
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Il debutto del generale Vannacci a Ottoemezzo ha fatto il pieno di ascolti e forse di voti. Càpita alle novità politiche, se funzionano in tv. Vannacci funzionicchia, a differenza di Silvia Salis, che deve nascondere la provenienza dai laboratori d’establishment per tutti i palati, gli stomaci e le stagioni, e travestirsi da pasionaria: perciò sembra un androide fatto con l’IA. Vannacci non deve camuffarsi: gli basta mostrarsi […]
Il Cazzaro Nero
(Di Marco Travaglio) – Il debutto del generale Vannacci a Ottoemezzo ha fatto il pieno di ascolti e forse di voti. Càpita alle novità politiche, se funzionano in tv. Vannacci funzionicchia, a differenza di Silvia Salis, che deve nascondere la provenienza dai laboratori d’establishment per tutti i palati, gli stomaci e le stagioni, e travestirsi da pasionaria: perciò sembra un androide fatto con l’IA. Vannacci non deve camuffarsi: gli basta mostrarsi così com’è. Un fascio 2.0 all’acqua di rose, molto più all’italiana del fascismo vero, con la vestaglina a fiori o la camicetta di lino a righe. Uno xenofobo che parla come un colonnello in pensione di fine 800, ma con moglie romena. Un omofobo che blatera di normalità e diritti come un tipo da bar al terzo grappino, ma si vede benissimo che dinanzi a un paio di gay o di lesbiche incazzati neri se la darebbe a gambe. Per il resto, il tipico italiano che si finge antitaliano con la pensione a 56 anni. Un furbacchione che sa bene dove grattare la pancia dell’Italia profonda: i migranti che disturbano soprattutto i quartieri popolari, i miliardi che buttiamo in Ucraina e nel riarmo, una Ue lontana le mille miglia dalla gente, una sinistra che pare occuparsi solo di esigue minoranze, il politically correct che bandisce mezzo vocabolario (il famoso “Zingaretti”). Questi sono i suoi punti di forza, oltre ai tradimenti di Meloni e Salvini, che prima parlavano come lui e ora fanno l’opposto; e allo scandalo di FI eterodiretta da Marina B., che nessuno osa toccare per tenersi buona Mediaset e tirare i forzisti dalla propria parte.
Ma il vero asso nella manica del generale è l’eterno vizio della sinistra di vedere il ritorno del fascismo dappertutto, trasformando in uomo d’ordine anche un cazzaro come lui. La sua “remigrazione” o “deportazione” altro non è che una normalissima norma presente in Italia dalla Turco-Napolitano e in tutta Europa: gli immigrati irregolari vanno rimpatriati. Solo che, siccome nessuno ci riesce e le parole “rimpatrio” ed “espulsione” sono usurate, se ne inventano altre. Magari bastasse così poco per riuscirci: servono troppi soldi, agenti e accordi coi Paesi d’origine (perlopiù insicuri per guerre e dittature). Vannacci dice che è tutto semplice, come lo erano il blocco navale e i porti chiusi. Cita le deportazioni di Trump (che ne ha fatte meno di Biden e Obama), come se tra Usa e Messico ci fosse il Mediterraneo. La sua (e nostra) fortuna è che non governa, sennò il bluff si vedrebbe subito. Ma c’è anche un bluff già ben visibile: se è contro il “sistema delle poltrone”, perché non molla la sua al Parlamento europeo, ottenuta con la Lega, e non la fa mollare alle centinaia di transfughi imbarcati da altri partiti? Altrimenti la “nuova destra” è formata al cento per cento dai voltagabbana di quella vecchia.
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Dal Papeete in poi Salvini non ne ha più azzeccata una e s’è scavato la fossa da solo. Il lupo che si è messo in casa (Vannacci) ora se lo sta divorando.
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Trovare uno politicamente più stupido di Salvini è un’impresa da record. Valga pure il ricordo di quanto fece durante il tentativo di eleggere il P.d.R.
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Grazie…alla Redazione di Infosannio……!!!
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Vannacci chi?
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In origine è stata la Polverini. Prima creano il personaggio nullacosmico con il buco intorno mediatico incapace ma acchiappavoti, poi lo fanno eleggere per non fare nulla nelle migliori delle ipotesi, poi lo buttano nello sgabuzzino o nel dimenticatoio appena non serve più. L’unica cosa buona è che questa nuova zecca di Stato sta succhiando il sangue alla zecca di Stato verde felpata. Povera patria.
