Sul Fisco un flop colossale

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Scusate se ci torno per il secondo giorno di seguito, ma il brodino di Draghi spacciato per grande Riforma fiscale non lo posso digerire. Di fronte al momento storico che viviamo, ai miliardi messi con la pala nell’economia globale e all’incertezza per la ripresa della pandemia, un governo serio non può affrontare il tema delle tasse limitandosi a ridurre un’aliquota fiscale.

Le riforme vere sono il taglio e l’accorpamento delle imposte, o persino la Flat tax, non certo qualche euro a chi ha un reddito poco sopra la soglia della fame. Perciò siamo di fronte a una colossale occasione mancata, che solo una stampa di regime come la nostra può celebrare con la saliva vista ieri su molte tv e giornali. E dire che far di calcolo è abbastanza facile.

Quello che i titoloni descrivevano come un taglio delle tasse, in realtà è un aumento della pressione fiscale. Semplificando al massimo, l’ex bonus Renzi da 80 euro, portato a 100 da Conte, costava dieci miliardi. Ora invece la dotazione si ferma a sette. Dunque, altro che taglio delle tasse! Qui ci prendono per fessi e vogliono essere pure celebrati, quando in realtà ci lasciano sotto un cumulo di tributi che le imprese e i professionisti, con gli attuali chiari di luna, potranno onorare solo facendo nuovi debiti e sacrifici.

Un quadro che diventa ancora più insostenibile per i lavoratori dipendenti, che salutano in busta paga metà dello stipendio, mentre se non bastassero le spese che già ci stanno, ora ci morde pure l’inflazione. Dunque, con le tasse facessero quello che credono, ma non spacciassero per successo questo flop monumentale.

6 replies

  1. Per la prima volta concordo con Pedullà.
    Dovrebbe essere un obiettivo di sinistra ridurre le tasse ai ceti medio bassi.

    Non lo fanno e sapete perché?

    Perché sono ladri di polli, i leader di sinistra.

    A chiacchiere, i sinistri vogliono tenerle alte per tenere alto – dicono – il gettito fiscale, così si possono offrire maggiori servizi pubblici al cittadino.

    In realtà sono interessati al PUBBLICO solo perché lo controllano. Controllano appalti ed assunzioni, inventano uffici e reparti a prescindere dalle necessità reali, solo per garantire a qualche rotto in culo della loro cricca (che magari inveisce contro l’evasione dell’artigianato mentre lo invita a non emettere fattura) un bel POSTO FISSO ultratutelato per tutta la vita. Posti da dirigenti o impiegati, a seconda della lingua che lecca.

    Questa è la PARTITOCRAZIA, l’apoteosi del CLIENTELISMO.

    Il pubblico è fatto troppo spesso da società come AMA, ATAC, ALITALIA…

    Si queste alte tasse l’unica certezza sono gli stipendi dimezzati, non i servizi?
    Questo perché gran parte del gettito fiscale viene sperperato in pratiche antimeritocratiche, ovvero clientelari.

    Chi sostiene a spada tratta uno solo dei partiti in Parlamento è complice di questo sistema.

    I oartitocratici del 2021 sono come i fascisti degli anni 20.

    Mi dispiace per coloro i quali credono di stare dalla parte giusta, non bastano i Bersani a cambiare le cose, ammesso che i Bersani (per quanto migliori degli altri) vogliano davvero cambiarle.

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      • bersani chi?
        quello che che con i suoi studi di settore ha decretato la morte di oltre 300 000 piccoli artigiani e commercianti?
        La raffica di fischi con cui Bersani è stato accolto e che ha scandito tutto il suo discorso è la prova del profondo malessere della categoria. «Sono figlio di un meccanico», ha esordito il ministro, cercando il dialogo. Ma non è bastato. E gli applausi sono arrivati solo quando ha ammesso che «sugli studi di settore qualcosa non è andato», ha promesso di «colmare le incomprensioni …

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      • @Cagliostro

        Perfettamente d’accordo con te sugli Studi di Settore!
        Avevo dimenticato che ad introdurli era stato Bersani, che non metterei comunque in cima ala lista dei politici di cui farei volentieri a meno.

        Avevo difficoltà a far ingranare la mia piccola impresa, troppo inesperto, pochi clienti, fatturato ridicolo, spese minime eppure non ero né CONGRUO né COERENTE.
        Come cazzo è possibile, gli SDS sono stati inventati per combattere il nero, io non ho fatto nemmeno un euro di nero e ciononostante non li ho in regola?

        Una commercialista mi aveva invitato ad emettere fatture finte ad un impresa (che avrebbe guadagnato portando il costo in deduzione) in modo da non avere problemi con il fisco.

        Quindi, nel Paese dei ladri di stipendio e degli evasori fiscali, io, piccolo artigiano che licenziato ed in mobilità si stava inventando un modo per campare senza chiedere un cazzo a nessuno, avrei dovuto pagare le tasse su un redditito mai percepito.

        Ovviamente ho rifiutato ma so di alcuni colleghi che accettarono.

        Eccola la politica fiscale di sinistra, rompere il culo ai piccoli e poveri mentre la destra agevola i grandi e ricchi.
        Il combinato disposto di questi due schieramenti è l’Italia di oggi.
        La sinistra ha sempre amato le grandi imprese coi cipputi (di cui io ho fatto parte) ultrasindacalizzati, la Partita Iva è l’ex detestabile “bottegaro” degli anni 70.

        Quindi non aiuta i poveri ma solo quelli che può controllare. Etica zero!

        Eppure basterebbe consentire all’acquirente di portare in deduzione o detrazione il costo della spesa: in questo modo

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    • Si parla, in Italia, di circa 1.000.000 di persone che vivono della politica. Nessu paese può sopravvivere con un fardello di queste dimensioni. Ma se nel nostro paese è facile creare fondazioni, comuni5 montane, province, regioni, municipalizzate etc., è quasi impossibile smontare almeno in parte, questa massa di sanguisughe, che sono corresponsabili via un calcolo non difficile, del tenore di vita di troppi italiani, immutato da vent’anni

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