
(estr. di Daniela Ranieri – ilfattoquotidiano.it) – […] Giorgia Meloni, leggiamo su Rep, martedì ha “iniziato il Vinitaly tour infilandosi nel gigantesco tunnel-bottiglia rosso allestito dal ministero delle Politiche agricole (quando uno ha gusto e non è per niente kitsch, ndr): all’interno della galleria sono esposte sei statue provenienti dalle Gallerie degli Uffizi che rimandano all’immaginario di Dioniso e al corteo dionisiaco. Lollobrigida e Mazzi ‘raccontano’ a Meloni i ‘componenti’ del corteo dionisiaco: le Menadi, i Satiri, Sileno, le Horae (personificazioni delle stagioni, ndr), Appello (in realtà Ampelo, giovane satiro amato da Dioniso, ndr)”. Mazzi è il nuovo ministro del Turismo e, considerando che prende il posto di Santanchè, può solo elevare la carica (intanto ha già detto “Le cantine diventano luoghi di benessere”: Nordio potrà confermare).
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Ma noi friggiamo al pensiero di come possa aver illustrato il corteo dionisiaco il sapiente ministro Lollobrigida, uno per il quale, ricordiamolo, Gesù compì il miracolo della “moltiplicazione del vino” (da millilitri a ettolitri, si suppone) e l’acqua può mandarti in ospedale quanto e più del vino (i nosocomi sono pieni di affogati da Ferrarelle, infatti, e Lollo sa di gente finita in coma per aver bevuto 36 litri di acqua in due minuti, per dire). Soprattutto, chissà come Lollo avrà raccontato l’amore folle tra Dioniso e Ampelo. […] Il mito dice che il giovane aveva messo le redini a un toro, l’unico animale da cui Dioniso gli aveva raccomandato di guardarsi, e lo montava con spavalderia, quando la madre Selene, irritata dalla hybris (tracotanza) di Ampelo, ordinò a un tafano di pungere il toro, che si imbizzarrì e trafisse il giovane con un corno. Dioniso, trovandolo a terra insanguinato, pianse, lui che era il dio della danza e dell’ebbrezza, e cosparse di ambrosia il corpo amato. Atropo, una delle Moire, impietosita, trasformò il corpo di Ampelo in una vite (àmpelos significa “cespo di vite”). Appena l’uva nata dal corpo di Ampelo fu matura, Dioniso ne raccolse i grappoli, li strizzò e poi si leccò dita macchiate, pensando al colore rosato della pelle del giovane, identico a quello del succo appena sgorgato. Che zozzoni, questi greci. Vedi tante volte a rivangare “le nostre radici”: si scopre che “il sangue di Cristo” è stato prima il sangue di un giovane gay.
L’errore imperdonabile che fanno in questa grande manifestazione è che li fanno bere a questi ministri 🤔
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