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Siamo immersi nella società dell’immagine e qua si fermano tutte le analisi lette finora, sui social e sui media tradizionali, sul fenomeno Vannacci.
Un soggetto che ha fondato la sua PROPAGANDA su un unico tema: REMIGRAZIONE.
Una parola che rinchiude in sé il razzismo primitivo Senza filtri, verso chi non fosse inquadrabile nel profilo di uomo bianco, conservatore e soprattutto ignorante, allergico a qualsiasi confronto possa mettere in crisi il suo piccolo mondo antico.
Ho spesso chiesto a Vannacci, e ai suoi piccoli fans, chiarimenti su questioni che qualsiasi figura di governo si troverebbe a maneggiare, ma finora ZERO RISPOSTE su:
SANITA’ PUBBLICA
DEBITO PUBBLICO
DESERTIFICAZIONE INDUSTRIALE IN ATTO
SOVRANITA’ ENERGETICA
TRASPORTI E INFRASTRUTTURE
CRISI CLIMATICA E RIVERBERO SUL TERRITORIO SEMPRE PIÙ FREQUENTE DI CALAMITÀ COME SICCITÀ, URAGANI, DESERTIFICAZIONE, CRISI IDRICA, ALLUVIONI
LEGGI CRIMINOGENE VOTATE DALL’ATTUALE GOVERNO
CORRUZIONE
EMIGRAZIONE CRESCENTE DELLA POPOLAZIONE PIÙ GIOVANE E ISTRUITA
CROLLO DEMOGRAFICO
Risposte non ne ho lette, ma una massa crescente di italiani diversamente ISTRUITI crede che imbarcando opportunisti e saltatori sul carro vincente, tipo la Ravetto, il no euro Rinaldi, il fascio Furgiuele, e praticando una DEPORTAZIONE di massa degli stranieri, alla fine saremo tutti più ricchi .
Devo cedere al richiamo della foresta e unirmi al neo primitivismo?
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@ Pasquale……ineccepibile….!!!!
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Il “fenomeno” Vannacci è il fenomeno Italia. È sempre lo stesso con facce diverse.
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Perché Vannacci funziona e prenderà un sacco di voti alle prossime elezioni? Perché è stato mediaticamente costruito sulla mentalità, o meglio pancia, degli italiani…..dice esattamente , e nel modo esatto , ciò che vogliono sentirsi dire…..In un altro articolo l’ autore scrive che nella testa, pancia, degli italiani il generale è oltre il 10% con possibilità del 20%, e mi trova d’accordo! Prima si intercetta e si studia cosa ribolle in pancia , poi ci si inventa un personaggio e lo si lancia con una bella campagna pubblicitaria sul mercato elettorale, ed eccoti servita la novità politica……nessuno farà caso al metodo ormai usato ed abusato da decenni, da quando la politica è diventata esclusivamente spettacolo…..semplificazione, sentiment, ruolo passivo da spettatore del cittadino che si limita ad applaudire o fischiare dagli spalti della tribuna!
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La rua analisi quasi meglio di quella di Travaglio.
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Ale@
Drammaticamente vero e a dir poco sconsolante.
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Ale, adoro la sintesi: ho postato lo stesso concetto con meno parole 🤣
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“Perché è stato mediaticamente costruito sulla mentalità, o meglio pancia, degli italiani…..dice esattamente , e nel modo esatto , ciò che vogliono sentirsi dire…..”
Be’ non questa non è novità.
Grillo cosa diceva e come lo diceva? Di Maio (qui inteso come esponente emblematico, quindi preso come rappresentante di un movimento che aveva nella sua totalità quella postura) cosa diceva e come lo diceva? Travaglio cosa dice e come lo dice?
Manipolare le persone non è da tutti, ma questi campioni esistono e non sono tutti dalla stessa parte. Sono ben distribuiti ovunque.
