Il Papi della patria

Giorgia Meloni lancia la candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale. È lui a incarnare il profilo ideale del patriota, tanto caro a Fratelli d’Italia e retaggio della cultura conservatrice della destra? Per molti italiani sì.

(Marco Fraquelli – tag43.it) – È l’ora dei conservatori. E i conservatori devono mandare al Quirinale un patriota, per esempio Silvio Berlusconi, patriota che ha difeso l’interesse nazionale dalle ingerenze – e dagli attacchi – delle consorterie europee. Parola di Giorgia Meloni che, in chiusura della tradizionale manifestazione romana di Atreju, lo scorso 12 dicembre, è uscita allo scoperto (non si sa quanto davvero convinta) proponendo la candidatura del cavaliere di Arcore come prossimo presidente della Repubblica. Ma se non sappiamo quanto il nome di Berlusconi appassioni sinceramente la leader di Fratelli d’Italia, sappiamo invece quanto il tema dei “patrioti” sia diventato – giorno dopo giorno – a lei molto caro; quasi una sorta di mantra, esibito in ogni occasione, almeno da quando, nel 2017, lanciò, nel corso del Congresso
nazionale di Trieste, Le tesi per il movimento dei patrioti.

Berlusconi e il concetto di patriota della destra italiana e di giorgia meloni

I contenuti de Le tesi per il movimento dei patrioti, manifesto di Meloni

Il “manifesto” riguardava molteplici ambiti: patrioti per difendere la sovranità nazionale italiana in Europa, patrioti tra i patrioti europei, patrioti per una nuova sovranità monetaria, per un sistema bancario al servizio di famiglie e imprese, per difendere le frontiere dall’immigrazione clandestina, per affermare in ogni campo il principio del “prima gli italiani”, per difendere l’identità nazionale dall’Europa islamizzata e via via fino ai patrioti per la difesa del made in Italy, della produzione industriale e agricola, per la salvaguardia del lavoro e la valorizzare i giovani, per la difesa del welfare, della famiglia tradizionale e per incentivare la natalità, proteggere il nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico.

berlusconi al quirinale mostra l'idea di patria della destra

Aspiranti patrioti crescono: il saggio di Borgonovo

Del resto, non è da oggi che il connubio conservatorismo-patriottismo rappresenta un topos (come direbbero i colti) imprescindibile del pensiero della destra, e tema ciclicamente rilanciato, quasi una sorta di chiamata alle armi, nei momenti, per così dire, di parziale appannamento, se si vuole di distrazione. È il caso del recentissimo saggio di Francesco Borgonovo Conservare l’anima. Manuale per aspiranti patrioti, nel quale il vice direttore de la Verità e intellettuale di destra – contrapponendo il modello del conservatore a quello oggi mainstream del progressista – invita il popolo di destra a riscoprire i valori della propria tradizione conservatrice e a contrapporre appunto il patriottismo (inteso come principio ispiratore del sacrificio e del dono di se stessi, quindi dell’interesse della comunità sopra ogni cosa) all’individualismo – e al narcisismo – tipici della sinistra. Citando una selva di autori (alcuni vere e proprie icone del Pantheon della destra) e molteplici esempi, Borgonovo propone una sorta di «rivoluzione» (o «rivolta», chiosa Macello Veneziani nella introduzione al saggio) conservatrice per la quale il patriota non dovrà aver paura di sacrificare il proprio egoismo al servizio della difesa – cioè della conservazione – della immutabile triade Dio, Patria e Famiglia, con annessi e connessi.

Una visione conservatrice per il futuro

Ovviamente, Borgonovo legge e cala la figura del patriota – e della sua auspicabile azione – nella piena attualità. Semmai, si può dire che riscopra, e riattualizzi, un altro connubio, quello tra patriottismo e visione sociale, piuttosto specifico della cultura della destra (soprattutto radicale) italiana post-bellica. Ne hanno scritto in molti, ma vale forse la pena di ricordare un nome per tutti, quello di Mario Bozzi Sentieri, intellettuale che si è molto speso nel sottolineare con continuità e coerenza la necessità di porre il patriottismo sociale come obiettivo strategico e distintivo di una destra che voglia essere protagonista del Paese. Bozzi Sentieri cita i padri nobili di questo filone di pensiero, da Ernesto Massi, storico esponente del MSI che negli Anni 50 avvertì l’esigenza di affermare, oltre la nazione, la solidarietà di popolo; Gaetano Rasi, economista di area, che, negli Anni 70, rilanciò il social-corporativismo come alternativa al liberal-capitalismo, o Giano Accame, che, ancora all’inizio del nuovo millennio, indicava nella destra sociale il vero fronte del progressismo, in contrapposizione al socialismo reazionario, aristocratico e piccolo-borghese della trazione marxista. Di qui muove Bozzi Sentieri per proporre una ulteriore evoluzione, che guardi al conservatorismo non solo come difesa identitaria e della tradizione, ma come opzione per il futuro, nella misura in cui la politica conservatrice saprà dare risposte efficaci ai molteplici – e concreti – problemi degli italiani: impoverimento, necessità abitative, disoccupazione, precarietà, ecc. Ecco perciò la necessità di dare vita a un sistema economico basato sulla solidarietà, sull’interesse generale e non su quello, spesso “rapace”, dei singoli; un sistema basato sull’etica collettiva che anteponga gli interessi della nazione e dei suoi cittadini a quelli delle singole aziende e dei singoli imprenditori, con evidenti riflessi anche sulle scelte politiche del Paese e, quindi sulle scelte di organizzazione, civile, sociale e culturale.

