Per non fermarsi col rosso passano col verde

(Marcello Veneziani) – Dopo le Sardine verranno le Zucchine. La sinistra cerca un nuovo travestimento per le competizioni elettorali e si converte alla Verdura perché tira, dopo il Covid, Greta e l’amazzonico Bergoglio. Vede che in molte parti d’Europa, dalla Spagna alla Francia, dalla Germania al Nord Europa, il consenso perduto nelle competizioni coi populisti, può essere arginato fabbricandosi un populismo eco-compatibile, manipolabile, suggestivo. E così il verde diventa l’ausiliario per le battaglie politico-elettorali, il vaccino populista per battere i populismi sovranisti. Lo hanno capito perfino i due Bismarck dell’alleanza grillo-sinistra: l’esimio Fico dei 5Stelle, che come dice il suo cognome è un frutto della natura e sta appeso all’albero di Montecitorio; e l’odontotecnico che guida il Pd, Nicola Zingaretti che per darsi un ruolo oltre quello di filo interdentale della coalizione, si è accorto che per curare gli ascessi politici funzionano bene gli impacchi di verdura cotta sulle gengive arrossate. Entrambi hanno così, in una corrispondenza di amorosi sensi che però apre anche una concorrenza di spietati sensi, esortato all’unisono a buttarsi sul Verde. Tra poco vedrete che anche Conte, in uno dei suoi travestimenti, si trasformerà nel Conte Verde, scriverà nel suo curriculum di avere un passato di verdura, indirà gli Stati Vegetali e farà spuntare dal taschino una foglia di lattuga per dimostrare la sua conversione verde. Intorno voleranno finocchi e cetrioli.

I verdi furono negli anni Settanta la risposta alla crisi energetica, al modello di sviluppo industrialista e all’inquinamento. Ci furono esperienze importanti intorno ai Grunen, sorti dal ’68, superando le ideologie storiciste. Da noi un verde che merita di essere ricordato fu Alex Langer, morto prematuramente; interessanti furono i movimenti comunitari verdi, come quello toscano con Giannozzo Pucci. Nell’ambientalismo diventato giardino pubblico della sinistra radicale e nell’ecologismo che è invece la ruota di scorta e la copertura verde del capitalismo global-progressista (magari in funzione antiTrump), la parola Natura scompare: natura evoca madre natura, il diritto naturale, l’ordine naturale, la gravidanza, la vita secondo natura. Meglio usare un’espressione neutra, paradossalmente asettica, plastificata, come Ambiente, che può funzionare in tutti i campi e in tutti i sensi. Così l’ecologia diventa un ramo fiorito dell’ideologia e la parola ambiente indica tutto, persino l’ambiente di lavoro, le fabbriche e ambienti in cui di natura non c’è neanche l’ombra.

La forza dei movimenti verdi è invece nella loro autonomia dalle categorie politiche del Novecento, dalla storia ideologica e dallo schema progressista. Curioso osservare che il fenomeno dei Verdi attecchisce in modo particolare in Germania, dove il primo ministro ecologista fu durante il nazismo, si chiamava Walter Darrè (Hitler era un ecologista rispetto a Lenin, Stalin e Roosevelt…).

In realtà l’ecologia è nata conservatrice, patriottica e rurale, mentre le sinistre erano per definizione industrialiste, urbane, internazionaliste e operaiste. Solo con i figli dei fiori si aprì una breccia naturalistica che germogliò poi tra i contestatori innamorati di società preindustriali (la Cina, il Vietnam, il Terzo Mondo). I primi ecologisti della modernità furono i nazionalconservatori noti come Wandervogel, Uccelli migratori. E in Italia le prime leggi a tutela dell’ambiente le fece il fascismo con Giuseppe Bottai.

