Inceneritori, nucleare, sprechi d’acqua, smog: tutti i fallimenti di Cingolani

(Stefano Iannaccone – tpi.it) – Rimozione delle tutele ambientali in nome della semplificazione. Pochi investimenti sulla rete idrica. E l’eterna tentazione di sviluppo del nucleare, vagheggiando una tecnologia che ancora non c’è, nonostante due referendum abbiano bocciato l’ipotesi. Era stato chiamato a guidare la transizione ecologica, per diventare il paladino della svolta green. Invece Roberto Cingolani si ritrova “sotto processo” proprio da parte degli ambientalisti. Tanto che per Europa Verde è diventato il ministro della «finzione ecologica», mentre per altri guida «l’involuzione energetica». In ogni caso la richiesta è chiara: le dimissioni. Con questa missione i Verdi hanno avviato una campagna, con tanto di petizione, e di manifestazioni di fronte alla Camera.Cosa viene imputato a Cingolani? Il ministro ha previsto una serie di “semplificazioni” per lo smaltimento di rifiuti. Per dirne una, ha dato la possibilità a chi ha un impianto di combustione, come cementifici e inceneritori, di bruciare i cosiddetti combustibili fossili secondari con una semplice dichiarazione, cancellando l’apposita autorizzazione precedentemente prevista. Questo per quanto riguarda il passato.

Per il futuro, invece, Cingolani continua ad accarezzare un progetto molto caro all’Eni: lo stoccaggio della CO2 al largo di Ravenna. Un modo per far rientrare dalla finestra quello che l’Europa ha già bocciato (la Commissione Ue ha infatti spiegato che non può finanziare quel piano). La classica goccia che fa traboccare il vaso è però il tema del nucleare, su cui il ministro si è sempre dimostrato aperturista. «Le nuove centrali saranno la soluzione per tutti i problemi», ha scandito. Con un tratto di penna ha quindi cancellato la volontà popolare di due referendum, con un’aggravante: quella tecnologia non è applicabile nel breve periodo. «Sul nucleare parla di macchine che non esistono, è come parlare della macchina del tempo. Si dimostra così il ministro dell’involuzione energetica», dice a TPI il deputato Giovanni Vianello, ex Movimento 5 Stelle ora con l’Alternativa. «A volte, poi, (Cingolani, ndr) mescola il nucleare di quarta generazione, che si basa sulla fissione, a quello da fusione. Ma in entrambi i casi si tratta di strumenti che non sono oggi a disposizione». In spregio alle critiche, peraltro, il ministro sta portando avanti l’impegno di far inserire il nucleare nella tassonomia dell’Unione europea, quella che indica le attività considerate sostenibili dal punto di vista ambientale. Cosa significa? «Se dovesse essere inserito davvero nella tassonomia, il nucleare finirebbe per drenare risorse alle fonti rinnovabili», prevede Vianello…

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5 replies

  1. Continua a leggere l’articolo sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui

    ma anche no, grazie
    basta l’estratto

    Cingolani, che reputo un trafficone, a parte,

    sul nucleare
    i cinesi hanno avviato la seconda centrale con una “rinnovata” tecnologia a ciottoli
    che pare essere più sicura delle classiche barre, è da appurare se economicamente sostenibile
    e le due unità dovevano servire a ciò, se funzionassero dovrebbero essere i prototipi
    per altre 20 centrali

    finalmente la centrale Finlandese di Olkiluodon sta per essere terminata ed entrare in funzione
    dopo solo 17 anni di costruzione, ne starebbero per prevederne una seconda linea
    sperando in tempi più rapidi (e loro sono finlandesi)

    gli americani spingono invece con le “mini centrali” della NuScale e dopo aver ottenuto il via libera
    al progetto in patria ora cercano di colonizzare l’Ucraina (in realtà questa cerca solo di attirare investimenti
    redditizi per i propri oligarchi, che poi si realizzino e diventino opere compiute e funzionanti è cosa secondaria
    tipo i depositi di rifiuti radioattivi a secco alternativi all’invio oneroso in Russia
    che, spiegare nel dettaglio, è troppo lungo ma non paiono essere opere di gran successo
    per l’ingegneria dell’ovest, i realizzatori e beneficiari degli investimenti, inoltre mancherebbe la ferrovia
    per portare i rifiuti in loco)
    forse l’idea degli usa potrebbe essere buona, ma devono ancora costruirne uno, mi pare siano ancora
    a livello di progettazione, per i conti c’è tempo.

    i russi già hanno una minicentrale funzionante, è galleggiante e serve per alimentare
    una zona sperduta nell’artico, stessa sorte avrebbero le altre terresti, se venissero realizzate,
    economiche sono in caso di costi proibitivi per la generazione tradizionale o per
    l’impossibilità di realizzarla in loco.

    in attesa che i progetti relativi alla fusione dei vari “ITER” in giro per il globo
    arrivino alla fase della messa in servizio.
    purtroppo si parla di 10-15-20 anni, dipende dall’ottimismo di chi fa la stima,
    intanto qualcosa bisognerà pur farla, considerando che nei giorni scorsi il gas era quotato a 1700$ per 1000m3
    e che in futuro, se calano gli investimenti per trovarlo -come vuole la UE e Greta- il costo
    potrà solo aumentare

    sui rifiuti
    qui da noi, dove abito, comune con una buona raccolta differenziata, si lamentano che la qualità
    del raccolto che lascia a desiderare e risultando poco remunerativo farla.
    che sia per aumentare i costi di raccolta?
    o per difficoltà nella realizzazione dei sogni ambientalisti da scrivania?
    probabilmente l’unico sistema valido è non produrre rifiuti, il che vorrebbe dire migliaia
    di persone senza lavoro. -no, non si possono riciclare come operatori call center e raccoglitori di
    pomodori, c’è già chi se ne è fatto carico-
    bisogna vedere se siamo, come società, disposti a sopportarlo.

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    • @Marco_Bo

      Non si è capito nulla di quello che hai scritto.
      Un purea pseudoscientifico che non significa nulla.
      Sei favorevole o meno alla realizzazione di nuove centrali nucleari?

      Ti avevo replicato spiegando la differenza tra generazione distribuita e diffusa, almeno quella l’hai colta?

      Perché sembri voler dar credito, seppur non in modo esplicito, alle cazzate che scrive Cingolani

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  2. Quest’uomo è un baro!
    Ben hanno fatto i verdi.
    Non parteciperò più alle manifestazioni dei sindacati di merda ma a quella contro questo ministro venduto parteciperei volentieri.

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