
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Fischiettano. Quelli che a febbraio invocavano un bell’attacco illegale all’Iran (quando ci vuole ci vuole) per salvare le donne dal velo, innescare la rivolta del popolo persiano che non aspettava di meglio che farsi liberare da americani, israeliani e sunniti, rimpiazzare il regime degli ayatollah con un governo filoccidentale guidato dal popolarissimo Reza Pahlavi jr. e annientare il programma nucleare […]
Meglio di Alì il Comico
(Di Marco Travaglio) – Fischiettano. Quelli che a febbraio invocavano un bell’attacco illegale all’Iran (quando ci vuole ci vuole) per salvare le donne dal velo, innescare la rivolta del popolo persiano che non aspettava di meglio che farsi liberare da americani, israeliani e sunniti, rimpiazzare il regime degli ayatollah con un governo filoccidentale guidato dal popolarissimo Reza Pahlavi jr. e annientare il programma nucleare (già peraltro annientato dai raid del 2025), ora che anche questa guerra è perduta fanno finta di niente. Sembra ieri che, quando il Fatto e pochi altri prevedevano come sarebbe finita, ci davano dei “complici di terroristi e tagliagole” e spiegavano i balsamici effetti della nuova guerra. Come Alì il Comico, ministro della propaganda iracheno, che nel 2003 dalla Baghdad occupata diramava bollettini trionfalistici (“Non c’è alcuna presenza di truppe americane a Baghdad”). Vogliamo ricordarli così, con questa marcia trionfale, a imperitura memoria.
Pina Picierno: “Viva l’Iran libero. Quando viene deposto un dittatore (l’assassinio di Khamenei sr., ndr) , è sempre un giorno di festa per il mondo libero” (1.3).
Luigi Marattin: “I benefici infiniti della rimozione di un regime” (11.3).
Paolo Gentiloni: “Il no alla guerra non basta” (7.3).
Matteo Renzi: “Khamenei e Maduro, grazie Trump” (3.3).
Italo Bocchino: “L’Iran è isolato. Più va avanti la soluzione del problema e meglio è. Dovremmo festeggiare tutti e dire grazie a Trump che finalmente mette mano all’Iran” (3.3).
Corriere della Sera: “Il regime degli ayatollah è fallito da tempo. Nelle piazze c’è chi inneggia alla monarchia e al ritorno del figlio di Pahlavi” (Antonio Polito, 12.1).
Repubblica: “Shirin Ebadi, premio Nobel: ‘Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile’” (11.3). “Pahlavi: ‘Sono pronto a tornar per l’assalto finale al regime’” (Maurizio Molinari, 16.4).
Stampa: “Pahlavi scende in campo: ‘Il cambiamento sono io’” (17.1). “Impatti limitati se il conflitto è breve. Dall’Iran libero, benefici alla crescita” (Carlo Cottarelli, 1.3). “Un’azione coordinata per far cadere l’edificio della Repubblica islamica” (Stefano Stefanini, 1.3). “Teheran non ha quasi più lanciamissili” (3.3). “La guerra degli Usa al regime è giusta, ma ora devono andare fino in fondo” (Bernard-Henri Lévy, 8.3). “Shirin Ebadi: ‘Non v’ingannate, il regime è debole. Sarà il popolo a finire il lavoro’” (31.5).
Messaggero: “Una teocrazia sempre più isolata. Un tracollo di Khamenei porterebbe la libertà a milioni di persone” (Alessandro Campi, 12.1).
Giornale: “Il tramonto del regime”, “È una rivoluzione, la spallata è vicina” (11.1).
“Arrivano i nostri”, “Meno male che Trump c’è” (Tommaso Cerno, 14.1). “La forza non ci piace, ma è l’unica via” (Augusto Minzolini, 1.3). “La gioia degli iraniani: applausi alle finestre”. “Ora siamo liberi dal Male, ma non dalla sinistra che tifa islamismo radicale. Thank you, America” (Cerno, 1.3). “Regime spalle al muro” (Fiamma Nirenstein, 7.4).
Libero: “Lo scià Ciro è pronto a governare l’Iran. La folla invoca il ritorno dell’imperatore” (7.1). “L’Iran ci crede: il regime può crollare” (10.1). “La spallata che serve per far cadere la Repubblica islamica” (12.1). “Finalmente!” (Mario Sechi, 1.3). “Trump ha trovato la forza che è mancata ai predecessori” (2.3). “Hormuz chiuso per mancanza di assicurazioni. Ma ora ci pensa Donald…” (Fabio Dragoni, 5.3). “Petrolio e gas in netta discesa. Il panico sui mercati è già finito” (5.3). “Contro le armi di Israele, l’Iran è una tigre di carta” (21.3). “Il fantasma di Khamenei è il simbolo della sconfitta” (24.3). “L’esperto militare Udler: ‘Teheran è crollata per il 70% e gli arabi stanno con Israele’” (31.3). “Le ultime 24 ore dell’Iran”, “La guerra va meglio di quello che tutti dicono” (7.4). “Il regime iraniano dev’essere sconfitto casa per casa come fu per il nazismo” (Giulio Sapelli, 8.4). “L’effetto boomerang che può fregare l’Iran” (Dragoni, 17.5).
Verità: “Ucciso Khamenei. Regime iraniano alle corde” (1.3).
Foglio: “Il regime iraniano si sta consumando”, “Sognare il regime change a Teheran” (rag. Claudio Cerasa, 9.1). “Esportare la libertà a Teheran” (15.1). “Una guerra che l’Iran non sta vincendo” (11.3). “Le strade per un cambio di regime” (20.3). “Il ruggito di Israele per il regime change: è guerra preventiva contro l’Iran”, “Ora un colpo definitivo agli utili idioti dell’ayatollah”, “Perché non c’è momento più propizio di questo per far cadere un regime” (2.3). “Essere antifascisti oggi significa augurarsi un Iran libero” (4.3). “Nel Golfo tutti d’accordo: la fine del regime apre una nuova èra”, “Furia Epica non è illegale” (5.3). “Non aver paura di dire regime change” (6.3). “Sostenere il partito della resa incondizionata. In una settimana Israele e Usa hanno quasi raggiunto gli obiettivi militari” (7.3). “Il giornalista Taheri: ‘Ci sono più Ferrari a Teheran che a Roma. Il regime è finito’” (12.3). “La guerra contro l’Iran non è persa, ma non è ancora vinta” (10.4). “Le tre condizioni per un regime change in Iran” (15.4). “La vittoria immaginaria di Teheran” (5.5).
Riformista: “Spallata finale. ‘Regime al collasso, Israele darà il colpo di grazia’” (9.1). “Teheran, stiamo arrivando”, “Make Iran Great Again” (14.1). “Nirenstein: ‘Restaurazione della monarchia? Reza III si presenta come figura unitaria che può aprire la via alla democrazia” (14.1). “Fate presto” (15.1). “L’Asse del Bene” (3.3). “La guerra di liberazione dell’Iran”, “Una nuova primavera a Teheran” (Gianni Vernetti, 5.3). “La guerra sacrosanta” (7.4). “La notte della Repubblica islamica”, “Reza Pahlavi e il suo successo in Occidente” (8.4). “Nirenstein: ‘Israele vincerà’” (11.4). “Pahlavi alla guida della transizione: gli iraniani non ammettono ambiguità” (Sergio Talamo, 6.5). “Maurizio Molinari: ‘Israele leader del nuovo Medio Oriente’” (8.5).
E pazienza, dài, è andata così.
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