
(estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] Non avevamo poi tutti i torti quando abbiamo scritto che sentivamo odore di bruciato nello scandalo che ha improvvisamente investito l’ex premier iberico socialista, José Luis Zapatero, e a seguire l’intero governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sánchez. C’è una ‘manina’ che ha innescato questi scandali e ha dato loro clamore. La ‘manina’ è targata, vedi caso, United States of America. Lo ha rivelato il giornalista Enric Juliana, vicedirettore del quotidiano catalano La Vanguardia, un liberale che non può essere certamente accusato di simpatie nei confronti del governo socialista.
[…] Ma andiamo con ordine. Zapatero è noto soprattutto per aver rifiutato, quando era premier, di mandare i soldati spagnoli a combattere in Iraq unendosi a quella ‘congregazione dei volenterosi’ organizzata dagli Stati Uniti e a cui partecipò anche l’Italia. Ma Zapatero ha preso anche altri provvedimenti tutti di stampo socialista: la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, un programma di regolarizzazione per gli immigrati clandestini e l’introduzione di misure per combattere il cambiamento climatico. Gli vengono anche rimproverati i rapporti col Venezuela di Nicolas Maduro, che appartiene a quel grande movimento di cui fa parte anche il Brasile di Inácio Lula da Silva che prende il nome di “socialismo bolivariano” da Simón Bolívar che immaginò, a cavallo fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, una “Grande Colombia” che raccogliesse tutti gli Stati socialisti sudamericani.
Questo per quel che riguarda l’infamato, dagli Usa, Zapatero. Il governo di Pedro Sánchez ha negato agli Stati Uniti l’uso delle basi che gli Usa hanno in Spagna per l’attacco all’Iran e ha vietato agli Stati Uniti anche il sorvolo sulle stesse. Ha criticato l’aumento delle spese militari chieste dagli Usa alla Nato (un’organizzazione sotto lo stretto controllo degli americani) nel 2025 (5% del Pil), si è opposto con fermezza a Israele per le stragi che sta compiendo a Gaza e su tutto il territorio palestinese e lavora per un fronte comune europeo, proponendo di regolamentare le piattaforme tecnologiche Usa. Inoltre l’ambasciatore degli Stati Uniti in Spagna, Benjamin León, ha criticato i legami del governo iberico con la Cina. […]
Insomma la Spagna è un’anomalia nel panorama, non solo europeo, ma mondiale, basti pensare all’opposizione all’aggressione yankee del Venezuela, che invece Giorgia Meloni giudicò “legittima”, per poi essere presa a schiaffi da Donald Trump, distruggendo così le fantasie della nostra premier di essere un ponte privilegiato tra Europa e Stati Uniti. Afferma ancora Juliana: “Ogni volta che il Psoe supera una linea pericolosa viene colpito duramente”. Particolarmente sgraditi agli americani sono i rapporti che la Spagna, sia sotto Zapatero sia sotto Sánchez, ha sempre avuto con la Cina. Insomma, nel coacervo degli Stati sudamericani, si preferisce l’Argentina di Javier Milei che ha affermato che “il socialismo è un cancro che impoverisce”. È ovvio che sotto questa pressione anche gli Stati sudamericani di orientamento socialista si sentano minacciati. Lo testimonia un’intervista molto prudente che Lula ha dato al Corriere della Sera per la firma di Sara Gandolfi (13 ottobre 2025). Eppure il Brasile, a differenza del Venezuela, è anche geograficamente molto lontano dal territorio americano.
Il socialismo è considerato il vero nemico delle democrazie, mentre è vero il contrario. Lo conferma il fatto che buona parte dell’Europa sta virando a destra e sembrano inutili gli sforzi di Gran Bretagna e Francia di sganciarsi dalla tutela dell’‘amico americano’. A breve sarà la volta di Cuba più volte minacciata da Donald Trump. Cuba è comunista, non socialista, e ciò che distingue il socialismo dal comunismo è che il comunismo mira a una ragionevole uguaglianza sociale, mai raggiunta peraltro. Tutti gli Stati comunisti, dalla Russia alla Cina, sono diventati capitalisti provocando danni gravissimi alle loro popolazioni (per la Cina si legga in proposito il bel saggio di Tiziano Terzani, La porta proibita, 1984). Il socialismo, a differenza del comunismo, non comprime i diritti civili, li rispetta.