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Certamente la manipolazione esiste, come la propaganda, da almeno un secolo, i primi campioni sono stati i nazisti, propaganda curatissima…..lo sconosciuto caporale Hitler fu notato da chi poi lo ha introdotto negli ambienti che contavano al tempo , come ora, paro, paro, ben finanziato perché adatto allo scopo…..addirittura prese lezioni di dizione e gestualità, evidentemente pagate da qualcuno visto che stava con le toppe al cubo! Quindi la differenza non sta nella propaganda o manipolazione, ma da chi usa il personaggio mediatico per il proprio scopo ed interesse! Grillo era già un personaggio mediatico da decenni in ragione del suo lavoro, non aveva alcun bisogno di costruzione, ha usato semplicemente la SUA genialità comunicativa, per generare un cambiamento politico , se a scopo altrui o meno resta un dubbio o dilemma senza risposta, ma confrontare la cultura, la capacità intellettiva, dialettica, comunicativa di Grillo con Vannacci sarebbe come mettere sullo stesso piano Totò e Alfredo Vitali, o Andreotti con Renzi…..il primo politico di rilievo, anche se non condivisibile, il secondo fenomeno mediatico, altrettanto non condivisibile, ma senza alcuno spessore……Perché il bagaglio personale fatto di cultura, formazione, intelligenza, professionalità pesa in ogni ambito dell’ attività umana, dallo spettacolo alla politica…..quando poi la politica scade nel mero spettacolo il rischio è di arrivare all’ avanspettacolo di infimo livello, grottesco, ridicolo, ma purtroppamente pericoloso nel suscitare i peggiori istinti e pulsioni della pancia di chi non sa distinguere! Il caporale suddetto o il “ nostro” , nel senso di italiano, dux, non erano forse grotteschi? Peccato siano stati due sciagure della storia, quando il sonno della ragione genera mostri……ed il mostro è sempre dietro l’angolo, nel momento in cui domina la pancia ed il cervello va in vacca fra slogan e parole d’ ordine semplificate, con retorica trita e ritrita ……su cui gli avventori da bar social versano qualche lacrima di commozione mentre si spellano le mani per gli applausi! Poi con le mani ci fanno anche altro su altri…..
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Guarda che sei andata dritta in curva. L’oggetto di quello che ti ho scritto è il modus che consiste nel dire al proprio pubblico quel che esso vuole sentirsi dire e il registro con il quale lo vuole sentire.
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“Un furbacchione che sa bene dove grattare la pancia dell’Italia profonda: i miliardi che buttiamo in Ucraina e nel riarmo, una Ue lontana le mille miglia dalla gente”
Più o meno quello che fai tu Markolino, per altri motivi ovviamente.
E il gas russo?
Giuseppe deve averti tirato le orecchie,dopo averti spiegato un pochino pìù in profondità come stanno le cose.
Per il resto Markolino inappuntabile. E ci mancherebbe altro che non fosse così, per uno che segue la politica da anni 40. Una decina di lauree sull’argomento hai avuto il tempo di prenderle.
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Per un giornalista è normale incontrare condivisione con alcuni lettori, ma se il suo goal fosse solo vendere più copie, scriverebbe il contrario di ciò che scrive ora. Farebbe indirettamente anche un favore ai lettori di Infosannio di dover incappare in certi post ripetitivi quanto inutili anti MT che spargono merd@ comunque sempre e a prescindere da ciò che scrive. Chissa che forse si capirebbe se è proprio perché scrive ciò che scrive o solo perché si chiama Marco Travaglio?
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Studio Legale Ventresca & Pomata Associati
Egregio Arsenio
nell’interesse del nostro assistito, Sig. Carlgen, intendiamo ribadire la sua ferma volontà di non intrattenere alcun rapporto, diretto o indiretto, con la Sua persona e con i soggetti a Lei riconducibili(“il viscidume delle Squadraccie del blog” )
Siamo altresì favorevoli a tale scelta, atteso che l’instaurazione di qualsivoglia rapporto con la Signoria Vostra esporrebbe il nostro assistito al concreto rischio di incorrere, suo malgrado, in condotte astrattamente riconducibili all’art. 643 codice penale(Circonvenzione di incapace), con conseguenze che, purtroppo, graverebbero principalmente sulla persona del sig Carlgen.
Tale decisione è stata assunta in piena autonomia e consapevolezza dal nostro assistito e merita di essere integralmente rispettata. Conseguentemente, La invitiamo ad astenersi da qualsiasi ulteriore tentativo di contatto o di coinvolgimento nei confronti dello stesso.