Alla fine degli anni Settanta sorsero movimenti ecologisti anche a destra, soprattutto in ambiente rautiano. Alcune tematiche dell’ambiente degradato incontrano naturaliter la sensibilità di un conservatore, di un patriota, di un cattolico e di un tradizionalista: il rispetto per il creato e per la natura, l’evocazione del mondo incontaminato e genuino di una volta, l’amore per le cose sane e antiche, i borghi d’origine e le tracce del passato, la predilezione per l’agricoltura, per i prodotti chilometro zero e per le attività legate alla natura, il legame con la terra e con le radici, il senso del limite e il realismo. E in negativo la critica alle metropoli invivibili, al progresso senza freni; il rifiuto di cibi manipolati o geneticamente manipolati, il rifiuto dell’inquinamento acustico, l’aria inquinata, il mare sporco, la terra desertificata.

Si sa poi che i cittadini a maggior contatto con la natura (dagli agricoltori agli allevatori e ai cacciatori) hanno tradizionalmente espresso preferenze politiche non certo progressiste. Perché regalare la sensibilità verde al grillo-sinistrismo che la usa come foglia di fico e tisana per far digerire bocconi inquinanti della società euro-global? In passato si sono già rubati le querce, gli ulivi, i cespugli e le margherite, perché regalare loro l’intera natura?

In difesa della natura, del paesaggio e dell’ambiente hanno scritto diversi autori tra la nuova destra e il pensiero conservatore, da Alain de Benoist a Roger Scruton. Un giovane editore, Francesco Giubilei, ha pubblicato ora un libro Conservare la natura, cercando di riscoprire il legame tra pensiero conservatore e difesa della natura. Trent’anni fa scrissi sui “verdi sentieri dell’ecologia” in Processo all’Occidente (1990), sostenendo la necessità di un’alleanza trasversale e comunitaria alternativa alla società global che si profilava.

Insomma, il tema verde è molto più serio e profondo di un travestimento elettorale o di una battaglia anti-Trump; e non appartiene certo a una cultura progressista e mao-capitalista. Ma va praticato con realismo, con amore della natura e delle sue leggi, in armonia e non in conflitto con la civiltà e con l’umanesimo. E ricordate: l’amore per la natura è incompatibile con chi vuole modificare geneticamente la natura umana.

La Verità 1° luglio 2020

39 replies

  1. In Europa sta funzionando. Di sicuro funzionerà anche qui.
    Visto che il Movimento probabilmente è bruciato (o magari solo molto ridotto), la “cosa” (i comunisti mascherati) si sta intrufolando nei nuovi movimenti dissidenti, nascosti da cespuglietti di verde ambientalismo e diritti civili (leggi privilegi delle minoranze).
    E tutto, per scongiurare che i voti della gente incazzata e schifata, finiscano ai sovranisti veri e ai difensori della maggioranza.
    Proprio ora che la vittoria delle minoranze (leggi èlite) è così vicina!
    Non fosse mai che in Parlamento ci finisca gente con le idee ben chiare.

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  2. Il sig. Marcello Veneziani è un ignorante della botanica: come per tutte le coppie albero/frutto, il primo è maschile e il secondo è femminile:
    melo (albero), mela (frutto)
    pero (albero), pera (frutto)
    ciliegio (albero), ciliegia (frutto)

    quindi
    fico (albero), fica (frutto)!

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  3. Mo’ sta’ a vedere che sono i destrorsi, da sempre attenti alla tutela e alla conservazione del suolo, contrari alle cementificazioni selvagge, amici e protettori di chi lavora la terra col sudore della propria fronte, nemici di chi inquina senza riguardo aria, acqua
    e suolo, gli unici a poter apporre il bollino verde aila loro azione politica.
    Ma dove vive Veneziani?
    Ma a chi sono rivolti ‘sti articoli fuori dal mondo e dalla storia?
    Forse solo chi le sensibilità ecologiste nemmeno sa che esistano può dar credito alla balle che scrive costui.

