Il referendum e la coscienza dei cittadini

(Tommaso Merlo) – La speranza che vinca il “sì” al taglio dei parlamentari risiede nella coscienza dei cittadini. In quello spazio profondo del paese imperniabile alle manipolazioni della propaganda e refrattario ai tatticismi del momento. Quello spazio silenzioso in cui prevale la persona cittadino a prescindere dalle casacche e che riesce a vedere più lontano. Quello spazio saggio che si desta nei momenti cruciali della storia del nostro paese e ne determina il corso. Come alle elezioni nazionali oppure ai referendum epocali come quello “del taglio” che mira a riallineare il parlamento italiano alle democrazie più avanzate. Ma col referendum sul taglio dei parlamentari non c’è in ballo solo una sacrosanta riforma, c’è in ballo lo spirito del 4 marzo. Quell’onda anomala della democrazia italiana scatenata da un’incontenibile voglia di cambiamento radicale dopo decenni di malapolitica. Da allora i reduci del vecchio regime annidati nei vecchi partiti e nei media lobbistici han fatto di tutto per boicottare quegli entusiasmi e ristabilire una “normalità” a loro più conveniente. Uno scontro politico e culturale latente molto duro. Tra vecchio e nuovo. Tra cittadini desiderosi di rinnovamento e caste ottusamente conservatrici. Senza cioè nessuna idea alternativa ma indisposte a perdere i loro privilegi ed assecondare una nuova fase. Il referendum sul taglio dei parlamentari sarà una battaglia importante di quello scontro latente. Vedremo quanti cittadini si saranno arresi magari disertando le urne e quanti si faranno infinocchiare di nuovo dai resti del vecchio regime. Vedremo. Il 4 marzo fu una clamorosa dimostrazione di come i cittadini ormai non diano più retta né ai giornali né ai talk-show nelle loro scelte di fondo. Dalle urne uscì vincitrice una forza che aveva ferocemente contro l’intero sistema mediatico e politico e pure le tasche vuote. Del resto a furia di prostituirsi alle lobby, i media han distrutto la loro reputazione al punto da generare nei cittadini l’effetto opposto di quello auspicato. Ma il 4 marzo è passato da mo’ e nel frattempo è successo di tutto. E quello scontro latente invece di attenuarsi si è inasprito coi resti del vecchio regime che sono ancora tutti al loro posto più determinati che mai a trascinare il paese nel loro inevitabile declino. Media lobbistici, vecchi partiti. Cortigiani, conformisti, parassiti. Per loro il referendum “sul taglio” è una grande occasione per sferrare il colpo decisivo a chi ha osato alzare la testa ed immaginare di scavalcarli. È questo che c’è in ballo. Lo conferma lo spettacolo deprimente di queste settimane. Lo schieramento compatto dei media lobbistici per il “no”. L’imbarazzo dei vecchi partiti che quel taglio prima lo votato e poi vorrebbero rinnegarlo ma temono di urtare i loro followers. I sempiterni cinici voltagabbana, i pistolotti contradditori dei parrucconi, i rigurgiti ideologici con la puzza sotto al naso. Tutti a dipingere il taglio come un pericoloso capriccio populista, come la coda di un periodo politico da archiviare al più presto. Ancora più deprimenti gli hooligans. Quelli che votano “no” solo per colpire quel maledetto movimento vandalico o per affossare il detestato Conte. Miopi tatticismi, faziosità. L’unica speranza è la coscienza dei cittadini. Quello spazio profondo del paese impermeabile alle manipolazioni della propaganda e refrattario ai tatticismi del momento. Quello spazio silenzioso in cui si è prima di tutto persone e cittadini e si riesce a pensare al di là delle casacche e vedere più lontano. Quello spazio saggio che si desta nei momenti cruciali della storia del nostro paese. E ne determina il corso.

