
(Tommaso Merlo) – Trump rischia che la prossima pallottola faccia centro e gli spegni il narcisismo per sempre. Con la mafia sionista del resto non si scherza, chiunque interferisce rischia una brutta fine e soprattutto se comprato a peso d’oro come Trump. Le ragioni della resa all’Iran, le ha ammesse lo stesso Trump in un rarissimo momento di lucidità. Le scorte petrolifere strategiche erano agli sgoccioli e una catastrofe economica alle porte. E cioè lo strangolamento che l’Iran ha covato per decenni stava funzionando alla perfezione: esercito ed industria bellica sottoterra per reggere la supremazia aerea dei nemici, siluri ipersonici a catinelle sui giuda regionali e il nemico sionista, presa dello Stretto di Hormuz dove attendere il passaggio del cadavere turbocapitalista. I sionisti hanno truffato Trump facendogli credere che sarebbe finita come con Maduro e che l’Iran avrebbe alzato bandiera bianca dopo il martirio dell’Ayatollah. Ed invece Trump si è ritrovato invischiato in quella che gli esperti definiscono la peggiore sconfitta strategica della storia americana. E questo non solo perché invece di distruggere il regime iraniano l’ha compattato e reso egemone, ma perché ormai alla supremazia americana non ci credono nemmeno al Pentagono. Mentre si lodavano ed imbrodavano da soli guardandosi spazzatura hollywoodiana, non si sono accorti del nuovo paradigma missilistico e dronistico che grazie alle nuove tecnologie è a portata di mano anche dei più poveri. Già, trilioni di dollari buttati nel water e nuovi equilibri globali su cui rimuginare perché se le prendono dall’Iran, figuriamoci dalla Cina. Da settimane i generali consigliavano a Trump di fare le valigie, ma pare abbia ceduto per gli allarmi dei colleghi oligarchi e quelli dei sondaggisti, per i rischi di un tonfo economico ma anche elettorale senza precedenti per colpa della spesa, della pompa e della pazienza popolare fuori controllo. Che per Trump significa impeachment, processi a raffica e la sentita speranza del mondo intero trascorra gli ultimi anni rinchiuso in una cella con una cravatta arancione fosforescente al collo. Ecco quindi il colpo di scena, Trump che volta le spalle ai sionisti ed accetta le dure condizioni degli iraniani, gli stessi che fino a ieri voleva annientare e da cui pretendeva la resa incondizionata. Ma inutile farsi illusioni. Le promesse dei narcisisti sono flatulenze e si tratta solo di un memorandum, hanno 60 giorni e può succedere ancora di tutto. Tipo che saltino fuori filmini di Trump e Melania ai bei tempi di Epstein, oppure che i sionisti costringano i politici repubblicani che tengono a busta paga a ribellarsi contro il loro presidente. Un casino. Perché gli americani ormai sono abituati alle disfatte, i sionismi no e tantomeno scendere a compromessi. Sanno solo ammazzare chiunque ostacoli i loro deliri ideologici, che sia un bambino palestinese o un presidente americano. Per questo Trump rischia grosso anche se prima di tirare il grilletto potrebbero organizzare falsi attentati o attaccare di nuovo il Libano e lo stesso Iran o inventarsi una delle loro diavolerie per far saltare l’intesa e trascinare di nuovo la Casa Bianca nella loro guerra permanente verso l’autodistruzione. Dai responsabili del genocidio del secolo del resto, c’è da aspettarsi di tutto tranne umanità e ragionevolezza. Ma un limite ce l’hanno pure i sionisti. Senza soldi ed armi americane, per Israele è la fine. Il consenso popolare americano è già compromesso per sempre e mosse azzardate potrebbero alienare anche l’establishment che anche se corrotto sceglierà sempre la propria sopravvivenza a quella altrui. Un bel casino e può succedere ancora di tutto. È il sionismo la vera e unica causa di tutti i problemi mediorientali e la storia di quella regione martoriata si capisce solo con gli occhi di un palestinese. E mentre Trump si arrende e il corrotto establishment americano dibatte, il mondo intero ha già emesso la sua sentenza. Uno stato genocida non ha nessuno diritto di esistere, il sionismo va bandito come le ideologie del secolo scorso e in Palestina deve aprirsi una nuova era in cui tutti i cittadini abbiano pari dignità e diritti umani a prescindere. Un’era di umanità e ragionevolezza.