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  4. …”l’amazzonico Bergoglio…” Se mai c’è stata una cosa recente rivoluzionaria, che aveva anche anticipato largamente la povera Greta, stata proprio l’apertura verde del Papa. Ovviamente, ” bruciata” dai vescovi che hanno preferito continuare a parlare di aborto, divorzio, accoglienza, mentre alcuni proseguivano nel farsi gli affari propri coi soldi delle elemosine.
    In ogni caso, invito a rileggersi la ” Germania” di Tacito che spiega benissimo la frenesia verde dei popoli nordici.

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  5. Mi secca passare riassuntini di lavori che uniscono la chiarezza alla brevita, se cercate “bugie del fascismo” incappate in risultati recenti che citano Enzo Collotti, o Francesco Filippi.

    Questo per quelli che dicono “Si’, ma…”.

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  6. “l’amazzonico Bergoglio?”
    Signor Ennio Spassoso, lei che sa tutto,
    mi assale un forte dubbio, ma se dicessi
    “muort afftsciut” renderei l’idea?
    Per cortesia vorrei una risposta celere perché sono in stand by con una persona

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  7. Troppo tardi. La mia forma umana, in questo universo, e’ costretta negli angusti limiti del metabolismo, della biologia. Mi sono accuccato.

    Ma io sono terrone trans-Tirrenico, non trans-japigio, ed i versi dei girini subgarganici non accendono le mie sinapsi – o quel che ne resta – se non nelle fogge acustiche piu’ correnti. Non elicitano trascendenza, non riescono a distogliermi dalla ammaliante alchimia dei contrastanti desideri che, nati dall’unico desiderio della perfezione, si scapigliano e competono per esser primi a toccare le porte dell’eccelso: il soffritto per l’ossobuco.

    Qui, ruzzando per i Campi Elisi del pensiero, ove le idee e le azioni sono solo le anime di se’ stesse, senza tempo o spazio, condannate ad essere viste e solo viste, a mostrarsi in quanto contorni, colori, solamente vapori (ah, gli ultimi cinque minuti di Whitenail and I!), qui, con voi, ridivento umano.

    Infatti mi si e’ attaccato, ma solo un poco, devo giusto evitare la tentazione di aggiungere troppo vino.

    Unoerre, sulle strade della tua arguzia crescono i rovi, e siccome lo dissero gli Assiri tremila anni fa allora lo ripeto anche io. Il che lo rende vero, ovviamente.

    Mo’, che vuol dire “afftsciutt”?

    (per l’altra dell’ago storto sto chiedendo in giro)

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  8. «Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.»

    Dopo che mi sarò dedicato allo studio del suo
    ditoscritto (riferito al post di prima)

    Mo’. Dopo essermi dedicato allo studio del suo ditoscritto, na sudata, rispondo ai suoi quesiti.

    M.a. nell’italico numero dell’otto corrisponde al 17
    mentre per quello Partenope al 19.

    Etimologicamente e un segnale di cambiamento
    di fine di un ciclo della vita e l’inizio di un’altro.
    La forza vitale abbandona il corpo fisico, allora il corpo fisico si decompone perdendo la sua forza edificatrice, la forza vitale si dissolve e si diffonde nell’etere Cosmico, puri-Fica il corpo astrale e lo proietta verso mondi divini.

    Riguardo l’altra, lei è l’unico a indossare la cintura di sicurezza alle 14.30 del 23 luglio, mentre percorre a Napoli il tratto da via marina a via Caracciolo, in una vettura che si è scassata l’aria condizionata

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    • Perfetto! E’ tutto “non”, e cio’ comprova la necessita’ del leasing corporeo per accedere alla materialita’ del “vero o falso”. Quindi, premesso che uno piu’ sette e nove meno uno sempre otto danno, il succo del discorso e’ mera meccanica quantistica: mai nella storia della scienza (e senza avanzare pretese su quel che c’era prima, oggetto dell’antropologia), dico mai, la patente di guida e la mia persona sono mai state trovate alla conduzione di un’autovettura nello stesso momento. Quando guidavo non c’era la patente di guida e quando quella era rilevata non si trattava di me.

