a Parigi durante la partita fra il borioso Paris Saint-Germain (conosciuto più che altro per aver acquistato dal Barcellona per 250 milioni di euro Neymar, uno pseudocampione che a Barca non serviva e poco di più ha fatto al Paris)e la squadra turca Basaksehir. Lo riassumiamo qui, in sintesi, per chi eventualmente non lo conoscesse. Si era attorno al quarto d’ora del primo tempo, un calciatore francese Kimpembe commette un fallo, dalla panchina turca si protesta chiedendo un’ammonizione, si agita in particolare Achille Webo, il vice dell’allenatore. Il “quarto uomo”, rumeno come tutta la quaterna arbitrale, che ha fra gli altri compiti quello di tenere a bada le panchine surriscaldate, si rivolge all’arbitro, il suo compatriota Hategan, per segnalargli il comportamento scorretto della panchina turca. L’arbitro chiede in rumeno chi sia il principale responsabile.  “È quel negru”, risponde il quarto uomo. Apriti cielo. Un panchinaro turco grida “Why say negro!”, “Why say negro!”, “Why say negro!”, il poveraccio cerca di spiegare che “negru” in rumeno non ha alcun connotato spregiativo. Inoltre la panchina del Basaksehir è occupata da una maggioranza di giocatori bianchi e quindi l’espressione del quarto uomo va valutata come se fra un gruppo di tricofanti avesse indicato l’unico calvo. Niente da fare. Ne nasce un parapiglia, i calciatori turchi seguiti da quelli del Paris lasciano lo stadio per protesta. Il caso diventa politico e internazionale, interviene anche il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan che condanna “l’episodio di razzismo”. Fa a dir poco sorridere, o per meglio dire pena, che questi candidi gigli dei giocatori turchi, che in patria accettano che il loro premier sbatta in galera decine di migliaia di oppositori (senza badare al loro colore, in questo il noto tagliagole è equanime) si scandalizzino per un insulto che non c’è mai stato.

Le due squadre si sono ritirate dal terreno di gioco senza il consenso dell’arbitro. Un fatto inaudito nella storia del calcio mondiale a livello professionistico. Uno scherzetto del genere costò al grande Milan del pur potentissimo Berlusconi un anno di squalifica da tutte le competizioni Uefa. Altro che rifare la partita.

Il rapporto calcio/razzismo è di lunga data. Il buon Bruno Pizzul, l’ultimo nostro grande telecronista che sapeva dare pathos alle partite senza scomporsi a ogni gol o parata, fu massacrato perché durante una partita a proposito di un’ala di colore disse: “gioca bene quel negretto”. In realtà era un’espressione affettuosa in cui non c’era nulla di spregiativo.

Va bene, adesso tutti abbiamo imparato che si dice “persona di colore”. Però di fatto, nel libero Occidente, ormai non si può più dire nulla. Viene in mente uno sketch di Sordi dove l’Albertone nazionale sbeffeggiando il Duce gli fa dire: “Tutto si può dire e nulla si può fare”. Va capovolto: tutto si può fare, anche violare l’intero Codice penale, ma nulla si può più dire.

Per tornare al calcio questo gioco ha assunto dimensioni così enfiate, economiche e tecnologiche, che qualsiasi cosa anche la più innocente può essere strumentalizzata ideologicamente (se un giocatore dopo un tremendo pestone dà in una sacrosanta bestemmia, la tecno ne riprende il labiale). Qualche giorno fa una calciatrice spagnola si rifiutò di aderire al minuto di silenzio in onore di Maradona. In linea teorica un gesto giusto, coraggioso, perché Maradona, fuori dal campo, non era da portare ad esempio. Ma, secondo me, l’ideologia dovrebbe restare fuori dai terreni di gioco. Sul campo si gioca e basta, altrimenti si perde il senso stesso del gioco. Il calcio a differenza del rugby, della pallavolo, dell’hockey, s’è gonfiato come la rana di Esopo e, come l’intera nostra società, farà la stessa fine.