Riteniamo altresì opportuno rappresentarLe che l’eventuale prosecuzione di condotte insistenti, moleste o comunque indesiderate potrebbe integrare fattispecie rilevanti sotto il profilo giuridico, con ogni conseguenza prevista dall’ordinamento vigente, ivi comprese quelle contemplate dall’art. 612-bis del Codice Penale(CyberStalking).
Confidando nel Suo senso di responsabilità e nella volontà di evitare ulteriori spiacevoli incomprensioni, auspichiamo che tali circostanze non abbiano a ripetersi in futuro.
P.S. Qualora la S.V. avvertisse l’irrinunciabile esigenza di essere quotidianamente oggetto di bonaria irrisione e perculamento, suggeriamo di rivolgersi a qualunque cittadino medio, presumibilmente disponibile a soddisfare tale aspettativa. Qualora, invece, aspirasse a forme di dileggio caratterizzate da particolare competenza tecnica e consolidata esperienza, ci permettiamo di segnalare il Dott. Jonny Dio, il quale potrebbe rivelarsi interlocutore maggiormente qualificato allo scopo.
Distinti saluti.
Studio Legale Ventresca & Pomata Associati
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🤣
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Mwahahaha 🤣
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E sì, Vannacci è proprio quello che ci vuole per ramazzare tutto quello che era forse in procinto di essere disperso dal CD . Ma ,una volta preso atto di ciò, qualcuno serio dovrebbe chiedersi cosa facciamo per opporci a questo andazzo ? Nei salotti festeggiano pensando che la destra in questi modo va in frantumi ( idioti ). In realtà,come successo in passato la banda attualmente al governo troverà il modo per farlo entrare nel loro recinto e fare il pieno alle votazioni . dall’ altro lato della casta hanno paura di parlare di patrimoniale e di qualsiasi altro argomento di rilevanza sociale ma in compenso sostengono una EU improponibile e armi e guerre e Israele vittoriosa insieme a Zelenski.Chi è più pazzo e perdente caro Travaglio ?
p.s. come la pensa il generale sull’affare Minetti ?
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Poi se dall’altra parte c’è una Gruber,, tipico esempio di sinistra con il Rolex, credo che il Vannacci farà una imbarcata di voti.
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@enricom…..mi sarei aspettato un Barbacetto…un Giacomo Salvini….un Gad Lerner…tre nomi a caso….per “smascherare” la pochezza del vannacismo….
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Sarebbe bastatoto Pasquale (mettendo sul “piatto” alcuni temi sopra indicati).
La verita’ e’ che la Gruber ha perso 4-0 e non 1-0 come riportato in altro articolo postato su infosannio.
E comunque i danni (elettorali) non sono poi elevati:
chi voleva votare Vannacci continuera’ a pensarla nella stessa maniera.
Cosa dice Vannacci di nuovo rispetto a quanto dicevano Salvini e Meloni fino ad un paio di anni fa?
Nulla! Ripete le stesse identiche cose!
Purtroppo l’Italia e’ abitata da milioni di Tom!
Chi e’ Tom?
Ve lo (ri) presento subito:
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Leggendo tutti i commenti mi viene da chiedermi: a che serve un Vannacci?
Io la risposta me la sono già data….. “la stampella della Dx per i trasfughi delusi da da questo governo che rafforzerà soltanto la Meloni alle prossime elezioni”
E lo strumento di tutto questo è la TV e i giornali nostrani.
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Probabilmente Vannacci è un “prodotto” escogitato a tavolino dalla destra, in separata sede, per colmare il probabile vuoto che riscuoterà la Lega alle prossime elezioni e che verosimilmente purtroppo, andrà ad accresce decisamente il risultato della destra stessa. Un per pericolo…
Mentre la sinistra, grazie anche agli ostacoli Renzi, Calenda, Picerno & C. , gli infiltrati di cui non riescono e/o non vogliono liberarsi …rimarrà alle corde, se non cambiano registro.
