Un Ponte a 5 stelle

(Tommaso Merlo) – La corsa per accaparrarsi i meriti del Ponte è iniziata da mo’. Ma se era per i vecchi partiti il Ponte di Genova lo avrebbero ricostruito i Benetton che all’inaugurazione si sarebbero seduti in prima fila col doppiopetto di sartoria e un ghigno in faccia. Pregustando i mega profitti e il pugno di mosche dei processi a loro carico. Andazzo italiano. Inconcludenti calvari giudiziari coi parenti delle vittime fuori dal tribunale con dei cartelli in mano e gli automobilisti a farsi spennare su una rete fatiscente. Come nulla fosse. In attesa del crollo successivo. Il solito andazzo. Delle stragi impunite. Della legge del più forte che coincide col più ricco. Ed invece questa volta è andata diversamente. Eccome se lo è. Il Ponte di Genova crollò a pochi mesi dal 4 marzo, una tornata elettorale anomala che portò alla nascita di un governo che Conte definì “populista” ma in senso buono e cioè al servizio del popolo dopo decenni in cui la politica s’inginocchiava davanti a potentati di ogni risma. Sembrava l’inizio di un nuovo paradigma. Un entusiasmo e una voglia di cambiamento che crollato il Ponte determinò un fatto storico. Il governo si schierò subito e con forza dalla parte dei cittadini. Ma non a chiacchiere. A fatti. Invece di nascondersi dietro al peloso garantismo, la politica si assunse le sue responsabilità. Escludendo i Benetton dalla ricostruzione e avviando la procedura per la revoca delle concessioni. Fu la determinazione del Movimento a portare al Modello Genova nonostante resistenze e allarmismi dei soliti uccellacci del malaugurio. Che perfino la Lega fosse dalla parte dei Benetton lo si è scoperto solo dopo. Non hanno mai avuto il coraggio di ammetterlo apertamente per paura di perdere voti. I cittadini avevano del resto innalzato il Ponte a simbolo del nuovo corso politico ignorando le ambizioni dell’ego selvatico di Salvini che un anno dopo mandò tutto all’aria. Un voltafaccia che riapriva le porte ai Benetton. Ma Salvini è solo un membro della foltissima tribù dei voltagabbana che scorrazzano per il Belpaese. E così quello che rimane della fu sinistra si decise a sporcarsi le mani con quegli impestati del Movimento facendo nascere un nuovo governo. Una fu sinistra che nel sottobosco lobbistico ci ha sguazzato per decenni collezionando perle preziose proprio come quella di regale le autostrade ai Benetton. Cambia comunque trama. Il coriaceo ministro Toninelli viene messo alla porta ed iniziano mesi di silenzi tombali e ritardi giurassici intorno alla bega autostradale. I corvacci del malaugurio gracchiano di goduria prefigurando l’ennesima sconfitta degli impestati a 5 stelle. Una seconda TAV e un pronto ritorno agli splendori del vecchio regime partitocratico. Melina, veti incrociati, perverso retroscemismo. Ma la fu sinistra è troppo molle. Col 4 marzo ha rischiato l’estinzione e non può permettersi di buttar via un’insperata opportunità di riscatto. A mettere fine al calvario ci pensa Giuseppe Conte salendo in cattedra e siglando un clamoroso e storico accordo. Le autostrade ritornano ai loro legittimi proprietari e cioè ai cittadini italiani in attesa che i responsabili del crollo paghino fino all’ultimo centesimo di responsabilità. Una vittoria dei cittadini, una vittoria della politica, una vittoria dello Stato e dell’interesse pubblico su quello privato, ma anche una innegabile vittoria degli impestati del Movimento. Una vittoria da ricordare. Con tutti i media e i soldi dalla sua parte, il vecchio regime partitocratico potrebbe riuscire a tornare in sella prima o poi. Ma comunque vada a finire, il Ponte a 5 stelle di Genova rimarrà lì, in piedi. A ricordare a tutti quanto sia dura la battaglia per il cambiamento, ma quanto alla fine valga la pena combatterla anche in un paese martoriato come il nostro.

5 replies

  1. La cosiddetta gente, quando aprira’ gli occhi,per informare il NEURONE. Ministro D. Toninelli,bravo! (I congiuntivi,pure importanti,sono forma.Il resto e’sostanza.)

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    • Non è affatto così; repetita: l’italiano non è l’italiano, ma il saper ragionare! Se tu incarti una bella merda fumante con una bel pacchetto regalo, c’è il rischio che qualcuno si faccia male.
      Se incarti un diamante da 300 carati con la carta igienica, c’è il rischio che non se lo caghi (per restare in tema…) nessuno!

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  2. Stamattina in radio era tutto UN “fatti più in là” IL MERITO E’ MIO. Addirittura la Lega con il condannato Rixi si è approppriato del ponte per non parlare dell’ex candidata ex PD della regione Paita che parlava del merito di ItaliaShock. Nessuno degli interlocutori gli corretti ed ha parlato del linciaggio dell’unico che si è sempre battuto per il Ponte, ed a causa proprio della sua tenacia è stato estromesso dal ministero Danilo Toninelli. Ora invece abbiamo finalmente una Ministra estremamente competente.

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  3. ma quando la si smette di “orientare” le tifoserie…?
    che necessità v’é?
    forse quella di riportare il paese nel nefasto ventennio… come sta avvenedo un ungheria, in georiga, in polonia e altre realtà imbibite di (neo)naziliberismo…?
    il ponte “san giorio” (che col suo stemma a forma di croce rossa su fondo bianco ricorda lo sconcio scudocrociato…), dopo l’inaugurazione, sarà (ri)consegnato ai corresponsabili del crollo del morandi. una vergogna che rimmarrà indelebile negli occhi dei genovesi, superstiti e dei parenti delle vittime.
    e, come se non bastasse, come ha detto dott. Paolo Maddalena, per bene che vada, se vero che si toglierà l’osso ai benetton, si passerà dalla gestione spa di aspi, a scopo di lucro per arricchire i ricchi, a un’altra spa sempre a scopo di lucro per continuare ad arricchire i ricchi… a nocumento degli italiani onesti…!!!

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