Vaccinateli contro la conoscenza

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Meglio chiarire subito, nulla nella strategia del governo, con il passaggio dalla persuasione morale alla violenza feroce, è giustificato da finalità sanitarie.

Vale per l’introduzione del Green Pass con la sua escalation discriminatrice che condanna parte della popolazione all’apartheid, all’esclusione sociale,  dimostrando che l’obiettivo non è promuovere la vaccinazione di massa, bensì quello di eseguire dei test e attuare le conseguenti procedure di sorveglianza e controllo per la criminalizzazione, segregazione e persecuzione dei renitenti promossi a disertori della Scienza e dello Sviluppo. Dunque dell’appartenenza al consorzio civile.

Vale per lo scandaloso susseguirsi di ordini contraddittori, per l’andirivieni di pronunciamenti e smentite a proposito delle quarantene in classe, del ripristino della Dad, oggetto di circolari a doppia firma, prontamente ritirate quando l’autorità superiore ha voluto mantenere il punto sul “funzionamento” della scuola, garantito a suo dire dall’azione muscolare affidata a Figliuolo per il tracciamento degli alunni e la vaccinazione di oltre metà dei bambini tra 5 e 11 anni.

Anche in questo caso il marasma cognitivo e decisionale dei ministri “competenti” nasconde un disegno preciso, l’applicazione all’istruzione dell’approccio che, da decenni, il mozzo del Britannia, promosso sul campo dell’austerità e dell’esproprio di beni e sovranità dei paesi del Sud dell’Europa, è stato incaricato di adottare su larga scala e con ogni mezzo, quello di demolire i sistemi sociali di assistenza, scuola e università, ricerca e applicazione tecnologica, insieme all’edificio di conquiste e garanzie dei lavoratori per consegnarli, a cominciare dall’istruzione, ai privati, più organizzati, più “ricchi”, più disponibili a selezioni arbitrarie “a pagamento” del personale del ceto dirigente futuro.

Ogni mezzo è buono, d’altra parte siamo abituati da tempo a una interpretazione della reputazione internazionale che si conquista solo con la rinuncia, con l’obbedienza a autorità esterna, con l’abiura a valori e principi costituzionali che parlano di diritti irrinunciabili, quello alla cura, l’accesso al sapere e alla conoscenza, il godimento del patrimonio culturale della nazione.

Così si spiega la voluttà con la quale la stampa ufficialmente comprata e svenduta pubblica le indagini sulle prestazioni della scuola italiana che licenzia prodotti poco funzionali al mercato, le inchieste sull’ignoranza di andata oltre che di ritorno degli studenti inadeguati a rappresentare la prossima élite, impreparati alle sfide della modernità e alle esigenze del mercato:  tutti messaggi preliminari alla esaltazione della qualità di istituti e università privati, intoccati dalle velleitarie pretese di un corpo insegnante frustrato e lagnoso, da programmi arcaici e incompatibili con i principi della competitività globale e della meritocrazia, da una amministrazione farraginosa e burocratica.

Proprio vero, la scuola pubblica non ha saputo finora cogliere e mettere a frutto interamente le opportunità contenute in una serie di riforme promosse da una avanguardia “progressista” da Berlinguer a  De Mauro, da Mussi alla Fedeli, da Fioroni alla Carrozza, talmente intrisi dall’ideologia liberista da mettersi in aperta concorrenza con la Moratti e da far rimpiangere Medici, Misasi, Falcucci e Galloni, che almeno facevano riferimento a una scuola coerente con una visione e finalità pedagogiche e educative compatibile con la combinazione dell’inserimento sociale e di una morale confessionale ispirata alla triade di autorità: Dio Patria e Famiglia, e non  solo alle divinità della teocrazia del mercato: Profitto, Merito, Concorrenza, Avidità, Accumulazione.