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I bar sport (ex osterie) pullulano da sempre di nuovi analisti politici che tifano per le novità, vista anche l’attuale caduta in disgrazia della nazionale di calcio. A ben vedere indietro anche agli albori della Repubblica c’era un partito chiamato L’uomo Qualunque che, dopo l’exploit, non ebbe fortuna solo perché nel frattempo il Piano Marshall si era messo a riempire di farina e latte in polvere americani la pancia degli italiani appena usciti dalla guerra. Un assaggio del prossimo Boom Economico con TV e seicento Fiat a portata delle tasche degli italiani. Ma quando si esaurì questa fase, ecco venir fuori dal cilindro nazionale Bossi che col suo celodurismo fece man bassa di consensi nella plebe appena alfabetizzata a leggere e scrivere (vedi trasmissione “Non è mai troppo tardi”) e istruita con la riforma della terza media obbligatoria per tutti. Il PCI aveva avuto un successone elettorale, ma nella seconda metà degli anni ’70, dopo il fuoco di paglia del Sessantotto, il riflusso politico ebbe il sopravvento, complice anche il Compromesso Storico berlingueriano, poi ritirato dopo il terremoto in Irpinia e la mangiatoia di mld pro classi digerenti democristiane locali. Qualcuno fece un calcolo: se avessero distribuito quei denari alla gente senza più casa, ciascuno avrebbero ricevuto 60 mln, neonati compresi.
Il resto lo ha fatto la globalizzazione finanziaria che ha messo all’angolo la Politica per farne l’esecutrice dei voleri dei poteri forti (diconsi Greats Major soprattutto a Stelle&Strisce).
Vannacci è l’ultimo esemplare di questa genia dalla lunga tradizione plebea posta ora a forgiare l’immaginario collettivo con fantasmagorici vascelli strapieni di immigrati vagare inutilmente per il mediterraneo in cerca di porti che consentano lo sbarco. Mentre la Gruber nel suo studio continua miseramente a blaterare sui diritti Lgbt & donne.
La pesciarola dovrà per forza far posto al nuovo arrivato pena la caduta del suo regno. Riuscirà almeno a convincerla a puntare i piedi e smettere di foraggiare con soldi e armi Zelensky?? Almeno questo, caxxo!
E il campo extra largo??… Lasciamo perdere va’!
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Più nello specifico :
Il movimento non aveva un programma economico preciso e tendeva a enfatizzare slogan semplici, spesso ironici e vicini alla cultura popolare del tempo.
Il Fronte partecipò alle elezioni del 1946 per l’Assemblea Costituente ottenendo un risultato sorprendentemente significativo, raccogliendo circa il 5-6% dei voti nazionali, con seggi in Parlamento e una forza territoriale più consistente al Sud e in alcune grandi città. Il suo successo derivava soprattutto dalla capacità di intercettare la frustrazione degli elettori verso i partiti tradizionali. Tuttavia, il movimento iniziò a perdere progressivamente consensi già nei primi anni Cinquanta.
Nel 1947 il partito assume un atteggiamento più conciliante verso il quarto governo di De Gasperi, che aveva segnato l’estromissione dei comunisti dalla compagine governativa e addirittura in seguito farà aperture verso il PCI.
La scissione Liberal-Qualunquista e dell’Unione NazionaleQuesto avvicinamento allo Scudo Crociato rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell’Uomo qualunque: alcuni sostenitori, delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente governativo, abbandonano il partito. In maggio, alle regionali in Sicilia, formano una lista, “Blocco Democratico Liberal Qualunquista”, che ottiene il 14,7%, mentre in parlamento ben 14 deputati qualunquisti escono dal gruppo formando una separata Unione Nazionale, in cui entrano i Liberal Qualunquisti.
Dopo aver tentato un’alleanza con la Democrazia Cristiana e il MSI, Giannini si avvicinò al leader comunista Palmiro Togliatti, definito due anni prima «verme, farabutto e falsario».
Tra l’altro, Antonio Pallante, che il 14 luglio 1948 attenterà alla vita di Togliatti, apparteneva al gruppo qualunquista siciliano scissionista. Molti simpatizzanti dell’Uomo Qualunque, allibiti da questa scelta filo-PCI, abbandonarono l’ex-commediografo che, messo alle strette, rinunciò al patto d’amicizia con il PCI per stringerne un altro con il PLI.Il
Blocco Nazionale, la seconda scissione e lo scioglimento. In vista delle elezioni politiche del 1948, il partito di Giannini entrò nel Blocco Nazionale: l’accordo fu siglato il 10 gennaio 1948, insieme al sopracitato PLI e all’Unione della Ricostruzione di Nitti. Tale scelta originerà una scissione e fra i dimissionari spiccherà il segretario generale del Fronte Vincenzo Tieri che fonderà il Partito Qualunquista Italiano. Un’altra componente del partito esce dal Fronte per confluire nel Partito Nazionale Monarchico.Il “Blocco Nazionale” ottenne 19 deputati e 7 senatori, di cui però di riferimento del partito solo 4 deputati (dai 30 della Costituente) tra cui lo stesso Giannini e la sorella Olga, e 3 senatori, oltre a Roberto Bencivenga (di diritto). Con l’insuccesso elettorale il Fronte ha di fatto concluso la sua funzione e i qualunquisti confluiranno nei mesi successivi chi nel Partito Nazionale Monarchico e chi nel PLI; qualche altro esponente aderirà al neonato Movimento Sociale Italiano. Le elezioni del 1948 furono un duro colpo: la polarizzazione tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano ridusse drasticamente lo spazio per formazioni populiste come il Fronte dell’Uomo Qualunque, con molti elettori che ritornarono ai partiti maggiori.
