(di Francesco Cancellato – fanpage.it) – La sinistra che esulta perché Vannacci ruba voti a Meloni non ha capito nulla di quel che sta per succedere
La storia è già successa altrove, quindi guardiamola con attenzione. È il 5 luglio del 2024, due anni fa, quando il Regno Unito va al voto. I Laburisti, la sinistra, prendono il 33%.
Niente di esaltante, un voto su tre. Ma sul fronte opposto esplode un partito a destra dei conservatori, Reform Uk. È guidato dal vecchio leone della Brexit Nigel Farage, ma soprattutto da un agita-popolo neofascista che si chiama Tommy Robinson, che Wikipedia definisce non a torto “politico e criminale britannico”, condannato per risse, frodi e altre amenità.
Comunque, dicevamo: i Tories prendono il 22% e Reform Uk quasi il 15%. Non si fossero divisi avrebbe vinto la destra, ma in virtù della legge elettorale britannica, a trionfare è la sinistra. Keir Starmer, leader dei laburisti, diventa primo ministro, dissolvenza in nero, titoli di coda.
Chiudiamo gli occhi e riapriamoli oggi, estate 2026, due anni dopo. Laburisti e Tories arrancano al 19% mentre Reform Uk è al 27%. Si votasse oggi, Farage e Robinson andrebbero al governo del Regno Unito, sospinti dal malcontento per la crisi economica e dall’odio xenofobo che attraversa il Paese, che si manifesta cicliche rivolte anti-migranti che assomigliano a veri propri pogrom, l’ultima a Belfast, in Irlanda del Nord, pochi giorni fa.
Morale della favola: chi ieri esultava per l’ascesa di Reform Uk e per l’ascesa di una forza di estrema destra che rompeva il fronte avverso, consentendo alla sinistra di vincere, oggi si ritrova terrorizzato da una destra neofascista con in mano la maggioranza relativa dei voti e concrete possibilità di prendersi il governo, tra un paio d’anni. Ricorda qualcosa?

*Niccolò Machiavelli nel Capitolo XXII del Principe, spiega che la prima impressione (o congettura) sulle capacità di un governante si basa proprio sugli uomini di cui si circonda.*Se il principe sceglie collaboratori competenti , viene immediatamente giudicato saggio. Se i collaboratori sono scarsi o opportunisti, il giudizio sul principe sarà inevitabilmente negativo. Il suo primo errore politico risiede proprio nella scelta di chi lo affianca….*Un ottimo collaboratore deve mettere gli interessi dello Stato prima dei propri.I cortigiani adulatori, sono una una piaga da cui il sovrano deve sapersi difendere concedendo ascolto solo a chi dice la verità. La Meloni non ha letto ne conosce Machiavelli…
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Che sfrontatezza paragonare l’UK con l’Itagghia….. noi siamo noi e loro sono loro … loro vecchi colonialoisti , vecchi guerrieri ed oggi pure usciti dall’UE, loro cugini stretti con gli USA… loro guardiani e controllori su delega USA… mavaff…
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Vannacci (approfittando della stupidita’ del popolo italiota) serve a raccattare tutti i voti dei delusi di Salvini e Meloni onde evitare che finiscano nell’astensionismo. Quindi le recriminazioni del duo di cui sopra sono assolutamente farlocche o eventualmente solo dovute ad un calcolo per capire chi si prendera’ la fetta piu’ grossa della torta. Ma e’ pacifico che la torta son gia’ d’ accordo di dividersela loro. Solita storia dei “ladri di Pisa”. Se Pd e compagnia bella non l’han capito son da rinchiudere… Non esiste una sola possibilita’ su un milione che Vannacci si contrapponga elettoralmente al mostro a tre teste costituito da fasci, legaioli e nipotini del Pregiudicato.
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Dicevi lo stesso della Meloni quando FdI era al 4%?
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Il popolo italiano é contadino scarpe grosse e cervello fino. Piaccia o no ai sinistrati che si credono intelligentoni il popolo italiano non li porterà mai al governo. Dovranno perciò sperare che i loro amici che fanno politica indossando la toga teorizzino accuse infondate contro gli eletti dal popolo contadino.
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Ok, va bene.
Quel che cerchi è in fondo al corridoio, a destra. Sono già dentro un manipolo di teste…rasate ad esercitarsi in quel che hanno fatto meglio in quattro anni, il furto con destr…ezza.