Berlusconi e il concetto di patriota della destra italiana e di giorgia meloni

Berlusconi è l’uomo giusto al posto giusto? Per molti italiani sì

A questo punto potremmo chiederci: Berlusconi potrebbe incarnare un simile profilo di patriota sociale? Si potrebbe rispondere, con Roberto D’Agostino, che è «durissima». Difficile immaginare in questo ruolo «un Peron con i tacchetti, un fabbricante di miliardi che ha svuotato il cervello degli italiani con quiz e indovinelli, un bigné in doppiopetto sempre truccato, con cinque figli e due mogli, sgradevolmente donnaiolo, che ne ha combinate di cotte e di crude». Eppure molti italiani ci credono, tanto che sempre D’Agostino si chiede: «Perché un paese che si sbatte dalla mattina alla sera per arrivare alla fine del mese, da oltre vent’anni ha perso la testa per un miliardario donnaiolo che all’etica delle istituzioni ha sempre preferito la cotica dei propri affari?». E Natalia Aspesi si dice terrorizzata dai suoi connazionali che «più il Paese corre verso l’autodistruzione, più adorano i propri carnefici … è come se si fossero trasformati in tanti piccoli lemuri che si precipitano entusiasti in fondo al burrone». Evidentemente Giorgia Meloni non ha di questi timori, o più semplicemente ha voluto, ancora una volta, assecondare gli umori, solleticare la pancia, come si dice, di chi ancora crede nel ruolo messianico di Silvio Berlusconi. Del resto, come ha scritto qualcuno in rete, con illuminante ironia, chi meglio di lui per guidare un Paese che sta andando a puttane?

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13 replies

  1. Dio ce ne liberi ! Questi impostori falsamente patrioti servi di eserciti stranieri e degli interessi che difendono, amanti della famiglia con quattro coniugi e dieci amanti, alfieri dell’ordine mentre di nascosto sniffano e si accoppiano con tutto quello che gli capita a tiro non escluso nessuno per sesso,età,genere sessusle e razza animale,tutori degli interessi nazionali servendosi di fiscalisti ed avvocati per fottere lo stato evadendo le tasse come si evita la lebbra. Un ipocrita del massimo grado di questa specie chi poteva candidarlo a presidente se non la Meloni ?

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  2. “un fabbricante di miliardi che ha svuotato il cervello degli italiani con quiz e indovinelli”:

    ma vogliamo capirlo che il Banana non ha svuotato nulla, ma ha solo riempito un vuoto già esistente? E chi cazzo non lo avrebbe fatto al suo posto? Lui c’ha messo solo quello che poteva metterci (quiz e indovinelli): è un vero peccato che al suo posto non ci sia stato, che so, un Jonny Dio col suo sacco pieno di verità incontrivertibili, l’itaGlia sarebbe un posto migliore, ma così è andata.

    Questa è esattamente l’essenza della DEMOCRAZIA che tanto a voi piace… a giorni alterni, soprattuto la Domenica…

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    • Mi hai convinto! Sperando di dare l estrema unzione il giorno stesso che sarà eletto! Certo ci faremo una figura di palta .. ma non sarà neanche l ultima!

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    • @Gatto

      Si può essere democratici e ritenere di pessima qualità la nostra democrazia?
      Penso proprio di sì.
      A me la carbonara piace ma in alcuni ristoranti ho mangiato una carbonara di merda, cogli spaghetti immersi in una salsetta gialla a mo’ di zuppa. Se avessi mangiato solo quella avrei dedotto che la carbonara fa davvero schifo.
      Insomma Gatto, non puoi dileggiare la democrazia tout court perché quella italiana fa schifo.

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  3. ” È il caso del recentissimo saggio di Francesco Borgonovo Conservare l’anima. Manuale per ASPIRANTI PATRIOTI, nel quale il vice direttore de la Verità e INTELLETTUALE DI DESTRA…”
    Basta così… 😂🤣😆😆🤣😂🤣😆😆🤣😂 è la migliore: avete vinto! 🏆👏🏻

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