[…] Adesso, come dicevamo, è la volta della Cuba comunista, che si trova in una posizione debolissima perché gli Stati Uniti dal 6 giugno hanno proibito ogni transazione finanziaria con l’isola. Senza scomodare che cos’era Cuba prima della vittoria della Revolución di Castro e Che Guevara, come abbiamo già fatto in altre occasioni (a Cuba la sanità e l’istruzione sono gratuite).
È necessario ricordare che la Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Csce) nell’Atto finale di Helsinki del 1975, firmato da quasi tutti gli Stati del mondo, sancisce il diritto all’“autodeterminazione dei popoli”, cioè che ogni popolo può evoluire o anche non evoluire secondo la propria storia, i propri costumi, le proprie tradizioni. Diritto che le cosiddette democrazie hanno calpestato, prima contro la Serbia ortodossa e socialista nel 1999, poi nel 2001 in Afghanistan, quindi nel 2003 in Iraq, poi nel 2008 in Somalia con un colpo di Stato per interposta Etiopia e infine, nel 2011, con l’apporto decisivo della Francia e dell’Italia di Berlusconi contro la Libia del colonnello Gheddafi. Devo continuare?
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È intollerabile che questi debbano imperversare per ogni dove e imporre la propria fallimentare visione del mondo agli altri popoli, costringendoli a fare i cz loro!
Quando crollate, USA, e vi togliete FINALMENTE dai c0gli0ni del mondo!?!?!
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Cara Anail, la tua speranza, che condivido appieno, ritengo sia vana. Un dna non lo cambi, pur nel loro breve tempo storico, riescono a passarselo di generazione in generazione. Se anche ( cosa impossibile ) venisse mai eletto un presidente socialista durerebbe come un gatto in tangenziale..per molto meno hanno eliminato chiunque s’opponesse al loro “stile” di vita e di societa`.
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Già 😣😫😖
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Gentile Anail, al di là delle accuse e della geopolitica, leggo sui giornali :” gli agenti hanno trovato in una cassaforte 103 oggetti di lusso: 41 paia di orecchini e pendenti di alta gioielleria, 15 tra collane e paure. E ancora: un luccicante girocollo con 14 rubini di altissima qualità, anelli e una ventina di accessori. In cassaforte c’erano anche 11 bracciali di diamanti e 8 orologi da collezione di marche importanti come Omega e Longines. Il tutto con un valore di mercato che oscilla tra i 2 e i 3 milioni di euro.” Lui sostiene che sono l’eredità di sua moglie. Perbacco !
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Non sono entrata nel merito del fatto, ma comunque, a quei livelli, non mi sembra neanche così improbabile che sia vero…magari la moglie era ricca di famiglia. Non so…
Sono entrata solo nel merito dell’insopportabile ingerenza statunitense.
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La manina americana la conosciamo da decenni, proprio in esperienza diretta, quando non è sporca di m…a , e’ sporca di sangue, più spesso vengono usate entrambe le manine, con m…a e sangue contemporaneamente! E’ la loro politica che nella sua definizione “ me…da e sangue “ fu attribuita da un noto politico italiano a quella italiana…..una sorta di lapsus freudiano, visto che la politica italiana è esclusivamente politica statunitense ! Fosse solo per gli scandali montati ad hoc, gli spagnoli potrebbero tranquillamente sbattersene, il problema è che ad un certo punto della storia iniziano le bombe, le stragi, i rapimenti ed omicidi politici, che noi italiani amnesici dovremmo conoscere bene, ed a pensarci bene mi pare sia già successo anche in Spagna …….quando divampava il terrorismo dell’ ISIS che qualcuno dice invenzione e costruzione CIA! La manina armata che pretende di imporre al mondo non solo la sua scadente visione, ma il suo esclusivo interesse economico e finanziario? Basterebbe consultare il vademecum Epstein ,inserito nel noto contesto, per capire di quanta m….a e sangue siano capaci gli USA e la loro succursale in Medio Oriente……
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Purtroppo siamo stati noi del vecchio mondo a creare il nuovo mondo.