11 replies

  1. A CHI VOTA NO ACCAMPANDO CHE IL RISPARMIO SAREBBE DI MEZZO CAFFÈ. Viviana Vivarelli
    Guardate che la spinta al rispamio è proprio l’ultimo dei motivi. Il Parlamento italiano è un organo pletorico in buona parte formato da assenteisti, poltronisti e voltagabbana che non rappresentano proprio nulla e nessuno. Se poi ci aggiungiamo il fatto che le liste sono bloccate e che i candidati sono scelti solo dai capipartito che spediscono i candidati nel territorio che vogliono, si vede tutta la nullità dei vostri discorsi.
    Questa riduzione è solo uno dei primi passi da fare nel riordino delle istituzioni, insieme all’abolizione dei vitalizi, per snellire e riformulare più democraticamente il Parlamento e sarà subito seguita da una nuova legge elettorale, speriamo più democratica del pastrocchio Renzi-Salvini-Berlusconi fatto solo con lo scopo di bloccare il M5S e che ha portato allo scandalo delle coalizioni, e speriamo che non annulli, come il Rosatellum, sia la democrazia che la rappresentanza e faccia una riscrizione delle circoscrizioni e anche delle Regioni perché non ha senso, per esempio, che esistano Regioni come la Val d’Aosta che è poco più di 3.000 kmq o come il Molise che ha 300.000 abitanti, come Catania. Allo stesso modo dovrebbero essere accorpati i Comuni italiani che hanno meno di 1500 abitanti (solo 1953 Comuni ne hanno meno di 1.000).
    La spinta di tutti i Paesi europei è verso lo snellimento dei rispettivi Parlamenti, visto che gran parte delle leggi ormai non si fa più in Parlamento ma si fa altrove. Ma questa riduzione è solo il primo passo per modernizzare il Paese e renderlo più agile e efficiente e meno impastoiato nelle mangiatoie politiche. Mentre voi che votate NO siete solo dei dinosauri attaccati ai vecchi privilegi che difendete con la reazione più retriva attaccandovi al niente, state bene così nelle vostre stalle e nelle vostre protezioni medievali e non vorreste cambiare niente.
    L’Italia batte il record di avere un milione e 300.000 politici, famosi per essere i più numerosi, i più corrotti e i più pagati d’Europa. Ognuno non ha solo uno stipendio ma ha una pensione, vorrebbe avere un vitalizio, sperpera soldi in portaborse, autisti, benefit, indennità, privilegi, note spese, clienti, lobby e furti vari, per cui costa allo Stato molto di più di mezzo miliardo per legislatura. Ma questo è ancora il meno. Il peggio è che ognuno di loro è centro di una fitta rete di interessi, di traffici illegali, di mazzette, di favori… e sfoltire questa vasta selva di zavorra che grava sul funzionamento dello Stato dovrebbe essere il dovere di ogni buon cittadino, ma forse voi del NO coi vostri falsi motivi siete servi, non cittadini.

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  2. LE FALSITA’ DI CHI VOTA NO- Viviana Vivarelli
    Hanno truffato sulle cifre mettendo a confronto anche organi istituzionali di altri Paesi che non escono dagli elettori come la camera dei Lord inglese che è a diritto ereditario, ma gli va buca. Il Parlamento italiano è e resta uno dei più numerosi del mondo. E ora siamo in un’era in cui il Parlamento non è l’unico soggetto che fa le leggi. Le leggi le fanno le Regioni, come i consigli comunali, come l’Europa come gli organismi sovranazionali, le leggi le fanno addirittura le banche come la Goldman Sachs o le fa il Fondo Monetario o l’organizzazione mondiale del Commercio o i patti tra Stati come quello che regola i naufraghi e le leggi del mare, per cui la funzione legislativa del Parlamento è abbastanza svuotata, e spesso le leggi non le fa l’intero parlamento ma le commissioni parlamentari formate da pochissime persone o si fanno per decreto del Governo. Per cui l’attività legislativa del Parlamento si è alquanto svuotata e non c’è nessuna necessità di avere tanti parlamentari. In quanto alla funzione rappresentativa della popolazione, ma quando mai questa è stata espletata? I partiti nominano loro i candidati senza nessun rispetto della democrazie. Gli eletti spesso non conoscono nemmeno il territorio in cui vengono candidati (come la Boschi a Bolzano), come potrebbero rappresentarlo? I parlamentari non hanno contatti con i loro elettori e quando ne hanno è per averne delle mazzette, Sarebbe questa la democrazia? Infine avere tanti parlamentari, con la corruzione corrente, è solo avere tante mangiatoie da soddisfare. Un parlamento più snello potrebbe essere più efficace e metterci meno tempo nel fare le leggi, potrebbe essere più funzionale e si adeguerebbe meglio alle esigenze di una Europa dove è presente in tutti i Paesi una esigenza di snellimento istituzionale.