      Come diceva Heisenberg, i numeri non mentono: “morto che puzza” non esiste (https://www.smorfia.org/).

      Riguardo l’altra, non so come mi hai scoperto, ma ho una spegazione. A quel tempo facevo parte di un gruppo clandestino: Feticisti Napoletani Legalisti. Quel venerdi’ abbiamo speso due ore (una di guida e una per tornare a casa nel traffico) osservando, una per una in ordine alfabetico, tutte le regole che potevamo coprire in quel lasso di tempo. E’ un esercizio difficile e rischioso, che prelude al piacere finale caricando lo spirito di insospettabili energie e la mente di lancinanti consapevolezze.

      Difficile attuare le regole in fila, come stanno scritte, indipendentemente dal terreno o dagli altri automobilisti presenti sulla scena (figurati i pedoni, ma a Napoli sono abituati), e soprattutto guidare e leggere tenendo il manuale in mano. Rischioso fermarsi al rosso, rischioso dare la precedenza, e poi prima devi rubare un’automobile perche’ alla fine con tutte le botte che prendi quella vettura non sembra piu’ la stessa e figurati se uso la mia. Il piacere finale, quella volta, consistette nel registrare su cassetta tutti i telegiornali e le cronache della polizia e le interviste all’ospedale dopo quell’avventura feticista.
      E non visionarli.

      Ecco perche’ avevo la cintura. Puoi dirlo a chi ti pare, tanto non ho figli.

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  9. Difficile che i professori scendano dalle cattedre, piuttosto ci si arpionano divenendo cariatidi, alcune scelte valgono la vita, ma nessuno ha la sfera di cristallo, quali parametri per scegliere, non il caso ne la mano nel cesto ad occhi chiusi; quindi?
    Oltre a questi indovinelli vi è che le donne diventano belle con l’amore, chiuso lo scrigno e la chiave persa si va dove si può andare e si procede a passo d’uomo, cronometricamente troppo lento e troppo poco potente per questo mondo aereo.
    Così i politici e i giornalisti, i divulgatori seriali della politica italiana e non, sono arpionati al loro ruolo; il medioevo aveva di prezioso l’organizzazione gerarchica a sigillo di un equilibrio, alcune finestre che si sono aperte nella breccia dello spazio- tempo storico e richiuse senza che si sia osservato il paesaggio offerto. Cinestesie retratte, involute, perse.
    L’italianità è anche questa coltre che s’interpone tra il mondo del lavoro e le professioni acquisite, una coltre in cui bisogna sapersi muovere come giovani marmotte senza la paura di guardarsi attorno. Ma senza spalle coperte è difficile non avere paura, è difficile non avere dubbi o ripensamenti; quando i giganti guardano lontano è la prospettiva della distanza che rende gli altri nani. Finestre nello spazio tempo di una vita e subito richiuse.

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  10. Povero Alex Langer, finito in pasto a questo qua. Quando seppi che s’era ammazzato fui molto sorpreso, e pensai che allora era davvero finita. Se Alex Langer si uccide vuol dire che non c’e’ speranza, pensai, e decisi di non avere mai prole.

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    • Giuro che una nave spaziale aliena ha concentrato un raggio della morte sulla tastiera incenerendo il tasto dell’H!!! Giuro!

      Non ditelo a Ludwig…

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  11. Mi ricordo dei GRE, Gruppi di Ricerca Ecologica. Foto in bianco e nero, un articolo sull’Europeo, e poi spariti. Sono qui https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppi_ricerca_ecologica, e pure qui https://it-it.facebook.com/gruppiricercaecologica/. Una cosina di Rauti prima di perdere i numeri, ma qui su Rauti non so molto piu’ del generico.

    Finti come un Berlusconi

    Le uniche due aree gestite da loro stanno fuori Palermo, le loro attivita’ sono limitate a quella regione, se non la provincia e sospetto siano frutto di sovvenzioni e amicizie interne all’ARS, od altre organizzazioni criminali in Sicilia.