Prego
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Più che altro, è la “sinistra” che dopo anni di affari vari non si accontenta mai da un lato e dall’altro, continua a sostenere quel tono paternalistico del capsio dando addosso a tutti. Invece di stare a farla lunga, si mettesse d’impegno e a far cose di sinistra. Eh no, ma figuriamoci!, l’importante è sputare fiele (a casa mia si chiama diversamente e non è verdastro, ma vabbè) sulla Melona, la quale, ricordiamolo, si merita tutti gli improperi del pianeta ora e sempre, ci mancherebbe, ma è dov’è proprio per questi schifosi del PD che stanno a grattarsi gli attributi filosofando col tono aristocratico intellettualoide mentre il paese va in rovina. Secondo me l’articolo ha tutto il senso del mondo, alla lunga… Secca, ma onestà vorrebbe di dar ragione a Bocchino, quando sostiene tutto preso dalla Gruber che il PD fa caà e che QUINDI vince la destra. 🤷🏼♂️
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Il legame tra le malattie dei soldati nei Balcani e le denunce del generale Roberto Vannacci riguarda la gestione della sicurezza del personale militare italiano esposto a metalli pesanti e tossine nei teatri operativi esteri.
La “Sindrome dei Balcani“: La Sindrome dei Balcani è il termine con cui si definisce la serie di gravi patologie (principalmente di natura neoplastica, come linfomi di Hodgkin, leucemie e carcinomi) che hanno colpito i soldati italiani di ritorno dalle missioni di pace della fine degli anni novanta in Bosnia-Erzegovina e Kosovo.
I numeri della contaminazione: Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), si stimano circa 7.500 militari italiani malati e oltre 370 decessi legati a queste esposizioni.
La causa scatenante: Il fattore principale è l’uso da parte delle forze NATO di munizioni contenenti uranio impoverito (depleted uranium). All’impatto con l’obiettivo, questi proiettili superano i 3.000 °C, polverizzandosi in un aerosol di nanoparticelle e polveri sottili di metalli pesanti altamente tossiche e radioattive (particelle alfa). I soldati italiani operarono in queste zone senza adeguati dispositivi di protezione individuale, inalando e ingerendo i contaminanti.
Fattori aggravanti: Le indagini, incluse diverse Commissioni parlamentari d’inchiesta (Patrimonio.archivio.senato), hanno evidenziato che la tossicità dei metalli è stata in molti casi aggravata dalla somministrazione contemporanea di multi-vaccinazioni non corrette, che hanno indebolito i sistemi immunitari dei soldati prima della partenza.
L’aspetto legale: Lo Stato Maggiore della Difesa ha a lungo respinto la correlazione scientifica diretta. Tuttavia, numerose sentenze della magistratura italiana hanno condannato il Ministero della Difesa a risarcire le vittime, riconoscendo lo status di Vittime del Dovere per via del nesso di causalità tra l’esposizione sul campo e lo sviluppo dei tumori.
Le denunce presentate dal generale Roberto Vannacci non riguardano direttamente la Jugoslavia, ma si inseriscono nello stesso filone epidemiologico, focalizzandosi sul teatro operativo dell’Iraq (dove la quantità di uranio impoverito usata è stata stimata fino a 30 volte superiore rispetto ai Balcani).
L’esposto alla Procura Militare: Nel 2020, quando era alla guida del contingente italiano in Iraq, Vannacci ha presentato un formale esposto denunciando gravi e ripetute omissioni da parte dei vertici militari nella tutela della salute e della sicurezza del personale.
L’oggetto dell’accusa: Secondo Vannacci, i soldati italiani venivano impiegati in aree contaminate da uranio impoverito ed elementi tossici senza ricevere alcuna informazione sui rischi e senza che venissero attuate misure di mitigazione o fornite protezioni adeguate.
Lo scontro con i vertici: Vannacci accusò pubblicamente l’allora vertice del COI (Comando Operativo di Vertice Interforze), l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, di aver fornito dichiarazioni non veritiere alle Commissioni d’inchiesta parlamentari riguardo alle reali tutele applicate sul campo.
Esito delle indagini: Nel dicembre 2023, la magistratura militare ha proposto l’archiviazione dell’esposto per quanto riguarda i profili penali, rilevando la mancanza di dolo (intenzionalità) nelle omissioni da parte della catena di comando. Nonostante ciò, i dossier e le denunce sollevate da Vannacci sono rimasti un tassello fondamentale nel dibattito pubblico e associativo a supporto delle tutele per i militari contaminati.
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