Ciononostante, molto  è stato fatto per delegittimare la Conoscenza e la Cultura e questi due anni hanno impresso una accelerazione formidabile al processo grazie alla creazione di gerarchie del Sapere che collocano al primo posto la Scienza, termine vago che permette di annoverare discipline le più svariate sotto l’ombrello di una religione inviolabile e inconfutabile i cui dogmi sostenuti da misure di carattere politico, sociale e amministrativo, vanno creduti e eseguiti con cieca obbedienza. Seguita subito dopo dalla Tecnica, in vista di un’utopia futurista che risparmi dalla fatica, quella del pensiero prima di tutto, che esima da responsabilità personali e collettive quando la carriera consisterà dall’essere incaricati di premete un tasto più prestigioso e influente di quello precedente, non essendo tenuti a conoscere l’effetto delle due operazioni sugli obiettivi prefissati.

Eh si, perché adesso tutto autorizza a consegnare le nostre esistenze ai “praticoni” tecnici, esperti, competenti, siano specialisti sul campo o amministratori della cosa che deve essere sempre meno pubblica, addestrati   in zanzare e per automatica estensione in altre specie, telefonisti, farmacisti, ma anche storici impegnati nella manipolazione e nella sottrazione di scomode verità troppo influenzate anni di dominio della sinistra denunciato da leader europei e nazionali, perché la conoscenza deve essere così, “pratica”, applicata, settoriale,  in modo da non lasciare spazio alle moleste opinioni che vanno autocontrollate e tenute d’occhio per il loro indubbio potere destabilizzante o alla critica sempre sterile perché, appunto come la cultura e i suoi beni, non si può mangiare tra due fette di pane.

Non ha stupito quindi la sortita del ministro della transizione ecologica che auspica una transazione con la conoscenza in modo che quest’ultima rinunci doverosamente ad antiquati valori e arcaiche nozioni portando un esempio che denuncia l’appartenenza a quella categoria di casi umani tiranneggiati da professori severi.

Vien da sospettare che di lui gli insegnanti nemmeno dicessero che era intelligente ma avrebbe potuto fare di più, perché non sempre una carriera di successo rivela particolari qualità intellettuali: anzi la sua si può considerare esemplare di una scalata favorita da fidelizzazione a un “ambiente” aziendalista più che oligarchico, e soggezione  a una ideologia dominante, se spericolatamente afferma esuberando dal suo ruolo istituzionale e dal suo passato accademico: “A noi serve più cultura tecnica, a partire dalle scuole. Soprattutto in un momento di trasformazione digitale velocissimo e impressionante come quello che stiamo vivendo. Fra dieci anni ci serviranno i digital manager per la salute, per l’energia, lavori che nemmeno esistono oggi. Qui il problema è capire se continuiamo a fare tre, quattro volte le guerre puniche nel corso di dodici anni di scuola o se casomai le facciamo una volta sola ma cominciamo a impartire un tipo di formazione un po’ più avanzata, un po’ più moderna a partire dalle lingue, dal digitale”.

Lo sappiamo bene che tipo di guerra sarebbe più funzionale alla sua idea di Progresso, quella di classe condotta verso una popolazione che per garantire obbedienza e conformità con i propositi imperiali, deve diventare sempre più povera di beni, diritti, dignità, valori e principi dei quali proprio il sapere ci rende consapevoli custodi.

Nemmeno vale la pena davanti a una così sfrontata limitatezza e ottusità ricordare che già adesso alla Storia – e si vede – vengono dedicante un paio d’ore di studio settimanale delle scuole medie e superiori, che peraltro i concorsi per i laureati Stem sono stati una “caporetto”, come scrive la stampa, rivelando una impreparazione di base confermata da strafalcioni grammaticali e ortografici replicati in tutte le lingue ufficiali, che gli artefici dei mali della scuola non sono Annibale e Scipione.

Ma semmai consistono nella feroce determinazione della politicanel tagliare risorse per l’istruzione pubblica dirottandole verso quella privata scolastica e universitaria e assicurando loro una presenza dominante, nella non casuale inadempienza amministrativa nel distribuirle, incrementata dalla necessità sancita dalla riforma renziana di partecipare alle campagne acquisti per attrarre studenti/clienti, nella inadeguatezza di strutture, laboratori e strumentazione, e  nel malessere frustrato del personale, demotivato da remunerazioni poco dignitose e da scarso riconoscimento della funzione sociale della didattica.