Di Prince Kapone | Informazioni utilizzate come armi | 2 giugno 2026
Prima che l’Europa si autoproclamasse autrice della storia, il mondo era già sveglio: Africa, Asia e Americhe costruivano, commerciavano, coltivavano, pensavano, governavano e creavano senza attendere il permesso di Lisbona, Londra, Parigi o Madrid. Ma l’Europa aveva appreso il metodo atlantico prima che Colombo raggiungesse i Caraibi: saccheggiare l’Africa, impadronirsi delle isole, rafforzare i commerci, coltivare la canna da zucchero, ridurre in schiavitù i lavoratori, benedire la violenza e definire il crimine civiltà. Dal genocidio delle popolazioni indigene e dalla schiavitù degli africani al sottosviluppo coloniale, dal debito neocoloniale alla democrazia neoliberale, dall’iperimperialismo all’estero al tecnofascismo in patria, il sistema mondiale moderno è stato costruito conquistando mondi viventi e poi rubando la memoria della conquista. Questo saggio non è una visita a un museo delle atrocità; è una mappa del sistema che deve essere spezzato se si vuole restituire il futuro a coloro che lo hanno creato.Il mondo era già sveglio
La prima menzogna dell’impero è sempre una storia di fondazione. Prima del fucile, prima della catena, prima del registro delle piantagioni, prima del trattato scritto in una lingua e infranto in un’altra, c’è il mito. Il mito dice che l’Europa ha trovato un mondo vuoto. Dice che la storia è iniziata quando l’europeo è arrivato, ansimando sul ponte della sua nave, stringendo una croce in una mano e un contratto di vendita nell’altra. Dice che i popoli dell’Africa, dell’Asia e delle Americhe aspettavano nell’oscurità che l’Europa portasse la luce, come se il sole stesso fosse stato fabbricato a Lisbona, Londra, Parigi o Madrid.Lo chiamano “scoperta”, un termine molto educato per dire arrivare in un luogo già abitato e poi comportarsi come un ladro con una bandiera. Lo chiamano “esplorazione”, come se la curiosità richiedesse soldati, sacerdoti, cannoni, navi negriere e statuti reali. Lo chiamano “Età delle Scoperte”, perché “Età delle Conquiste, dei Rapimenti, dei Genocidio e del Furto del Mondo” farebbe porre agli scolari troppe domande utili. Ma il mondo non è stato scoperto dall’Europa. Il mondo era già sveglio.Molto prima che l’Europa si autoproclamasse narratrice della storia umana, i popoli del mondo avevano costruito città, coltivato la terra, organizzato il commercio, studiato le stelle, sviluppato la matematica, governato territori, solcato gli oceani, forgiato i metalli, eretto templi, dibattuto di filosofia, creato musica, addomesticato le colture, curato i corpi, seppellito i morti con cerimonie, educato i figli e raccontato storie sull’origine e lo scopo della vita. Esistevano mondi prima del cosiddetto Nuovo Mondo. Esistevano sistemi prima del sistema-mondo europeo. Esisteva la storia prima che l’Europa imparasse a chiamare la sua violenza civiltà.
L’America insegna alle persone a pensare attraverso il proprio specchio. Il Paese appare vasto, eterno, innocente, generoso, forse complesso, ma sempre redimibile. Il resto del mondo appare solo quando è utile alla mitologia americana: come minaccia, caso di beneficenza, campo di battaglia, mercato, giungla, dittatura, fonte di migranti, covo di terroristi o bacino di manodopera a basso costo. https://www.geopolitika.ru/it/article/limpero-morale-diritti-umani-allestero-abbandono-delle-popolazioni-indigene-patria
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