Il pensiero politico
lotta al comunismo;
lotta al capitalismo della grande industria;
liberismo economico individuale;
limitazione del prelievo fiscale;
assenza dello Stato dalla vita sociale del Paese.
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A me indispongono i giornalisti che vanno al confronto con Vannacci completamente digiuni di NUMERI, preferendo un confronto esteriore, superficiale che gli permettono di primeggiare mentre SCAPPA dalla realtà.
In Italia vivono circa 7 milioni scarsi di stranieri, 5-600.000 clandestini.
All’INPS giungono i contributi di quasi 4 milioni di costoro, mentre usufruiscono di prestazioni come rendita e aiuto da disoccupazione meno di 400.000 persone.
GLI STRANIERI SONO CONTRIBUTORI NETTI e Senza di loro il nostro Ente previdenziale avrebbe già dichiarato bancarotta.
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Perché nessuno pennivendolo lo incalza su questi numeri invece di lasciargli il podio?
Quelle centinaia di migliaia di clandestini NON VIVONO NELLE GRANDI CITTÀ, ma costituiscono l’esercito di SCHIAVI sfruttati in agricoltura, negli allevamenti, in edilizia.
E sempre accusando la cattiva percezione diffusa dal retequattrismo e telemelonismo, chi veramente soffre di persecuzioni e insicurezza sono gli stranieri di colore. Ma alla massa di babbuini ignoranti viene veicolato il messaggio opposto.
Prenderà il potere Vannacci? Auguri.
Io credo che sia incapace per sua ignoranza a governare le complessità di una nazione come l’Italia.
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Vado controcorrente. Per me Vannacci non farà un risultatone alle politiche, prenderà tra il 5 e il 10% (meglio di Calenda ma sotto Tijani). E questo perché in fatto di novità straordinarie che ti rivoltano il paese come un calzino gli italiani hanno già dato e sono presumibilmente un po’ stanchini. Hanno votato i 5stelle (né di destra né di sinistra), poi FDI (di destra). Un’altra novità straordinaria (tra l’altro di nuovo marcata destra come l’ultima appena votata e che ha appena floppato) non possono che votarla con poco entusiasmo.
A questo aggiungiamoci che il buon Vannacci non sembra avere l’oratoria non dico di Mussolini, ma nemmeno di Meloni.
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Tempo fa mi capitò di assistere a una trasmissione televisiva in cui venivano intervistati i passanti, chiedendo loro quale fosse la percentuale di immigrati in Italia. Era una rete RAI, non ricordo quale.
Le risposte variavano tra il 20 e il 40%, se non ricordo male (del 40% sono sicuro).
Gli ospiti in studio osservarono che tali percentuali erano frutto di una percezione distorta dalla propaganda, mentre le cifre ufficiali indicavano appena l’8-9%.
Non tenevano conto, però, del fatto che la distribuzione sul territorio nazionale non è affatto omogenea. A Monfalcone, per esempio, la quota di cittadini stranieri residenti è del 32-33%; nel Comune di Venezia è intorno al 17%, ma a Mestre e Marghera sfiora il 30%; a Baranzate, nell’area metropolitana di Milano, arriva addirittura al 37%.
Non sempre queste presenze creano frizioni con i residenti italiani, ma in diversi casi la convivenza diventa difficile. A Trieste, per esempio, punto di arrivo della rotta balcanica, si registrano con una certa frequenza risse, aggressioni e accoltellamenti che coinvolgono gruppi di diversa provenienza e che raramente trovano spazio sulla stampa nazionale.