È che ormai la compagine dei migliori supera in becera torpidezza morale e intellettuale i regimi più rozzi e le dittature più oscurantiste. Ne fanno testo le ultime decisioni motivate così dalla stampa padronale:  “Sui bambini non possiamo permetterci incertezze: dobbiamo difendere due loro diritti fondamentali: il diritto all’istruzione e il diritto alla salute. Il governo deve agire unito, condividendo le decisioni e perseguendo un bene primario, quello dei bambini, che più di tutti stanno subendo gli effetti della pandemia”.

Ancora una volta tutto si riduce a ordine pubblico, la sicurezza delle scuole assicurata da casuali sanificazioni, la digitalizzazione, promossa dal ricorso alla Dad in un paese dove tra quarti delle famiglie sono escluse dall’accesso alla rete,  la profilassi, garantita dalla campagna per la baby-vaccinazione quando da anni prevenzione e cure mediche sono a disposizione solo di chi può pagarsele e dove, proprio come in Grecia, l’abbandono scolastico per motivi economici sta diventando un problema diffuso.

Dovremo aggiornare la massima che recita “aule piene prigioni vuote”, adesso che siamo condannati a sopravvivere in una grande galera comune. Ignoranti e obbedienti, tanto da non accorgerci delle catene.

15 replies

  1. Covid, rissa tra leghisti alla Camera. La rivolta dei deputati Sì Vax: “Borghi? La nostra sciagura”

    Il bergamasco Invernizzi si scontra con l’emiliano Golinelli: “La dovete smettere con le vostre str… anti-vaccini”. E Volpi, ex presidente Copasir, attacca il deputato già No euro.

    GRANDE CAPITOOONEEEE
    Al prossimo giro con tutti i cambi di direzione avrai terminato un elettorato oramai confuso.
    E già di suo un elettore fascio-legaiolo non è una cima.

    Chi vuole dirglielo, a lui e alla fascio coatta peracottara a rotelle che dai paesi africani dell’emisfero australe non arriva nessuno?
    Perchè a destra finora non ho ascoltato gli stessi attacchi riservati ai neri (Quelli raccolti sui barconi vengono sottoposti a tamponi, messi in quarantena ed eventualmente vaccinati) anche verso i decerebrati NOVAX austriaci, sloveni, croati, ungheresi e tedeschi che si infilano dai confini di Nordest?
    Forse perchè aspirano a instaurare in Italia lo stesso clima di instabilità e insicurezza, in un progetto che sfrutti paure e malcontento per impadronirsi del potere?

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  2. oddio, nessuno proprio nessuno no
    visto che uno dei primi con la variante di moda è arrivato proprio qui in Italia
    come il primo che si presume possa aver dato il via alla pandemia in zona
    17 febbraio 2020 Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi che, tra l’altro pare non si fosse recato in Cina,

    qualcuno deve avere un deficit di interpretazione delle notizie

    basta UNO che non venga rintracciato e la diffusione è garantita

    e di gente che per lavoro viaggia in quei paesi ce ne è tanta, e che magari triangola
    voli verso paesi insospettabili (non per negligenza o furberia, magari solo per tour presso clienti)
    quindi certe affermazioni sono fallaci all’origine, ma non perché lo dico io, ma perché è la storia
    che lo insegna

    sul fatto che non possano arrivare con i barconi, non capisco da dove arrivi tale certezza.
    ovvio che, tra quelli che arrivano ora, la possibilità è scarsa, essendo partiti settimane, se non mesi, fa
    quando ancora la variante non c’era, ma quelli che arriveranno tra un mese?

    solo testandoli e mettendoli in quarantena si potrà dire se ce ne sono o meno, non certo
    per convinzioni politiche

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  3. “Il giudice ordina l’ivermectina e il paziente in fin di vita si salva

