Ci risiamo: Salis pompata da giornaloni e apparatčik. Italia viva: “Nome forte”. Bettini fonda “Forza silvia”

Ci risiamo: Salis pompata da giornaloni e apparatčik

(di Wanda Marra – ilfattoquotidiano.it) – Un manifesto. Anzi no, un desiderio, una premonizione, se non proprio un annuncio. Con chiunque parli, Silvia Salis sostiene di non voler fare le primarie e di essere disponibile solo a candidarsi premier, senza passare per il via. Dopo pellegrinaggio e acclamazione collettiva, da posizione resa nota ormai mesi fa. Eppure a leggere le parole che lei stessa scrive nella premessa al suo libro, in uscita a ottobre, la tentazione di correre comunque, anche semplicemente per la paura che il treno passi per sempre, appare evidente: “Questo libro nasce per raccontare il giorno in cui non ti domandi più dove stai andando, ma ci vai e basta, perché il domani non aspetta, arriva, ti guarda in faccia e ti giudica. E il domani, l’ho imparato bene ormai, comincia sempre oggi”. Pure il titolo è in linea, con questo tipo di riflessioni: È già domani.

Di certo, in molti lo vorrebbero che fosse già domani. Un domani senza né Giuseppe Conte, né Elly Schlein, entrambi poco graditi all’ establishment. Che continua a cercare di trovare un’alternativa, tra consigli, altolà e diktat vari. E così in questi ultimi giorni, sui media è tornata la voglia di Salis. Solo ieri il Foglio ospitava una lunga intervista a Goffredo Bettini, che ne auspicava la discesa in campo addirittura per mettersi alla testa di un partito nuovo, una sorta di “Forza Salis”. E il Corriere interpella Matteo Renzi per fargli dire che “Salis è un nome forte”.

Corsi e ricorsi alla cui base c’è soprattutto una speranza, se non un’aspettativa: che il leader dei Cinque Stelle e la segretaria del Pd si decidano a fare un passo indietro e a mettersi d’accordo su un nome terzo, che eviti i gazebo. Cosa rispetto alla quale entrambi finora hanno fatto muro.

È soprattutto nel Pd che tale scenario viene evocato più spesso. Tanto è vero che pezzi di partito sarebbero effettivamente già pronti a convergere sulla sindaca. Franceschini continua il suo lavorio ai fianchi dei due leader per evitare che le primarie si trasformino in una resa dei conti che porta alla sconfitta elettorale del centrosinistra (o a un pessimo risultato per Schlein, che significherebbe la deflagrazione del partito). In questi giorni, è lui che parla con Conte per portarlo alla convention del Correntone a Montepulciano a ottobre. È sempre stato lui il primo a sondare la disponibilità di Salis a fare le primarie. E poi, c’è Bettini, che – notoriamente – è il più contiano dei dem. E in questa luce, il suo appello via Foglio va letto in una luce diversa. Come una sorta di canto delle sirene, attraverso il quale invita Salis a mettersi in gioco: perché la convinzione comune è che toglierà voti a Schlein e dunque porterà Conte alla vittoria. Una rete nella quale l’interessata non vuol farsi attirare. Così come diffida degli endorsement di Matteo Renzi, da sempre considerati controproducenti: tanto che i suoi raccontano che i due si sentono pochissimo.

I giochi però si mescolano e si infittiscono. In attesa che Conte e Schlein trovino un accordo. Mentre Salis, comunque, si prepara.