Nell’isola che il tycoon vuole acquisire a tutti i costi, la compagnia petrolifera avrebbe dovuto avviare le perforazioni, ma non aveva i permessi necessari

Groenlandia, stop alle trivelle Usa: fermata la società legata a Trump

(di Massimo Basile – repubblica.it) – NEW YORK – La Groenlandia ha bloccato, per ora, il piano di una compagnia petrolifera americana legata a Donald Trump di avviare le perforazioni alla ricerca di petrolio nel bacino di Jameson Land, sulla costa orientale. Il motivo: non aveva tutti i permessi. La storia conferma come l’isola di ghiaccio sia diventata l’epicentro di tre forze: Trump, il business delle risorse naturali e la nuova corsa geopolitica dell’Artico. Ma rivela anche il contrasto tra la grande ambizione del presidente e la goffaggine quasi provinciale dell’operazione condotta dai suoi amici: una società americana di esplorazione petrolifera e di gas quotata al Nasdaq, la Greenland Energy Co., è arrivata in Groenlandia con 60 milioni di dollari di attrezzature per scoprire che un partner, White Flame Energy, non aveva tutti i permessi. Il progetto è stato rinviato all’inverno del 2027.

La retorica trumpiana della conquista dell’Artico può attendere, ma non è detto: essendo in gioco gli interessi di donatori alla sua campagna, Trump potrebbe intensificare la pressione per acquisire l’isola.

«Operare nell’Artico richiede pazienza e flessibilità. Useremo questo tempo per perfezionare i nostri piani e rafforzare i rapporti con le comunità locali», ha dichiarato Robert Price, amministratore delegato di Greenland Energy.

Le licenze di esplorazioni, in possesso di White Flame Energy, – che fa parte del gruppo britannico “80 Mile” – erano state concesse prima che la Groenlandia interrompesse, nel 2021, il rilascio di nuove autorizzazioni, citando il peggioramento della crisi climatica, proprio quella che Trump e i suoi amici petrolieri hanno definito «una bufala».

Dopo lo stop alle operazioni, le azioni di Greenland Energy hanno perso mercoledì oltre il 44 per cento a Wall Street. Nel frattempo sono emersi vari legami con Trump. Carol Craig, membro del board della compagnia, ha fondato una società di tecnologia militare coinvolta in appalti del Pentagono per la realizzazione della Golden Dome, il progetto trumpiano di difesa antimissilistica. E produrrà un documentario con “Dr Phil”, Phil McGraw, un personaggio televisivo che ha fatto campagna per il tycoon.

Greenland Energy, nata a marzo, sostiene di voler sfruttare soltanto il potenziale petrolifero inesplorato del bacino di Jameson Land, un’area di oltre 8 mila chilometri quadrati grande quasi quanto l’Umbria. Ufficialmente l’operazione non è considerata una mossa per fare da apripista all’invasione trumpiana. Ma intanto la Groenlandia ha voluto riaffermare un principio: sulla sua terra comanda chi ci vive.