    Un anziano paziente Covid è guarito dopo che un ordine del tribunale gli ha permesso di essere curato con Ivermectina, nonostante le obiezioni dell’ospedale in cui si trovava e che gli aveva somministrato il costoso remdesivir, ma senza alcun risultato. L’uomo stava morendo e i medici non davano speranze, ma subito dopo l’uso dell’ivermectina si è ripreso In realtà i camici bianchi si sono battuti fino all’ultimo per impedire che il paziente usasse l’ivermectina e dunque per far morire il paziente che è stato salvato solo dopo che un tribunale ha ordinato che un medico esterno potesse usare questo farmaco. L’episodio è illuminante perché illustra in maniera perfetta tutta la mistificazione covidiana e la complicità di troppi medici che si prestano a sostenerla per un po’ di denaro e vale di certo la pena esaminare da vicino la vicenda.

    Innanzitutto l’Ivermectina è inserita nell’elenco dei farmaci essenziali dell’Oms ed è approvato dalla Fda americana per un a serie di patologie, anche se non quelle virali. Tuttavia si è dimostrata preziosa sia in India che in Africa per combattere il Covid tanto che i decessi per Covid sono di gran lunga inferiore a quelli dell’occidente e molte ricerche ne attestano l’efficacia. Dunque non si capisce l’ostinazione a non riconoscerne ufficialmente l’uso anche per patologie originariamente non previste ,ovvero “fuori etichetta” da parte della Fda: forse questa assurda pervicacia deriva dal fatto che Food and drug administration è finanziata al 50 percento da Big Pharma ed è inoltre detentrice di royalties su numerosi vaccini, dunque non di certo un organismo imparziale? Al contrario il Remdesivir, creato dalla Gilead, azienda vicina alla fondazione Gates e a Fauci, quasi vent’anni e che costa circa mille volte di più dell’Ivermectina è stato autorizzato in via di emergenza sebbene abbia una storia quanto mai oscura: era stato studiato contro l’Ebola, ma si era rivelato inefficace e lo si stava sperimentando prima della cosiddetta pandemia, sulla Sars, sulla Mers e su alcune forme di epatite. Ma dove è stato messo a punto e studiato questo farmaco? Potreste non crederci perché la cosa appare curiosamente sinistra: nel famoso laboratorio internazionale di Wuhan. In ogni caso la fondazione Bill Gates ha finanziato in tutto il mondo studi clinici sull’effetto del Remdesivir, compresi alcuni in Italia, sebbene il farmaco sia ancora in una fase sperimentale e i risultati siano estremamente altalenanti come pure le quotazioni di borsa della Gilead. Alla fine di aprile 2020 un rapporto all’Oms, riservato, ma reso pubblico per errore e pubblicato dal Financial Times, portava pessime notizie: la sperimentazione del farmaco in Cina dove si è trovato che il Remdesivir “non ha migliorato le condizioni dei pazienti né ridotto la presenza del patogeno nel flusso sanguigno”. Ma oltre a non migliorare le condizioni dei pazienti, il farmaco prodotto dalla Gilead ha anche “mostrato effetti collaterali significativi in ​​alcuni individui” tanto che sarebbe stato sospeso in ben 18 pazienti su 158. Questo per non parlare dei pessimi risultati degli studi in vitro e sugli animali. Ma intanto la sola Europa ha speso 1,2 miliardi per rifornirsi del Remdesivir.

    L’ivermectina è inoltre molto pericolosa per Big Pharma dal momento che proprio la cosiddetta pandemia ha mostrato che questo farmaco è efficace non solo contro il Covid, ma contro tutte le affezioni virali dell’apparato respiratorio. Ed ecco una delle ragioni della strenua resistenza contro di essa: potrebbe da sola dimezzare i guadagni di Big Pharma, tipo le quasi inutili vaccinazioni antinfluenzali e tutta una serie di altri farmaci.