14 replies

  1. E’ il polcor caro Fini che ci sta frantumando i c. In questo blog ad es. hanno pubblicato un post che parlava di Paolo Rossi che tutti perdonano perche’ secondo l’autore era stato candidato da A.N. di G. Fini . Ma si puo’ scrivere e pubblicare un post del genere ? Da chi dovrebbe essere perdonato il buon Pablito , chi e’ che si erge a entita’ superiore terrena . Questa sinistra stupida e odiosa convinta di essere al di sopra di tutti .
    Infatti non l’ho commentato perche’ l’avrei fatto in modo incivile e ho preferito soprassedere .
    Questa sinistra idiota ci sta rovinando , in nome del polcor e dell’ antifascismo senza fascismo vedi i simboli storici abbattuti da una furia iconoclasta insensata . E i furboni cavalcano questa demenzialita’ , nel caso del mio lavoro ad es. quando volevo che si pagasse semplicemente il bigliietto inl treno venivo etichettato razzista . Questo e’ il mondo che ci aspetta , anzi e’ gia’ qui .

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  2. più che sciamano mi sembri uno sciamannato
    che cazzo c’entra la sinistra o destra ora?
    critica l’opinione senza infilarci dentro orientamenti politici del cazzo!
    e vatti ad ascoltare Gaber!!!
    Fini non era presente per cui la sua ricostruzione è solo un pretesto per esprimere un disagio berso l’ipocrisia.
    Ma anche se il quarto arbitro non ne aveva l’intenzione, siamo in un contesto internazionale e bisogna fare sempre molta attenzione cosa si dice e come ci si comporta, perchè potrebbe benissimo essere frainteso.

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    • prendi la bastiglia che sei alquanto agitato .
      Ho parlato di QUESTA sinistra , globalista alleata del liberismo e del capitale .
      Se non la conosci chiedi che so , alla Boldrini o alla Gruber del Bilderberg .

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      • quindi per te la Sinistra è Boldrini e Gruber. ma davvero davvero???
        i tuoi sono commenti da bar…e ripresi pedissequamente da siti farlocchi e vanno cestinati nell’indifferenziata

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      • Fa come ti pare , in questo blog vi piace cantarvela e suonarvela da soli . Proprio non volete o non sapete interloquire con altri che la pensano diversamente , e se a volte succede , giu’ insulti ed improperi . Fate pure sai che soddisfazione , io scrivo quel che penso da uomo libero , non come voi attaccati come zecche alle gonne o pantaloni dei vs. partiti ormai inputriditi . Ottusi all’ennesima potenza .

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      • sciamano
        “in questo blog vi piace cantarvela e suonarvela da soli”
        rileggiti e rifletti, se ci riesci
        hai iniziato tu a offendere
        gne gne gne nessuno mi capisce…
        vai piccino vai a piangere nell’angolo

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      • Sciamano mi ricorda qualcuno con un altro nick…..
        Considerando che dici “non come voi attaccati come zecche alle gonne o pantaloni dei vs. partiti ormai inputriditi . Ottusi all’ennesima potenza”, dimmi chi voteresti oggi tu @sciamano?

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  3. in realtà Erdogan non è nemmeno equanime, poiché A fare le spese del suo dispotismo sono soprattutto le minoranze etniche, in particolare i curdi e i siriani. Quindi non ha alcun titolo per giudicare il razzismo altrui

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  4. Sono d’accordo con Fini. Negru in romeno significa nero e non negro. Se in panchina fossero stati tutti neri tranne uno, avrebbe detto “il bianco”. Questo è un tipico caso di ” politicamento corretto ” usato a vanvera.

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    • E ti dirò di più, Oruamm, non era un insulto neanche per noi, né per i popoli di lingua spagnola, neolatini, derivando dal latino niger, nero.
      Lo è diventato solo in seguito al fatto che nello slang Usa nigger è un insulto… e noi subito dietro, come cagnolini scodinzolanti, esattamente come quando pronunciamo plas il latinissimo plus.