    E, davvero, non vorrei che un Veneziani qualunque venisse a dirmi che il terreno politico delle tematiche ambientali e sanitarie e’ stato monopolio soffocante della sinistra. Non era monopolio, la destra era buona solo ad ammazzare, mentire, inquinare.

    Al riguardo del Bottai succitato, voglio scommettere sui miei pregiudizi e ritengo verace che a quei tempi la salvaguardia del patrimonio naturale non avesse nulla a che vedere con quello che si e’ detto e fatto DOPO. Per quelle mentalita’ si trattava di regalizzare un possesso, il cui accesso non aveva nulla di egualitario, le cui finalita’ non avevano nulla a che fare con l’idea di “rispetto”. E questo senza controllare, basta la parole: Veneziani.

    Basta vedere come ti spunta il “borgo”, al limite “natio”, ‘sta pippa del legame con la terra usata per giustificare lo ius sanguinis… gorgheggi inorgogliti e orgogliosamente campati in aria, cosi’ impudichi da rendere il mio diteggiare responsabile solo di straccetti di protesta.

    Insomma, Marcello Veneziani da Bisceglie, un vero girino subgarganico: Theodore Roosevelt si becco’ la nomea di Presidente Conservazionista (da cacciatore pero’, aveva assai paura di vedersi svanire le prede). Creo’ il servizio forestale degli Stati Uniti nel primo anno di presidentato, e pochi anni dopo dichiaro’ in pratica che l’ecosistema nazionale valeva quanto la Torre di Pisa per gli italiani.

    Ma che latrine questi della destra! Come fanno le donne a fare figli con gente simile!!!

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  12. ( a vinto ) errore, AH ho vinto! Cosa, se è lecito chiederlo alle vostre eccellenze XY? Ho vinto la talpa d’oro? Il mondo è pericoloso e anche l’Italia, in questa funesta statistica, fa la sua ottima parte! Le avanscoperte politiche, in questo climax delinquenziale, non possono non essere maschere; nel sociale, cosa si va alimentando, si conosce benissimo: o si va verso i giovani e il futuro, che è loro e non nostro, o si cerca di porre pezze in qua e in là dando una botta al cerchio e 2 alla botte: Diogene se ci sei fammi un fischio!
    I Capi Politici, lungi dall’essere dei capi tribù, si comportano come se invece in qualche modo lo fossero, chi e cosa difendono, da cosa e da chi è composto il villaggio si scopre a mano a mano che, le scelte politiche, idee e progetti in prospettiva, divengono decreti, riforme, controriforme e leggi, cioè qualcosa di concreto che incide nella vita delle persone, nel lavoro di ognuno, nel quotidiano e anche nelle relative prospettive; passando al concreto si attuano le logiche che vi sottendono. Se il capo tribù dei rossi, chiede lo scalpo dei capi tribù dei neri, avviene anche il contrario e il gioco di risiko si sposta sui numeri e le risorse. Adesso vi è la tribù gialla, quella rosa , verde e azzurra. Tutte le tribù insieme fanno il popolo. Il popolo si compone di uomini e donne, ragazzi e ragazze, fanciulli e fanciulle, anziani e anziane. (almeno questo è incontestabile). Guardando una partita mi chiedo diverse cose tipo: se le donne avessero la stessa forza bruta degli uomini cosa potrebbe accadere? Perché le donne sono rilegate a salottiere, ad intrattenitrici, in ruoli che elidono quasi totalmente la corporeità a meno che non si tratti di una sfilata di moda o di una lap dance? Pudore e menzogna, Il vestito che copre le nudità e pare che più bella sia la veste più belle e pregiate siano le carni nascoste.. Ma vale anche il contrario: più belle e pregiate sono le carni migliore deve essere il vestito che le ricopre.. Senza scoraggiare nessuno, ma in particolare me stessa, tra i due poli o antipodi vi sono diverse possibilità; possiamo definire questo libertà?