    Ed ecco la ragione per cui c’è un violento e incomprensibile ostracismo: in America esiste la libertà per i medici di usarla grazie a una legge che prevede la libertà per pazienti a cui sono state diagnosticate malattie o condizioni potenzialmente letali di tentare anche con farmaci non approvati ed è grazie a questa norma che il signor Sun Ngo, 71 anni è riuscito a scamparla. Ma di certo ancora vent’anni fa sarebbe stato scandaloso che dei medici per obbedire a ordini di scuderia favorissero la probabile morte di un paziente e che solo il ricorso a un tribunale scongiurasse un esito fatale. Ma adesso siano in un altro mondo, quello della pandemia e del grande rest di qualsiasi etica e qualsiasi ragione.”.

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  4. Riproponiamo il testo di un commento di un NO-VAX A 5G CHE CE LO TIKONO LE SCIE CHIMICHE pubblicato ieri da unoerre, perché ne vale la pena:

    “Egoisti e altruisti:

    Oggi ho intercettato un post di una “amica” (subito rimossa) che diceva in breve che, visto che i novax terrapiattisti credono che chi si è vaccinato abbia pochi mesi di vita, quei mesi devono lasciarglieli vivere senza rompere i coglioni. Cioè: quella signora ritiene che chi esprime un parere medico dubitativo su efficacia e/o sicurezza dei vaccini (benché suffragato da decine di lavori scientifici, nonché dai dati ufficiali sugli effetti avversi e letali) stia “rompendo i coglioni”. Chi invece sta obbligando intere categorie di cittadini a sottoporsi a questa sperimentazione di massa, pena la perdita del lavoro, la miseria e l’impossibilità di una vita sociale, violando, nel greve silenzio delle istituzioni, un cospicuo numero di diritti costituzionali, è nel giusto e non sta rompendo i coglioni a nessuno? Mi chiedo: a quale livello di lobotomia sono arrivati per ribaltare completamente la realtà? Il fatto è che le campagne mediatiche per far credere che gli interessi miliardari di un piccolo gruppo di aziende farmaceutiche coincidano con la tutela della nostra salute, sono attentamente studiate a tavolino dalle maggiori società di comunicazione mondiali. O credete forse che le frasi di un Bassetti come “Chi si vaccina è figo” siano casuali? Vi hanno fatto credere che spendere sei miliardi e mezzo di euro (per ora) per vaccinare con una, due, tre dosi la popolazione, che comunque continua a infettarsi e infettare, fosse un “dovere civico”. Bene, sappiano coloro che hanno creduto a questa sciocchezza che quella spesa sanitaria incontrollata, incassata da 4 aziende a carico delle nostre sudate tasse, sta sottraendo da un anno la maggior parte delle risorse necessarie a prevenire e curare infarti (600 decessi/giorno), cancri (500 decessi/giorno) e tutte le altre patologie mortali evitabili (900 decessi/giorno). Altro che altruismo. Incominciamo a dire le cose come stanno. Chi sceglie la dispendiosissima politica vaccinale, con il risultato “funzionicchiante” (Galli dixit) che è sotto gli occhi di tutti, sappia che sta togliendo vita e speranza a milioni di malati di altre patologie. Possibile che a nessuno sia consentito avere un dubbio? Con che faccia propongono che i non vaccinati si curino a loro spese dopo che questi ultimi, con le loro tasse, hanno finanziato il più grande spreco sanitario degli ultimi due secoli? Ma tranquilli: è colpa dei novax.
    Qualcuno si è chiesto come mai non vengono richiesti sistematicamente gli esami sierologici degli anticorpi anti SarsCov2? Perché ormai un 35-40% della popolazione è coperto (guarito, cioè protetto per molti anni). Provate a fare un “merge” tra l’80% di vaccinati e il 35-40% di guariti. Con tutta probabilità la copertura reale è del 96-97% della popolazione. E allora perché continuano a obbligare con ogni tipo di ricatto ogni individuo a sottoporsi a un trattamento farmacologico contro la propria volontà? Vi è chiaro che la legge oggi dice che scatta la zona gialla quando il 10% dei posti letto di terapia intensiva è pieno? Quanti posti letto Covid di TI abbiamo in Italia? Quanti per regione? Lo capite che in alcuni ospedali bastano due TI Covid per far scattare la zona gialla? Ma di quale emergenza stiamo parlando? Della variante Omicron che è un simpatico raffreddore? Io credo che la nostra pazienza sia giunta al limite. Migliaia di medici sospesi o radiati per creare una classe medica asservita al regime. Insegnanti che insegneranno l’appiattimento verso le posizioni del mainstream. Militari che impareranno a NON usare la propria testa e il proprio buon senso. E i nostri ragazzi, costretti a vivere in un mondo fatto di mascherine, punturine, gel disinfettanti, paura. Non è il mio mondo. Non lo sarà mai. Siamo in tanti. Abbiamo capito il gioco. Dovremo lasciare le nostre certezze, il nostro stipendio fisso, le nostre abitudini. Lo faremo. Non hanno capito che chi non ha paura di perdere lavoro e stipendio per un principio, non è che poi si piega perché gli vietano lo stadio o l’aperitivo. Siamo sempre di più e ci stiamo organizzando. Tenetevi il vostro mondo di paura, e soprattutto (in particolare voi pediatri finanziati da big pharma) tenete giù le vostre manacce corrotte dai nostri bambini. Noi siamo pronti a morire combattendo per la nostra e per la loro libertà. Stampatevelo nel cervello: la gente come noi non molla mai.”.

