M5S, corsa alle restituzioni. “Chi non è in regola non potrà avere incarichi”

I bonifici degli eletti per il Movimento (dopo mesi di arretrati). Negli ultimi sessanta giorni la situazione finanziaria del M5S è lentamente migliorata. Casualità?

(Emanuele Buzzi – corriere.it) – La premessa l’ha fatta qualche giorno fa il tesoriere dei 5 Stelle Claudio Cominardi durante l’assemblea con deputati e senatori. Le casse del M5S preoccupano i vertici e i parlamentari che non versano le cifre destinate al partito «stanno creando un danno all’associazione, questa cosa determina un problema», ha spiegato Cominardi. Una nota dolente, quella dei mancati introiti. «Se si mettono in regola il prima possibile è meglio per tutti», ha aggiunto, specificando che «tutti coloro che intendono assumere un incarico nel Movimento devono essere in regola». Parole che tradotte significano: nessuna nomina nei comitati tematici per i ritardatari, chi non paga rischia di perdere un posto al sole nella rivoluzione contiana. Negli ultimi due mesi la situazione finanziaria del M5S è lentamente migliorata. Casualità? Forse. Ma a spulciare i dati delle restituzioni non si può non notare un effetto-Conte, dovuto magari alla voglia di dare un contributo al nuovo progetto o alle legittime aspirazioni personali dei parlamentari. Sta di fatto che mentre ad aprile, dopo lo strappo con Rousseau, sui conti del M5S venivano accreditati 168 bonifici dei pentastellati (molti dei quali da contiani doc come Vito Crimi, Mario Turco o Stefano Patuanelli, solo per fare qualche nome), a settembre i bonifici hanno superato quota 350 (a ottobre sono stati 222): un segno di un interesse crescente.

Eppure basta fare un passo indietro per vedere quanto l’ingresso del neopresidente abbia pesato (anche) sulle casse dei 5 Stelle. In tutto luglio sul conto dell’associazione che tiene le fila del M5S sono stati accreditati 174 bonifici, il 4 agosto — il giorno dopo l’approvazione del nuovo statuto che ha dato il la alla rifondazione di Conte — i bonifici ricevuti sono stati oltre 60, praticamente un terzo del mese precedente in sole 24 ore. Ma a impressionare — scorrendo i dati — sono anche gli importi. Spiccano gli oltre 26 mila euro restituiti a settembre, con tre bonifici diversi, da Carla Ruocco. Oppure i quasi 15 mila, in due tranche, di Gilda Sportiello. O ancora i 12 mila di Roberto Fico (che del progetto contiano è uno dei massimi sostenitori) e i 14 mila di Luigi Iovino a settembre. Nell’elenco anche Angelo Tofalo (17 mila euro tra settembre e ottobre) e Valentina Corneli (12.500 a settembre). I nomi dei big sono presenti quasi sempre nell’elenco. Da Luigi Di Maio a Stefano Buffagni, da Michele Gubitosa a Laura Castelli: molti scelgono una cadenza quasi mensile. C’è chi invece, come il deputato Maurizio Cattoi, ha eseguito sette versamenti distinti tutti a fine settembre (7.500 euro). Il dibattito interno sulle restituzioni intanto si riaccende. «Servirebbe maggiore chiarezza da parte di chi ha smesso da mesi di restituire — dice un 5 Stelle —. Se una persona vuole partecipare alla vita del M5S deve seguire le regole che ci siamo dati, altrimenti può tranquillamente dimettersi».