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  13. Signora Acqua, vi e’ stata una scrittrice abruzzese che delineo’, al tempo di Silone credo, con parole chiare e forti (che non lessi, ma ricordo un articolo) lo stato delle donne, giovani ed anziane, come lei mestamente fa qui, in quanto impronta “naturale”, come le montagne e la pioggia, ma artefattamente tale, di un futuro gia’ scritto.

    Del nome di quella donna non riesco a ricordare nulla, anche il Web non mi aiuta. Valida voce femminile, l’Abruzzo non puo’ vivere del solo Ignazio Silone.

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  14. Bene, bene, bene, bene, Signor Ennio alias Vittorio o’ Spassoso alias non sono qui per vendere ne per comprare, dopo tutti i ragionamenti per così dire alto allocati, lei fila come un ragnetto, in altre parole inciucia in altre parole fa comunella e con la scusa di Ignazio dei marsi si abbevera alla fonte. Assomiglia tanto al mio prof di matematica che essendo lacustre scambiava sempre la “d” con la “t” e viceversa nelle parole, ed era solito nelle equazioni, aggiungere alla fine uno zeta, zeta capocchia.
    E lei Signora che mi identifica come x/y, spero almeno in un y perché x mi suona un po oscuro o spacciato o indefinito, con questo nome acquadic., non si può sentire, ogni volta che interviene mi ricorda l’orata all’acqua pazza e oramai a furia di mangiare orate il mio organismo si sta senzibilizando, considerando che a volte non trovando l’orata mi tocca comprare la spigola che ha un costo pure superiore, un po di compassione, cambi nome, come cazz può essere l’acqua di carta, non è chiara ma manco trasparente e poi si stropiccia, non dico che mi vengono le convulsioni ma mi provoca… glielo dico dopo cosa mi provoca.
    E comunque, lei mi ricorda tanto una mia amica radical sVic che si è comprata una cavalla appallosa di 20 anni perché vuole cavalcare senza sella e in più vuole farsi il puledro.
    Sapete che c’è di nuovo, oggi è sabato e non mi va di assistere a una nuova puntata di uomini e donne.
    Ho la mia U. Dei che mi aspetta…

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    • D’accordissimo, U. Dei esiste e lotta insieme a noi. Ma per favore mi rispieghi quella storia di buttarsi alla cieca nel pagliaio e scegliere l’ago storto?

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    • Se il nick le suona come una trota al cartoccio senza contorno mi dispiace, invero per me non ha molta importanza ma anche il suo “UNOERRE” sembra il francesismo nei maccheroni con il pecorino romano, acciughe, basilico e olive pugliesi, con il tutto marinato a fuoco lento in un dito di buon vino bianco asprino… Cosa ne pensa di pozza nera, o di conchiglia? ecco Conchiglia, così quando qualcuno legge, potrà anche sentire il suono del mare e magari, con un pizzico di fantasia, come una punta di menta e uno spicchio di limone, rinfrescarsi anche le idee!

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      • Signora Acqua, pur ribadendo di non riuscire piu’ ad entrare nel mio conto Tinder, le manifesto i sensi della mia confusione.

        E poi, essendo di Napoli, i cosi al nero di seppia invitano all’umor vitreo, una pozza di nero me l’ha data la seppia.

        E poi, il fatto che lei citi i maccheroni… Questa o viene da giu’ o ha disimparato a cucinare da su.

        Posso ospitare.