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    • Ma Gatto, che stai addì?

      Ma pensi davvero di essere convincente ipotizzando che solo perché un medicinale funziona e costa 1/1000 di uno che non funziona, non ci sia interesse a usarlo?

      Aspetta che ti addocchia Jerome B e Marco Boh, ti faranno diventare un gatto con le chiappe striate!

      A proposito, altro discorso ancora.

      Quercitina: studiata dal CNR, funzionava benissimo. Abbandonata senza una spiegazione dal ministero del Pesce Palla (Speranza)

      Ozonoterapia.

      Ecco, qui devo fare un discorso più lungo. Un amico personale è stato operato di tumore ma non ha potuto fare la chemio o la radio. E’ stato male (2018-2019) per mesi, finché non ha fatto l’ozonoterapia.

      Che l’ha rimesso a nuovo spegnendo le infiammazioni nel suo corpo.

      Il medico che l’ha curato è andato anche a curare i pazienti in vari ospedali con il COVID. E’ riuscito ad ottenere buoni risultati, ma la maggior parte dei colleghi nemmeno sapeva che esistesse l’ozonoterapia.

      Questo dà l’idea di come stiamo messi.

      Eppure, uno studio fatto in un ospedale durante l’emergenza aveva guarito 35 su 36 pazienti.

      E’ incredibile come le terapie, più semplici sono (vedi il plasma del povero De Donno), più se le dimenticano.

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      • @SM et SOMARO CRIMINALE E NEGAZIONISTA
        Siete DUE C0GLl0Nl
        Chi, come, dove, quando?
        Quale paziente ANZIANO, si presume in terapia intensiva o subintensiva, si sia imposto per chiedere il medicinale da lui preferito?
        Era vaccinato o è un’altra favola propagandata da voi NOVAX?

        Le vostre scemenze lasciano il tempo che trovano.
        Sono stufo persino di postare i confronti quotidiani 2020 Vs 2021 su:
        Nuovi contagiati
        Ricoverati
        Occupazione Terapie Intensive
        Persone decedute
        Incidenza ogni 100k abit. fra Vax e No-Vax.
        Confronto fra ITALIA E RESTO DEL MONDO.

        TIRATEMI FUORI QUESTI NUMERI SE NE SIETE CAPACI.

        SIETE OSTINATAMENTE OTTUSl per partito preso, senza alcuna valenza scientifica.
        Persino in Germania guardano a noi come nazione da prendere ad esempio.
        Ma fatevi i clisteri vicendevolmente così placare i vostri bollori.