Ancora più difficile, poi, è determinare quale sia la densità immigratoria nelle periferie, giacché i nuovi arrivi dalle aree più svantaggiate del mondo convivono spesso con le famiglie italiane più disagiate in quartieri già soggetti a degrado sociale ed economico.
Quando Conte parla di sicurezza non lo fa necessariamente per inseguire le destre. Prende semplicemente atto del fatto che in alcune aree del Paese la concentrazione dell’immigrazione e le difficoltà di integrazione sono percepite come problemi concreti da una parte della popolazione.
Cosa che altri soggetti politici, per convenienza, per compiacere il proprio elettorato, per snobismo, ignoranza o tutte queste cose assieme, evitano accuratamente di fare, lasciando spazio ai vari Vannacci di turno.
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A tTaranto i nuovi arrivi dalle aree più svantaggiate del mondo convivono purtroppo nel quartiere in pieno centro. Quei pochi soggetti a degrado sociale ed economico…che ahimè vivono in case che non spettano loro in centro, questi adocchiate le abitazioni dimenticate e abbandonate dai veri proprietari le aprono le affittane in nero ai nuovi arrivi. Si attaccano illegalmente agli allacci dell’acqua e della luce.
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Ho vissuto a Brescia per un anno da fine1997 a inizio 1999.
Già da allora il centro era stato lasciato in mano agli immigrati, soprattutto la zona Stazione e il quartiere del Carmine e San Faustino.
Gli italiani benestanti nei villoni sulle colline, la classe media nelle villette a schiera della cintura. Era sindaco una persona perbene come Mino Martinazzoli, che era titolare di uno studio legale associato col banchiere Bazoli e un discendente della famiglia che aveva espresso Papa Montini. FINANZA cattolica in purezza al suo massimo potere.
Eppure, nonostante alcuni episodi di violenza, la convivenza da separati reggeva, proprio per la mancanza di contatti.
Mi ricordo un giorno che stavo passando per il quartiere del Carmine e la mia attenzione fu catturata da del sangue sulla strada che veniva lavato.
Avevano SGOZZATO un pusher maghrebino, perché aveva cominciato a drogarsi con le sostanze che avrebbe dovuto spacciare e invece consumava.
È cambiato qualcosa negli ultimi 30 anni? Quasi niente, con le destre sempre più incarognite per sfruttare l’allarme sociale DA LORO CREATO DI PROPOSITO. Perché mancano programmi di integrazione e di educazione civica per non abbandonarli nelle mani sbagliate di chi gli dà qualcosa da mangiare.
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Il quadro legislativo che sorregge questo sistema è stato costruito pazientemente negli ultimi trent’anni, da governi di centrosinistra e di destra con pari diligenza. Il nodo più perverso è il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro: un lavoratore straniero la cui posizione giuridica dipende dal mantenimento di un rapporto con un datore di lavoro specifico è un lavoratore ricattabile per definizione. Non può denunciare gli abusi senza rischiare la propria regolarità sul territorio. Non può cambiare impiego senza affrontare un labirinto burocratico. È, in sostanza, un servo della gleba con il visto.
Cosa servirebbe davvero? Le proposte sul tavolo non sono misteriose né particolarmente originali: semplicemente vengono sistematicamente ignorate. Slegare il permesso di soggiorno dal singolo datore di lavoro e sostituirlo con un permesso biennale di ricerca lavoro e formazione professionale eliminerebbe il principale strumento di ricatto strutturale. Aumentare in modo significativo il numero di ispettori del lavoro nelle aree agricole — oggi del tutto insufficiente rispetto alla vastità del territorio da coprire — renderebbe il controllo meno episodico e più deterrente.
Introdurre una responsabilità solidale reale lungo tutta la filiera, fino alla grande distribuzione, sposterebbe il costo dello sfruttamento su chi oggi ne beneficia senza pagarne le conseguenze. Niente di tutto questo è tecnicamente impossibile. È politicamente scomodo, perché tocca interessi economici consolidati e lobby che hanno da tempo imparato a muoversi con disinvoltura tra i corridoi parlamentari di ogni colore.
I caporali verranno processati. Le aziende per cui lavoravano continueranno a rifornire i supermercati. E sugli scaffali, i prezzi resteranno competitivi.
https://www.kulturjam.it/politica-e-attualita/il-caporalato-non-esiste-esiste-la-grande-distribuzione/
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