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    • Vorrei esprimere il mio pensiero, seppur misero e arraffazzonato a commento delle parole di unoerre e della risposta di ennio alias victor spassoso, sull’ago storto o torto prima di dedicarmi ai problemi di fisica postati oggi sul blog “Fisicamente”: ogni specie si contraddistingue di due sessi, a meno dei particolarismi e ogni sesso contribuisce per metà del suo genoma alla costituzione di un nuovo individuo, vi sono quindi i caratteri sessuali primari e secondari a cui si aggiungono gli elementi etnologici e etnografici che come l’etologia, etnologia senza la n, decodifica le logiche comportamentali delle scelte del partner e i mezzi per la conquista; dopo il matrimonio ..(ma questo è un altro capitolo) Dunque l’uomo e la donna si completano vicendevolmente ed ecco l’ago torto: nella società odierna si sta assistendo ad un’ involuzione del ruolo della donna ed anche il fatto che i cuochi stellati siano per la maggioranza uomini, racconta tante storie su come le donne, da sempre regine del desco e lari della domus siano state accantonate per dare luce al gusto testosteroideo del cibo con la raffinatezza eccelsa e eccessiva e mix con un apporto estetico forse anche superiore al gusto; oltre la vetrine vi è la vita reale, i ruoli coni vari pesi psichici specifici e la vita con le sue necessità contingenti e consequenziali, ecco l’ago torto .. a buon intenditor poche parole.

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      • Ogni specie si contraddistingue di due sessi ‘sta ceppa. Saluti da salamandre, anellidi, jene e compagnie.

        Piantiamola di considerare il deambulante bipede con l’alluce opponibile come l’apice di qualcosa.

        Altrimenti misinterpreto Fukuyama!

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      • Signora Fr., ho tema che lei confonda gli studi di genere con gli stupidi del “gender”.

        Sono caruccio e pelosetto.

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      • Lei è spassoso davvero, i suoi post hanno un lieve anelito di vita, di caos festoso ..mentre qui siamo a pontificare sui mali della politica come Zorri in camice bianco. Se l’ Italia ha perso anche il suo brio e la sua vivacità lo dobbiamo a questa politica vecchia e ossidata che ha generato un immobilismo spaventoso muovendo una macchina economica altrettanto spaventosa; si sono perse le misure e le gigantografie delle grandi metropoli hanno preso il posto dei fiori di campo.
        Oltre non posso andare ma osso, mastrosso e calcagnosso sono ovunque e sono loro, che con la quinta elementare hanno tenuto a banchetto e bacchettato mezza Italia, la fuga dei cervelli e la putrescenza della piaga mafiosa è in grazia dei coperchi che hanno messo sopra tutte le pentole in cui si cucinava ottime vivande. Bisogna togliere i coperchi a osso mastrosso e calcagnosso e se in caso si lamentassero si potrebbe dar loro un tamburello!

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      • Gentilissimo Alias Victor, io non so chi sia lei, lei non sa chi sono io se non attraverso le mie parole, a meno che lei sia a conoscenza di altre informazioni che mi riguardano; per quanto mi riguarda le posso dire che lei si sta distendendo nell’alveo da cui tenta di rialzarsi, SI DECIDA! o si distende con tutte le crisi di panico che potrebbero derivarne o si alzi e vada altrove a trovarsi una cara compagna, come credo lei desideri. Ma, non stando qui a sproloroquiare di psicologia sessuale e sessualità sociale, appare nella sua corazza, un cuore tenero e quasi spaventato. Lei crede che cerchi il principe azzurro? Che vada in cerca di marito? O di bipedi pennuti da spennare? Le faccio, per breviario sconfessato, una piccola sintesi : -30 anni fa esisteva il treno Espresso-notte Firenze Parigi; personalmente l’ho presi diverse volte fino alla gare du Nord.. – Ho scelto una facoltà che non avrei dovuto scegliere, pur appassionandomi nelle materie, la realtà lavorativa si è ristretta a clonare tacchini; – La città ha virato le sue volte celesti e da cittadella universitaria è divenuta una vetrina per turisti, – Personalmente ho quasi sempre vissuto la vita universitaria come pendolare e nessuno mi ha mai trattenuto; Adesso ho quasi mezzo secolo, il Treno Galileo non esiste più da molto e la politica degli ultimi decenni ha fatto il resto. Adesso siamo ancora all’apice di questo vento a ritroso e lei, mi sembra che mia abbia scambiato per una banderuola! Per il resto: l’amore è vita per tutti!

