Aspettando gli aiuti di Paragone

GIANLUIGI PARAGONE SENATORE

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Tra i fenomeni da circo della politica italiana quest’estate va di moda il numero della testa nella bocca del leone. La capoccia ovviamente non è quella di Lorsignori ma la nostra, che secondo mezzo Pd e i soliti Renzi, Calenda e Berlusconi (sempre più anime di uno stesso partito) dovremmo  infilare nella tagliola del Mes, cioè i prestiti europei che se non restituiti sono riscossi con proverbiale gentilezza dalla Troika. Mentre il Presidente del Consiglio Conte si fa il mazzo per convincere il Consiglio d’Europa che il Recovery Fund è fondamentale e urgente per non far saltare il Paese, qui gli remiamo contro facendo intendere che mezzo Parlamento per il momento si accontenterebbe pure del Mes. Il nostro arcinemico nel vertice sui fondi Ue, l’olandese Rutte, ringrazia.

Chi batte tutti per tempismo è però l’ex giornalista Paragone, un miracolato dai Cinque Stelle che l’hanno fatto eleggere senatore, e dal cui gruppo si è allontanato quasi subito, prima di essere formalmente espulso, casualmente dopo non aver ottenuto la presidenza della Commissione parlamentare sulle banche. Paragone da qualche giorno girovaga per Londra, dove è riuscito ad incontrare il leader della Brexit, Nigel Farage, con cui si sarebbe messo d’accordo per lanciare l’Italexit, cioè l’uscita dell’Italia dall’Unione europea. Cosa non si fa, d’altronde, per salvare la cadrega, in questo caso raccogliendo un po’ di voti da portare nella Lega, tanto Salvini sull’Europa dice peste e corna ma poi il coraggio di dire ai suoi amici imprenditori del Nord che vuole trascinarci fuori dall’Unione (e dall’euro) non ce l’ha. Mentre La Notizia va in stampa non si sa ancora come finisce il vertice Ue. La resistenza dei Paesi meno solidali, Olanda in testa, è stata strenua e in altri tempi l’Italia sarebbe rimasta a bocca asciutta. Stavolta, invece, grazie a un lavoro diplomatico certosino, pare che Conte riesca a strappare 200 miliardi tra prestiti e aiuti a fondo perduto. Aspettiamo che Paragone e Farage (quello che non voleva tirar fuori un soldo di Londra) ce ne diano di più.

7 replies

  1. E’ solo un morto di fama, un incapace che cerca di speculare sul malcontento per ritagliarsi il posto al sole con cui vivere agiatamente di rendita.
    La prova del nove la vedremo in qualche prossimo appuntamento elettorale in cui farà da spalla all’ubriacone padano.
    D’altronde è stato pur sempre il direttore, MANTENUTO CON LE TASSE DEGLI ITALIANI ONESTI, Di quella carta da Q.lo che era la padania.
    Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano, amori indivisibili, indissolubili, inseparabili.

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      • Già, dici bene. Ci ha fregato bene bene tutti quanti, a “La Gabbia” dove alla fine lo si ammirava e si pensava che fosse una persona con le palle cubiche di tungsteno, e invece… 🤦🏼‍♂️

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