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  5. Fini ha ragione sul concetto di base, ovvero che questo politically correct di facciata sta raggiungendo livelli di ipocrisia statunitensi (il massimo), a furia di andare col naso nel culo agli americani ci stiamo avvicinando anche noi a dire “la parola con la enne” per denunciare l’insulto. Però, mi da’ un po’ l’impressione di voler cercare a tutti i costi l’opinione borderline, in stile alquanto Feltriano.

    La frase del quarto uomo non era di per sè razzista, però l’episodio non si è svolto al bar o in Romania, dove probabilmente è linguaggio comune senz’alcuna connotazione negativa, come del resto era anche da noi fino almeno ai primi anni novanta (chi è più vecchio si ricorda benissimo come, una volta, “negro” fosse un sostantivo e non un aggettivo, altrimenti basta vedere qualche film anni ’80 per trovare numerosi esempi). L’episodio si è svolto a Parigi, oltretutto in un consesso di livello internazionale come quello della Champions League; se sei un arbitro internazionale, dunque un professionista del settore, non puoi non sapere almeno un minimo d’inglese e non puoi nemmeno non essere a conoscenza delle numerosissime e variegate campagne antirazzismo promosse negli ultimi anni, sia da parte dei calciatori, che delle federazioni, che degli addetti ai lavori, con inginocchiamenti, partite sospese, squadre sanzionate per atteggiamenti della tifoseria, annunci dagli altoparlanti degli stadi, eccetera.

    Tutto questo come lo dobbiamo chiamare? Ipocrisia pura? Oppure, siccome anche il linguaggio è importante, è un tentativo concreto per cercare di propiziare un modo di pensare meno razzista partendo con l’eliminare almeno la violenza verbale? Probabilmente l’intento è quello, ma io propendo ugualmente per la prima ipotesi, soprattutto alla luce del fatto che, dove questi comportamenti sono realtà già da diversi decenni (a suon di ostracismo per i trasgressori), ovvero nei puritani Usa, l’aver eliminato “negro” dal vocabolario non ha spostato di un millimetro il problema razzismo. Inoltre, promuovere comportamenti attraverso l’imposizione non è mai una buona idea, perchè il metodo impositivo tende a suscitare reazioni di diffidenza o di rigetto.

    Conclusione: il quarto uomo, a prescindere dal fatto che sia razzista o meno (e da questo solo episodio nulla si può dire in proposito), si è comportato certamente da ingenuo, e la pagherà con la fine della carriera, perlomeno a livello internazionale.

    Conclusione bis: Fini non capisce un cazzo di calcio: intanto, in quel Marsiglia-Milan di quasi trent’anni fa le condizioni per giocare sussistevano, e furono solo i rossoneri a rifiutarsi di proseguire l’incontro (una “furbata” di Galliani che sperava in un risultato a tavolino), per cui il paragone non regge.
    Inoltre, il Paris Saint Germain sarà “borioso” ma non è certo una squadretta, visto che ancora meno di quattro mesi fa ha disputato la finale di Champions (arrendendosi di misura ad un Bayern Monaco da triplete), inoltre stradomina in Ligue 1 francese da almeno tre stagioni, ovvero da quando ha speso tutti quei soldi per Neymar (semmai, sarebbe da discutere il fair-play finanziario del club), il quale, per la cronaca, nella prosecuzione della partita avvenuta il giorno seguente e finita 5-1 per i francesi (ricordo che a fare casino sono stati i turchi, se cercavano un pretesto per guadagnare un qualche vantaggio, complimenti per la fine strategia), ha realizzato una fantastica tripletta.

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  6. Rivendico la creazione del paragone fascismo-antifascisti e razzismo/antirazzisti che ho utilizzato in un post di un altro quotidiano online: grazie, Dott. Fini, La stimo sempre più per il Suo essere bastian contrario; mi ha reso un onore enorme. 😉

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  7. @ Jonny Dio
    Ottimo commento ! Peccato non poter leggere più spesso i tuoi post sempre apprezzabili per .la ragionevolezza e l’equilibrio che ti distingue ! Un saluto !

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