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  15. Cosa vedono i miei occhi e cosa odono le mie orecchie.
    Ometto di rispondere alla Signora Park, perché trattasi di en cefali ti di acqua dolce,
    erTrota l’ho visto passare una sola volta quando si è recato a Durazzo a depositare la tesi e l’elaborato finale di astronomia quantistica.
    Sarei tentato di chiedere alla Signora Park (ma no non lo faccio) se tutti gli “elementi-alimentari”
    nominati, escluso il Cefalo, che fa, li mette direttamente nel frullatore per fare subito la poltiglia o li imbalsama per farne una compilation?

    Rispondo a lei, che è il male minore, Caro mio Signor Ennio, alias Victor o’ Spassoso, alias non sono qui per vendere ne per comprare, alias du du du da da da, che comunque è abituato a degustare, che ne so, Puparul mbuttunat, Ragù Pippiato co’ Braciole e Cavallino, Parmigiana
    emelenzan fritte, Cozze Datterate Ripiene al sugo e non….. Mustaccioli, Struffoli, Roccoco, Sfugliatelle, Baba`e Ricottepere…………

    CHELEICICRAONOQUESTAESTORIAVERAEMOOOLTOLUNGA
    Tonino Canaglione, in realtà si chiamava Tonino Canaglione Fierro 3 cose posso dire di Tonino, che era molto povero, sfigatissimo e non aveva mai visto un banco di scuola, per questo in paese lo
    chiamavano tutti con l’acronimo P. S. I.
    Era il 2° di 9 fratelli, la famiglia era talmente povera che i fratelli si scambiavano la mutanda, Tonino che era il secondo genito prendeva la mutanda da Pipino, primogenito, con una sgommata dietro e una macchia gialla avanti, Giacomino che era il terzo genito, prendeva da Tonino la mutanda con
    con due sgommate dietro e due macchie gialle avanti e così via fino all’ultimo dei fratelli.
    Non avevano niente da mangiare, la mamma non cucinava mai.
    A casa sua il tavolo della cucina aveva i piedi rivolti
    verso il soffitto e nelle pentole si era fatta la ruggine, però erano molto credenti, presenti a tutte
    le messe della giornata, precisi, puntuali, composti, ordinati, sedevano in chiesa al primo banco all’ora della comunione……
    Nessuno voleva la compagnia di Tonino a parte Pasqualino u`Zupp.
    Pasqualino u`Zupp aveva la sagoma di una bombola di gas propano da campeggio……..

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    • Gentile unoerre, sa che mi diverto? leggendo le risposte,di persone sensate, col senno, tornate dalla Luna, come lei o come gli altri, alle mie ricette pasticciate di bambina, RIDO! Se non altro mi alza il tono dell’umore, già depresso, percosso, pestato, stirato, diluito, ammazzato! Le rispondo Grazie!
      Ho sbagliato e adesso ho ricordato ma qualcuno dovrebbe confermare, magari in prossimità di un pasto, i Maccheroni sono col sugo? La poltiglia è una ricetta inventata al momento per rispondere alle sue allusioni al nick Acquadicarte.
      Rido e anche se sono sola, anche se tutti prendono in giro, in questo girone infernale fermo ai teatrini medioevali, non mi interessa, posso sorridere?
      Vede, senta, si sturi puri i dotti delle narici se crede, gli amici non esistono, gli amici se ti vedono in difficoltà ridono, si schermiscono e non ti conoscono più perché non riconoscono più la persona, per aiutare ci sono le corporazioni medioevali, o l’ospedale dove chi guida le ambulanze sono i figli o i discendenti diretti dei portantini che, vestiti di bianco portavano il feretro alla Chiesa del patrono; sa che me li ricordo i portantini con il feretro sulle spalle, ovviamente dentro ad una bara! Ma gli amici quelli non me li ricordo, li ho ritrovati dopo tantissimi anni inseriti nel mondo del lavoro, anche se a vedere gli spettacoli medioevali in piazza si era, ovviamente, quasi uno accanto o di fronte all’altro. Saluti da Firenze!

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