Il contismo assomiglia al renzismo

(Tommaso Merlo) – Il renzismo sta al Pd come il contismo sta al Movimento. Ebbene sì. Un Pd in crisi nera s’infatuò di Renzi sperando che l’allora stella nascente della politica nostrana risolvesse tutti i problemi del partito. Già, proprio quello che è successo nel Movimento. Scivolato in una crisi nera, il Movimento ha puntato tutto sulla stella di Conte nella speranza che la sua popolarità risolva la grave perdita di credibilità, d’identità e soprattutto di consensi. Ma le similitudini non finiscono qui. Renzi prese voti a sinistra e li portò a destra. Il Movimento prese voti antisistema e li ha portati nel sistema. Già, gli elettori han votato una cosa e alla fine se ne ritrovano un’altra. E in entrambi i casi fu una svolta leaderista. Accentramento cioè dei poteri nella figura di un capo carismatico e l’affidarsi alle sue presunte capacità taumaturgiche. Ma non solo. Anche il renzismo fu caldeggiato dalle classi dirigenti del Pd e avvallato da assise e congressi e applaudito dai militanti. A non gradire fu il popolo di sinistra che visse quella sbandata “a destra” come un tradimento dei propri valori e della propria storia. Proprio come successo nel Movimento in cui le classi dirigenti e gli iscritti superstiti si sono compattati attorno a Conte mentre gli elettori sono scomparsi da intere aree del paese per i troppi voltafaccia. Cittadini che han votato un movimento arrabbiato e antisistema e si ritrovano un conciliante partitino di sistema. Che han votato per una rivoluzione e si ritrovano a partecipare alla restaurazione. Che han votato per la democrazia diretta e si ritrovano il presidenzialismo. Che han votato per spazzare via la partitocrazia e si ritrovano in un partito che tiene pure il moccolo a Draghi, riforma la giustizia con Berlusconi e fa finta di fare la transizione ecologica col partito del cemento e delle trivelle. Già, cittadini che han votato una cosa e se ne ritrovano tutt’altra. Un triste revival. Al Pd la sbandata leaderista finì male. Quando la bolla di Renzi scoppiò, il Pd crollò al suo minimo storico e da allora vegeta attorno a percentuali lontanissime dai bei tempi in cui vaneggiava addirittura di “vocazione maggioritaria”. Il renzismo lacero’ il Pd portando alla scissione di Bersani e poi a quella dello stesso Renzi che se ne andò coi suoi fedelissimi. Anche il Movimento è spaccato tra governisti e movimentisti anche se per adesso vi sono state solo diverse diaspore. Se n’è andata una quantità impressionante di parlamentari e soprattutto di voti e il contismo è destinato ad esasperare certe dinamiche soprattutto se non porterà i risultati sperati. Proprio come successe col renzismo. Alla fine Renzi fu costretto a mollare l’osso dopo le batoste elettorali che spinsero il Pd a tornare sui suoi passi. Ma le similitudini non finisco qui. Renzi inseguiva il grande centro moderato ed inciuciò con Forza Italia. Il contismo insegue invece il grande centrosinistra moderato ed inciucia col Pd ulivista. Da Casaleggio a Prodi. Dal futuro alla preistoria. Ma c’è un lato positivo in tutto questo triste revival. La sbandata renzista lasciò un vuoto politico enorme “a sinistra”. Un vuoto che fece la fortuna del Movimento che incamerò milioni di voti in fuga. Oggi sta succedendo la stessa cosa. Milioni di cittadini delusi dal Movimento non sanno più cosa votare e attendono nuove proposte. Ebbene sì. Cittadini che fuggiti dal renzismo ora fuggono pure dal contismo ansiosi di riprendere il cammino del vero cambiamento per cui avevano votato.

16 replies

  1. Finalmente! Un’analisi che attendevo di leggere sui giornali. Interessante anche sottolineare il medesimo desiderio di modifica della costituzione. Gli arrampicatori rampanti a guardia dei gattopardi.

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  2. 1)”Già, gli elettori han votato una cosa e alla fine se ne ritrovano un’altra. ”

    veramente io, da buona meridionale e campana, nn ho mai votato per stare in un governo con la lega. eppure ci fu il conte 1. voti di “ex elettori di sinistra” furono usati per sostenere la destra, i suoi provvedimenti, e decreti.(vogliamo parlare dell’immigrazione o della legittima difesa?) 2)l’accentramento dei poteri lo abbiamo visto nella figura di grillo, ci siamo dimenticati come e perché siamo entrati nel governo draghi, chi ha scelto cingolani e avallato le espulsioni dei dissidenti? cos’era quella rivoluzione o restaurazione? vedo che la campagna di dibba è iniziata alla grande. l’unico messia che ci porterà il cambiamento. vero merlo?

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    • Creduloni ieri (volgari opportunisti … meravigliosi ragazzi) e oggi, dietro l’attesa di un messia la cui narrazione è fatta di balle da vuoto cosmico. Auguri!

