Meloni prova a riposizionarsi dopo aver assecondato le folli scelte di Trump e i silenzi di fronte agli atti criminali di Netanyahu

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Una batosta dietro l’altra. Dalla débâcle referendaria in poi a Giorgia Meloni non ne è andata più una per il verso giusto. La Guerra del Golfo scatenata da Usa e Israele a ridosso della consultazione – “Non condanno né condivido”, si era barcamenata la premier per non prendere posizione – che ha fatto esplodere i prezzi dei carburanti; il deferimento dell’Italia all’Assemblea degli stati membri dalla Corte penale internazionale per il caso Almasri.
Il niet di Bruxelles alla richiesta di allentare i vincoli del Patto di Stabilità Ue – firmato senza colpo ferire dal governo italiano – per fronteggiare la crisi e, soprattutto, l’ultimo anno di legislatura prima delle prossime Politiche; la sconfitta dell’alleato Viktor Orbán in Ungheria, pietra miliare del sovranismo europeo; l’attacco senza precedenti di Trump a Papa Leone XIV che l’ha costretta, con mezza giornata di ritardo, a prendere le distanze (parole “inaccettabili”) dall’idolo che sognava di emulare – al punto da candidarlo perfino al Nobel per la pace – di fronte all’ondata di indignazione internazionale che ha travolto il presidente Usa.
Lo stesso Trump che ieri non ha perso tempo a scaricarla: “È lei che è inaccettabile”, ha detto il tycoon in un’intervista telefonica al Corriere della Sera all’indomani della presa di posizione della premier italiana in difesa del Pontefice. Poco prima, era stata proprio Meloni a far sapere che “il governo ha deciso di sospendere” – solo con tre anni di ritardo – “il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Meglio tardi che mai, certo, almeno per la credibilità (e la dignità) dell’Italia nel mondo, pesantemente compromessa (e isolata) dalla sconsiderata azione dell’esecutivo.
Ma forse troppo tardi per quella della presidente del Consiglio e del suo governo. Che, nel tentativo di riposizionarsi per far dimenticare la sua totale sudditanza verso le folli scelte di Trump e gli incomprensibili silenzi di fronte agli atti criminali di Netanyahu, ha certificato il fallimento della politica estera del suo governo. La pacchia (e la farsa) per Giorgia stavolta pare sia finita davvero. Resta solo da calcolare l’entità dei danni arrecati all’Italia.
La retromarcia su Roma
(Di Marco Travaglio) – La brusca fine della lunga luna di miele con gl’italiani (e persino con Trump) dovrebbe indurre Giorgia Meloni, impegnata nella precipitosa retromarcia su tutto, a ripercorrere questi tre anni e mezzo di occasioni mancate. Per assecondare i poteri marci nominò alla Giustizia Nordio, quintessenza del berlusconismo impunitario, estraneo alla destra legalitaria cui dice di ispirarsi, col risultato di sputtanarsi sull’abuso d’ufficio, il preavviso di arresto, lo sfascio definitivo dei processi e infine di andare a sbattere al referendum sui magistrati. Per non fare la fine del Conte-2 si consegnò mani e piedi agli Usa, prima con Biden e poi con Trump, ribaltando l’antiamericanismo del suo mondo, sposando il bellicismo russofobo e inseguendo la follia della vittoria ucraina contro ogni evidenza, per poi trovarsi spiazzata quando Trump fece l’unica cosa giusta oltre alla mezza tregua a Gaza: i negoziati per una pace di compromesso fra Mosca e Kiev, sabotati dall’Ue e anche dall’Italia, che invece si genuflesse agli Usa quando meno le conveniva (5% del Pil alla Nato, acquisti di Gnl a prezzi quadrupli e di armi da regalare a Kiev). Per coprirsi le spalle con l’establishment Ue entrò nella commissione Ursula con popolari, socialisti e liberali, precludendosi ogni margine di manovra contro i piani di riarmo, i patti di austerità, l’accordo capestro sui dazi al 15%, le folli rinunce al gas russo, ad altri mercati in espansione, tipo Cina e Brics, e ad alleanze nell’unico bacino d’interesse nazionale: non l’Est Europa, ma il Mediterraneo.
Per tenersi buoni i figli di B. e le loro tv ha perpetuato il loro indecente conflitto d’interessi su FI e sul governo rimangiandosi la tassa sugli extraprofitti per non disturbare Mediolanum; e ora si ritrova Marina e Pier Silvio più forti e arroganti che mai grazie al loro diritto di veto. Per non “darla vinta” a magistrati e opposizioni s’è tenuta la Santanchè e altri impresentabili, salvo poi scaricarli fuori tempo massimo dopo il referendum perduto, nobilitando vieppiù il No alla schiforma. Per lisciarsi la lobby israeliana ha sempre evitato sanzioni a Tel Aviv contro lo sterminio di Gaza e persino dopo i vari attacchi ai caschi blu italiani in Libano e ora sospende il rinnovo dell’accordo militare quando la mossa appare ormai tardiva, insufficiente e strumentale. Per inseguire l’illusorio ruolo di “ponte” Usa-Ue le ha date tutte vinte a Trump, avallando la piratesca operazione Venezuela ed evitando di dissociarsi dall’aggressione all’Iran con la frase pilatesca “non condanno e non condivido”, salvo poi scoprire che quello non ammette posizioni mediane: solo servi o nemici. Infatti ora l’ha scaricata brutalmente non appena lei gli ha detto quel che si merita sulla scomunica al Papa. Ma pensarci prima?
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“L’autocoscienza è in sé e per sé solo quando e in quanto è in sé e per sé per un’altra autocoscienza, cioè solo in quanto è qualcosa di riconosciuto”
Chi nasce servo “sottocane”(underdog) non può diventare padrone se non si riscatta
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Ma un dubbio non viene spontaneo, senza fare tanti giri di parole: che da trent’anni la Meloni sia davvero scarsa come politico e ancora di più da PdC e che sia solo il solito prodotto mediatico tenuto in vita dai soliti poteri marci italioti?
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mai stato un dubbio, ma una certezza
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Se a galleggiare, come la stronxa che ha autodichiarato di essere, ci ha rimesso o perso è una questione che va calcolata tenendo conto anche dei suoi conti bancari.
Politicamente e umanamente è finita, come già salvini e renzi, dalle stalle alle stelle alle stalle definitivamente, ma si è fatta la villa.
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Per fortuna una speranza esiste ed è solida: dall’ altra parte c’è “una opposizione che si oppone”, provvista di una comunione di intenti su tutti i temi centrali che l’ ottimo MT ha messo in risalto nell’ editoriale; appena smettono di tirarsi calci sugli stinchi per stabilire il metodo di selezione del capocordata saranno tra noi per deliziarci con la loro rassicurante presenza. Evvai! 💪
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