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      • @NAPOLEONE CON LO SCOLAPASTA IN TESTA:

        TU NE FAI TRE DA SOLO DI COGLIONI!

        IDI0T4!

        “Dovete sapere che, mentre si sta qui a parlar di complotti, vi sono sociologi, antropologi e complottistologi che si interrogano sui perché e i per come di tutto questo cianciare. Fra questi, ingiustamente sottovalutati appaiono i Guerrieri della Verità raccolti intorno all’Osservatorio sul Complottismo: son loro ad aver prodotto il documento “Chi sono i non vaccinati” rielaborando gli spunti di un articolo della sociologa turca Zeynep Tufecki per il New York Times. Interessante è pure la disamina delle varie sottospecie di “complottismo”: a fianco di un banalotto complottismo “spirituale” (frutto dell’amplesso fra il “Fascismo” e la “New Age”, come si evince dallo schema a fianco), esisterebbe pure un complottismo “stocastico”. Leggere per credere.

        Si apprende da questi osservatori che vi sono due categorie di irriducibili verso i quali è possibile esercitare, ahiloro, “solo coercizione”; dai commentatori si colgono invece acute riflessioni su come mettere in atto tale coercizione: si va dall”‘isolamento forzoso in aree apposite” ai TSO coatti. Ai tanti che si riconosceranno nella più irredimibile delle categorie di non vaccinati, quelli che “credono alla plandemia, un piano sinistro totalitario” è dedicata questa risposta alla domanda uguale e contraria rispetto a quella posta dagli osservatori: chi sono i vaccinati? Visto che quest’anno si celebra il settecentesimo anniversario della morte del Sommo Dante Alighieri, una comoda ispirazione viene dalla sua Commedia: essendo quello dei covidisti siringomani l’Inferno sulla Terra, essi verranno divisi in nove cerchi. Tutto è comunque ribaltabile in qualsiasi momento, tramutando “I nove cerchi del Vaccinferno” ne “I nove cieli del Paradiso Chimico”: per questa ragione, non verranno indicate le pene dei “dannati”. Dopotutto, il vaccino è la pena stessa.

        Primo cerchio: i pentiti.

        Prima folgorati sulla via di Pregliasco, son rimasti poi sfolgorati su quella degli effetti collaterali. Alcuni hanno dato catarticamente fuoco alla televisione. Li caratterizza lo zelo incrollabile proprio degli apostati. Meriterebbero almeno il purgatorio honoris causa, ma ormai l’iniezione se la son fatta: hai voglia a cercare avvocati o rimedi miracolosi su Telegram.

        Secondo cerchio: i forzati.

        Dopo essersi tamponati in abbondanza, dopo aver pure rinunciato a una vacanza, dopo aver giurato resistenze a oltranza, anno alfine porto il braccio con ritardo e riluttanza. Un attimo dopo, si sono dichiarati siringati politici. Hanno salvato lo stipendio, si augura loro di non perdere la salute. Vagheggiano di dare il voto alla Meloni alle prossime, decisive elezioni (campa cavallo…). Va detto comunque che di pistole puntate alla tempia, almeno per il momento, non se ne son viste: banalmente, se uno è persuaso che l’intruglio chiamato “vaccino” sia in realtà un veleno foriero di disgrazie, dovrebbe evitare di farselo inoculare a qualunque costo. L’isolamento sociale, evidentementente, è il peggiore degli effetti avversi.

        Terzo cerchio: i tolleranti.

        Sinceri democratici, discepoli di Voltaire e di Pannella, i vaccinati del terzo cerchio teorizzano e, cosa abnorme, praticano la virtù della tolleranza. Punturati con ardore, sono tuttavia privi del fervore missionario degli altri punturati, che li considerano dei no vax appena appena più avveduti. Si batterebbero persino per il diritto a intasare le terapie intensive. Se fossero in qualche modo identificabili, come terza dose gli propinerebbero direttamente il cianuro.

        Quarto cerchio: gli strafottenti.

