Natale 2021

(Dott. Paolo Caruso) – A giorni sarà Natale, una festa per grandi e piccini che riesce ogni anno a far rivivere la vera magia e il profondo significato di questa ricorrenza. Purtroppo, oggi, questo quadro miracoloso della natività insieme al calore e agli affetti dei propri cari viene offuscato dalla grave crisi economica che investe il Paese e dalla preoccupante impennata dei numeri di contagi covid e delle sue varianti. La chiusura delle aziende con la conseguente perdita del lavoro di un numero crescente di lavoratori spesso legata al fenomeno a dir poco deplorevole della delocalizzazione e agli avidi interessi finanziari delle multinazionali, di certo non aiuta le famiglie a riappropriarsi di quella serenità e pace che sono prerogative di questa solennità. Interi territori del profondo sud inoltre risentono più di altre realtà del Paese della cronica mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro dei propri figli, figli di queste terre martoriate da una casta di politici inetti e che alla ricerca di una occupazione sono costretti ad ingrossare le fila di coloro che li hanno preceduti e hanno fatto grande il nord. Un Natale amaro per molte famiglie, denso di solitudine per l’assenza dei propri cari che, costretti un po’ dalla precarietà e dalle esigenze di lavoro ma soprattutto dal notevole rincaro dei prezzi dei voli aerei durante le festività, rinunciano ob torto collo a ricongiungersi ai propri parenti. La Sicilia in particolar modo paga da sempre la sua marginalità geografica e il suo isolamento anche in termini economici; isola nell’isola sempre più lontana dal resto d’Italia per mancanza di una rete ferroviaria veloce, e di una rete viaria autostradale degna di questo tempo, subisce una ulteriore beffa per la mancanza di continuità territoriale, strumento legislativo utile per ridurre l’isolamento geografico, e garantire almeno costi ridotti sui voli nazionali e sulle navi. Di fronte a questa amara realtà gravata anche dalle condizioni difficili del momento, il Natale 2021, seppure impreziosito dalle luminarie, dagli addobbi delle vetrine dei negozi, sarà sobrio e per certi aspetti simile a quello dello scorso anno; del resto l’emergenza covid rimane ancora un problema reale la cui risoluzione, nonostante il vaccino, appare lontana. Del Natale festoso di un recente passato, trascorso insieme ai familiari e ai parenti, resterà solo un piacevole ricordo, una cartolina ingiallita di un mondo che non c’è più.

2 replies

  1. Nessun problema: mia madre il panettone e pandolo li compra dopo Febbraio, e la colomba in genere a Maggio. La continuita’ territoriale e’ assicurata.

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  2. Mo basta! Con il solito piagnisteo del Sud ! Avete l oro del territorio e non sapete sfruttarlo in modo intelligente! Tornate a lavorare la terra ! Invece fate iproprietari terrieri e sfruttate l ultimo ! vergogna !

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