La fine di Renzi

(Tommaso Merlo) – In molti temono che Renzi faccia cadere il governo alla prima occasione. Ma non è detto che i suoi lo seguano nel baratro e che il parlamento non reagisca a rimpiazzarlo. Una crisi sarebbe un favore micidiale al virus e alle truppe sovraniste accampate alle porte di Roma. Ma Renzi ci ha abituato al peggio. Dopo aver contribuito a far nascere il governo, ha cominciato a destabilizzarlo. Distinguo, provocazioni, avvertimenti. Una strategia d’altri tempi. Un partitino nato nel palazzo che ricatta il proprio governo per finire sui giornali nella speranza di crescere nei consensi. Un fallimento totale. Renzi viaggia intorno al 2%. La sua Italia Viva non è mai decollata e mai lo farà e questo per un motivo molto semplice. Matteo Renzi è politicamente finito. Un fatto ovvio ma che Renzi non riesce ad accettare. Renzi pensa che la colpa della propria rovina politica sia di una specie di complotto fatto di populisti, fake-news e chissà quali altri cattivoni. Ma non è così. Quello che ha causato la fine di Renzi, è Renzi. I cittadini italiani lo hanno avuto come Presidente del Consiglio, hanno valutato i provvedimenti che ha promosso, lo hanno pesato come uomo e come politico e alla fine hanno deciso che Renzi non fosse più degno della loro fiducia. Tutto qui. Si chiama democrazia. Può darsi che Renzi abbia pagato anche più del dovuto. Si è trovato nel mezzo di un cambio di paradigma. Su di lui si è riversata l’ansia di cambiamento che ha portato al clamoroso 4 marzo. Ma ci sta. Gli italiani han deciso di girare pagina. Punto. Invece di prenderne atto, Renzi se l’è legata al dito. Si è messo a cercare un’assurda rivincita personale. Un vicolo cieco. Renzi poteva godersi serenamente l’ultimo paragrafo della sua carriera politica da senatore “semplice” come peraltro aveva promesso. Poteva sedersi in panchina e strada facendo avrebbe perfino riguadagnato scampoli di reputazione. Ed invece si è fatto travolgere dal proprio ego e si è rilanciato con una spericolata quanto fallimentare operazione di palazzo. All’inseguimento di un centro che esiste solo nelle chiacchiere da corridoio. Prima dello scoppio della pandemia, Renzi era in attesa di un incontro chiarificatore con Conte dopo settimane di minacce di non votare i provvedimenti del governo. Non vi sono segnali che nel frattempo Renzi abbia cambiato atteggiamento, anzi. Renzi ha criticato l’Italia sui giornali stranieri, ha biasimato il governo sulla comunicazione insieme alle opposizioni, voleva aprire tutto a Pasqua e via polemizzando. In molti temono che alla fine Renzi farà cadere il governo sul MES o su qualche altra scusa. Ma a vedere dai sondaggi questo potrebbe essere il suo ultimo giro di giostra. Tornare a casa non gli conviene e la disperazione potrebbe fargli capire come solo una linea politica più responsabile gli potrebbe dare qualche frutto. Non è poi detto che i suoi lo seguano nel baratro e che il parlamento non reagisca rimpiazzandolo. Comunque vada a finire, l’unica certezza è che Renzi sia politicamente finito e la colpa è solo sua. E prima lo capisce, meglio è. Per se stesso e per il paese.

1 reply

  1. Perfetto. La penso cosi’ da tempo. In piu’ aggiungerei il background politico e personale di Renzi. L’ aver usato la sinistra, che odia, per prendere il potere, la sua frequentazione assidua di uomini d’ affari e di persone abbienti, la spiccata tendenza a fare affari ( marchio di fabbrica di famiglia) e quella tracotante antipatia che non si e’ mai fatta curare

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