        Semplicemente, se ne strafottono. Hanno il Green Pass, ma per loro è solo un’altra patente, un’altra cartaccia da possedere per stare al mondo. Non gliene importa nulla dei no vax, dei cortei, delle terapie intensive, delle curve, delle percentuali e degli altri numeracci. Non seguono alcun dibattito, non leggono alcun giornale, del prossimo se ne fottono come e più di prima. Hanno detto loro di siringarsi contro una malattia tremenda, lo hanno fatto e ora si considerano, strafottentemente, “in pari” con la “società”. Gli effetti avversi, misteriosamente, non li tangono proprio.

        Quinto cerchio: i passivi.

        Dante non li considererebbe neppure degni dell’Inferno, ma tant’è. Abituati a prendere schiaffoni e a porgere altre guance, hanno porto braccia e cervelli senza colpo ferire. Purtroppo, sono troppi. E terza dose sia.

        Sesto cerchio: gli ubbidienti.

        Il loro orizzonte è un mondo di bravi bambini che obbediscono, docili e silenti, alle imperscrutabili direttive dei Grandi. L’obbligo vaccinale è la loro Isola che non c’è (ancora). Più le direttive son contraddittorie, assurde, letali, più la loro incondizionata ubbidienza acquisisce uno spessore in grado di dare pure una leggera ebbrezza. Chi sono loro per opporsi a quel che decide il Governo o per mettere in dubbio il pensiero degli Esperti? Quando s’è visto mai che una persona adulta possa disporre della propria vita? Ah, se tutti rispettassero le regole!

        Settimo cerchio: gli altruisti.

        Sostengono altruisticamente una campagna di sterminio e di selezione eugenetica. Non lo hanno fatto per sè, ma per i nonni, per i “fragili”, per gli “immunodepressi”. Si svegliano in realtà nel cuore della notte dall’incubo ricorrente d’essere intubati a sangue. Prime cavie felici della storia, sostengono la necessità e la bontà degli effetti avversi: senza rischio, non ci sarebbe gusto. Indicono petizioni per l’istituzione di campi di concentramento, per tagliuzzare le pensioni dei no vax, per strappare loro i figli in mille Bibbiano d’infamia redentrice. Si preoccupano per gli altri, in definitiva.

        Ottavo cerchio: i militanti.

        La lotta contro i negazionisti no vax e no mask è per costoro la naturale prosecuzione della guerriglia di ieri contro Salvini, della guerra di trincea dell’altro ieri contro Berlusconi, dell’eterna guerra di posizione contro il Fascismo. Avanguardie della rivoluzione granresettarda, sono fautori di uno Stato di polizia sanitaria in grado di tracciare e siringare tutti. Gli effetti avversi non esistono: sono una fake new messa in giro dai nazisti dell’Illinois.

        Nono cerchio: i fanatici.

        Già casalinghi felici all’epoca del primo lockdown, son poi diventati recensori di intrugli e infine profeti dell’Astrasalvezza, della Pfiverità e della vita Moderna. Da mesi telefonano alle Autorità Sanitarie per sapere come fare con la terza dose; quando l’han fatta, han provato un gran senso di vuoto. Il magnetismo della televisione ha assorbito le loro onde cerebrali: ormai, sono una cosa sola. Con questa storia, hanno finalmente trovato una ragione di vita. Desiderano che tutto questo non finisca mai più: quando gli ricapita un’occasione del genere? Andrà tutto bene, ma anche no.

        Vi sarebbe poi il limbo degli pseudovaccinati: i fortunati che hanno vinto alla roulette russa beccandosi il placebo, i vippini che se la sono scappottata grazie a qualche conoscenza, i vipponi che hanno ottenuto il Green Pass versione “Gold” al prezzo di una soluzione salina; l’Inferno, quello vero, lo meriterebbero soprattutto questi ultimi.”

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  5. Gli schiaffi che arriveranno saranno da Primo Carnera.Burioni style state sereni, non siete vaccinati?Piccolissime m

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