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  3. I tacchini si rifiutano di festeggiare il Natale!
    Non c’è nulla di strano o di scandaloso in questo: puro e semplice istinto di sopravvivenza.
    Ciò che invece è anomalo è l’appoggio dato ai tacchini da chi avrebbe tutto l’interesse e la
    convenienza ad arrostirli con contorno di patate.
    Il 21 Settembre si saprà se la maggioranza degli italiani (che fessi non sono) preferirà una
    porzione di tacchino arrosto o si accontenterà del solito cetriolo.

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  4. Quando uno vota una cosa e accampa motivazioni senza senso come che un numero altro di parlamentari oggi allontanerebbe il fascismo, dargli di scemo affettuosamente è proprio il minimo che si possa fare. Io direi piuttosto che è fascista il modo con cui i candidati sono scelti solo dai capi partito con liste blindate impedendo ai cittadini di scegliere i candidati che vogliono. Che è fascista il modo con cui è stato fatto il Rosatellum da Renzi-Salvini e Berlusconi solo per bloccare il primo partito d’Italia, il M5S, e impedirgli di governare con un premio di maggioranza avendo il 33 % quando Bersani col premio di maggioranza ha governato col 23%. Che è fascista fare un Rosatellum che ti obbliga a coalizzarti col tuo peggior nemico. Che è fascista il modo che hanno certi partiti di avere voti scendendo a patti con le tre mafie. Che è fascista la Casellati quando riprisitina i vitalizi tolti dalla legge del Governo. Che è fascista Renzi quando tenta uno stupro della Costituzione accentrando tutti i poteri nel capo del Governo o eliminando l’art. 18 e lo statuto dei lavoratori o tentando di annullare lo stato sociale. Che è fascista Bonomi di Confindustria quando chiede di poter pagare i dipendenti quanto gli pare e licenziarli quando gli pare. Ci sono molte cose che definirei fasciste, ma il taglio dei parlamentari auspicato da tutta Europa proprio no e rivendico il diritto di dare di scemo a chi afferma certe assurdità. Ma se scemo non va bene, posso dire altre cose come colluso, servo, cliente della Casta o profittatore.

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  5. …scusate la mia enorme ignoranza, a che serve tutto ciò..??
    La mia impressione è che questa manovra di snellimento sia solo una presa per i fondelli… si dimentica l’esercito di segretari, sotto segretari, portaborse, eunuchi e leccapiedi sempre mantenuti a nostre spese, senza parlare dell’abominio dei Senatori A VITA… che vanno aboliti assolutamente… Inoltre andava messo al voto popolare un limite a quanto percepiscono questi nobiluomini, che è superiore oltre dieci volte uno stipendio medio… per chi lo ha avviamento uno stipendio… decidendo noi quanto dargli.
    Adesso ci stava bene una bestemmia…

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    • Ma da qualcosa bisogna pure iniziare. E poi, riducendo i parlamentari, automaticamente si dovrebbero ridurre segreterie, portaborse, appunto, “clientes” di varia natura , spese per giornali, personale del Parlamento, affitti di uffici e varie….questo sempre che la burocrazia non riesca a mantenere le antiche posizioni, il che non è da escludere. Comunque, nella Finanziaria di riferimento dovrebbe vedersi una congrua riduzione dell’assegnazione a camera e senato, non solo per gli stipendi in meno. Il risparmio dovrebbe essere almeno il doppio.

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  6. Ma al Senato i pannoloni senatori a vita non appena sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica saranno l’8%!
    Napolitano e Monti e tutti che votarono fiscale compact pareggio bilancio ecc.
    BISOGNA PRIMA ABOLIRLI!

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  7. Stavo ascoltando l’esposizione delle ragioni del sì e del no, da esponenti di 5Stelle e crikka altra indefinita.
    L’esponente del 5stelle, pur con la sua evidente difficoltà come oratore, ha esposto una quantità di ragioni, tutte supportate da validi motivi (evito ripetizioni). L’esponente “altro” (chi rappresentasse come forza politica non era comprensibile) ha riassunto le sue ragioni con la domanda: “volete ridurre i vostri rappresentanti?”…
    Nostri rappresentanti?? Da quando??
    Non fossi stato già convinto, ecco, mi avrebbe convinto lei.

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