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  3. Pur concedendo al popolo italiano l’attenuante di avere a disposizione una stampa vergognosa (eufemismo), ho una pessima opinione sulla sua capacità di saper decidere bene quando va alle urne. Tranne in una occasione: quando il tema del contendere è la carta costituzionale.
    Al momento, questa prova, sostenuta sia da renzi che da Conte, segna la momentanea differenza tra i due e anche il probabile destino politico politico. La riforma di renzi era pesante, corposa e anche complicata da capire ai più: bocciata; la riforma di Conte era semplicissima, diretta e con un obiettivo molto popolare, cioè tagliare poltrone, stop.
    renzi non si è più ripreso ed è al 2%, Conte naviga in acque ben diverse e riempie le piazze.
    Tutto ciò ad onor del vero e, da parte mia, con posizione molto critica verso il nuovo corso del m5*.

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  4. Merlo, analisi perfetta, ma non esageriamo.
    Fra Conte e Renzi c’è un abisso.

    Conte ha gestito la pandemia in maniera perfetta, Renzi avrebbe fatto come Bolsonari e Johnson.

    Conte è stato il primo Italiano da decenni che si sia fatto rispettare in Europa (a differenza di Gentiloni e Gualtieri ad esempio), Renzi va a fare da scendiletto al macellaio arabo.

    Conte ha portato a casa una montagna di miliardi di cui buona parte a fondo perduto, Renzi avrebbe attivato il MES in un nanosecondo.

    Conte ci ha messo la faccia in prima persona con gli operai dell’ILVA inferociti, Renzi con il suo governo concesse lo scudo penale.
    E così via.

    Poi Conte è un uomo legittimamente di sinistra, che potrebbe a pieno titolo essere il segretario presentabile di un PD con cui dialogare, e c’entra ben poco con il Movimento e la sua storia, ma questo è tutto un’altro paio di maniche.

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    • Conte come premier ha avuto tanti meriti, ha retto una situazione difficilissima, è una persona etica, profondamente per bene e piena di virtù, ma come capo del Movimento non funziona, purtroppo è un pesce fuor d’acqua non un front-man, purtroppo porterà allo sfinimento quel poco che c’è rimasto, credo che l’autore abbia ragione, ma soprattutto quel matto di un matto ci aveva giusto e più di tutti

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  5. Bene che vi sia un giornalismo che osserva la politica con una lente storica, ma male che non vi siano cristi che non riescono ad elevare il tran tran da un totale disastro.
    I politici hanno le orecchie sulle saccocce suonanti dei grandi magnati, che ormai a forma di magnare sono più magnetici del polo nord!

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  6. Se la via è l’immateriale passando dalla televisione alla totale digitalizzazione mi aspetterò anche i gabinetti intelligenti, come progetti futuri ; per esempio oltre al depuratore incorporato , la divisione del liquame e la sua subitanea trasformazione a concime in pastiglie, per aiuole e parchi pubblici, dove robot coltiveranno le patate a km zero.

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  7. renzi era un agente del male, senza pelo sullo stomaco, faccia di bronzo, traditore e bugiardo, massone, con disturbi della personalità e un senso di inferiorità che lo portava a fare il superometto, ladro e con una famiglia di ladri, senza scrupoli ecc ecc …

    Conte per ora mi sembra una brava persona, anche se ultimamente spostandosi verso la partitocrazia perde credibilità a fiumi per il mio gusto.

    Potrebbe essere un buon segretario pd, se il pd fosse un partito e non un altro prestanome del potere, gli chiederebbe di fare il loro leader, e sarebbe un passo avanti per entrambi. O leu …

    Nel M5S non va bene per me, dovrebbe mediare molto meno e difendere le sue posizioni con molta più determinazione.

    Ho un amico che ha votato leu cui dicevo l’anno scorso che presto o tardi si sarebbe accorto di essere grillino. L’ho visto un paio di mesi fa e gli ho chiesto cosa pensasse di Conte e lui ne pensa bene. Volevo andare all’incasso e dirgli che avevo visto giusto a pensare che sarebbe diventato grillino, ma lui giustamente mi ha fatto questa considerazione: non sono io ad avere cambiato e ad essere diventato grillino, è Conte che è diventato di leu.

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  8. Tomaso Merlo, Di Battista e affini, stampa e tv, politici, politologi, sociologi, tutti questi vedono bene M5S all’opposizione, perchè
    secondo loro un partito/movimento cosi fa bene alla democrazia. I primi a crederci sono loro i “veri grillini”.
    Non è importante lottare per contare , l’importante è stare all’opposizione solo cosi Italia sarà salva da ladri e corruttori, da Renzi e
    renzismo, da fratellini e legaioli .Non è importante lottare uniti ,importante è andare come “Dibba Dibba a fare politica

    Di Battista: “Nuovo partito? Tour politico nelle piazze d’Italia, poi valuterò”
    Se ci saranno 40 persone in piazza, ne prenderò atto, ma se saranno in 400, allora dovrò assumermi responsabilità diverse” dice l’ex grillino. “Per adesso faccio quello che più mi piace fare: battaglie politiche. Poi si vedrà”
    I temi
    Monte dei Paschi è solo uno dei temi che Di Battista intende affrontare con i suoi possibili futuri elettori. Si aggiungono “i conflitti di interesse tra politica e finanza, le connessioni tra fondi di investimento, case farmaceutiche e lobby delle armi, una legge elettorale che ci dia la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti, la lotta alla corruzione moderna”. E ancora: “I diritti degli ultimi, i diritti dei padri separati, la classe media al collasso”.
    Tutte belle cose da ottenere stando all’opposizione , oppure oppure sognando il 51%.?

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